lamarotanteLa guardo con cattiveria, la vitupero ad alta voce e coltivo giorno dopo giorno un odio sempre più insano nei suoi confronti. E’ la lama rotante del Bimby. La fottutissima lama rotante del Bimby. Mentre io, il Bimby, lo devo amare. Lo voglio amare.
Un passo indietro.

Ricordate cos’avevo scritto della Setta del Bimby quattro anni fa?
Ecco.
Ci hanno regalato il Bimby. Avevo giurato che non lo avrei mai comprato, ma ce lo hanno regalato, quindi, piena di ottimistico entusiasmo, ho affettuosamente messo in pensione il mio meraviglioso robot da cucina -con me da circa 18 anni e che non mi ha mai deluso una volta- e ho fatto spazio al nuovo arrivato.

Siccome era impellente il desiderio di preparare dei muffin al doppio cioccolato, ho iniziato con quelli. Non con la mia collaudata ricetta, quelle me le devo scordare, ma il sito apposito è talmente ricco di alternative dedicate che mi sono riempita di fiducia.
Ne ho scelta una, l’ho seguita pedissequamente e ho ottenuto una poco promettente poltiglia, niente a che fare con quei begli impasti che fanno plof quando cadono dal cucchiaio nella pirottina. I pezzetti di cioccolato all’interno erano quasi tutti triturati all’infinitesimo dalla lama rotante (da adesso la Fottutissima Lama Rotante), ma in fondo, mi son detta, l’importante è che vengano dei muffin buoni.
E i muffin erano buoni. Come quelli che preparo senza il Bimby, mettendoci lo stesso tempo.
Però ho pesato tutto direttamente nel boccale.

Presa dal sacro fuoco delle buone intenzioni e sempre determinata a farmi contagiare anch’io da quell’alone di nirvana che circonda i titolari di Bimby, ho deciso di provare quella che -mi dicono- è una delle sue performance più ineguagliabili: il purè. Il purè del Bimby pare essere la semplicità fatta capolavoro.
E sicuramente lo è, per chi è abituato al purè in bustine.

Colpa mia, non ero nello spirito giusto. Non dovevo fare ciò che faccio abitualmente, col Bimby ha senso fare quelle cose che altrimenti non faresti, perché ti mancano il tempo, la voglia o la capacità.
Così, una sera in cui avevamo voglia di pollo con verdure e non avevamo voglia di spignattare, ho compulsato il sito di ricette apposite, ne ho trovata una perfetta al caso, di una ragazza a cui auguro minimo tre taglie in più, e l’ho seguita passo dopo passo, ripetendomi il mantra “Se viene bene ho svoltato“.
Alla fine avevo uno stracotto di pollo e verdure. Frullato.
Non ho svoltato.

Io lo so di chi è la colpa. Lo so. Il Bimby è magico, il Bimby fa tutto, il Bimby è inattaccabile. E’ la Fottutissima Lama Rotante dentro il Bimby che rovina ogni cosa. E’ lei la devastatrice.
Voi mi direte: non attivarla. Non si può. Mi direte: toglila. Non si può. Mi direte: falla andare al minimo. L’ho fatto, ma capite anche voi che se mettete del cibo solido in un recipiente dove, per mezz’ora, una Fottutissima Lama Rotante gira, per quanto lenta, alla fine ne avrete una poltiglia. Qualunque cosa sia.

Mogia, sono andata a confessarmi da una sacerdotessa del Bimby.
Io voglio disperatamente amarlo -le ho detto- ma non ne fa una giusta“.
Ma come? -mi ha detto lei sgranando gli occhi piena di sconcerto- Col Bimby fai TUTTO“.
Al ché l’ho guardata con lo stesso sguardo che dedico alla Fottutissima Lama Rotante, mi sono alzata dall’inginocchiatoio, mi sono seduta di fronte a lei e le ho chiesto, mantenendo la calma: “Per tutto, cosa intendi esattamente?“.
Ed è partito un lunghissimo elenco di cose che non ho mai sentito il bisogno di fare.

Ora guardo la pasta frolla con occhi diversi, e così la crema pasticciera, le marmellate e gli omogenizzati.
Ho risolto i regali di Natale. Il Bimby è la svolta.