NeroneFin da piccola ho vissuto in appartamenti progettati da mio padre e ingioiellati dalle sculture di Nerone.
Un architetto e uno scultore, insieme, uniti da una profonda amicizia e da un’incommensurabile ammirazione l’uno per l’altro.
E uniti da un senso dello spazio e dell’arte fuori dagli schemi, senza il minimo interesse nell’omologarsi a ciò che erano l’architettura e l’arte in quel periodo in Italia.
Per cui la casa dove ho vissuto dal nulla ai quattro anni, quella dove ho vissuto i vent’anni successivi e quella dove vivo adesso, hanno tutte la loro firma.
Mi diverte sempre studiare le diverse reazioni di chi si trova davanti a qualcosa creato da loro, casa, appartamento, scultura o quadro che sia. E mi colpisce sempre come si passi dall’apprezzamento più entusiasta all’imbarazzo di chi proprio non riesce ad apprezzarlo, ma mai, assolutamente mai, si sfiori l’indifferenza.
In casa mia di cose che attirano l’attenzione ce ne sono parecchie, a cominciare da quel teppista dell’ultimo gatto arrivato, ma la prima è sempre qualcosa di Nerone. Lo è sempre stato.

Sono cresciuta giocando, dormendo, confidandomi col terzo dei suoi figli, Leopoldo, quello che posso definire l’amico più “antico” che ho, quello con cui ho passato, a meno di quattro anni, un’intera notte nel lettone dove ci avevano messi a dormire costruendo mirabolanti giochi con fogli di carta e inventando storie da far volare come aeroplanini. La prima notte nel letto con un ragazzo e forse la più divertente e indimenticabile.
Leopoldo, che ha seguito le orme di suo padre e ne è il suo erede artistico, di Nerone una volta mi ha detto “Non ha saputo essere un padre, ma era un artista vero ed è stato un grande maestro e un grande amico. E’ questo che mi manca di lui“.

Nerone, che non c’è più da quasi vent’anni, era un artista vero e ora potete scoprirlo e scoprire le sue opere sparse in tutto il mondo. Ne vale la pena.
A Torino, al Museo Regionale di Scienze Naturali, la sua Personale resterà fino al 20 giugno 2013.

Io, che da giovedì sarò a Torino per il Salone Internazionale del Libro, non perderò l’occasione di vedere questa mostra e abbracciare i ricordi.