barbara fiorio
di fiabe, amenità e cose così-
luglio 6th, 2010barbara
Scrivo dalla laguna della pressione bassa, scivolando lentamente sui tasti nella rassegnata attesa di liquefarmi.
Se a un certo punto, su questo schermo, le frasi sensate lasceranno spazio a una qualsiasi lettera ripetuta ad libitum, venite a rialzarmi dalla tastiera e fatemi sdraiare tenendo le gambe in alto (le mie, non le vostre, sennò diventa un filo complicato).
Prima o poi riprenderò conoscenza (fate con calma, che di tornare alla consapevolezza che siamo solo all’inizio dell’estate non ho fretta).Detto ciò, invoco il vostro aiuto: questa è la drammatica stagione della crisi d’astinenza per i dipendenti da serial tv. E io sono una dipendentissima da serial tv. Issima proprio.
Forse non tutti sanno che i serial fanno come le scuole: vengono realizzati e trasmessi dall’autunno alla primavera. Poi pausa. Nel frattempo si danno le repliche o si dà per scontato che la gente abbia una vita.
Maledetti.Io, che da serial dipendente professionista non aspetto certo che le puntate vengano tradotte e arrivino in Italia con il solito anno di ritardo, figurarsi!, scarico tutto dalla Rete e divoro famelica grazie ai sottotitoli in italiano.
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giugno 10th, 2010barbara
Durante una delle mie passeggiate ho realizzato che Bruce Springsteen non va bene per il mio ipod (be’, in fondo dicono che l’attività fisica costante, dopo un po’, porti all’illuminazione, no? A ognuno le sue.).
In casa va bene. Quando cucino, pulisco, argizogolo.
Ma quando passeggio no.
Perché quando cammino io ne approfitto per vivere vite parallele, come ritengo facciano tutti (vero?).
E quando cammino con la musica nelle orecchie io ballo. Perché nella mia vita-parallela-con-la-musica-nelle-orecchie io sono una strepitosa ballerina.
Quindi voi vedete me per strada, ma in realtà sto volteggiando su un palcoscenico o in mezzo a una pista da ballo. E, credetemi, sono una ballerina coi controfiocchi. Niente danza classica, ne’ ballo di coppia. Più una roba alla Flashdance, Fame e giù di lì.
Springsteen non mi dà soddisfazione, non è ballabile, non riesco a creare coreografie sulle sue canzoni. P’cato.E voi? Quali sono le vostre vite parallele preferite?
Che avventure vivete quando camminate o correte o passate l’aspirapolvere? -
maggio 31st, 2010barbara
In attesa che le previsioni di Paolo Fox si avverino (in caso contrario io e Sara stiamo preparando oggetti contundenti da utilizzare all’uopo sull’astrologo) ho deciso di sollazzarmi leggendo un paio di manualetti di auto-aiuto che mi sono stati spiritosamente donati (e che, per pudore, non inserirò nella mia libreria su Anobii).
La mia parte cinico-sarcastica ha ancora i crampi al naso da quanto lo ha tenuto arricciato.
Niente in contrario al pensare positivo, sorridere alla vita, ringraziare le divinità più simpatiche, scacciare i pensieri negativi, evitare come la peste il pessimismo e le persone pese, credere in se stessi e salutare il sole, quando c’è.
Ma, parafrasando Moccia (che mi sembra perfettamente in tema), Scusa se mi sento idiota.Non sono americana e, per questo tipo di approcci all’esistenza, aiuterebbe.
Così, determinata nel mio progetto niente niente ambizioso che temporaneamente chiameremo M’illumino d’immenso, ho optato per alcune pratiche concrete che, ne sono certa, porteranno benefici. Non starò a elencarvele tutte perché in buona parte saranno anche un po’ fatti miei, ma, ad esempio, ho introdotto una nuova abitudine: La Passeggiata.
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Cleo è la gattina di mia zia.
E’ stata trovata a dicembre in una specie di stalla diroccata a mille metri nell’entroterra, un paio di giorni prima delle grandi nevicate, e ben due veterinari hanno dedotto avesse un mese e mezzo, all’epoca.
Invece, si è scoperto dopo, ne aveva più del doppio. Ma era piccola, gracile, denutrita, rachitica e lì lì a una zampa dal defungere.
Cleo adora gli umani e detesta i gatti.
Cleo, questa settimana, è ospite di casa Fiorio-Gatti. E Gatti non è il cognome di un mio marito immaginario ma gli altri due terzi del branco.
In poche parole, Cleo -che d’ora in poi chiameremo eufemisticamente Piccola Iena- è in colonia forzata a casa mia e deve convivere con un Cioccogatto grigio e un Danno Permanente nero.
Il Cioccogatto grigio è chiamato anche il gatto abbraccione, elemosina coccole senza pudore e vuole bene a tutti. E’ di una dolcezza disarmante.
Il Danno Permanente è una nera pazza scatenata che ha continuamente da ridire, da correre e da giocare. E’ buffa e ridicola come un muppet.Alla Piccola Iena non piacciono il Cioccogatto e il Danno Permanente.
Decisamente no. E non ha perso tempo con la diplomazia.
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maggio 27th, 2010barbara, l'angolo del menaggio
Quando tempo fa un’amica mi ha telefonato allarmata per chiedermi Tutto bene? con quel tono preoccupato di chi in realtà è assolutamente certo che no, non vada tutto bene per niente, mi è suonato un campanello d’allarme.
Perché era così in ansia per me?
Perché quel giorno non avevo scritto niente sulla mia bacheca di facebook.Oh. Mio. Dio.
Come un’illuminazione mistica mi si è svelato un sottomondo che fino a quel momento mi era sfuggito: la gente prende sul serio facebook. Peggio: la gente SI prende sul serio su facebook.
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aprile 30th, 2010barbara
All’inizio dell’anno Paolo Fox ha dichiarato che aprile sarebbe stato in assoluto il mese peggiore per me. Se avessi ascoltato Paolo Fox all’inizio dell’anno avrei potuto correre ai ripari in qualche modo, tipo ibernandomi.
Ma quest’oracolo mi è stato segnalato solo da pochi giorni e altro non mi è rimasto che prenderne atto (però, gente, da adesso in poi non ce n’è più per nessuno, fatemi ciaociao perché sto per decollare. Secondo Paolo Fox).In effetti mi vengono in mente almeno un paio di motivi per cui escludere aprile 2010 dalla rosa dei mesi migliori e giusto stamattina, uscendo di casa con Sara (che è volata da Bassano del Grappa per farmi mangiare pansoti al sugo di noci e focaccia al formaggio e che se ne è ripartita satolla e riposata), le ho detto Dai, oggi è l’ultimo giorno di aprile! Finalmente questo mese è finito (con l’ingenuo pensiero che i casi della vita siano scanditi dal calendario gregoriano…).
Temo che Aprile fosse a tiro d’orecchio. ’stardo.
Nell’arco di un minuto ci rendiamo conto che il treno è già sul binario, al contrario di noi, e io, con in mano il biglietto di Sara da timbrare, mi lancio in uno scatto felino scapicollandomi su per le scale, urlandole Lo fermo io, lo fermo io!, timbrando al volo e…
…e andando a sbattere FORTISSIMO contro la porta di metallo che, le va riconosciuto, è sempre stata lì.
Per fortissimo intendo dire che si è proprio sentito SBENG. -
aprile 27th, 2010barbara, blablabla, menti contorte
Ognuno di noi è fornito di svariate problematiche.
In modo molto generico io le distinguo in varie sottosezioni: ci sono i problemi di comportamento (le intolleranze, le modalità di reazione, la tipologia di comunicazione a seconda degli stati d’animo, etc); ci sono i problemi caratteriali altresì detti difetti (e ce ne sono di appuntiti, di più smussati, di sopportabili, di sgradevoli, etc); ci sono i problemi irrazionali (tipo le fobie, come quella del mare) e infine ci sono i problemi buffi (le manie, le abitudini difficili da abbandonare, i modi precisi di fare alcune cose, i rifiuti a priori che però non danneggiano nessuno, etc).
Poi ci sono i problemi esterni e contingenti ma quelli non necessariamente ce li trasciniamo addosso per una vita.Bene, nella lista dei miei problemi buffi, oltre al fatto che io faccio liste, ci sono varie cose che non è assolutamente necessario elencare adesso ma tra queste ce n’è una che ogni volta mi soprende offrendomi differenti e insospettabili interpretazioni del mondo che mi circonda al quale, lo confesso, non sempre sono sicurissima di appartenere.
Un esempio fresco fresco.
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aprile 16th, 2010barbara
Nei film, ma non solo, la testimone di nozze è quella che organizza terrificanti addii al nubilato rigorosamente riservati alle donne; che parte come un segugio alla ricerca dei gadget più volgari ma che si fa finta siano tanto simpatici e spiritosi; che, nel peggiore dei casi, contatta un’agenzia di modelli e ballerini affinché, dietro compenso, si dimenino a ritmo musicale e, dopo essersi accuratamente denudati, struscino tutto il loro sudore sulla nubenda; che indirizza amici, parenti, colleghi e passanti casuali alle varie liste nozze dando precise indicazioni sui regali migliori; che suggerisce alternative fuori lista “perché lei conosce bene la sposa”; che gira per settimane alla ricerca di cosa mettersi (poiché è fondamentale avere un abito nuovo di zecca e possibilmente costosissimo, meglio ancora se non lo indosserà mai più nella vita) e che assiste commossa alla prova vestito della sposa, evitando accuratamente di non colarle il mascara sulla spalla quando l’abbraccia felice per il di lei coronamento d’amore.
Più o meno è questa l’idea che ho sempre avuto del ruolo della testimone di nozze.
A me hanno chiesto di farlo tre volte.
Tre amiche.
Ognuna delle tre speciale, per un motivo o per l’altro.Sarà che sono mie amiche o sarà che se hanno scelto me come testimone un motivo ci sarà, ma noto alcuni comuni denominatori del tipo:
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gennaio 6th, 2010barbara
Non era una strega, povera vecchietta, era l’ultimo strascico dell’anno passato, con vestito lacero e scarpe bucate. Portava voti e buoni auspici. Voti ai buoni e ai cattivi, buoni auspici per l’anno appena nato.
La mia Befana passava dal camino (sempre avuto camini nelle case dove ho vissuto, penso proprio per la Befana dato che Babbo Natale passava dal soppalco e non chiedetemi perchè).
Comunque lei passava dal camino e mi lasciava una scarpa di cioccolato buonissimo pieno di dolcezze.
Ovviamente -da bambina ingorda e incontentabile qual’ero e qual’è qualunque bambino- non mi bastava, per cui appendevo la mia calza al camino esprimendo di anno in anno aspettative sempre maggiori.
Non vi dico quando ho scoperto che potevo appendere i collant… -
Si, lo so, oggi non ho scritto niente sul sito.
Ero troppo impegnata a fare niente.Ieri notte ho conquistato il letto verso le due, grata e bisognosa di molto riposo. Perchè il mio SantoNatale è uno e trino, comincia il 24 sera e finisce il 25 notte con le mie tre famiglie: materna, paterna, amici. E non rinuncerei a nessuno dei tre, ma ciò comporta un tour de force che solo in pochi sarebbero in grado di reggere. Comincio a dubitare di essere tra quei pochi, tra l’altro.

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