• La gente triste dispensa abbracci, la gente allegra dispensa cibo. Sostanzialmente questo era già di per sé un validissimo motivo per agevolare le persone nella loro ricerca di amore.

    Chanel non fa scarpette di cristallo

Scusate, scusate, scusate, sto imperdonabilmente trascurando il blog per i social. Non si fa, povero blog.
Allora, come alcuni di voi sanno per C’era una svolta non riesco a girare come per gli altri miei libri, è uscito in un periodo di numerosi impegni lavorativi e ho poca disponibilità a muovermi.
Però ho mantenuto tutte le promesse fatte, perché a Genova, a Milano, a Savona e a Terranuova Bracciolini ci sono stata e sono state delle magnifiche serate, di quelle davvero bellissime e speciali.

Ecco i prossimi appuntamenti del 2019 (se siete vicini e vi fa piacere venire a una presentazione vi consiglio di approfittarne perché difficilmente capiterò proprio nella vostra città). Leggi il resto →

Questa illustrazione la trovate a pag. 130 di C’era una svolta.
È di Umberto Torricelli e la musica è di Marco Caprelli.
La grafica è di pholpo (Nicola Scodellaro e Sara Zampieri).

La scena è della fiaba “Il piccolo Claus e il grande Claus” di H. C. Andersen, una fiaba poco nota e non si capisce perché.

C’era una svolta
Cos’hanno in comune Andersen, i Grimm e Perrault con Disney? Niente.
Con le illustrazioni di Alice Basso, Sara Lando, Marco Lucente, Alessio Roberti Vittory, Nicola Scodellaro, Umberto Torricelli e la partecipazione straordinaria di Piero Fiorio.

Un antico proverbio dice che per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio.

Lo trovo molto vero. Per “bambino” si può intendere anche qualcosa di vivo e prezioso che potrebbe andare in diverse direzioni, ma se attorno, a farlo crescere, a dargli supporto, ad arricchirlo ciascuno con la propria dote, c’è un intero villaggio, la direzione sarà la migliore possibile.

Qualcosa di vivo e prezioso come un libro, per esempio.

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Molti, leggendo “Qualcosa di vero“, si sono innamorati delle fiabe che Giulia racconta a Rebecca e mi hanno scritto per chiedermi dove trovare il mio primo libro, che io stessa avevo definito il donatore d’organi di quel romanzo.
Ne avevo usate otto, le più famose, ma in “C’era una svolta” ce ne sono molte di più e ho sempre desiderato ridargli vita.

Per il suo decennale sei amici (e mio papà) hanno realizzato le illustrazioni, un regalo prezioso che rende questa nuova edizione ancora più speciale, e io ho aggiunto quattro fiabe classiche e una chicca: la mia prima fiaba, scritta a (quasi) nove anni, quando sognavo di diventare una scrittrice ma non lo dicevo a nessuno.

Uscirà il 26 settembre 2019 per Morellini e, siccome sarò in un periodo parecchio impegnativo per il lavoro, non potrò andare molto in giro a presentarlo.

Ma alcune tappe sono assicurate:
Genova, ovviamente, dove ci vedremo lunedì 30 settembre alle 18.00 alla Feltrinelli
Milano, va da sé, dove ci vedremo martedì 1 ottobre alle 18.30 alla Mondadori in Duomo (e la sera festa tra amici!)
Torino, perché in questo progetto c’è anche Alice Basso e non esiste che io e lei saltiamo Torino.
Terranuova Bracciolini (AR), al Canto del Maggio, perché è una promessa fatta da tempo.

Ho talmente tante cose da raccontarvi su questo progetto, che ho creato, su Facebook, una pagina dedicata. Se vi va, seguitela.
Vi racconterò fiabe, vi presenterò le illustratrici e gli illustratori, vi racconterò aneddoti buffi, vi darò anticipazioni, vi terrò aggiornati sulle presentazioni.

E andando contro tutta la mia idiosincrasia per i video (per me in video, nella fattispecie) mi sono vestita colorata e ho letto il prologo.

Davvero è da metà aprile che non vi aggiorno? Oh poveretta me, e adesso come la recupero?

Sono stati due mesi e mezzo intensi, in effetti, e avrei anche avuto parecchio da raccontarvi ma per intensi intendo dire che ho vissuto in un frullatore perennemente acceso e da un frullatore perennemente acceso capite anche voi che è complicato fermarsi per aggiornare il blog.

Ma andiamo per ordine. Leggi il resto →

cenerentolaDomani, domenica 26 maggio, andrò in scena per la prima volta (credo, anche se qualcuno sostiene che ci sia già andata a mia insaputa).
Spiegomeglio.
Domani, a Villa Serra di Còmago (GE), si terrà la terza edizione del Festival del Monologo in Liguria, organizzato da Improteatro e da Maniman Teatro di Genova, con la partecipazione del Teatro Rina e Gilberto Govi.
Che sono un po’ il teatro off delle nostre parti (mica ce l’ha solo Broadway, il teatro off).

Ci saranno cinque palchi e cinquanta attori che, dalle 14.30 e per quattro ore ininterrotte, faranno la staffetta tra loro e si alterneranno con un quarto d’ora di monologo ciascuno.
Per cui, se capitate nel parco di Villa Serra e sfuggite al pavone che aveva passato un pomeriggio a corteggiarmi con imbarazzante determinazione (e una coda bellissima), potreste incappare in un’attrice -bionda+occhi azzurri, quel che si dice gnocca- che interpreta la vera storia di Cenerentola, una povera bimba ricca e i suoi uccelli.
Quella dei Grimm, non quella di Disney, per capirci.
Anzi, per essere precisi quella dei Grimm raccontata da me.

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Essere intervistata da un proprio spin-off non è cosa che capita tutti i giorni.

Eppure pare che Bella, la sagace intervistatrice e blogger che ha messo sotto torchio me, Andrea Storti e Deborah Epifani sul blog della deliziosa Sara, sia uscita tronfia e agguerrita dalla lettura di C’era una svolta, si sia impossessata di Chagall e del suo blog e abbia conquistato la rete. Sono così fiera di lei!

Finalmente ci siamo conosciute e com’era naturale abbiamo celebrato l’incontro con una bella strapazzata di fiabe, che nutre sempre l’umore.
Qualcosa del tipo:
Bella: Le tre regole d’oro per riconoscere un vero principe azzurro?
Barbara: Abbastanza facile. Se arriva dopo ve ne sono successe di tutti i colori senza che lui abbia alzato un dito per darvi una mano, se si innamora di voi mentre state dormendo o sembrate morte e se dopo tre sere passate assieme a voi neanche è in grado di riconoscervi, be’, è decisamente un vero principe azzurro. A quel punto uccidetelo, per favore.

Ma se volete leggere tutta l’intervista, e voi VOLETE leggerla, andate qui. Spero vi divertiate anche voi come ci siamo divertiti tutti noi a farla.

*l’immagine è tratta dal libro Fiabe per leoni veneziani ed è l’illustrazione che Vincenzo Sanapo ha dedicato a Spumiglia, la mia fiaba-cover di Biancaneve.

Mentre su The Book Lover si parla di C’era una svolta, mi arriva un ricordo dritto dritto addosso, di molti mesi fa, parecchi mesi fa.

Era il 4 maggio 2010 e in una sera di pioggia e forse un velo di malinconia presentavo C’era una svolta al Caffè Baciccia di Piacenza, circondata da persone care spuntate chi a sorpresa, chi per destino, chi come un dono.
Era il tempo dei capelli lunghi.

Si aggirava un tizio che mi era sconosciuto fino a ora e che scattava foto.
Questo tizio è Carlo Magni e ha deciso di contattarmi per allegarmi questo momento, questo ricordo, questo scatto.
Perchè adesso, non lo so. Destino. Vai a sapere.
Ma è stato un bel regalo e lui, secondo me, fa foto che meritano di essere viste.

Grazie Carlo!

Grande notizia: Amazon è anche punto it.
Il che significa un sacco di risparmio e un sacco di regali.
A proposito, vendono anche C’era una svolta e pure con lo sconto 😉

E siccome molti di voi mi stanno chiedendo dove trovare il mio primo libro* (manca un mese a Natale…), mi sono imbarcata sul mio guscio di noce e ho remato un po’ in giro per la rete trovandolo anche su IBS, La Feltrinelli, Unilibro, Libreria Universitaria o, ovviamente, chez l’editor!

* già, primo libro significa che…

A grande richiesta e non solo della bimba Giulia:

RAPERONZOLO
Un neurone con due trecce lunghe lunghe

Ci ricordiamo bene o male tutti della Principessa chiusa nella torre che gettava giù le trecce e faceva salire il Principe. Beh, notizia: non era una Principessa ma una reietta fin da quando era feto, come si dilettano a narrare i fratelli Grimm, i quali, tra l’altro, raramente attribuivano il ben dell’intelletto alle loro protagoniste femminili. Per mantenere viva un’altra consuetudine fiabesca, anche stavolta più i protagonisti sono sfigati, più i loro genitori li hanno desiderati ardentemente, superando svariati problemi di fertilità.

Ordunque, c’erano una volta un uomo e una donna che da molto tempo volevano un pargolo e quando finalmente lei si accorse di essere gravida la prima cosa che fece fu farsi venire una voglia pazza dei raperonzoli dell’orto della loro vicina, che, guarda caso, era una maga.

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