• I sensi di colpa sono fili che ti ingarbugliano l’anima e danno potere agli altri.

    Buona Fortuna

A grande richiesta e non solo della bimba Giulia:

RAPERONZOLO
Un neurone con due trecce lunghe lunghe

Ci ricordiamo bene o male tutti della Principessa chiusa nella torre che gettava giù le trecce e faceva salire il Principe. Beh, notizia: non era una Principessa ma una reietta fin da quando era feto, come si dilettano a narrare i fratelli Grimm, i quali, tra l’altro, raramente attribuivano il ben dell’intelletto alle loro protagoniste femminili. Per mantenere viva un’altra consuetudine fiabesca, anche stavolta più i protagonisti sono sfigati, più i loro genitori li hanno desiderati ardentemente, superando svariati problemi di fertilità.

Ordunque, c’erano una volta un uomo e una donna che da molto tempo volevano un pargolo e quando finalmente lei si accorse di essere gravida la prima cosa che fece fu farsi venire una voglia pazza dei raperonzoli dell’orto della loro vicina, che, guarda caso, era una maga.

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25ore-di-grande-frescoPrima di tutto la notizia importante: Guido Catalano, Matteo Negrin e Federico Sirianni ce l’hanno fatta.
Ieri sera, i Tre Follissimi, hanno concluso, all’ART IN TOWN di Torino, 25 ore di GRANDE FRESCO , the longest world comedian live-show, e ora possono aspirare a buon diritto a entrare nel Guinnes dei Primati.

Una ola per loro che in questo momento immagino sversi a letto con la bolla al naso e il cervello in off.

Ieri l’atmosfera all’Art in Town era allegra, vivace, divertita e divertente.
Quando sono arrivata Federico (Il Sirianni) aveva già segnato negli occhi qualcosa come “non dormo da una ventina di ore ma sono felice” e benchè fossero le due di un sabato pomeriggio, la sala era gremita.
Non c’è mai stata meno gente di così, anche stanotte, anche stamattina presto” mi dice sorridendo.
Intorno, postazioni radio e telecamere assicuravano la messa in onda in tempo reale di quell’ambaradàn.*

Di cui ho fatto parte anch’io a partire da quel momento.

Nel backstage, ovvero una stanzetta con un tavolo ricoperto di patatine e ciotolone di pasta al sugo a cui attingere liberamente, firmo la mia presenza nell’elenco degli ospiti e ottengo un buono per qualcosa di alcolico. Evito di dire che sono praticamente astemia e mi avvicino furtiva al cartoccio di succo d’ananas. Ovviamente ancora sigillato (si, sono io quella che beve succo d’ananas, lo confesso. Quell’unica su un centinaio di persone presenti, già…).

Dopo i Gregari in fuga tocca a te. Hai quindici minuti. Quanti pezzi leggi?” mi chiede il  direttore di scena che, da vero e proprio arbitro, manteneva una rigorosa tabella di marcia.
Oddio, non ho mai misurato i tempi.
Nessun problema, tu guarda me ogni volta che finisci un pezzo. Io ti dico se c’è il tempo per leggerne un altro“.
Ok, capo. Sono nella tabella di marcia, sarò un bravo ingranaggio.
Dura vita per i granelli, da queste parti.

Alle 15.00 è il mio turno e, mentre leggo Biancaneve a una trentina (più circa cinquantamila connessi online*, urgh) di ridanciani spettatori, con Federico che mi accompagna alla chitarra suonando I sogni son desideri, scoccano le 19 ore di maratona.  YEAH
Festeggiamo insieme alla gettonatissima Raperonzolo. Poi basta, il tempo scade.

Mi godo il resto dello spettacolo tra cui la canzone intelligente, il grande classico, poeti demenziali, musicisti strepitosi, il momento dello sponsor ovvero un brindisi dei Tre Follissimi a flaconcini di ginseng, guaranà e cola e un sacco di fantastiche varie & eventuali (purchè nella tabella di marcia).

Grazie ragazzi, è stata una bellissima avventura e averne fatto parte mi fa gongolare l’orgoglio.

 *
Già, perchè, WHOPS, non ve l’avevo detto, ma avreste potuto ascoltarmi su
www.gruradio.it o vedermi in diretta su www.artintown.it :0)
P’cato, ve la siete persi anche stavolta.

PS
Non c’entra niente, ma sul treno del ritorno ho assistito, mio malgrado, alla vita di una storia d’amore.
In due ore e venti il giovin fanciullo accanto a me, a occhio maggiorenne da pochissimo, ha lasciato la fidanzata, poi ci ha litigato, poi ha preteso chiarimenti, poi l’ha insultata pesantemente, poi l’ha lasciata di nuovo (quando si erano rimessi assieme? giuro, non sono andata in bagno), poi le/ci ha spiegato perchè era arrabbiato, poi l’ha insultata di nuovo, poi l’ha tempestata di domande su cosa aveva fatto, dove, con chi, perchè, poi ha discusso animatamente con lei, poi hanno parlato pacatamente, poi si è arrabbiato di nuovo, poi non ha risposto (già, perchè il tutto avveniva telefonicamente e suddiviso in decine di puntate, ovvero di telefonate di lei).
Quando siamo arrivati in stazione si erano rimessi assieme.
Perchè l’amore vince su tutto :0)

Peace and love

Sabato 8 maggio, attorno alle 14.45, salirò sul palco dell’ ART IN TOWN di Torino per dare una mano a tre folli artisti che si sono messi in testa di entrare nel Guinnes dei Primati mettendo in scena il varietà comico musicale più lungo del mondo: 25 ore di GRANDE FRESCO con poesia, musica e ospiti.

Guido Catalano, Matteo Negrin e Federico Sirianni hanno infatti tutte le intenzioni di inserire IL GRANDE FRESCO, lo spettacolo itinerante più simpatico dell’universo, nel celeberrimo elenco e, ve l’assicuro, sarà un evento che catalizzerà l’attenzione di tutta Torino.

Loro cominceranno alle 20 di venerdì 7 maggio per chiudere (chi sopravviverà) alle 21 di sabato 8 maggio.
Una maratona che resterà nella storia, che coinvolgerà tutti gli ospiti che in questi quasi due anni di avventura hanno calcato le scene del Grande Fresco.

Il tutto si svolgerà, fra aperitivi, cene e colazioni, fra infermiere scollate e pusher della zona, fra flebo e amplificatori, fra alcool e bombole d’ossigeno, presso l’ART IN TOWN di via Berthollet 25, nei ventricoli di San Salvario.

Io farò l’ospitessa. Voi venite a fare pubblico?

E poi, EHI, c’è il party off di fine evento!

Domani sera, martedì 4 maggio alle 21.30, sarò al Caffè Baciccia di Piacenza.
Ve lo dico subito: non mi esibirò nel mio recente numero della porta, niente momenti splatter live, gente, mi spiace.
Paganini non replicava e anche io preferirei evitarlo.
Farò una più tradizionale, ma non per questo noiosa, presentazione di C’era una svolta.

Insieme a me ci sarà Stefano Lorefice che presenterà il suo libro Il giorno della iena, segnalato come una delle migliori 10 novità da IBS.it e la quarta migliore novità da Bol.it (ha più amici di me. Forza ragazzi, prendetela come una sfida!).
On line su youtube il booktrailer del video.

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Stasera a Torino, alla Libreria Massena 28, alle 21.30, serata variegata di favole e canzoni con Federico Sirianni e Barbara Fiorio.
Si ride e si beve.
Entrata libera, uscita ardua.

locandina torino

Ragazzi, giovedì si sconfina. Il mio sangue piemontese ha sentito il richiamo, quindi, gente che vive all’ombra della Mole Antonelliana e dintorni, sappiate che

primadicopertina-ceus

Giovedì 4 marzo 2010
ore 21.30

LIBRERIA MASSENA 28
(Via Massena 28, Torino)

C’ERA UNA SVOLTA e poi chissà
Serata variegata di favole e canzoni
con
Federico Sirianni
cantautore
e
Barbara Fiorio (cioè io)
autrice di C’era una svolta

Riassumendo, giovedì 4 marzo, alle 21.30, quindi “già mangiati”, alla Libreria Massena 28 di Torino, Federico Sirianni canterà alcune sue canzoni e presenterà me e C’era una svolta.

Ci divertiremo, rideremo, ne racconteremo delle belle, ricorderemo com’eravamo chi coi capelli non ancora tinti chi coi capelli, probabilmente Federico parlerà del mio décolleté e dei sogni erotici da esso ispirati, probabilmente io farò finta di non sentire e cercherò di riportare la discussione sui principi azzurri e le principesse gnocche, sicuramente lo ascolteremo cantare le sue canzoni, se ci andrà io leggerò qualche brano di C’era una svolta, il tutto annaffiato da vino rosso e stuzzichini, per voi dopo, per noi anche prima, soprattutto la parte alcolica (a noi semiastemi basta annusare il tappo e via che si decolla nel surreale mondo delle sinapsi ovattate. Se mi vedrete con le gote rosse e la risata facile, be’, sapete perchè).

Vi aspettiamo. Se non venite siete veramente dei licheni da divano.

Ah, ma voi lo sapete che Federico Sirianni è un cantautore italiano, nato e vissuto a Genova abbastanza a lungo per conoscere me e per trasferirsi poi a Torino (le due cose pare non siano correlate)?

Cioè, non è che mi presenta uno qualunque, eh.

Di cose ne ha fatte tante, quelle che si possono dire sono comunque molte, tipo vincere il Festival degli sconosciuti di Rita Pavone nel 1992; esibirsi l’anno dopo come miglior esordiente al Premio Tenco; vincere il Premio Regionale Ligure per la Musica nel 1994; scrivere e realizzare alcuni spettacoli di teatro canzone con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu; mettere in scena “Delitti esemplari in concerto” e “Leggende metropolitane” al Teatro della Tosse di Genova; innamorarsi dell’Europa dell’est e formare la Molotov Orchestra con cui intraprendere una intensa attività di concerti fino a registrare, nel 2002, il primo cd “Onde Clandestine“, prodotto da Giangilberto Monti; rappresentare Genova Capitale della Cultura 2004 alla Literature Hause di Monaco; vincere, lo stesso anno, il Premio Recanati della Critica; pubblicare, nel 2006, il suo secondo cd “Dal basso dei cieli” e vincere il Premio Umberto Bindi col brano “Perché la vita”; mettere in scena, nel 2007, “Soy poeta y nada más” reading-concerto dedicato alle poesie di Pedro Pietri con cui è invitato al Festival Internazionale di Poesia di Genova; portare in tournèe in Grecia, lo stesso anno,  lo spettacolo d’arte varia “Amarkord Varieté” (produzione greco-italiana tutt’ora in giro per l’Europa, che vede la partecipazione di Jango Edwards), rileggere, nel 2009, il capolavoro di John Fante “Chiedi alla polvere” realizzando insieme a Silvia Bacigalupo il reading-concerto “Chiedete di Camilla Lopez”.
Da alcuni anni, insieme al poeta torinese Guido Catalano, porta in giro, divertendosi un mucchio, Il Grande Fresco, uno show-zibaldone in cui confluiscono artisti di esperienze disparate, dalla canzone d’autore al teatro di strada.

 

Immagino che tutti voi vi stiate organizzando in gruppi e comitive per arrivare numerosi sabato 20 febbraio al Teatro Cargo e godere della strepitosa presentazione post spettacolo con Laura Sicignano che legge pezzi di C’era una svolta, io che vanvereggio di fiabe e Giovanni Giaccone che tenta disperatamente di barcamenarsi tra lei e me. Riuscendoci alla grande, ne son sicura (ma non gliela renderemo facile).

Ah, e ovviamente ci saranno copie di C’era una svolta come se piovesse grazie alla libreria Book in the Casba!

Quindi: avete prenotato le baby sitter, disdetto cene, rimandato viaggi, rinunciato a week end sulla neve, litigato col/la fidanzato/a reticente, posticipato l’armageddon e fatto il pieno di carburante?

Ottimo, allora siete pronti. Ci vediamo sabato sera, intorno alle 22 (venite già mangiati ma lasciate spazio per vino e focaccia).

Al Teatro Cargo, ve l’ho già detto!

Nel post precendete trovate tutte le istruzioni per l’uso.

primadicopertina-ceusTemevate che le presentazioni genovesi di C’era una svolta fossero finite con l’anno vecchio? Infedeli.
Dopo lo strepitoso successo nelle librerie, stavolta si va tutti a teatro.
Tenetevi liberi sabato 20 febbraio perchè stavolta l’evento è doppiamente speciale: al Teatro Cargo di Genova Voltri, dopo lo spettacolo Sangue di Laura Sicignano e Alessandra Vannucci, con Simona Fasano e Roberto Serpi, le scene di Laura Benzi, i costumi di Bruno Cereseto e le musiche di Enzo Monteverde (insomma, tutta roba buona, credetemi) ci si sposterà tutti dal palscoscenico al salotto buono e io, insieme a Giovanni Giaccone (giornalista, amico, scrittore e carnivoro, tra le altre cose), parleremo di, rideremo di e sostanzialmente presenteremo C’era una svolta.

Quindi aprite le agende, andata alla pagina di sabato 20 febbraio, dopo l’ora di cena,  e scrivete Al Cargo per Barbara o quel che preferite purchè il concetto sia lo stesso. Aggiungete anche un dirlo a seguito da vari nomi di vostri amici.

So di ripetermi, ma sul serio, io, se fossi in voi, verrei.

E ora fatemi anticipare le vostre solite domande, così, per sfizio.

Dov’è il Teatro Cargo?
A Genova Voltri, in Piazza Odicini 9, lo si trova facile, credetemi. Soprattutto se NON avete il mio navigatore.

Io vengo, ma posso vedere anche lo spettacolo?
Certo che si, anzi, lo consiglio vivamente. Siccome è per un numero limitato di persone, dal momento che anche il pubblico sarà seduto sul palcoscenico, dovete contattare direttamente il Teatro Cargo allo 010.694240 oppure promozione@teatrocargo.it
Lo spettacolo inizia alle 21.

Lo spettacolo è divertente come C’era una svolta?
Ecco, no, non fa ridere. Sono due generi completamente diversi. Lo spettacolo è di forte impatto emotivo ed è ispirato a reali vicende storiche: Gilles de Rais fu luogotenente di Giovanna D’Arco nel vittorioso assedio d’Orleans. Dopo che la pulzella venne arsa viva, Gilles, legato a lei da un amore platonico, folle, malato e contorto, entrò in una spirale di violenza che lo portò a violare, uccidere e bruciare centinaia di bambini, divenendo uno dei primi serial killer della storia. Fu infine condannato al rogo e passò alla leggenda come Barbablù. Si, lo so che Barbablù uccideva donne, ma invece erano bambini, solo che era talmente inaccettabile e ripugnante ciò che fece che i narratori ritennero di ammorbidire la leggenda trasformando i bambini in donne. In fondo massacrare delle donne ci può anche stare, no? ;0)
Comunque vi consiglio di vederlo, nonostante non si rida proprio per niente, e di curiosare nella scheda dello spettacolo per arrivare preparati.

E quanto costa vedere lo spettacolo?
Decisamente poco: 13 euro il biglietto intero e 10 euro il ridotto.

Ma se non volessi vedere lo spettacolo, posso venire solo alla presentazione?
Certo! Lo spettacolo dura un’ora e quindi la presentazione si prevede inizi intorno alle 22.15. Puoi venire direttamente verso le 22 comode. Magari dai conferma a me via mail (info@barbarafiorio.com) o direttamente al Cargo (promozione@teatrocargo.it) e dì in quanti vieni. Serve saperlo per calcolare un congruo buffet dopo la presentazione. Si, perchè è previsto un congruo buffet :0)

E pago per vedere solo la presentazione?
Certo che no!

Ma lì potrò anche comprare una copia di C’era una svolta?
Certo che si! La Libreria Book in the Casba si è già procurata un tot di copie e le porterà in teatro sabato sera.
 
Posso dirlo a te se vengo anche per lo spettacolo?
No. Contatta direttamente il Cargo.

Ma tu ci sarai?
(C’è sempre qualcuno che fa domande idiote)
Si, ovviamente.

Ma tu come ci vai al Cargo?
(c’è sempre qualcuno che tenta di scroccare un passaggio)
In macchina, ma siamo già in quattro, mi spiace.

Quindi ci vediamo direttamente là?
Esattamente. E guai se non vieni :0)

Ieri a Savona (incontro di cui vi racconterò, magari più tardi) mi è stato chiesto Ma cos’aveva fatto di male il principe ranocchio?
E siccome a chiedermelo è stata una donna arguta di raffinata intelligenza e grande ironia, la domanda era da intendersi come un assist. Che ho colto al volo, manco a dirlo.

Prima, però, lo spoiler.

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SEGUENDO LE FIABE
Parlare di fiabe si può. Si deve, anzi. E anche riderne…

DOMENICA 20 DICEMBRE alle 17.00

Libreria UBIK di Savona

presentazione dei libri

C’era una svolta e Randagi

Incontro con le autrici

BARBARA FIORIO e CARLOTTA DE MELAS

Introduce

Angelica Lubrano

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