• Tentò delicatamente di divincolarsi senza svegliarlo, aveva bisogno di allontanarsi da ciò che la faceva stare eccessivamente bene.

    Chanel non fa scarpette di cristallo

Il 18 settembre è arrivato, oggi comincia il GSSP Fare un romanzo.
È la quinta edizione del Gruppo di Supporto Scrittori Pigri e la seconda sul romanzo, tre mesi di laboratorio online insieme agli iscritti.

Ogni volta è un’emozione e c’è anche un po’ di agitazione: come saranno, riuscirò a dare loro ciò che si aspettano, me la renderanno facile o saranno suscettibili e indisciplinati, rispetteranno le regole o dovrò infilare lucertole nelle scarpe di chi si ostinerà a usare venti puntini di sospensione o troppi spazi a vanvera?

Credo che siamo tutti un po’ agitati, ma vedo molta voglia di iniziare e in questa settimana di limbo che ho dato per ambientarsi nel forum si è già creata una bella atmosfera di condivisione.

Sono un gran bel gruppo: 46 Scrittori Pigri (33 donne e 13 uomini), 15 sono le regioni italiane dove vivono – Lombardia (8), Liguria (7), Piemonte (7), Sardegna (3), Lazio (3), Campania (3), Veneto (2), Puglia (2), Trentino (2), Sicilia (2), Toscana (1), Molise (1), Abruzzo (1), Marche (1) – e siccome siamo internazionali abbiamo anche Inghilterra (1).

4 sono in prova perché hanno vinto la prova gratuita, decideranno durante questa settimana se restare con noi, 11 sono gli Scrittori Pigri veterani, tra i 25 e i 64 anni le loro età anagrafiche, 41 anni l’età media.

3 saranno i mesi in cui staremo insieme, 8 le esercitazioni settimanali che faranno, 4 le analisi dei testi, 1 sarà il capitolo del loro romanzo che scriveranno: il primo e infine 3 saranno i docenti che avranno: me, Alice Basso (scrittrice Garzanti, editor e valutatrice per altri editori) e Margherita Trotta (redattrice della narrativa in Mondadori).

Come ho detto a loro, spero che per tutti il GSSP diventi una community comoda come un divano, allegra come una serata tra amici e corroborante come una barretta di Ovomaltina (oh, a me corrobora. Che sia anche una scusa per mangiare le barrette di Ovomaltina è marginale).

Oggi chiudo le porte alle iscrizioni e inizio ufficialmente il laboratorio.
Mi rivedrete ogni tanto, ma per i prossimi tre mesi non contateci troppo.
Che nel frattempo ho anche un nuovo romanzo da editare.

Quando Giovanni del Bicicletterario mi ha chiesto se poteva farmi un’intervista non mi ha detto che aveva preparato venticinque domande, che neanche a un concorso pubblico.

Molte domande che non mi ha mai fatto nessuno tra l’altro, è stato divertente andare a fare carotaggi nei ricordi per rispondere.

Se siete curiosi come Giovanni, trovate tutta l’intervista qui.

E se amate pedalare e scrivere, partecipate al prossimo concorso letterario dedicato alla bicicletta, è un Premio pieno di entusiasmo.

 

Ci siamo. Il forum è pronto.
Oggi i nuovi Scrittori Pigri hanno cominciato a girare, curiosare, aprire, scrivere, sbirciare, commentare, presentarsi, conoscersi, scoprire. E lo possono fare anche dallo smartphone con una app.

“Ma come funziona il tuo laboratorio online di scrittura degli Scrittori Pigri? Mandi mail, fai video, ci si vede su Skype?” mi hanno chiesto alcune persone.

Ma no, ma no, ma no, nulla di tutto ciò.
È molto meglio, è costantemente interattivo, come un social network ma riservato agli iscritti.
Stiamo tutti su un forum, uno spazio creato apposta per noi, ognuno col proprio nickname, avatar e profilo, con il proprio diario di bordo e diverse stanze da perlustrare, dove leggere i miei approfondimenti, suggerimenti e valutazioni, i commenti degli altri, rispondere, domandare.
E poi, quando si consegnano le esercitazioni settimanali, nasce un confronto di gruppo, oltre che direttamente con me.
È uno spazio vivo, dentro cui si può stare quanto si vuole, andare quando si vuole, anche godersi la ricreazione, scherzare con gli altri Scrittori Pigri, passarsi le ricette o suggerire le migliori Serie TV.

Si sta lì per tre mesi, e per tre mesi si lavora ma con l’opportunità di far parte di un vero e realissimo Gruppo di Supporto Scrittori Pigri. E si impara molto, ve lo assicuro, dopo quattro edizioni posso dirlo.

Tra una settimana si comincia a pieno ritmo.
È già un bel gruppo, sparso in tutta Italia e oltre, ma qualche posto c’è ancora.
Se volete lanciarvi nell’avventura e costruire il vostro romanzo insieme a me, ad Alice Basso e a Margherita Trotta, non siate troppo pigri. Che il 18 settembre chiudo le porte e accendo i motori.

Trovate qui il modulo di iscrizione.

99 incipit, 2000 battute, 73 autrici, 26 autori, 30 giorni di gara, 4755 voti e anche 27 giurati di qualità di cui 6 scrittori, 5 editor, 3 critici e 10 blogger letterari, 3 libraie, 3 preferenze per ogni giurato, 6 vincitori (più 2).

Tutto questo è stata la gara per vincere l’iscrizione gratuita al Gruppo di Supporto Scrittori Pigri.

Ecco i tre finalisti sanciti dai voti della Giuria Popolare, composta da tutti gli amici, i parenti, i conoscenti, ma anche i perfetti sconosciuti che -per caso, per affetto, per stima o per spintone- hanno distribuito i loro Mi piace:

  • 1° classificata: Arianna Lattisi con “Una vita adagiata” (568 voti)
    2° classificata: Annamaria Belmonte con “La stanza del tempo” (473 voti)
    3° classificata: Hayat Errati con “L’Oscar scolpito nel mio cuore” (397 voti)

Ed ecco la classifica degli Scrittori Pigri scelti dalla Giuria di Qualità

  • 1° classificata: Elena Lo Muzio con “Estumulazione”
    2° classificato: Marco Usai con “Mio padre”
    3° classificata: Sonia Vespa con “Cosa si fa?”

A cui si aggiunge la classifica stabilita dalle Bancarella Blogger che ripesca due incipit:

  • 1° classificata: Sonia Vespa con “Cosa si fa?”
    2° classificata a pari merito: Elena Lo Muzio con “Estumulazione”
    2° classificata a pari merito: Sara B. con “Verso casa”
    3° classificata: Francesca Biagini con “Come le farfalle d’estate”

I primi classificati della giuria popolare e della giuria di qualità vincono l’iscrizione gratuita al Gruppo di Supporto Scrittori Pigri (GSSP) Fare un romanzo che partirà il 18 settembre.

I secondi e i terzi classificati vincono la prima settimana gratuita del GSSP e, se decideranno di iscriversi, la tariffa scontata riservata a loro.

A tutti i partecipanti: bravi, bravi, bravi.
Siete stati tantissimi e fantastici.
Grazie di cuore a tutti!
(se volete leggere gli incipit in gara, li trovate qui)

Ho scritto a ogni partecipante ricevendo risposte entusiaste per l’avventura vissuta, per il piacere di mettersi in gioco, per la tirella della gara e la scoperta del Gruppo di Supporto Scrittori Pigri.

Alcuni si erano già iscritti, qualcuno lo farà, nel frattempo il gruppo si sta formando ed è già una gran bella banda, ho molta voglia di cominciare a lavorare con loro.
Devo dire che una quindicina di incipit tra quelli in gara mi sono davvero piaciuti, spero che decidano di essere dei nostri, perché sarebbe bello lavorare insieme alla loro idea e sulla loro scrittura.

A proposito, anche se non avete gareggiato: c’è ancora posto, potete iscrivervi fino al 18 settembre compilando questo modulo.

Per chi ancora non lo sapesse, questo è un laboratorio di scrittura interamente online, cosa che permette di non avere alcun limite geografico, e una delle sue particolarità è l’asincronia, che permette di gestirsi completamente gli orari di frequenza. Ma si lavora tanto, e si lavora insieme.
Se non credete a me, andate a leggere alcune note lasciate dagli Scrittori Pigri delle scorse quattro edizioni.

Se volete essere dei nostri, prima vi iscrivete meglio è, perché i posti a disposizione sono limitati e perché aprirò il forum una settimana prima, per dare il tempo a tutti gli iscritti di ambientarsi.
Vi aspetto!

Oggi inizia la gara di incipit per vincere due iscrizioni al prossimo laboratorio degli Scrittori Pigri, giunto alla sua quinta edizione.
Tre mesi in un forum online insieme a me, tre mesi intensi a lavorare a testa bassa sul proprio romanzo, ciascuno il suo, con un costante confronto di gruppo, analisi dei testi, definizione della struttura, del protagonista, del conflitto, dei personaggi, della trama fino alla sinossi e al primo capitolo, accompagnati, questi ultimi, dalla professionalità di Alice Basso e di Margherita Trotta.

Ma parliamo della gara: ve la riassumo in poche parole.

Si terrà dal 27 luglio al 27 agosto 2017.
Le iscrizioni in palio per il GSSP Fare un romanzo sono due: quella assegnata dalla giuria popolare che vota gli incipit su Facebook e quella assegnata dalla giuria di qualità che seleziona i migliori tre.
Entro giovedì 31 agosto 2017 verranno annunciati i vincitori.

Per partecipare bisogna

  • Scrivere un incipit di massimo 2000 caratteri (spazi inclusi).
  • Inserirlo all’interno di una mail aggiungendo anche: titolo, nome e cognome dell’autore e la frase Si richiede la pubblicazione per vincere il GSSP”
  • Indicare nell’oggetto della mailUn incipit per il GSSP
  • Inviare la mail a scrittoripigri@gmail.com (non aggiungere allegati)

Tutti i testi in gara verranno pubblicati (entro 24 ore) nell’album fotografico “Incipit in gara” sulla pagina Facebook degli Scrittori Pigri e potranno essere condivisi, divulgati, commentati, votati.

Trovate il regolamento completo qui.
E ci sono pure un sacco di risposte alle domande che immagino vorreste fare.

E ora forza, cominciate a scrivere!
Si vince una gran bella avventura.

(Oh, se la competizione vi agita ma il laboratorio vi stuzzica, vi consiglio di iscrivervi entro il 31 luglio che risparmiate. Se poi partecipate pure alla gara e vincete recuperate i soldini) 

Vinci il GSSP – FARE UN ROMANZO 2017

Come gli Scrittori Pigri sanno, a farmi compagnia nel GSSP, c’è la mia adorata Margherita Trotta, redattrice Mondadori.

Nel GSSP Scrittura & Narrazione, quello che parte a gennaio, lei plana sul gruppo per la settimana della correzione di bozze e non ha pietà, mentre nel GSSP Fare un romanzo, quello che parte a settembre, si occupa insieme a me dell’editing dei primi capitoli che devono consegnare l’ultimo mese di laboratorio.

Quest’anno, per il GSSP Fare un romanzo, si aggiunge una docente d’eccezione, che sono immensamente felice di avere in squadra: Alice Basso, scrittrice ed editor.
Lei sarà a disposizione dei Pigri per una settimana e valuterà le sinossi dei loro romanzi, un documento fondamentale e delicatissimo che ogni scrittore deve saper scrivere e presentare a un editore.

Ecco con chi i prossimi Scrittori Pigri avranno a che fare, oltre a me che sarò presente per tutti i tre mesi di GSSP.

Margherita Trotta, redattrice e docente del GSSP 
Dopo gli studi classici e la laurea in Lettere Moderne a Padova, si è trasferita a Milano per la scuola di specializzazione in editoria libraria. Ha collaborato con l’agenzia letteraria Grandi & Associati e con la casa editrice Marcos y Marcos prima di approdare in Mondadori dove, dopo una buona dose di correzione bozze, da più di sei anni si occupa di Editing di narrativa italiana per le collane SIS, Strade Blu e Omnibus.
Tra i suoi autori: Mario Desiati, Roberto Cotroneo, Giuseppe Culicchia, Alessandro Barbero, Gabriele Romagnoli, Pietro Grossi.

 

Alice Basso, scrittrice, editor e docente del GSSP
Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e dal 2006 vive fuori Torino. Dopo il liceo classico, la laurea in Storia contemporanea alla Normale di Pisa e un master in Comunicazione e media è stata traduttrice dall’inglese, autrice di testi per aziende di prodotti multimediali e coordinatrice dei tutor di un master telematico in comunicazione per l’Università di Torino. Dal 2006 lavora nell’editoria come editor e redattrice di saggistica divulgativa e valutatrice di testi provenienti dal mercato anglofono per una casa editrice per ragazzi. Nel 2015 ha pubblicato con Garzanti “L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome“, a cui sono seguiti “Scrivere è un mestiere pericoloso” (2016) e “Non ditelo allo scrittore” (2017), i primi tre libri di una pentalogia che ha per protagonista Vani Sarca, una ghostwriter dark che si trova ad affiancare un commissario di polizia in una serie di indagini ambientate nel mondo dei libri.

Sono sinceramente orgogliosa e onorata di avere questa squadra d’eccellenza.

Il GSSP Fare un romanzo è un laboratorio online sulla costruzione di un romanzo, per arrivare dall’idea al primo capitolo, attraverso esercizi di lavoro su personaggi, narratore, linguaggi, struttura e storia. E per imparare a presentarlo a una casa editrice o a un agente letterario.
Inizierà il 18 settembre e terminerà il 18 dicembre 2017.
Si terrà interamente su un forum online, cosa che permette a chiunque, ovunque sia, di partecipare e di gestirsi orari e giorni di frequenza.

Le iscrizioni sono aperte (Tariffa Promo valida per chi si iscrive entro il 31 luglio).
Clicca qui per compilare il modulo di iscrizione.

Sono due mesi che non scrivo sul blog, ormai i social hanno vinto e un po’ mi dispiace, perché questa è casa, con la rilassatezza di un divano comodo, non è la frenesia del ballo delle sedie che si vive su Facebook.
Ma vabbè.

Comunque, in questi due mesi, sono successe alcune cose di cui vi faccio il sunto, tisana alla mano.

 

Gssp+Barbara-coniglio

Si riparte col Gruppo di Supporto Scrittori Pigri
Torna il GSSP Fare un romanzo, abbiamo iniziato da poco la promozione, c’è la solita Tariffa Promo per chi si iscrive entro il 31 luglio, c’è la solita Tariffa Pigri per chi ha già fatto un GSSP, c’è l’attesissima gara di incipit per vincere due iscrizioni (partirà il 27 luglio).
E per quest’anno ho anche due assistenti alla promozione che mi permetteranno di spaparanzarmi su una sdraio al sole, sorseggiare acqua di cocco e non andare nel panico se qualche giorno non avrò il Wifi.
Questo sarà il quinto GSSP, secondo per l’edizione sul romanzo, un laboratorio che si consolida di anno in anno e che ogni volta si conferma un’esperienza intensa, impegnativa ma soprattutto bellissima.

Inizierà il 18 settembre, durerà tre mesi e si concentrerà sulla costruzione di un romanzo, ciascuno il proprio, per partire dall’idea e arrivare al primo capitolo attraverso esercizi di lavoro su personaggi, narratore, linguaggi, struttura e storia. E per imparare a presentarlo a una casa editrice o a un agente letterario.
Se avete voglia di capire come costruire e scrivere un romanzo, è il laboratorio che fa per voi.
Ovunque voi siate, perché tutto si svolge su un forum online, senza limiti di orario, di giorni, di tempo.

 

Genova d'autore
Ho consegnato un racconto a Morellini Editore
A ottobre 2017 uscirà Genova d’autore, curata da Gabriella Kuruvilla, un’antologia di racconti su Genova per la collana “Città d’autore”.
Insieme a me altri scrittori a raccontarvi qualcosa della nostra Superba.
Non credo di potervi dare anticipazioni sul mio racconto, dovrete aspettare quest’autunno per scoprirlo.

 

Yoga al mattino
Ho deciso dove andrò in vacanza
Più o meno. A dirla tutta l’ha deciso la mia amica che mi trascinerà in Kerala. India. Ad agosto. Già.
È andata così.
Isa – Flower! Ho deciso dove andiamo ad agosto!
Ba (con un brivido ghiacciato sottopelle) – Dove?
Isa – Si va in Kerala!
Ba (certa di aver capito male) – È in India. In India ad agosto. Piuttosto vado a vendere angurie sulla tangenziale di Milano.
Isa – Sciocca, il Kerala è meraviglioso, ti piacerà. Andiamo in una clinica ayurvedica.
Ba – UNA COSA?
Isa (trillante di gioia) – Fidati! È bellissimo! Torniamo asciuttissime, tonicissime, senza pancia né cellulite. È fantastico!
Ba – Ti è entrato lo scirocco nel cervello?
Isa (ticchettando sulla tastiera) – Sì! C’è posto! Mando subito una mail per prenotare due stanze.
Ba – Isa, aspetta un attimo, parliamone.
Isa (sventolando le mani per aria) – Ti piacerà da matti, ne sono sicura.

Preparatevi tutti, il Kerala sta per accogliere le White&Flower e per l’occasione abbiamo creato una pagina Facebook dedicata. Perché già i preparativi hanno un certo valore narrativo e perché là avremo il Wifi. E perché ci danno l’omaggio monsoni, ossia due giorni in più. Omaggio monsoni, già.
Se non altro i miei gatti sono salvi: qualcuno farà loro compagnia per le settimane di mia assenza. Beati loro.

 

Mia nonna saluta e chiede scusa L'uomo che metteva in ordine il mondo
Ho scoperto un nuovo autore di cui mi sono innamorata: Fredrik Backman
Sul serio, quando ho iniziato a leggere la prima riga di “Mia nonna saluta e chiede scusa” ho sentito il cuore battere in un modo diverso, come fa quando si sta preparando a godersi qualcosa di molto bello.
Purtroppo in Italia sono stati tradotti solo tre suoi libri e io ne ho già letti due, la crisi d’astinenza è dietro l’angolo.
Con Mia nonna saluta e chiede scusa chiudete gli occhi e andate a Miamas con Elsa e sua nonna: non ve ne pentirete (a meno che non siate degli intelligentoni).
Credo che l’autore abbia amato Big Fish visceralmente e ne abbia assorbito l’incanto, traducendolo in questo libro magico, profondo, emozionante, divertente, poetico, intelligente.
Con L’uomo che metteva in ordine il mondo Backman, ancora una volta, non gioca sull’imprevedibilità, sull’effetto sorpresa, ma sulla bellezza della vita che accade, su personaggi straordinari, su anime profonde e bellissime, su una scrittura leggera, ironica e capace di afferrarti le viscere e stritolarle quando arriva il momento del dolore.

 

Altre cose, vediamo.
Sì, ho perso i tre chili in eccesso che avevo.
Poi ne ho recuperati due.
E c’è nell’aria un nuovo romanzo, ma questa è un’altra storia.

 

Gssp+Barbara-coniglioAnche questo GSSP è finito.

Sono stati 3 mesi di laboratorio; 12 esercitazioni settimanali; 7 stanze di forum; 178 discussioni aperte; oltre 12.000 commenti; 4 scrittori intervistati; 49 il massimo punteggio raggiungibile; 48,3 il massimo punteggio raggiunto e 6,5 il minimo; 45 Scrittori Pigri iscritti tra cui 4 che hanno fatto solo due esercitazioni; 45 hanno fatto l’esercitazione più consegnata (la prima); 27 hanno fatto l’esercitazione meno consegnata (la penultima); 24 hanno fatto tutte le esercitazioni; 20 sono state le discussioni aperte nel corridoio della Ricreazione e oltre 2000 commenti di puro cazzeggio lasciati tra una e l’altra (in particolare: 720 nelle cose belle, 233 nelle cose brutte e 336 abbracci nell’angolo per le giornate di merxxa).

E infinite sono state le ore dedicate a questa avventura.
Ne è valsa davvero la pena.

Per questa quarta edizione il Gruppo di Supporto Scrittori Pigri era formato da 34 donne e 11 uomini.
14 sono le regioni italiane dove vivono – Lombardia (8), Veneto (8), Liguria (4), Emilia Romagna (4), Lazio (3), Piemonte (2), Sardegna (2), Puglia (2), Toscana (2), Calabria (1), Sicilia (1), Trentino (1), Campania (1), Abruzzo (1) – e 2 gli Stati esteri – Francia (Parigi) e Inghilterra (Londra).
13 erano gli Scrittori Pigri che avevano già fatto almeno un GSSP, tra i 25 e i 55 anni le loro età anagrafiche, 41 anni l’età media, 2 sono stati i docenti che hanno avuto: me e l’eccezionale Margherita Trotta (redattrice Mondadori).

Un grazie speciale a Sara Rattaro che ha regalato una video lezione dedicata a loro e ha risposto alle loro domande e altrettanti grazie immensi a Chiara Gamberale, Alice Basso e Riccardo Gazzaniga che si sono fatti intervistare da loro, rispondendo con la generosità che li contraddistingue.

Al momento siamo tutti un po’ disperati perché non ci vorremmo lasciare mai più: tre mesi in un forum riservato creano uno spirito di appartenenza molto forte e una bella comunità di persone unite dall’amore per la scrittura e la lettura.
Ci incontreremo in molti a Milano, a metà maggio, per un pranzo di fine corso, ma soprattutto resterà attivo il forum dei Sopravvissuti e Recidivi dove vanno tutti i partecipanti ai GSSP, per non perdere lo spazio di confronto che hanno saputo creare.

Il prossimo appuntamento sarà a settembre con il GSSP Fare un romanzo.
Le iscrizioni sono aperte con tariffe agevolate per gli Scrittori Pigri e per chi si iscrive entro luglio.

Nel frattempo continuerò a pubblicare i racconti scritti durante questo GSSP e scelti per essere messi sulla pagina Facebook degli Scrittori Pigri.

Pigri, dopo quattro edizioni sono ancora qua a commuovermi per dovervi liberare. Ma avete delle vite a cui tornare, lo so.
Vi abbraccio forte, uno per uno.
È stato molto bello lavorare con voi.

Ad ogni edizione del Gruppo di Supporto Scrittori Pigri, tra le tante cose che gli faccio fare (perché pensano sia un laboratorio da due ore alla settimana e invece li trascino nel forum e me ne impossesso per tre mesi), ci sono le interviste.
Ogni GSSP, gli Scrittori Pigri hanno la possibilità di intervistare scrittori e professionisti del mondo dell’editoria.
Devo dire che finora ho sempre avuto la disponibilità (e la generosità) di persone straordinarie che mi hanno aiutata a mantenere un livello di eccellenza di cui vado fiera.

Dal 2014 a oggi, gli scrittori che i miei Pigri hanno intervistato sono stati (in ordine cronologico): Ester Armanino, Gianluca MorozziRiccardo GazzanigaSara Rattaro (che quest’anno torna nel GSSP con una bellissima video lezione)Giuseppe CulicchiaPietro Grossi e Alice Basso.

Mentre, in rappresentanza del mondo editoriale, hanno incontrato (sempre in ordine cronologico): Margherita Trotta (redattrice Mondadori e loro docente nel GSSP), Ricciarda Barbieri (editor Feltrinelli), Silvia Meucci (agente letterario), Chiara Beretta Mazzotta (consulente editoriale per autori, editori e agenti letterari), Elisa Tonani (ricercatrice di Storia della Lingua Italiana – Esperta di punteggiatura) e Marilena Rossi (editor Mondadori).

Bene, l’ultima intervista mi è stato chiesto di condividerla anche con voi e io lo faccio con immenso piacere.
Signore e signori, lettori e scrittori, ho la smisurata gioia di offrirvi l’intervista che gli Scrittori Pigri del GSSP-Scrittura e Narrazione hanno fatto a Chiara Gamberale.

CHIARA GAMBERALE INTERVISTATA DAGLI SCRITTORI PIGRI
Chiara Gamberale


Come tratti le storie che hai in testa prima di tradurle in romanzo? Stendi una scheda personaggi, un progetto, un “telaio” su cui andare a tessere pian piano, oppure funzioni meglio a sensazione, scrivendo di getto e mettendo insieme i pezzi a posteriori? Hai cioè un metodo di scrittura?
Dunque… Tutto comincia da un’urgenza animale di raccontare una storia: ma che deve tradursi in una sfida formale perché io senta che è quello, proprio quello, il libro che voglio scrivere. Per esempio, l’ultima volta, ho sentito l’urgenza di raccontare quanto sia difficile, pericoloso ma necessario il nostro contatto con il vuoto che abbiamo dentro: poi ho capito che volevo confrontarmi con il genere della favola per adulti, ed è nato Qualcosa. In una prima fase, come al solito, metto a punto trama e personaggi. Ma è una griglia lasca, che poi, nel momento della scrittura, grazie a una condizione di estasi che mi permette la concentrazione, quella griglia si riempie, si tende o si restringe e mi rivela segreti che non avevo messo in conto, inizialmente. E’ forse proprio il rivelarmi ogni volta cose che ancora non sapevo che fa del mio lavoro il mio unico rimedio all’esistenza.

Ho sentito un’intervista a John Irving in cui dice che lui non comincia a scrivere un romanzo fino a quando non ha in mente la frase finale, i personaggi e gli snodi fondamentali della storia, che non vengono poi modificati nella scrittura vera e propria. Nella tua esperienza quanto, di un romanzo, è già presente nel momento in cui cominci a scriverlo e quanto viene invece creato o modificato durante la scrittura?
In parte ho già risposto nella domanda precedente. Pur avendo il mio schema, e le caratteristiche fondamentali dei personaggi, affido molto, appunto, al momento della rivelazione. E la frase finale nasce sempre da come la temperatura si è scaldata nei mesi della stesura del romanzo.

In proporzione, quanto tempo dedichi alla stesura della prima bozza e quanto alla successiva attività di revisione, nella scrittura di un romanzo?
Direi, in proporzione, lo stesso tempo.

Da una delle esercitazioni che abbiamo fatto nel GSSP è uscita una discussione sul ruolo del correttore di bozze, dato che molti di noi si sono allargati a suggerire correzioni stilistiche. Nella tua esperienza com’è il rapporto tra lo scrittore e le altre figure (editor, redattore, correttore di bozze) che mettono le mani sul suo testo? Sono collaborazioni in cui c’è tempo e modo di confrontarsi?
Certo, nel mio caso sì. E possono essere esperienze molto nutrienti, come mi è successo con Laura Cerutti della Feltrinelli o con Guglielmo Cutolo della Longanesi.

Hai qualcosa da dire, una storia da scrivere, e che, almeno per te, è una storia buona. Sai a priori se te la pubblicheranno o è tempo perso? Non so se mi spiego: c’è qualcosa che ti dà l’assoluta certezza che quella storia verrà cestinata? C’è qualcosa che invece, sicuramente, dà a quello scritto una possibilità?
Paradossalmente, dopo che si è raggiunto un po’ di successo, la domanda diventa: ma la casa editrice pubblicherebbe qualsiasi cosa di mio, pur di vendere qualche copia e quadrare qualche bilancio? E bisogna diventare ancora più severi con noi stessi e autocritici, oltre a trovare persone, nell’ambito della casa editrice, di cui ci si possa davvero fidare.

C’è una tipologia di lettore per cui preferisci scrivere? Ti è mai successo di cominciare un testo per una data tipologia e di renderti conto a un certo punto che invece stavi scrivendo per qualcun altro? Che cosa hai fatto allora?
No, no: io non penso mai al tipo di persona che mi leggerà, mentre scrivo. E invito anche voi a fare vostra la massima di Pasolini: niente può essere urgente per chi lo legge, se non è stato urgente a chi l’ha scritto.

Qual è secondo te il punto X che un autore di narrativa (in Italia) deve raggiungere e superare per poter vivere esclusivamente del lavoro di scrittura?
Direi che arriva quando lo decide il conto corrente. Io, prima di Per dieci minuti, ero costretta ad accompagnare la scrittura con la radio. Ora la accompagno comunque con tre collaborazioni con delle riviste, ma è un impegno molto meno invasivo che, appunto, mi lascia molto più tempo per concentrarmi sulla scrittura. In America sapete che le università si occupano di stanziare un mensile per gli scrittori, per permettergli di fare il loro lavoro? In Italia temo non ci arriveremo mai…

Nel 2014 è uscito il tuo libro “Avrò cura di te”, scritto insieme a Massimo Gramellini. Vorrei sapere che metodo di lavoro avete adottato. Come si scrive un romanzo in due?
Si tratta di un romanzo epistolare e Massimo e io ci siamo trasformati fin dall’inizio in Giò e in Filemone, i due protagonisti: abbiamo quindi cominciato a scriverci con la nostra identità già “mascherata” dalla scrittura e in questo caso parte della trama è proprio venuta da certe sorprese che ci siamo fatti reciprocamente e a cui chiamavano l’altro a rispondere.

Quali sono state le maggiori difficoltà, gli ostacoli, i problemi che hai incontrato nella tua carriera di scrittrice?
Ho esordito a ventun anni, sono diciannove anni che faccio questo lavoro: gli ostacoli e i problemi sono stati tanti quanti gli incontri benedetti e le soddisfazioni. Per natura tendo a ricordare soprattutto queste ultime, ma ancora soffro, e tanto, se penso all’aria di sufficienza con cui all’inizio venivo guardata da un certo sottobosco letterario carico di arroganza e pregiudizio… Io ero giovane, non venivo da una famiglia intellettuale, avevo un entusiasmo che probabilmente suonavo un po’ cafone, dato l’ambiente…Non è stato facile conquistarmi una credibilità.

Oggi sei riconosciuta, giustamente, come una stimata professionista. Quali sono i ricordi della “scrittrice esordiente” e le difficoltà che hai dovuto affrontare?
A parte quelle che vi ho appena raccontato, quando ho esordito alle mie presentazioni c’erano massimo dieci persone… Solo dopo quindici anni ho visto il numero allargarsi, ma ho sempre ostinatamente creduto in quello che succede nelle librerie, negli incontri fra chi scrive e chi legge. E quindi giravo, giravo nel weekend. E nel frattempo, per otto anni, durante la settimana facevo la radio ogni giorno, che può sembrare bellissimo, e in parte lo è, ma insomma, per almeno tre anni ho lavorato molto più di quanto vivessi… Per questo agli esordienti dico sempre: non vi aspettate dalla prima pubblicazione un exploit che immediatamente vi metta nelle condizioni di considerare la scrittura il vostro lavoro. Quelle condizioni, purtroppo e per fortuna, vanno conquistate ogni giorno, senza perdere il fuoco che ci anima e con tanta, tanta disciplina.

Ci consigli un romanzo di un autore che ami che secondo te dobbiamo assolutamente leggere e ci dici perché?
Beh, da poche settimane io ho finito L’Impresa… Finalmente mi sono confrontata con la Recherche di Proust, l’ho letta da cima a fondo. Ci ho messo sei mesi esatti: e mi trovo cambiata sicuramente come scrittrice, ma anche come persona.

Sappiamo che sei uscita in questi giorni con il tuo ultimo romanzo, “Qualcosa” per Longanesi. Quanto tempo ci hai messo a scriverlo? Quali sono i temi più importanti che danno densità a questa nuova storia e il personaggio che ami di più di questo libro?
Per scrivere Qualcosa ci ho messo un anno esatto. La domanda fondamentale, come dicevo, è quella su come possiamo gestire il vuoto che abbiamo dentro, anziché farci gestire dal vuoto e subire la nostra vita. Ma volevo anche inneggiare al valore in cui credo di più, l’originalità. E i miei personaggi più amati sono i due protagonisti, necessari l’uno all’altro al punto che posso considerarli una cosa sola: la Principessa Qualcosa di Troppo e il Cavalier Niente.

Grazie Chiara, di cuore, da parte mia e di tutti gli Scrittori Pigri.

Gssp+Barbara-coniglioÈ la quarta edizione di GSSP, ma ogni volta che arriva la data di inizio di un laboratorio, c’è l’agitazione da primo giorno di scuola.
Come saranno i nuovi Scrittori Pigri? Li amerò come gli altri? Se la caveranno bene con il forum? Come reagiranno quando assegnerò le prime penalità? Riusciranno a starmi dietro?
Se da piccola avessi saputo che anche i miei insegnanti erano così agitati, forse mi sarebbero sembrati meno spaventosi.

Come sempre, anche stavolta li ho fatti entrare in uno spazio pieno di cartelli, di segnaletica, di insegne, una Las Vegas da control freak ma senza le spogliarelliste.
Qualcuno ha già provato a presentarmi la giustificazione, altri balbettano tragici Noncelafaremomai, per fortuna c’è chi li rassicura spiegando come fare questo e quest’altro e poi ci sono quelli che un-due-tre hanno capito al volo e si stanno divertendo, hanno già fatto amicizia, disquisiscono nel corridoio di serie tv, musica e gatti – è un GSSP pieno di gatti, questo – e mi lanciano cioccolatini e battute.

Al momento gli Scrittori Pigri sono tanti, abbiamo raggiunto il numero massimo di partecipanti, almeno sulla carta: 37 donne, 13 uomini, 14 le regioni italiane dove vivono – Lombardia (9), Veneto (8), Liguria (6), Emilia Romagna (4), Lazio (4), Piemonte (2), Sardegna (2), Puglia (2), Calabria (2), Toscana (2), Sicilia (1), Trentino (1), Campania (1), Abruzzo (1) – e 2 gli Stati esteri – Francia (Parigi) e Inghilterra (Londra) – 6 sono in prova perché hanno vinto la settimana gratuita, 13 sono gli Scrittori Pigri che hanno già fatto almeno un GSSP, tra i 25 e i 55 anni le loro età anagrafiche, 41 anni l’età media, 3 saranno i mesi in cui staremo insieme, 12 saranno le esercitazioni settimanali che faranno, 2 saranno i docenti che avranno: me e l’eccezionale Margherita Trotta (redattrice Mondadori).
E forse ci sarà una bella sorpresa con una lezione fuori programma di un’autrice italiana molto amata.

Saranno tre mesi intensi e spero gioiosi, pieni di scrittura, di domande, di considerazioni, di lampadine che si accendono all’improvviso, di applausi e di pacche sulle spalle, di incoraggiamenti e di esultanza, di tentazioni di resa e di recuperi, di bronci temporanei e di grandi risate.
Se faranno tutto seriamente senza prendersi sul serio, se si lasceranno andare senza paura di sbagliare, se accoglieranno le osservazioni come piccoli doni, ne usciranno persone più consapevoli della propria scrittura. E anche lettori con occhi diversi.

Buon GSSP, Scrittori Pigri!