TortelliniBologna è stata uscire dalla nuova stazione senza perdersi, dare e ricevere il primo abbraccio grande, bere una centrifuga mela, zenzero e fragole raccontandosi la vita, distribuire pandolci e canestrelli, altri abbracci grandi, Stai bene? Sto bene,  bere qualcosa prima di, Sarà il caso di andare?, Sarà il caso di andare, la Feltrinelli di Piazza Ravegnana, la saletta di sotto, la pila nel microfono che Morozzi aveva consumato e poi Buona Fortuna, Caterina, Margot e anche Tormento, leggere Mi fa male e l’uomo del piede sinistro, e Ti abbiamo seguita qui sopra, Potevate dirmi che mi riprendevate, mi truccavo meglio e soprattutto Dove andiamo a mangiare? Osteria verace ma tipica? , va da sé che voglio quella, voglio le tagliatelle al ragù, e si parte tutti insieme perché E’ aperta sicuramente, ma è chiusa, si ride e si va da Marcello, che uno pensa sia a casa di un amico e invece si ritrova nell’osteria di un cuoco d’eccellenza che odia il lambrusco, e le tagliatelle non ci sono stasera, ma ci sono i tortellini con la crema di parmigiano e me ne faccio rapidamente una ragione. E si brinda, si chiacchiera, si ascolta Louis Armstrong per ore, ci si saluta a malincuore, promettendo di rivedersi al più presto e si va a dormire.
E al mattino si fa colazione tutti insieme, si parla di quel che va, di quel che non va, di quel che dovrebbe andare e di quel che sarà, si guarda l’ora, si vanno a prendere le lasagne, che mi spiace andarmene senza aver mangiato neanche quelle, e si pranza con le migliori lasagne di Bologna, poi si corre alla stazione, ci si abbraccia di nuovo e a presto, a presto.
A presto.

E come un bel regalo arriva il pezzo di Alberto Sebastiani sul Caffè Letterario, lo spazio culturale online della Repubblica di Bologna.
Per chi non era alla presentazione di ieri e avrebbe voluto esserci.