• I lieti fine capitano. Certo, basta non aspettare i titoli di coda o i sequel. Basta non curiosare nei retroscena. Basta crederci.

    Chanel non fa scarpette di cristallo

Gatti coverIn questi giorni uscirà, per Einaudi,
GATTI – I racconti più belli,
un’antologia di racconti di grandi autori che hanno amato e amano queste buffe e meravigliose creature.

Per questa raccolta, Einaudi mi ha chiesto di scrivere un racconto inedito.
Se pensate che ciò sia per me fonte di enorme soggezione, ve lo confermo: è così.
Mi aggiro intimorita tra grandi penne insieme ai gatti di Charles Perrault, Roald Dahl, Honoré de Balzac, Ruyard Kipling, Edgar Allan Poe, Luigi Pirandello, Émile Zola, Doris Lessing, Patricia Highsmith e molti altri. Tutti eccezionali.

Ci ho pensato molto, prima di scrivere questo pezzo. Avevo vari gatti da raccontare, poi ho capito che avevo voglia di farvi conoscere una gattara genovese. Perché da noi, a Genova, i gatti sono… Be’, sono Genova stessa.

La gattara storica genovese è una figura straordinaria, buffa, burbera, contraddittoria, vera, a volte scontrosa, sempre generosa.
Per parlare di lei, per conoscere e creare la mia, ho fatto lunghe chiacchierate con una persona davvero speciale che lavora all’Ufficio Animali del Comune di Genova, Elena Rozzoni. Elena si è innamorata dei miei libri tempo fa, e dei gatti che si aggiravano in alcuni di loro. A lei devo quei dettagli a cui non pensavo, quelle conferme che cercavo, quegli errori che non ho fatto ma che rischiavo di fare.
Dedico a lei questo racconto, e a Freccia, una gatta bianca e grigia che, proprio nei giorni in cui lo stavo scrivendo, è spuntata sotto la mia finestra e mi ha scelta, regalandomi, poi, incontri belli.
E lo dedico a tutte le gattare genovesi, sperando che lo apprezzino (bisogna temerle il giusto, le gattare genovesi, perché non te ne passano una e non te la mandano a dire. Le adoro anche per questo).

«Ma il gatto
vuole solo esser gatto,
ed ogni gatto è gatto
dai baffi alla coda,
dal fiuto al topo vivo,
dalla notte fino ai suoi occhi d’oro».
Pablo Neruda

Tutti gli amanti dei felini lo sanno: i nostri raffinati amici a quattro zampe adorano i libri. Non perdono occasione per accoccolarvisi sopra, per mordicchiarne la copertina, per sdraiarsi, se solo commettiamo l’errore di non dare loro le dovute attenzioni, tra il nostro sguardo e le pagine.
Ma dentro i libri, altrettanto spesso, ci finiscono, grazie alla penna degli scrittori che decidono di farne i protagonisti o addirittura i narratori delle proprie storie.
Dall’inquietante gatto musicale di Roald Dahl al ribelle a quattro zampe di Patricia Highsmith, dal randagio molto speciale di Doris Lessing agli affamati felini di Murakami Haruki (che nessuno vorrebbe avere la ventura di incontrare sul proprio cammino): una galleria dei racconti piú belli che la letteratura di ogni epoca e latitudine ha saputo regalarci.

A cura di Christian Delorenzo. Prefazione di Mauro Bersani.
Con un racconto inedito di Barbara Fiorio.

criceto-ruotaUna sola settimana di vacanza, una sola settimana in questa rovente e sudaticcia estate, e tutto il resto a correre sulla ruota come un criceto indefesso.
Voi non lo vedevate, ma io lavoravo. Nell’ombra, sì, ma non c’era fresco neanche lì.

Intanto vi regalo una piccola e volutamente incompleta anticipazione: ho scritto un racconto che verrà pubblicato in un’antologia di storie di gatti. Sarò in compagnia di Scrittoroni oni oni.
Uscirà a novembre, a tempo debito vi svelerò titolo e casa editrice. Roba bella, roba forte.
Potrebbe essere il regalo di Natale perfetto, dopo Qualcosa di vero.

Ho anche messo a calendario due laboratori di scrittura. Leggi il resto →

BellevilleA Genova c’è un circolo Arci che si chiama Belleville.
Sono una ventina di persone che non ho mai capito dove trovino l’entusiasmo per continuare a inventare tutto quello che fanno. E lo fanno così, perché per loro la partecipazione, la cultura, la socialità e l’etica, sono un modo di cambiare il mondo, di migliorarlo, di tenere in vita la sua parte pulita.
Perché loro credono nella solidarietà fra chi produce e chi consuma, credono che un mondo diverso sia possibile, che culture e generazioni diverse possano produrre incontri fecondi, credono che regalare uno spazio alla cultura, all’espressione e alla creatività sia una piccola, importante rivoluzione.

Sono tutti volontari, lo fanno per gioia, per passione, perché – appunto – ci credono.
E lo fanno bene: propongono concerti, cene equosolidali, incontri con artisti, spettacoli teatrali, degustazioni di prodotti di piccoli produttori, serate cinema, serate giochi, di tutto insomma. E sanno farti sentire parte di qualcosa che ti fa star bene, che ti fa sentire nel posto giusto, senza troppe elucubrazioni, che ti fa ridere, mangiare, ballare, pensare.

Per fare tutto questo, quando hanno iniziato hanno contratto un debito che, negli anni, sono riusciti a estinguere in buona parte. Ma mancano ancora settemila euro da restituire, e stanno facendo fatica a racimolarli, perché nel frattempo si sono uniti ad altri e stanno tenendo in vita un luogo bellissimo nei vicoli di Genova: l’Altrove, il Teatro della Maddalena.
Per cui ci chiedono una mano. E siccome non vogliono chiedere senza dare qualcosa in cambio, hanno inventato vari modi concreti e creativi per dire grazie.

Per dire grazie a loro in un modo concreto, grazie per quello che fanno con ostinata tenacia, abbiamo la possibilità di sostenerli con un crowdfunding: leggete qui come fare.
Qualunque aiuto per loro è prezioso, anche solo divulgare la notizia.
Io posso garantirvi che li conosco e che se lo meritano.

Ragazzi dell'alberghiero a radio19Dall’anno scorso, sto insegnando a una classe dell’alberghiero Isforcoop di Varazze a tenere un blog e a scrivere per raccontare la loro vita a scuola.
Quando ho iniziato erano la Seconda, adesso sono la Terza, i più grandi, quelli che a febbraio andranno in stage all’estero e che poi faranno l’esamone finale, prima di decidere se andare subito a lavorare come cuochi o camerieri o se fare ancora due anni in un alberghiero quinquennale.

Prima che cominciassi, mi avevano allertata: “Sono adolescenti, preparati. Non so quanto avranno voglia di scrivere e raccontarsi, o anche solo di ascoltarti, ma se riesci a fargli fare qualcosina sarebbe bello“.
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In questo periodo il mondo sta reclamando una mia partecipazione attiva a una lunga serie di vicende, iniziative, progetti, lavori, pensieri, parole, opere e omissioni.
Motivo per cui sono un po’ scomparsa da questo schermo. Però ci sono, formicolo dietro le quinte e non vedo l’ora di regalarmi qualche giorno di letargo.
Avrei voluto raccontarvi molte cose, ma se ne avessi il tempo avrei meno cose da raccontarvi. C’è una coda da rincorrere e non sarò certo io a smettere di darle la caccia.
A un certo punto mi fermerò, rimetterò il baricentro al posto giusto, o a quello che occupa di solito, e vi dirò un paio di cose che non vedo l’ora di dirvi.

Per adesso vi faccio gli auguri.
Mi correggo: gli auguri li ha fatti la Papermoustache, ma a me son piaciuti così tanto che li ho tenuti da parte e li condivido con voi. E poi, in fondo, questo sito, così come quello del Gruppo di Supporto Scrittori Pigri, è anche merito della Papermoustache, quindi auguri da noi.

Auguri Papermoustache

Me l’avevano anticipato, ma vederlo è un’altra cosa.
Buona fortuna è stato scelto come titolo delle terzina in lettura alla giuria di ottobre 2014 del Gran premio delle Lettrici di Elle.
Gli altri 2 romanzi in gara sono: Tra la notte e il cuore di Julie Kibler e Il cardellino di Donna Tartt.

Lo hanno annunciato sul nuovo numero di ELLE, uscito in questi giorni.
Sulla pagina, di fianco a me c’è Stoner, sotto di me un Pulitzer.
E’ una pagina bellissima.
A posto così.

Elle - ottobre 2014

 

 

GSSPSiccome ci è sempre piaciuto il concetto di borsa di studio, che fa tanto meritocrazia, noi del GSSP abbiamo deciso di mettere in palio, per tutto il mese di agosto, due iscrizioni gratuite al Gruppo di Supporto Scrittori Pigri.

Per cui, aspirante Scrittore Pigro, ecco la tua occasione: scrivi un breve racconto di max 2000 caratteri (spazi inclusi) e partecipa al concorso per vincere la tua iscrizione gratuita al GSSP, il laboratorio online di scrittura che inizierà il 15 settembre 2014, direttamente sul tuo computer.

Verranno messe in palio due iscrizioni gratuite.
Una sarà assegnata dal giudizio popolare, ossia dal numero di “Mi piace” che ogni testo avrà ottenuto: vincerà quello che avrà il maggior consenso del pubblico.
Una sarà assegnata da una giuria professionale, formata da scrittori e editor, che sceglierà, a suo insindacabile giudizio, il testo a suo parere più interessante dal punto di vista narrativo.

Puoi seguire tutta l’iniziativa sul profilo facebook Gssp Scrittori Pigri, aperto al pubblico, quindi anche visibile se non si è iscritti, e puoi condividere il link alla tua nota e divulgare in tutti i modi che preferisci: su FB, su Twitter, via mail, etc.

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GSSPAvete presente quelli che passano la vita a dire che vorrebbero scrivere, perché scrivere li fa star bene, è il loro sogno, perché avrebbero voglia di raccontare qualcosa, perché tutti gli dicono che sono bravi ma non hanno mai provato davvero o ci hanno provato ma ora si sentono bloccati, e che un po’ la vita, un po’ il lavoro, un po’ le troppe cose da fare, un po’ i figli o il cane o il criceto, un po’ la pigrizia, un po’ abitare nel paese sperduto dell’entroterra di Vattelapesca, un po’ i corsi di scrittura che poi finisce come la palestra che pago ma non ci vado mai?

Ho una notizia: son finiti gli alibi.

Il 15 settembre parte il Gruppo di Supporto Scrittori Pigri.
Quattro mesi di esercitazioni settimanali, un progetto personale, un forum riservato, una community protetta di scrittori pigri in cerca di stimoli e strumenti.
Avrete una password, il vostro nickname e potrete partecipare ovunque siate e in qualunque momento, purché abbiate un computer e una buona connessione a internet.

Il GSSP nasce dall’esperienza del GSFP di Sara Lando.
Il Gruppo di Supporto Fotografi Pigri ha già fatto interessanti esperimenti su essere umani consenzienti e quest’autunno parte con la sua terza edizione, sempre più gettonata, sempre più spietata. Lo segue, con la sua seconda edizione, il Gruppo di Supporto Disegnatori Pigri, tenuto da Maria Guarneri.

Siccome l’autunno scorso ero impegnata a scrivere un romanzo, e siccome sono una Scrittrice Pigra Doc, il GSSP decolla quest’anno con la sua prima  e sfavillante edizione, con un editor di supporto che farà il guest senza pietà e gestirà l’angolo della spocchia e, va da sé, con me e le mie eterogenee personalità: dalla deliziosa grammarnazi alla sadica prof, dall’ironica commentatrice alla sbiellata Vanvera. Prometto che ci saranno anche la scrittrice e la moderatrice diplomatica. Più un furetto, che spesso mi passa per la testa sul suo skate, quando l’esterno mi annoia.

Scriverete, vi eserciterete, passerete ore sulla scelta di una parola, vi divertirete, vi impunterete, parteciperete, giocherete, discuterete, ragionerete su un testo, leggerete in modo diverso e alla fine scoppierete di idee come pop corn, o almeno è questa l’idea, e vi ritroverete con un racconto finito, vostro e solo vostro.

Tutto quello che volete sapere sul Gruppo di Supporto Scrittori Pigri lo trovate qui.
Ci sono anche le FAQ.
E se volete iscrivervi, il modulo è qui.

Vi aspetto!

 

io sto con la sposaQuesta è una storia vera.
E potrebbe diventare un film, ma soprattutto altre storie vere.
Se li aiutiamo anche noi.

A ottobre dell’anno scorso, un giornalista italiano e un poeta palestinese stavano chiacchierando alla Stazione Centrale di Milano, quando li ha avvicinati un ragazzo siriano.
Cercava di arrivare in Svezia e chiedeva indicazioni per i treni.
Scoprirono poi che era uno dei pochi sopravvissuti al naufragio dell’11 ottobre. Aveva passato ore in mezzo ai cadaveri.
Il giornalista italiano era Gabriele del Grande, inviato e autore del sito web Fortress Europe, dal quale aggiorna costantemente il numero di morti annegati nel Mediterraneo durante il loro viaggio-speranza per scappare dalla fame o dalle bombe.
Il poeta palestinese era Khaled Soliman Al Nassiry e a loro, e a ciò che decisero di fare un paio di settimane dopo, si aggiunse Antonio Augugliaro, editor e regista televisivo.

Quello che decisero è semplice, ma neanche tanto: aiutare quel ragazzo e altri palestinesi e siriani -Abdallah, Manar, Alaa, Mona, Ahmed e Tasnim- tutti sbarcati a Lampedusa in fuga dalla guerra, ad arrivare in Svezia.
Non era facile: erano tutti clandestini senza documenti e loro non erano di certo contrabbandieri.
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WorkshopIed2014Creative Labs 2014
Laboratorio di scrittura creativa

In occasione del Creative Labs della Scuola di Management e Comunicazione, giovedì 5 giugno, dalle ore 9.30 alle ore 14.30 terrò un laboratorio gratuito di Scrittura Ironica per chi sta pensando di orientarsi verso le professioni creative.
Per la precisione saranno momenti di tecniche di scrittura unite alla praticità di un workshop esperienziale. Suona come roba forte.

Passeremo mezza giornata a scrivere, a raccontare, a guardare cambiando prospettiva, a smontare, a sdrammatizzare. Osserveremo dolori, rabbie o fatti banali, e li trasformeremo in qualcosa di diverso, di inatteso, di imprevisto. Faremo agguati dietro l’angolo, capovolgeremo il binocolo, sorprenderemo e ci sorprenderemo, toccheremo le viscere e riacciufferemo le lacrime prima che scendano, rovesciandole in una risata.

Per ragioni organizzative e per la natura esclusiva del workshop, che prevede un numero chiuso di partecipanti, lo IED chiede di registrarsi cliccando sul pulsante “prenota” a questo link.

Vi aspettiamo il 5 giugno in IED (via Sciesa 4, Milano).