• gennaio 6th, 2010Barbarabarbara

    Non era una strega, povera vecchietta, era l’ultimo strascico dell’anno passato, con vestito lacero e scarpe bucate. Portava voti e buoni auspici. Voti ai buoni e ai cattivi, buoni auspici per l’anno appena nato.
    La mia Befana passava dal camino (sempre avuto camini nelle case dove ho vissuto, penso proprio per la Befana dato che Babbo Natale passava dal soppalco e non chiedetemi perchè).
    Comunque lei passava dal camino e mi lasciava una scarpa di cioccolato buonissimo pieno di dolcezze.
    Ovviamente -da bambina ingorda e incontentabile qual’ero e qual’è qualunque bambino- non mi bastava, per cui appendevo la mia calza al camino esprimendo di anno in anno aspettative sempre maggiori.
    Non vi dico quando ho scoperto che potevo appendere i collant…

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  • dicembre 27th, 2009Barbarabarbara, blablabla

    Si, lo so, oggi non ho scritto niente sul sito.
    Ero troppo impegnata a fare niente.

    Ieri notte ho conquistato il letto verso le due, grata e bisognosa di molto riposo. Perchè il mio SantoNatale è uno e trino, comincia il 24 sera e finisce il 25 notte con le mie tre famiglie: materna, paterna, amici. E non rinuncerei a nessuno dei tre, ma ciò comporta un tour de force che solo in pochi sarebbero in grado di reggere. Comincio a dubitare di essere tra quei pochi, tra l’altro.

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  • dicembre 4th, 2009Barbarabarbara, dicono di me

    Ieri a Santa (che tutta intera fa Santamargheritaligure, per gli amici Santa) il cielo era plumbeo, le nubi incombevano e sottile pioggerellina si infilava gelida tra le pieghe di vestiti e capelli.
    Un clima del menga, in sostanza.
    Senza degnare di molta attenzione il tempo, pur sapendolo permalosissimo, sono arrivata in perfetto orario (ovvero con il consueto anticipo che il mio lato svizzero m’impone) alla Casa del Mare, sul porticciolo, pronta a fare qualche amabile chiacchiera con i due o tre eroi che avevano deciso che io potessi essere più interessante di un pomeriggio al caldo, sul divano di casa, con la tv accesa o un buon libro.
    Quindi non ero affatto preparata ne’ alla quarantina di persone presenti, ne’ a un servizio fotografico in piena regola.
    Wow
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  • novembre 28th, 2009Barbarabarbara, libri

    L’albero delle lettere è un piccolo, magico posto nei vicoli di Genova.
    E’ un tuffo nel mondo dell’infanzia, dove ti aspettano sornioni i cappuccetti colorati di Munari e le fiabe dei Grimm, le storie di Shaun Tan e le avventure di Olivia di Ian Falconer.
    Ad accoglierti, con gli occhi che brillano e la contagiosa voglia di parlar di fantasia, c’è una fanciulla apparentemente umana ma che non mi stupirei di scoprire magica.
    Sono bastati pochi minuti e già concordavamo sulla bellezza delle fiabe classiche e sull’ottusità di certi genitori (che non capiscono, è inutile, non capiscono che queste cose ai bambini piacciono e divertono. Ma perchè non lasciano che in libreria ci vadano i bimbi da soli e si prendano quello che vogliono? ), mentre lei estraeva da anfratti colorati libri meravigliosi di cui mi sono innamorata fin dalla prima pagina.
    Va da sè che sono uscita da lì con una pila di volumi (l’alibi dei regali di natale è ancora uno dei più efficaci) tra cui uno per me, che volevo da tempo: Oggetti smarriti di Shaun Tan, edizioni Elliot.
    oggetti-smarriti

  • novembre 27th, 2009Barbarabarbara

    Ciao Emma.
    Sei arrivata oggi, ti aspettavamo.
    Non è che ti abbiamo preparato un gran bel mondo ad accoglierti, lo so, ma hai un’intera vita per godertelo e per dare il meglio di te. O il peggio, se ti diverte di più.

    C’erano una volta le fate madrine, che ormai si nascondono nei bui meandri di flebili memorie, ma ti assicuro che un tempo erano tipe grandiose che facevano doni fantastici.
    Se io fossi una di loro -e io potrei anche esserlo, sennò non vedo chi- ti porterei in dono uno scrigno di cose speciali che ti aiutino a fare della tua vita un’esistenza degna di essere vissuta e soprattutto te una persona speciale che valga la pena conoscere, di quelle che non si vogliono perdere e che non si possono dimenticare.
    Tu cominci oggi un’avventura. Ed è la tua, solo tua.
    Divertiti, ma divertiti davvero. E ridi molto. Sii amata e ama. Gioca tantissimo. Circondati di amici veri. Coltiva le tue passioni e abbi fiducia nei tuoi talenti. Credi in te stessa e rispettati. Abbi fortuna, perchè serve, oh se serve. Sii arguta e intelligente. Studia, incuriosisciti, ascolta, osserva. Sii integra. Fai le scelte giuste e non ti accontentare. Impara a perdere e impara a vincere. Sii soddisfatta, serena e appagata ma meritatamente. E non diventare una velina, sennò ritiro tutto.

    Barbara
    una zia un po’ bislacca, con cui divertirsi quando ti leggerà le fiabe da piccola e con cui avere pazienza quando ti farà ascoltare Gaber da grande, con cui sbuffare quando ti consiglierà di diffidare dei principi azzurri e con cui essere complice quando ti farà scoprire dove fanno il cioccolato buono

  • novembre 22nd, 2009Barbarabarbara, c'era una svolta

    Venerdì 20 novembre, atteso d-day.
    Prendere ferie per riposare senza riuscirci, massaggio, parrucchiera, decidere di farsi la frangia dopo vent’anni, telefonata alla Betty, l’amica autorevole, lei sul serio, in materia di fiabe, ascoltare e prendere mentalmente nota degli archetipi e del valore delle iniziazioni sociali, scapicollarsi alla stazione, riabbracciare il Moroz imbottito e annunciargli i 19 gradi della giornata, focaccia appena sfornata, caffè, racconti di New York, Sara e Ale arrivati da Bassano, aperitivo con la mia squadra fiquissima, ghetto regalo strepitoso (e ancora segreto, per voi), guardare l’ora e fiondarsi alla Fnac, evitando di farsi investire dagli autobus di via venti.
    Fnac.
    Farfalle nello stomaco.
    E poi…
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  • novembre 21st, 2009Barbarabarbara, c'era una svolta, senza categoria

    Ho ancora troppo sonno per concentrarmi su cosa scrivere.
    E tra poco devo (sigh) accompagnare lo scrittore più bravissimo alla stazione.
    Poi arrivano le mie amiche più bellissime a trovarmi.
    Quindi prometto un post su com’è andata la presentazione di ieri alla Fnac di Genova. Ma non oggi.
    Sappiate però che è stata strepitosa.
    Eravamo TANTISSIMISSIMISSI e non mi basta questo spazio per ringraziare tutti i presenti (anche quelli che non conosco, perchè, incredibbbole, c’erano anche persone che non conoscevo! Cioè, proprio come a una presentazione vera, ecco).
    E poi la mia Squadra Fiquissima, i miei amici fantastici, un tipo che lui sa chi è e la mia famiglia che non cambierei per nulla al mondo erano lì, quindi credo proprio di aver vissuto uno di quei dieci momenti più belli della vita.

    Bello bello bello.
    Si vedeva molto che ero agitatissima?

  • novembre 20th, 2009Barbarabarbara, c'era una svolta, ci vediamo a

    Sono agitatissima. Lo dico subito così mi levo il pensiero.
    Il pensiero di dirlo, intendo.

    Oggi ho preso un giorno di ferie perchè, mi sono detta, la prendo con calma, mi rilasso, dormo un po’ di più, poi vado a farmi un massaggio, poi dalla parrucchiera, poi alla stazione a prendere Morozzi, poi aspettiamo Sara (La Lando), poi supplicherò di farmi ubriacare e poi si va alla FNAC dove, alle 18, incontro amici, parenti e magari qualche aspirante lettore.

    Ah ah ah
    Cos’è che volevo fare io?

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  • novembre 14th, 2009Barbarabarbara, c'era una svolta

    Auto o treno? Treno o auto?
    Il buon senso suggerisce di prendere il treno. Sempre. Non perchè i treni siano nell’elenco dei posti migliori dove passare qualche amena ora di trastullo, ma perchè si evita di inquinare la strada con i nostri tubi di scappamento, perchè si risparmia, perchè non si rischia di finire accartocciati a causa di nebbia/neve/asfalto scivoloso/imbecilli rombanti/colpi di sonno/etc e perchè non ci si stanca.
    Quindi prendo l’auto. Ovvio, no?

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  • ottobre 30th, 2009Barbarabarbara

    Ogni volta che si avvicina il mio compleanno vedo i volti e sento i toni di amici e familiari trasformarsi.
    Chi si ingegna per carpire idee, chi fa domande sibilline, chi si aggira per casa mia scrutando gli angoli, chi supplica disperato uno straccio di indizio.
    Perchè, narra un’infondata leggenda metropolitana, pare che il mio sguardo, all’apertura di un pacchetto contenente un regalo sbagliato, si tramuti in quello di una specie di orrenda creatura mitologica che pur sorridendo scaglia fulmini, esprime disprezzo e stilla gocce di ghiaccio appuntite.
    Uff, esagerati.
    Nessuno che riconosca come sono diventata dolce e malleabile negli ultimi anni!
    E per dimostrare quanto sono deliziosa, pubblico una wish list con ben 48 ore di tempo per attivarsi.
    Cosa che, per inciso, ne’ amici ne’ familiari fanno MAI quando arrivano i loro compleanni o, peggio, il temibile santissimo natale.

    E via con la wish list.

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