• Domani mi sembra un tempo troppo lungo da aspettare, domani spesso diventa tardi.

    Buona Fortuna

Questa illustrazione la trovate a pag. 130 di C’era una svolta.
È di Umberto Torricelli e la musica è di Marco Caprelli.
La grafica è di pholpo (Nicola Scodellaro e Sara Zampieri).

La scena è della fiaba “Il piccolo Claus e il grande Claus” di H. C. Andersen, una fiaba poco nota e non si capisce perché.

C’era una svolta
Cos’hanno in comune Andersen, i Grimm e Perrault con Disney? Niente.
Con le illustrazioni di Alice Basso, Sara Lando, Marco Lucente, Alessio Roberti Vittory, Nicola Scodellaro, Umberto Torricelli e la partecipazione straordinaria di Piero Fiorio.

Un antico proverbio dice che per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio.

Lo trovo molto vero. Per “bambino” si può intendere anche qualcosa di vivo e prezioso che potrebbe andare in diverse direzioni, ma se attorno, a farlo crescere, a dargli supporto, ad arricchirlo ciascuno con la propria dote, c’è un intero villaggio, la direzione sarà la migliore possibile.

Qualcosa di vivo e prezioso come un libro, per esempio.

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Molti, leggendo “Qualcosa di vero“, si sono innamorati delle fiabe che Giulia racconta a Rebecca e mi hanno scritto per chiedermi dove trovare il mio primo libro, che io stessa avevo definito il donatore d’organi di quel romanzo.
Ne avevo usate otto, le più famose, ma in “C’era una svolta” ce ne sono molte di più e ho sempre desiderato ridargli vita.

Per il suo decennale sei amici (e mio papà) hanno realizzato le illustrazioni, un regalo prezioso che rende questa nuova edizione ancora più speciale, e io ho aggiunto quattro fiabe classiche e una chicca: la mia prima fiaba, scritta a (quasi) nove anni, quando sognavo di diventare una scrittrice ma non lo dicevo a nessuno.

Uscirà il 26 settembre 2019 per Morellini e, siccome sarò in un periodo parecchio impegnativo per il lavoro, non potrò andare molto in giro a presentarlo.

Ma alcune tappe sono assicurate:
Genova, ovviamente, dove ci vedremo lunedì 30 settembre alle 18.00 alla Feltrinelli
Milano, va da sé, dove ci vedremo martedì 1 ottobre alle 18.30 alla Mondadori in Duomo (e la sera festa tra amici!)
Torino, perché in questo progetto c’è anche Alice Basso e non esiste che io e lei saltiamo Torino.
Terranuova Bracciolini (AR), al Canto del Maggio, perché è una promessa fatta da tempo.

Ho talmente tante cose da raccontarvi su questo progetto, che ho creato, su Facebook, una pagina dedicata. Se vi va, seguitela.
Vi racconterò fiabe, vi presenterò le illustratrici e gli illustratori, vi racconterò aneddoti buffi, vi darò anticipazioni, vi terrò aggiornati sulle presentazioni.

E andando contro tutta la mia idiosincrasia per i video (per me in video, nella fattispecie) mi sono vestita colorata e ho letto il prologo.

Davvero è da metà aprile che non vi aggiorno? Oh poveretta me, e adesso come la recupero?

Sono stati due mesi e mezzo intensi, in effetti, e avrei anche avuto parecchio da raccontarvi ma per intensi intendo dire che ho vissuto in un frullatore perennemente acceso e da un frullatore perennemente acceso capite anche voi che è complicato fermarsi per aggiornare il blog.

Ma andiamo per ordine. Leggi il resto →

Pollicino DorèE, sempre per festeggiare i 388 anni dalla nascita di Charles Perrault, questo è il suo Pollicino (illustrazione di G. Doré).

Sempre tratto da Qualcosa di vero, quando Giulia lo racconta a Rebecca.
Così come ce l’ha raccontata Perrault nei Racconti di Mamma Oca, va da sé.

(…)

“Conosco una fiaba dove due genitori abbandonano sette figli in un colpo solo, la vuoi sentire?”
“Sì!” rispose Rebecca.
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Schermata 2016-01-12 alle 10.42.08388 anni fa nasceva Charles Perrault.
Un tipo colto, intelligentissimo e dagli ampi orizzonti.
Ce lo ricorda il doodle di Google di oggi, giustamente.

E io non potevo starmene zitta, che se si parla di fiabe ho la stessa reazione di Roger Rabbit con Ammazza la vecchia.

 

Ed ecco quando, in Qualcosa di vero, Giulia racconta la Bella Addormentata a Rebecca.
Così come ce l’ha raccontata Perrault nei Racconti di Mamma Oca, va da sé.

(…)

Nonostante le apparenze, gli orchi e le streghe cattive, tutto sembrava più semplice, nelle fiabe.
“E a proposito di principesse che li aspettano, cosa sai della Bella addormentata?”
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GrimmMercoledì 28 ottobre sono andata alla Scuola Elementare “Richeri” di Genova per leggere fiabe ai bambini. Le fiabe vere.
L’incontro faceva parte del progetto ministeriale “Libriamoci a scuola”: una settimana dedicata alla lettura di libri nelle scuole di ogni genere. Un progetto al quale ho aderito subito, offrendomi di leggere le fiabe vere nelle elementari.
Mi ha scelta la Richeri e quando mi ha telefonato la Maestra responsabile del progetto ho tenuto a precisare “Guardi che io leggo le versioni originali dei Fratelli Grimm, eh”.
“Sì, sì, certo” mi ha risposto serena.
“Sono quelle senza zuccherini, siete sicuri?”
Erano sicuri.

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CosmopolitanCosmopolitan mi ha chiesto una fiaba d’amore, e siccome ce n’era ancora qualcuna che a Giulia sarebbe piaciuto molto raccontare a Rebecca, ho deciso che questa poteva essere l’occasione giusta per recuperare.

Per voi e per le lettrici di Cosmopolitan, la mia Principessa sul pisello. Leggi il resto →

Biancaneve e i sette naniCaro Sindaco di Venezia,
mi è giunta voce di una sua iniziativa che ha messo al bando alcuni libri per l’infanzia, togliendoli agli asili e alle scuole dove erano pericolosamente a disposizione dei bimbi.
L’ho letto qui e qui, ma non solo.
Credo che ci voglia molto coraggio per procedere, in un’epoca come la nostra, evoluta e progressista, a un atto di censura. Credo anche che lei sia stato molto indulgente con la lista nera dei libri da mettere al bando.
Per questo mi piacerebbe segnalarle altri testi a mio parere travianti per le giovani menti e i piccoli animi in via di sviluppo.

Penso, per esempio, a storie di coppie etero e regolarmente sposate che abbandonano i figli nei boschi, lasciandoli in balia di orchi e streghe.
Penso alla storia di una bambina di circa otto anni che viene cresciuta da sette uomini che non risultano essere ufficialmente parenti tra loro e che usano dormire tutti insieme nella stessa stanza. Con letti molto vicini tra loro.
E a un’altra bambina che viene cresciuta, almeno secondo Walt Disney, da adulti di riferimento dello stesso sesso e nemmeno della stessa razza della piccola, che – evidentemente a causa della pessima educazione ricevuta, senza una figura paterna a compensare le tre madrine – violerà una proprietà privata, tenterà di impossessarsi di oggetti non suoi (un fuso, per la precisione) e cadrà nel sonno per un secolo.
Penso alle matrigne che, nonostante un’ufficiale adozione dell’orfana all’interno di un matrimonio, tentano di ucciderla per discutibili motivazioni, o di sfruttarla per i lavori domestici senza metterla in regola.
E non parliamo di quella ragazza di umili origini che decide di metter su famiglia con una creatura di razza differente, benché ricco, colto, intelligente e sensibile. Converrà con me che un essere umano non può certo sposarsi con una bestia.
Un altro esempio che vorrei segnalarle, è quello di una bambina palesemente ingenua, che viene indotta ad assumere sostanze stupefacenti da un bruco. E quello di una bambina che viene mandata da sola a portare vettovaglie a una vecchia malata in mezzo alla foresta. Ma come si fa a mandare una bambina da sola in quei posti, dico io? Che esempi diamo ai nostri figli?

Sono troppe, caro Sindaco di Venezia, davvero troppe le storie dove si annida l’ambiguità tra le righe.
Si consoli con quella di un’extracomunitaria che ha tentato di lasciare il proprio mare per invadere terre umane, mirando a sposarne un regnante che per fortuna l’ha rifiutata, lasciandola morire nello stesso mare da cui era venuta. Pensi solo ai figli che sarebbero nati da quella nefanda accoppiata: un po’ uomini, un po’ pesci.
Qualche volta, come vede, anche nelle fiabe si trovano i giusti valori da trasmettere alle nuove generazioni.

art night venezia 2014Quando i ragazzi dello IED mi hanno contattata per invitarmi nel loro Giardino dello IEDen, creato in occasione di Art Night Venezia 2014, e mi hanno detto che potevo raccontare o leggere qualsiasi cosa volessi, ho capito che era arrivato il momento di tornare nella Serenissima insieme a loro, le mie amiche di sempre: le fiabe.
D’altra parte, se si parla di mele e di tentazioni, c’è qualcuna di cui si può favoleggiare senza partire da Adamo ed Eva.

Sabato 21 giugno, alle 19.30 e alle 20.30, sarò in quel meraviglioso scrigno che è Palazzo Franchetti, nel sestiere di San Marco, sede dello IED, per presentarvi una principessa dal cuor di primula e dall’ingegno farlocco.
So che pensate di conoscerla già, ma ne dubito.

Vi aspetto! Leggi il resto →