• I lieti fine capitano. Certo, basta non aspettare i titoli di coda o i sequel. Basta non curiosare nei retroscena. Basta crederci.

    Chanel non fa scarpette di cristallo

Festa delle Librerie IndipendentiOggi, sabato 20 settembre, a Certosa (Genova) le Librerie Indipendenti fanno festa.

Sarà una giornata dedicata a tanti modi di fare cultura, arte, spettacolo e intrattenimento. Un pomeriggio durante il quale tutto il quartiere genovese si animerà e proporrà iniziative alla cittadinanza.

Io lo farò alle 17.30 nell’arena all’interno dei giardini di Piazzale Emilio Guerra, presso le piscine Foltzer.
Presenterò Buona fortuna, aiutata da Lia Seriacopi e Sara Tagliente.

Un nuovo appuntamento a Genova con Margot e Caterina, e forse sarà una delle ultime volte che andrò in giro insieme a loro: dietro l’angolo c’è il prossimo romanzo che scalpita per arrivare nelle librerie.

Vi aspetto!

E se nel frattempo volete leggere l’intervista che la brava Elisa Pinigi Zanolli mi ha fatto per La Polcevera, la trovate qui.

Me l’avevano anticipato, ma vederlo è un’altra cosa.
Buona fortuna è stato scelto come titolo delle terzina in lettura alla giuria di ottobre 2014 del Gran premio delle Lettrici di Elle.
Gli altri 2 romanzi in gara sono: Tra la notte e il cuore di Julie Kibler e Il cardellino di Donna Tartt.

Lo hanno annunciato sul nuovo numero di ELLE, uscito in questi giorni.
Sulla pagina, di fianco a me c’è Stoner, sotto di me un Pulitzer.
E’ una pagina bellissima.
A posto così.

Elle - ottobre 2014

 

 

Lo ammetto, da quando ho scoperto Airbnb le mie vacanze sono cambiate.
Continuo ad amare gli alberghi, il piacere di tornare in una camera pulita da altri e col letto rifatto da altri, ma passare cinque giorni a Parigi in un appartamento viola o in un’altro soppalcato col letto sotto la mansarda, o cinque giorni a Barcellona con una terrazza di venti metri quadrati, e girovagare a piedi nudi tra la camera dove sonnicchiare, la sala dove sedersi a scriversi, il divano dove spaparanzarsi a guardare serie tv sul megaschermo, la cucina dove prepararsi la colazione o farsi una tisana, eh, è un’altra cosa.
L’ho anche raccontato a Raffaele Niri, sul Venerdì di Repubblica del 5 settembre.

Venerdì di Repubblica, 5 sett 2014, Buona Fortuna-page-001

Libreriamo GSSPTu stessa sei una scrittrice, e ti sei definita ‘pigra’. Perché? Qual è l’ostacolo principale che ogni scrittore, affermato oppure esordiente, deve superare?
Be’, ho capito di voler essere una scrittrice a otto anni e ho davvero provato a esserlo dopo i quaranta. Direi che sono una Pigra Doc. Poi il mio primo libro è uscito nel 2009, e da allora ne ho pubblicato uno ogni due anni, un ritmo che non è proprio da pigri. Mi sono data una mossa, ho cominciato a crederci, ci ho provato davvero e non mi sono più concessa alibi.
Ma resto una Pigra Doc, tranquilli. Rimando le cose da fare, cincischio attorno alle idee, basta una farfallina della pasta a distrarmi, passerei ore sul divano a guardare serie tv e, quando le domeniche d’estate c’è il sole, bofonchio scocciata perché, se piovesse, potrei starmene a casa tutto il giorno a “pigrare”, anziché uscire, come coscienza, mare e amici impongono.
Per cui, sebbene gli ostacoli da superare siano diversi, e non saprei definire quale sia quello principale, mi sento di dire, che un grande, grandissimo ostacolo dello scrittore, in molti casi, è lui stesso. Lui stesso se non ci crede fino in fondo, lui stesso se pecca di indolenza e rimanda al chissà quando la fine del proprio romanzo, lui stesso se trova continuamente scuse per dimostrare quanto gli manchi il tempo per scrivere. Ma anche lui stesso se si erge a unico giudice del proprio lavoro, soprattutto se è esordiente, lui stesso se si fa leggere solo da chi gli dirà, per affetto o ingenuità, che ciò che ha scritto è bellissimo (quando non è detto che lo sia), lui stesso se pensa di aver partorito il capolavoro del millennio. Servono più determinazione e più confronto.

Melissa Ceccon, di Libreriamo, un attivissimo web magazine per chi ama i libri e la cultura, mi ha contattato la scorsa settimana per chiedermi qualcosa di più sul Gruppo di Supporto Scrittori Pigri e non solo.

Confesso che, quando mi sono arrivate le sue domande, ho avuto un filo d’ansia che mi si è attorcigliato alla gola, un po’ come quando ti sei preparata benissimo sul quindicesimo capitolo dei Promessi Sposi e il prof ti chiede di fare un’analisi comparata tra il Manzoni e il Foscolo.
Perché a Melissa non è bastato chiedere come mai mi definisco pigra, quale sia l’ostacolo per chi vuol scrivere, cosa sia il laboratorio, no. Lei ha voluto anche chiedermi opinioni sul futuro dei libri e degli scrittori, sulla lettura e la pigrizia mentale della nuova umanità che si sta delineando.
E io mi sono trovata a dover costruire argomentazioni muovendomi in punta di piedi su un tappeto di uova fresche, circondata da coccodrilli in leggera siesta.

Ve lo dico subito: non sono un’opinionista, non sono un’intellettuale  e ho chiesto agli amici più cari di spararmi, il giorno in cui dovessi mai fare spontaneamente uscite pubbliche per spiegare al mondo la Letteratura (ho sentito parlare Pasolini, so già che non potrò mai arrivare fin lì. Non ho ancora sentito nessun altro, vivente, parlare alla stessa altezza e con la stessa assenza di spocchia).
Quindi, se andate a leggere l’intervista, fatemi sapere se me la sono cavata con dignità. E anche come avreste risposto voi.

Ah, certo, l’intervista la trovate cliccando qui.

E comunque:

Come si svolgerà il laboratorio per gli Scrittori Pigri?
Il laboratorio si svolgerà interamente online, su un forum riservato agli iscritti. Nessun altro potrà accedervi, sarà uno spazio esclusivo per i partecipanti, ognuno col proprio nickname, e si creerà una community sulla scrittura.
Ci saranno consigli, suggerimenti, spiegazioni, approfondimenti, esercitazioni, discussioni, confronti, analisi, condivisioni.
Ognuno può frequentarlo quando vuole, anche tutti i giorni, anche ogni ora, da dove si trova, basta avere un computer e una connessione a internet. Ma ci saranno alcune scadenze: i progetti personali andranno consegnati a step, ogni quindici del mese, per ragionare insieme sullo stato del testo, e gli esercizi settimanali – dedicati a tecniche stilistiche, narrative, editoriali –  dovranno essere postati tutti i martedì. Non sono obbligatori, ovviamente, si può anche frequentare senza scrivere una riga, ma oltre che pigerrimo sarebbe sciocco.
Il GSSP è un’occasione concreta di fare pratica di scrittura in uno spazio protetto, insieme a due professionisti del settore: io, scrittrice, e Christian Delorenzo, editor. Oltre a tutto il Gruppo di Supporto, composto dagli stessi iscritti.
Inizierà il 15 settembre e durerà quattro mesi. Ma una settimana prima, circa, apriremo il forum a chi si è già iscritto, dando così loro il tempo di ambientarsi.
Il 15 gennaio si chiude, meno Pigri di quando si è cominciato. 

Se volete far parte di quest’avventura, ci sono ancora posti disponibili.
Trovate tutte molte risposte alle vostre domande qui e potete iscrivervi qui.

Gssp+Barbara coniglioAndare a trovare Sara a Bassano mi fa sempre bene al cuore e al cervello. Torno a casa ogni volta con la testa turbinante di nuove idee.
L’ultima volta sono tornata anche con un progetto concreto da realizzare: il Gruppo di Supporto Scrittori Pigri.

Che adesso è pronto a partire, c’è solo da aspettare metà settembre e iscriversi nel frattempo.

E così, Sara, dopo avermi mandato le foto che mi ha scattato nei giorni in cui sono stata lì, tra cui questa con un meraviglioso cappello peloso e due invidiabili orecchie da coniglio, mi ha anche tempestata di domande. Quelle domande che ti spuntano sempre dopo che la persona è ripartita.

Mi ha chiesto se ha senso, da adulti e dopo anni a studiare lettere e italiano, infilarsi in un laboratorio di scrittura; perché ho scelto rem tene, verba sequentur come motto del GSSP (perché quello che preferivo lo aveva già usato lei, ecco perché, ma ho elaborato una spiegazione molto più nobile); cosa possono imparare, nella stessa community, persone con stili e gusti apparentemente incompatibili tra loro; se secondo me è vero che un’immagine vale più di mille parole; qual è la cosa più difficile per me come scrittrice; di suggerirle tre libri per l’estate; con chi passerei un’ora e perché; quali cose è meglio evitare in una lettera d’amore e infine quale sia la mia citazione preferita.
Ho cercato di rispondere con molta serietà a tutte le sue domande, senza necessariamente restare seria.

Trovate qui tutta l’intervista.
Se avete curiosità sul GSSP le appagherete, e forse ve ne verranno altre.

Ma se vi sentite pronti, potete iscrivervi al Gruppo di Supporto Scrittori Pigri direttamente qui.
Mentre, se siete più propensi allo scarabocchio e alla pittura, date un’occhiata ai Disegnatori Pigri.
Se invece pensate sia giunto il momento di passare 16 settimane in ostaggio a fare foto, unitevi ai Fotografi Pigri con Sara.
Se qualcuno si iscrive e completa tutti e tre i laboratori, mi unisco alla proposta di Sara per passare una giornata con lui/lei e offrirgli/le anche la cena. Tutte e tre le Supportatrici di Pigri in un colpo solo.

 

Grazie a Guglielmina Aureo ed Eliana Quattrini del Corriere Mercantile.

Corriere Mercantile, 25 ott 2013, Luogo di nascita Genova

Grazie a Donatella Alfonso e Matteo Macor di La Repubblica-Genova.

Repubblica Genova, 25 ott 2013, Luogo di nascita Genova-page-001

Grazie a Emanuela Schenone ed Elena Nieddu de Il Secolo XIX.

Secolo XIX, 21 ott 2013, Luogo di nascita Genova-page-001

TortelliniBologna è stata uscire dalla nuova stazione senza perdersi, dare e ricevere il primo abbraccio grande, bere una centrifuga mela, zenzero e fragole raccontandosi la vita, distribuire pandolci e canestrelli, altri abbracci grandi, Stai bene? Sto bene,  bere qualcosa prima di, Sarà il caso di andare?, Sarà il caso di andare, la Feltrinelli di Piazza Ravegnana, la saletta di sotto, la pila nel microfono che Morozzi aveva consumato e poi Buona Fortuna, Caterina, Margot e anche Tormento, leggere Mi fa male e l’uomo del piede sinistro, e Ti abbiamo seguita qui sopra, Potevate dirmi che mi riprendevate, mi truccavo meglio e soprattutto Dove andiamo a mangiare? Osteria verace ma tipica? , va da sé che voglio quella, voglio le tagliatelle al ragù, e si parte tutti insieme perché E’ aperta sicuramente, ma è chiusa, si ride e si va da Marcello, che uno pensa sia a casa di un amico e invece si ritrova nell’osteria di un cuoco d’eccellenza che odia il lambrusco, e le tagliatelle non ci sono stasera, ma ci sono i tortellini con la crema di parmigiano e me ne faccio rapidamente una ragione. E si brinda, si chiacchiera, si ascolta Louis Armstrong per ore, ci si saluta a malincuore, promettendo di rivedersi al più presto e si va a dormire.
E al mattino si fa colazione tutti insieme, si parla di quel che va, di quel che non va, di quel che dovrebbe andare e di quel che sarà, si guarda l’ora, si vanno a prendere le lasagne, che mi spiace andarmene senza aver mangiato neanche quelle, e si pranza con le migliori lasagne di Bologna, poi si corre alla stazione, ci si abbraccia di nuovo e a presto, a presto.
A presto.

E come un bel regalo arriva il pezzo di Alberto Sebastiani sul Caffè Letterario, lo spazio culturale online della Repubblica di Bologna.
Per chi non era alla presentazione di ieri e avrebbe voluto esserci.

Grazie a Irene Parmeggiani, che ogni volta mi riserva parole bellissime, e alla redazione de Il Giornale di Genova per lo spazio che mi dedica.Il Giornale, 7 giugno 2013-page-001