di fiabe, amenità e cose così
  • La principessa sul pisello - cover

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    marzo 6th, 2010Barbarafiabe

    C’era una volta un principe che voleva sposare una principessa, ma doveva essere una vera principessa.

     

    Nell’immenso castello sulle nuvole, dove vivono i personaggi delle fiabe in attesa di essere evocati, si udì uno scalpiccio agitato, un affannoso bussare alla porta e una voce trafelata “Tocca a te. Hanno già iniziato. Devi andare subito!”.

    La bellissima principessa alzò gli occhi al cielo, sbuffando “Che seccatura, ancora con questa storia!”.

     

    Il principe girò il mondo in lungo e in largo per trovarne una, ma ogni volta c’era qualcosa che non lo convinceva. Non che le principesse mancassero, ma non si poteva mai essere sicuri che fossero vere principesse.

     

    “Non ti lamentare, io è tutta la notte che ballo con quell’idiota” le disse l’amica, massaggiandosi i piedi doloranti.

    “Tu almeno hai un soprannome decente” ribatté la bellissima principessa alzandosi rassegnata.

    “Perché, Cenerentola ti sembra decente?”

    “Ti sembran meglio i doppi sensi del mio?”

    Cenerentola e le altre sghignazzarono.

     

    Così il principe tornò a casa, afflitto e scoraggiato: desiderava immensamente trovare una principessa vera.

     

    Il messaggero ancora ansimante la richiamò all’ordine “Devi proprio andare”.

    “Si, si, ho capito, tocca a me. Vado!” rispose lei e, uscendo, sussurrò alle amiche “Io stavolta lo faccio!”

     

    Una notte c’era un tempo orribile: fulmini, tuoni, acqua a catinelle. Da avere paura! In quel mentre bussarono alla porta del castello e il vecchio re andò ad aprire: davanti a lui c’era una principessa. Il temporale l’aveva conciata malissimo, l’acqua le colava dai capelli e dai vestiti, entrava nelle scarpe e ne usciva dai tacchi, eppure lei dichiarò di essere una vera principessa.

    “Questo lo vedremo!” pensò la vecchia regina e andò a prepararle la camera da letto. Impilò venti materassi e sotto tutti mise un pisello. Poi, sopra i materassi mise ancora venti cuscinoni di piuma.

    Quella notte la principessa doveva dormire lì sopra.

     

    La bellissima principessa osservò l’assurdo giaciglio e, voltandosi verso la regina, disse “Non saranno pochi?”

    La regina, presa in contropiede dalla battuta non prevista, alzò un sopracciglio e replicò “Mai abbastanza per una vera principessa”.

    “Già, certo. Una fortuna che i soffitti siano alti, in questo castello…” sospirò la bellissima principessa, inerpicandosi sul letto. Poi, voltandosi verso la famiglia reale, domandò “Che sono una principessa vera ve l’ho già detto, giusto?”

    I tre -re, regina e principe- annuirono perplessi.

    “Bene, volevo esserne sicura” e con questo dette la buonanotte.

     

    La mattina dopo le chiesero come aveva dormito.

     

    “Meravigliosamente” rispose lei serafica.

    Ciò gettò nel panico tutti e un bisbiglio corse veloce per la stanza “Ha detto meravigliosamente! E ora che facciamo?”.

    La bellissima principessa scoppiò a ridere e disse “D’accordo, d’accordo, scherzavo. Ho dormito orribilmente, non ho chiuso occhio, c’era qualcosa che mi dava fastidio, sono piena di lividi eccetera”.

    La regina, un filo disorientata, cercò conferma “Per caso avevi la sensazione di essere coricata su qualcosa di duro?”

    “Ecco, esattamente quella sensazione” ribatté sorridendo la bellissima principessa sedendosi al tavolo della colazione e aprendo con delicatezza il suo uovo alla coque.

     

    Capirono così che era una principessa vera, dato che aveva sentito il pisello attraverso venti materassi e venti cuscinoni di piuma. Solo una vera principessa, infatti, avrebbe potuto avere una pelle così sensibile.

     

    “Già. Ve l’avevo detto che ero una principessa vera, ricordate?” domandò lei, intingendo un croccante grissino nel tuorlo tiepido.

    Il principe, che avrebbe dovuto essere raggiante, riuscì a stento a celare l’imbarazzo “Ma noi…”

    “Ma e ma! Ti serve la mamma per trovare moglie?” lo canzonò lei con un dolce sorriso e uno sguardo pungente  “Non sarà un legume a decretare la mia nobile origine. Se dico di essere una principessa vera nessuno deve dubitarne” dichiarò lei, senza alzare il tono della voce, come solo una vera principessa sa fare.

    Nell’immenso castello sopra le nuvole tutti erano in concentrato ascolto. 

    “Voi, piuttosto…” aggiunse la bellissima principessa invitando gentilmente la cameriera a sparecchiare “Un re che apre la porta del castello. Una regina che prepara il letto degli ospiti. Un principe che gira il mondo per trovare una sposa e non riesce mai ad accontentarsi. Tch tch tch…”

    Di fronte a lei e più in alto, verso il cielo, uno sbigottito silenzio.

    “Bene, vi ringrazio dell’ospitalità e torno nel mio reame” annunciò lei, alzandosi.

    La regina diede una gomitata al figlio, imponendogli con lo sguardo di intervenire con sollecitudine. Il principe sovvenne la propria parte e la snocciolò con impeto “Ma io ora sono finalmente persuaso che tu sia una vera principessa e desidero prenderti in sposa!”

    Lei scoppiò a ridere.

    “Grazie. Ma io no.”

    Il silenzio che seguì consacrò quel giorno come uno dei meno ciarlieri del reame.

    “Oh, andiamo. Solo perché ho dormito una notte su un pisello, ora devo sposarmi?” esclamò lei, divertita.

    La regina intervenne disperata “Ma cara, ti rendi conto che così cambi la storia?

    “Maestà, con tutto il rispetto, sarebbe anche l’ora. Accetti un consiglio:  trovi un bel principe per suo figlio, lo renda felice e vedrà che regnerà bene”.

    La regina annuì, rassegnata. Il principe sorrise, sollevato. Il re ne approfittò per toccare il fondoschiena alla cameriera la quale, finalmente, gli diede un manrovescio. La principessa salutò e tornò dalle amiche che la accolsero con un applauso fragoroso.

     

    “Papà, ma era proprio così, la fiaba?” domandò una bimba con gli occhi socchiusi dal sonno.

    “Ieri no, tesoro, ma è questo il bello delle fiabe. Sono magiche” le rispose il papà, rimboccandole le coperte e dandole il bacio della buonanotte.

     

     

    E per restare in tema di cover, stasera a Milano

    COVER PARTY

    musiche, letture & premiazioni del concorso di

    Letteratura rinnovabile
    sabato 6 marzo 2010 dalle ore 18.00

    Libreria FNAC - Via Torino 45, Milano

     

    Sarà una festa con musica e letture all’insegna della cover.

    Marco Casa, giornalista e sceneggiatore, legge le cover degli 8 vincitori del premio.

    Filippo Monico (batteria e percussioni) & Giovanni Falzone (tromba) si esibiscono in cover e improvvisazioni musicali di ogni genere.

    Presenta Maurizio Matrone, autore di Il commissario incantato (Marcos y Marcos).

     

    Se io abitassi a Milano ci andrei.

     

     

     

     

     

     

2 Responses to “La principessa sul pisello - cover”

  1. Ahahahahahhahaa. La adoro.

    Barbara Risposta:

    :0)
    Ero sicura che ti sarebbe piaciuta.
    Buon otto marzo, donna!