Festa Unità di BolognaCiondolando nella mia mezz’ora libera settimanale, ho realizzato di non avervi più aggiornati su quell’avventura interessantissima che è la mia vita.
In un attimo di realismo ho immaginato la vostra esistenza scorrere senza percettibili scosse, in assenza di mie notizie.
Poi ho immaginato quelli che tra voi passano abitualmente da queste parti e da un mese tornano indietro delusi (ragazzi, la vostra vita può migliorare, sento di potervelo assicurare). Così ho pensato che non è carino da parte mia accogliere ospiti senza avere neanche un dolcetto da offrire.
Quando finalmente ho smesso il dialogo schizofrenico, ho dedicato i restanti quindici minuti a scrivere un nuovo post (pssst: è questo!).

Allora: ci sono alcuni inattaccabili motivi se non ho più dato segni di vita. Per esempio, la stavo vivendo. Ma soprattutto -e qui vi sfido a controbattere- sto scrivendo il nuovo romanzo, e per scriverne la prima metà mi sono isolata in montagna, al fresco, dove dormivo con tre coperte mentre qui la gente boccheggiava per il caldo e ingrassavo quella manciata di chili che fanno benessere ma anche incazzare.

Poi sono tornata nel mondo che si muove all’impazzata e sono stata costretta a rientrare nel trenino della quotidianità, quello che ci stritola al ritmo del Gioca jouer e che mi vede sfrecciare tra Genova e Savona per tenere corsi di comunicazione dove vesso allievi innocenti che cercano di corrompermi con cioccolatini e biscotti (riuscendoci), presentare Buona Fortuna in giro, brindare a matrimoni e compleanni, pulire la sabbia dei gatti e tentare disperatamente di scrivere l’altra metà del romanzo. Più le solite varie ed eventuali.

Ma ecco che finalmente arriva il punto in cui dico qualcosa di interessante.

Mercoledì 18 settembre, alle 18.00, sarò a Bologna

alla Feltrinelli di Piazza Ravegnana

insieme a Gianluca Morozzi e ad Alberto Sebastiani

per presentare Buona Fortuna

Era una tappa che aspettavo con ansia: un po’ perché adoro l’Emilia, un po’ perché rivedo amici cari, un po’ perché vogliono portarmi alla Festa dell’Unità dove è stata scattata la foto sopra, un po’ perché quando sono lì mi diverto sempre molto e un po’ perché so che alcuni di voi fremevano in attesa che io passassi dalle loro parti. Passo dalle vostre parti, non avete scuse.
E voi che non siete vicini, mandate amici al posto vostro, ditegli che sto girando con la Zeta di Zorro. E’ vero.