• Il silenzio che seguì fu lo spazio perfetto per un bacio.
    Che non venne dato.

    Chanel non fa scarpette di cristallo

Quando Giovanni del Bicicletterario mi ha chiesto se poteva farmi un’intervista non mi ha detto che aveva preparato venticinque domande, che neanche a un concorso pubblico.

Molte domande che non mi ha mai fatto nessuno tra l’altro, è stato divertente andare a fare carotaggi nei ricordi per rispondere.

Se siete curiosi come Giovanni, trovate tutta l’intervista qui.

E se amate pedalare e scrivere, partecipate al prossimo concorso letterario dedicato alla bicicletta, è un Premio pieno di entusiasmo.

 

Milano 1 ott 2016Maria Cristina Codecasa Conti, che insieme a Floriana Mantovani sta organizzando il mio prossimo laboratorio di scrittura ironica (a Milano, sabato 1 ottobre), ha voluto intervistarmi per un suo progetto, Women to learn from.

Come sempre, sono stata sincera.
Se siete curiosi di sapere che lavori ho fatto, quanto contino per me necessità, occasioni e vocazione, da chi ho imparato e imparo, quali strumenti siano per me irrinunciabili, quanto casino ci sia sulla mia scrivania, se i miei allievi mi vogliono bene (mi volete bene, vero?), se mi concedo di sbagliare ogni tanto, quanto tengo alle opinioni degli altri, come viva la mia creatività e quali siano gli ostacoli che mi piazza sul percorso, cosa ne penso della distinzione di genere (uh, quanto mi ribolle il sangue ogni volta che se ne parla!), quanta distanza è meglio mettere, secondo me, in ciò che si scrive e vari consigli sparsi, ecco qui tutta l’intervista.

Schermata 2016-04-05 alle 18.51.28Sono stata contattata da Buster, un’agenzia di servizi editoriali creata da alcuni professionisti attivi da anni, a vario titolo, nel mondo dell’editoria e del commercio librario.

Mi hanno chiesto se potevo rispondere a una loro intervista riguardo la mia esperienza con la pubblicazione dei miei libri, soprattutto con l’editing, e hanno anche voluto sapere la mia opinione sull’auto-pubblicazione.
Lì per lì ho avuto un po’ di scrupoli: loro sono persone serie e professionali, ma offrono anche un servizio di auto-pubblicazione e io, sull’auto-pubblicazione, arriccio sempre il naso.
“Guardate che non ne parlerò benissimo, io la sconsiglio sempre ai miei Scrittori Pigri e agli allievi dei miei laboratori di scrittura” gli ho risposto. “Siete sicuri di voler pubblicare la mia opinione a riguardo?”.
Erano sicurissimi, perché, mi hanno detto, la pensiamo in modo molto simile e per questo loro hanno deciso di creare Buster (e salvare un po’ di esordienti dall’Editoria a pagamento, oltre che dalle brutte figure con libri raffazzonati e di tristanzuola presentazione).

Cosa facciano i tipi di Buster ve lo lascio scoprire da soli, e vi lascio scoprire da soli cosa ho risposto quando mi hanno chiesto come sono arrivata alla mia prima pubblicazione, che differenze ci sono state tra il primo manoscritto e l’edizione stampata, la mia esperienza con l’editing, quanto partecipo alla costruzione del mio libro (a prescindere dal testo, ovviamente), cosa ne penso del self-publishing e quali consigli do agli esordienti in cerca di pubblicazione. Trovate tutte le mie risposte qui.

Vi anticipo che mi sono divertita con le mie solite analogie.

La leggenda notturna dei miei tappi di cerca, Secolo XIX, Prima, 20 agosto 2015Quando Il Secolo XIX mi ha chiesto di scrivere un racconto da pubblicare, ero molto in dubbio. Un racconto di due cartelle, su qualcosa che per me è estate, da scrivere in pochi giorni.
La mia prima, tipica, reazione è Non ce la faccio mica.

La sera, mettendomi i tappi di cera nelle orecchie (quelli che sono DAVVERO tappi di cera per le orecchie, e che mi assicurano il sonno nelle notti da finestre aperte), il mio compagno mi ha detto, trattenendo a fatica la risata. Ecco cosa dovresti raccontare: la storia delle palline di cera.

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CosmopolitanCosmopolitan mi ha chiesto una fiaba d’amore, e siccome ce n’era ancora qualcuna che a Giulia sarebbe piaciuto molto raccontare a Rebecca, ho deciso che questa poteva essere l’occasione giusta per recuperare.

Per voi e per le lettrici di Cosmopolitan, la mia Principessa sul pisello. Leggi il resto →

Barbara copertinarioMi piacerebbe avere il tempo di raccontarvi tutto quello che mi sta succedendo intorno, ma ci sono giorni in cui ho appena il tempo di fare il bucato e ripartire con dei vestiti puliti per altri giri, altri incontri, altre presentazioni.
Benissimo, eh, anche questo è un modo per scongiurare le piaghe da decubito, ma la mia pigrizia si aggrappa agli stipiti della porta di casa come facevo io da bambina quando mi portavano dal pediatra.
Poi non mi faceva niente e mi regalava il lecca-lecca alla ciliegia, ma non bastava a evitare gli strepiti e la ribellione la volta dopo.

Insomma, Qualcosa di vero mi sta portando in giro, mi sta portando da voi, mi sta portando molto di voi.
Sono stremata ma ne vale la pena, eccome se ne vale la pena.

Tra le varie tappe, attesa e doverosa c’era quella del Salone Internazionale del Libro di quest’anno, dove fiumane di persone fanno code di ore e si riversano nei padiglioni del Lingotto di Torino per vedere l’ultimo Star Wars fotografare le star sul red carpet di Hollywood comprare l’ultimo iPhone scoprire nuovi libri, incontrare scrittori, tornare a casa con montagne di nuove pagine da leggere.
Io lo trovo meraviglioso.
(sia chiaro: farei la coda anche per vedere Star Wars)

Comunque, eccomi rientrata ieri sera da Torino, in partenza per Roma. Fra tre ore ho il treno, per cui devo lasciarvi. Domani sarò negli studi del Tg5 per registrate una puntata de La Lettura. Conto molto sui loro truccatori.

Vi lascio però con due interviste.
Una l’ha fatta a me Riccardo Barbagallo de Gli Amanti dei libri, e potete leggerla qui.
L’altra, Holly di Reading at Tiffany’s, l’ha fatta a Giulia e Rebecca, e loro si sono prestate volentieri. Potete leggerla qui, e se partecipate con un commento a tema potete anche vincere una copia di Qualcosa di vero.

E se siete molto curiosi, trovate qui tutta la rassegna stampa aggiornata.

libri buffaQualche giorno fa, Ilaria Scarioni mi ha intervistata per lanciare il laboratorio di scrittura ironica che farò sabato 11 aprile in Officina Letteraria.
Mi ha chiesto cosa si farà nel laboratorio, abbiamo parlato di ironia e le chiacchiere si sono addentrate anche in qualcosa di mio e in Qualcosa di vero.

Se volete sapere del mio assurdo colloquio con il direttore creativo di un’agenzia pubblicitaria e della figuraccia barbina che ho fatto, di quali viscere si muovono quando esce un tuo libro, dello spietato editor di me stessa che sono diventata (mai abbastanza!), della mia abilità a fare da tappezzeria alle feste e di Qualcosa di vero, il mio prossimo romanzo, allora leggetela.
La trovate tutta qui.

Ma cosa si farà al laboratorio di scrittura ironica, a parte lanciare meringhe a un castello?
Le prime due ore, o quasi, le dedicheremo ad analizzare le varie forme di scrittura ironica in senso lato, quindi parleremo anche di umorismo e sarcasmo, per esempio. Spiegherò alcune tecniche e porterò come esempi citazioni dai miei libri, perché se devo portarvi nel mio laboratorio e farvi lavorare coi miei strumenti, è più naturale spiegarvi come sono nate certe frasi, certe espressioni, certi “trucchi”. Poi si prosegue con le esercitazioni. Tutti i partecipanti elaboreranno dei testi seguendo le indicazioni che darò, poi li leggeranno e ci sarà un confronto collettivo.

Posso dire che, ogni volta che ho tenuto questo laboratorio, è stato divertente, con momenti di grande ilarità, ma anche molto liberatorio su questioni delicate che sono state affrontate con una lievità inusuale. L’ironia può farti scendere molto in profondità e farti tornar su con occhi diversi.

Come lanciare meringhe a un castello
Laboratorio di scrittura ironica
Genova, sabato 11 aprile 2015, 10-17.30
Officina letteraria

info@officinaletteraria.com
iscrizioni@officinaletteraria.com

 

E’ stato pubblicato ieri, sull’edizione cartacea di Pagina99 we, un interessante articolo di Marco Cubeddu dedicato alle scuole e ai laboratori di scrittura in Italia. Tra questi, anche il Gruppo di Supporto Scrittori Pigri.
Se ve lo siete persi ve lo pubblico qui, vale la pena leggerlo, offre una valida panoramica e ottimi spunti di riflessione (ringrazio, tra l’altro, l’autore per averci annoverati insieme agli altri, prestigiosi, corsi).

E siccome nel GSSP c’è già abbastanza tensione sull’incognita delle esercitazioni settimanali che vengono assegnate ogni martedì (ma che poi entusiasmano tutti gli Scrittori Pigri e li fanno scrivere come se non ci fosse un domani), volevo rassicurarli: non organizzerò una caccia al tesoro per farvi scoprire le vostre potenzialità nascoste, né vi chiederò di fare un giro in mongolfiera per provare un nuovo punto di vista, tranquilli. Abbiamo altre idee in serbo per voi. Vi piaceranno.

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Festa delle Librerie IndipendentiOggi, sabato 20 settembre, a Certosa (Genova) le Librerie Indipendenti fanno festa.

Sarà una giornata dedicata a tanti modi di fare cultura, arte, spettacolo e intrattenimento. Un pomeriggio durante il quale tutto il quartiere genovese si animerà e proporrà iniziative alla cittadinanza.

Io lo farò alle 17.30 nell’arena all’interno dei giardini di Piazzale Emilio Guerra, presso le piscine Foltzer.
Presenterò Buona fortuna, aiutata da Lia Seriacopi e Sara Tagliente.

Un nuovo appuntamento a Genova con Margot e Caterina, e forse sarà una delle ultime volte che andrò in giro insieme a loro: dietro l’angolo c’è il prossimo romanzo che scalpita per arrivare nelle librerie.

Vi aspetto!

E se nel frattempo volete leggere l’intervista che la brava Elisa Pinigi Zanolli mi ha fatto per La Polcevera, la trovate qui.

Me l’avevano anticipato, ma vederlo è un’altra cosa.
Buona fortuna è stato scelto come titolo delle terzina in lettura alla giuria di ottobre 2014 del Gran premio delle Lettrici di Elle.
Gli altri 2 romanzi in gara sono: Tra la notte e il cuore di Julie Kibler e Il cardellino di Donna Tartt.

Lo hanno annunciato sul nuovo numero di ELLE, uscito in questi giorni.
Sulla pagina, di fianco a me c’è Stoner, sotto di me un Pulitzer.
E’ una pagina bellissima.
A posto così.

Elle - ottobre 2014