• Si beava della propria disinvoltura nell’accartocciare tutto ciò che la donna davanti a lui rappresentava e nel gettarlo con noncuranza tra i rifiuti.

    Buona Fortuna

Io e Francesca de Lena ci stiamo ragionando da tempo, all’inizio era un’idea buttata lì, quelle frasi che cominciano con un “Sarebbe bello fare qualcosa insieme” e vengono lanciate nel futuro perché in quel momento non c’è tempo per nuovi progetti.
Poi, un giorno, abbiamo detto “Facciamolo”.
Io avevo i miei Scrittori Pigri alle prese coi loro romanzi e senza idea di dove trovare un editor da cui farsi aiutare a sistemarli prima di proporli ad agenti letterari e case editrici.
Francesca aveva i suoi editor formati in Apnea, il suo laboratorio di editing.
“Mettiamoli insieme!” ci siamo dette. “Ma teniamoli ancora un po’ per mano, va’”.

Sono davvero molto felice di annunciarvi la nascita diCHE COS’È
Scrittori Pigri in Apnea è la masterclass che mette in contatto gli scrittori che hanno frequentato il laboratorio degli Scrittori Pigri di Barbara Fiorio e gli editor che si sono formati in Apnea laboratorio di editing di Francesca de Lena.
Oppure scrittori e editor esterni, che si candidano e passano la selezione.

Si tratta di un lavoro di editing a romanzi inediti, supervisionato da due professioniste.

COSA SI FA
Si lavora per coppie: a ogni scrittore viene assegnato un editor con il quale confrontarsi e lavorare al proprio romanzo. Editor e scrittore si terranno in contatto via mail, videoconferenza, chat e lavoro sul testo con la modalità “revisione” di Word.
Editor e scrittori saranno guidati nel percorso di editing e revisione del romanzo dalle rispettive tutor: Francesca de Lena per gli editor, Barbara Fiorio per gli scrittori.
Il percorso è segnato da incontri e lezioni in diretta online e in più supporti scritti e video che risponderanno alle domande, scioglieranno dubbi, indirizzeranno verso proposte e soluzioni.

DURATA
Dal 29 aprile alla prima settimana di ottobre 2019, senza scadenze di consegna nei mesi di luglio e agosto.
Potreste dover riscrivere intere parti del vostro romanzo; potreste dover conciliare questo percorso con il vostro normale lavoro e la vostra vita privata; potreste aver bisogno di maggiore tempo e respiro perché non ne avete esperienza; potreste sentire la necessità di metabolizzare le indicazioni e confrontarvi con le tutor, prima di intervenire sul testo. Per questo abbiamo preferito scegliere un periodo medio che includesse il riposo estivo.

COSA FANNO LE TUTOR
Dirigono il lavoro. Una volta formate le classi di scrittori e di editor, le tutor guidano le squadre lungo tutto il lavoro da fare per un totale di: 5 lezioni in diretta online con la propria squadra, 2 lezioni in diretta online con l’altra squadra, 8 interventi scritti o video di approfondimento e risposta alle domande ricevute, e 1 diretta online finale per ogni singola coppia con entrambe le tutor. Resteranno poi a disposizione durante il periodo estivo per ricevere report e aggiornamenti sul vostro lavoro.
Tutti gli incontri e gli interventi saranno registrati e a disposizione degli iscritti per la durata del master: potranno essere riletti o rivisti ogni volta che l’autore o l’editor lo vorranno.

A COSA SERVE
Serve agli autori per avere una reale e completa esperienza di editing e revisione sul proprio romanzo inedito, in modo che sia pronto per essere proposto a eventuali editor o agenti letterari, e per avere una scheda di lettura finale, con alcune indicazioni utili riguardo a chi proporsi.

Serve agli editor per confrontarsi sulla direzione da dare al lavoro, chiarire i dubbi e le incertezze di approccio, di metodo e di merito, costruirsi una personale “cassetta degli attrezzi” e mettersi alla prova nel gestire un editing in autonomia ma potendo contare sul supporto di chi è del mestiere.

PERCHÉ PARTECIPARE SE SONO UNO SCRITTORE
Perché hai scritto un romanzo ma senti il bisogno di lavorarci ancora, prima di inviarlo ad agenti o editori.
Perché non hai mai avuto un’esperienza di editing prima e desideri averla in uno spazio protetto, con la presenza di qualcuno di cui ti fidi a cui poter chiedere supporto quando lo senti necessario.
Perché avresti una squadra per te: non solo l’editor con cui lavorare sul tuo testo, ma anche una scrittrice e una editor professioniste a cui rivolgerti in caso di incertezze su specifici passaggi e altri autori che contemporaneamente fanno lo stesso percorso con cui poter condividere i problemi da affrontare.
Perché non conosci l’ambiente editoriale e non sapresti a chi rivolgerti per scegliere un editor con cui lavorare al tuo inedito: preferisci affidarti alla selezione di Francesca de Lena e Barbara Fiorio.
Perché pagare un editor professionista ti costerebbe decisamente molto di più.

PERCHÉ PARTECIPARE SE SONO UN EDITOR
Perché stabilire un rapporto diretto singolo e autonomo con un autore è molto importante per la crescita professionale e il master ti permette di fare questa esperienza senza rinunciare a una guida e a un supporto lungo il percorso.
Perché ti saranno fornite delle tappe operative definite: indicazioni, video e promemoria su cosa fare, in che ordine e come farlo: dall’approccio con l’autore, ai primi elementi da analizzare nel testo, a come orientarsi per definire il target, il genere e la potenzialità editoriale del romanzo a cui lavori.
Perché poi sarai tu con le tue domande a cucirti il percorso addosso: se hai dubbi sulla scelta delle priorità riceverai risposte su quelle, se sei in difficoltà nella comunicazione con l’autore verrai supportato in tal senso, se non sei certo delle soluzioni che intendi proporre è lì che focalizzeremo il confronto.
Perché la squadra ti permetterà di condividere il tuo lavoro: non solo con le tutor, ma con i colleghi che staranno affrontando un percorso parallelo e insieme ai quali esprimere dubbi e sviluppare ragionamenti.
Perché oltre alle risposte-guida che segneranno il tuo percorso, sarai partecipe anche dei problemi e delle relative soluzioni indicate per il percorso degli altri. Ti formerai così un bagaglio di esperienza che andrà al di là del tuo singolo lavoro sul testo.
Perché partecipare sarà come fare l’apprendista prima di mettere su bottega per conto tuo.

POSTI DISPONIBILI
Max 6 coppie (scrittore+editor)

PER ENTRARE
Scrittori Pigri e editor Apnea entrano in automatico alla richiesta di iscrizione.
Gli scrittori, Pigri o esterni, che desiderano partecipare devono inviare un romanzo di max 200 cartelle + sinossi + scaletta della trama. Nel caso degli esterni il romanzo sarà valutato dalle tutor e dovrà passare la selezione. Se il romanzo non è ancora terminato può essere accettato purché il testo scritto copra già circa un 75% della storia e siano complete sinossi e scaletta della trama.
Gli editor esterni che desiderano partecipare devono inviare una scheda di lettura su un racconto inedito che gli verrà inviato e rispondere alle domande che gli saranno fornite. La scheda e le risposte saranno valutate dalle tutor e dovranno passare la selezione.

COME ISCRIVERSI
Se sei uno scrittore devi scrivere a scrittoripigrinapnea@gmail.com e:

  1. Scrivere nell’oggetto: iscrizione AUTORE per Scrittori Pigri in Apnea
  2. Nel corpo della mail presentarti in dieci righe (davvero dieci righe) e dirci
    perché vuoi fare questo percorso
  3. Inviare come allegato:
    – il testo del tuo romanzo inedito (se non è ancora finito dillo nella mail, deve
    comunque essere quasi finito, dai anche un’idea di quanti capitoli potrebbero
    mancare)
    – la sinossi (min 1000 max 2500 battute spazi inclusi)
    – la scaletta della trama in forma di elenco puntato (un punto per ogni evento
    dell’intreccio) di max 2 cartelle.

Se sei un editor devi scrivere a scrittoripigrinapnea@gmail.com e:

  1. Scrivere nell’oggetto: iscrizione EDITOR per Scrittori Pigri in Apnea
  2. Nel corpo della mail presentarti in quindici righe (davvero quindici righe) e
    dirci perché vuoi fare questo percorso
  3. Inviare come allegato:
    – La scheda di valutazione del racconto che ti è stato fornito (previa tua richiesta)
    – Le risposte alle domande che ti sono state poste (previa tua richiesta)

Vi verrà comunicato entro il 22 aprile se la vostra iscrizione è stata accettata.

Le iscrizioni sono aperte dal 14 marzo al 20 aprile 2019.

COSTI
Per gli scrittori: 750 euro
Per gli editor: 450 euro

CALENDARIO
Gli incontri in diretta online si tengono dalle 18:00 alle 20:00, salvo diversi accordi con le squadre. In blu gli appuntamenti in diretta.

Aprile
Lunedì 29 incontro diretta online della squadra con la propria tutor

Maggio
Martedì 7 incontro diretta online con la tutor dell’altra squadra
Giovedì 9 si inviano le domande alla tutor
Lunedì 13 si riceve il video o il testo di risposte
Lunedì 20 incontro diretta online della squadra con la propria tutor
Giovedì 23 si inviano le domande alla tutor
Lunedì 27 si riceve il video o il testo di risposte

Giugno
Lunedì 3 incontro diretta online della squadra con la propria tutor
Giovedì 6 si inviano le domande alla tutor
Lunedì 10 si riceve il video o il testo di risposte
Lunedì 17 incontro diretta online con la tutor dell’altra squadra
Lunedì 24 incontro diretta online della squadra con la propria tutor

Giovedì 27 si inviano le domande alla tutor

Luglio
Lunedì 1 si riceve il video o il testo di risposte
Giovedì 4 si inviano le domande alla tutor
Lunedì 8 si riceve il video o il testo di risposte
Lunedì 15 pausa
Lunedì 22 pausa
Lunedì 29 invio report alla propria tutor

Agosto
Lunedì 5 pausa
Lunedì 12 invio report alla propria tutor
Lunedì 19 pausa
Lunedì 26 invio report alla propria tutor

Settembre
Lunedì 2 invio domande alla propria tutor
Lunedì 9 si riceve il video o il testo di risposte
Lunedì 16 incontro diretta online della squadra con la propria tutor
Giovedì 19 si inviano le domande alla tutor
Lunedì 23 si riceve il video o il testo di risposte
Giovedì 26 si inviano le domande alla tutor
Lunedì 30 si riceve il video o il testo di risposte

Ottobre
Prima settimana: appuntamenti in diretta online della singola coppia con entrambe le tutor per la chiusura del percorso.


DOMANDE E RISPOSTE PER RISOLVERE I PRIMI DUBBI (OSSIA LE FAQ)

Di quante battute considero una cartella?
1800 battute spazi inclusi.

Come deve essere la sinossi?
Deve riassumere la trama, compreso il finale, senza osservazioni personali e senza frasi a effetto come se la si dovesse promuovere: è la sintesi della storia rivolta agli addetti ai lavori, non a potenziali lettori.
Deve essere di min 900 e max 1800 battute.

Come deve essere la scaletta della trama?
Deve essere un elenco strutturato per punti. A ogni punto corrisponde un evento della trama. Per evento della trama si considerano solo le reali azioni dei personaggi e gli avvenimenti esterni (terremoto, licenziamento, gravidanza, presa in ostaggio di una persona cara, ecc), non eventuali lezioni imparate/considerazioni/sviluppi psico-emotivi/pensieri o sentimenti provati.
Deve essere di min 2 e max 4 cartelle.

Come si terranno le dirette e dove ci scambieremo le osservazioni, le domande e potremo ritrovare gli approfondimenti e le registrazioni dei video o degli incontri online?
Le dirette si terranno su una piattaforma webinar. Scambi e confronti avverranno attraverso la chat di Hongouts e la mailing list di Google Groups. Approfondimenti video e registrazioni degli incontri online vi saranno inviati in forma di link sul quale cliccare per potervi accedere.

Chi e come si decide l’abbinamento di editor e autori?
Gli editor riceveranno le sinossi dei romanzi scelti dalle tutor e potranno esprimere la loro preferenza. La scelta finale resterà in capo alle tutor.

Oltre all’editor che mi viene assegnato, anche le tutor leggeranno tutto il mio romanzo e mi diranno cosa ne pensano?
No. Loro leggeranno le sinossi, le scalette e diversi stralci del romanzo al momento della selezione, poi seguiranno i vostri lavori, daranno approfondimenti generali e risponderanno alle vostre domande su dubbi specifici, leggendo alcuni passaggi selezionati su vostra richiesta.
Se dovessero leggere e farvi una scheda di lettura sul vostro romanzo, i costi di questo master sarebbero molto più alti: vi converrebbe pagare direttamente un editor professionista.

E se non mi trovo con l’autore o l’editor che mi viene assegnato?
Per gli scrittori è un rischio che, se pubblicherete e, quindi, lavorerete con un editore, correrete sempre. Per gli editor altrettanto: sia che lavoriate in una casa editrice sia che lavoriate come indipendenti vi troverete a occuparvi di testi di autori con cui potreste non sviluppare un’immediata sintonia. Il percorso che tutti farete qui può servire anche a questo: dovrete comunque saper perseguire un obiettivo comune che è il lavoro ottimale sul romanzo.
Alla fine del percorso vi chiederemo comunque di dare una valutazione al lavoro fatto con il vostro editor o autore.

Una volta che avrò il romanzo pronto mi metterete in contatto con editori o agenti letterari?
No, non è quello il nostro lavoro né l’obiettivo di questo master. Però ogni editor consegnerà al proprio autore (previa approvazione delle tutor) una scheda di lettura nella quale, oltre a un’analisi del romanzo, suggerirà quali editori potrebbero essere i più adatti a cui proporlo.

Mancano due settimane alla fine del GSSP sul romanzo e gli Scrittori Pigri hanno ricevuto in questi giorni le note di editing che io e Alice Basso abbiamo fatto ai loro primi capitoli.

E hanno scoperto cosa significa far leggere il proprio testo a qualcuno che, professionalmente, te lo smonta e ti mostra cosa non funziona.

I problemi principali sono stati: Leggi il resto →

Ho iniziato nel 2014, sono già passate sei edizioni, questa è la settima.
Fa un certo effetto.
Quando è nato il Gruppo di Supporto Scrittori Pigri ero spaventata: trentacinque persone che per la maggior parte non conoscevo e che vivevano sparse ovunque, mi avevano dato fiducia ed erano pronte a passare mesi con me in un forum online per esercitarsi sulla scrittura narrativa.
Pazze loro, pazza io.

Ho ricreato uno spazio a me familiare, quello delle community di blogger di prima generazione, quando si usavano i nickname e si era liberi, ci si confrontava, ci si metteva in gioco, ci si divertiva, si raccontava.
Un forum, persone con un soprannome (meglio se buffo) e un avatar, un laboratorio di scrittura narrativa, tre mesi insieme.
Questi sono gli Scrittori Pigri.

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In ogni GSSP (Gruppo di Supporto Scrittori Pigri), offro agli Scrittori Pigri l’occasione di intervistare tre professionisti del mondo dell’editoria.
Di solito cerco di scegliere tre figure diverse tra loro e in questo GSSP sono stati – li ringrazio ancora per il tempo e la generosità – Bruno Morchio (scrittore), Mauro Morellini (editore) e Francesca de Lena (editor e agente letteraria). Grazie di cuore anche a Sara Rattaro e Riccardo Gazzaniga che, amici dei Pigri, hanno rifatto una graditissima puntatina sul forum.

Francesca de Lena è una editor indipendente ed è fondatrice e direttrice del sito I libri degli altri, punto di riferimento per il mestiere di leggere e scrivere.
È anche agente letteraria della United Stories e legge inediti per The Italian Literary Agency.
Infine conduce APNEA laboratorio annuale di editing, in cui insegna come si riconoscono le buone storie, come si manipolano tutti gli elementi di una narrazione e come la si rende migliore.

 

Con il suo permesso, pubblico anche per voi l’intervista che le hanno fatto i Pigri. Io la trovo preziosa, soprattutto per chi ha il desiderio di pubblicare.

Come si riconosce una buona storia? Come si decide di investire su di essa e sul suo autore?
Questa domanda cade a pennello nel momento in cui sto programmando il mio prossimo workshop: “Come leggere un romanzo”. Una buona storia la si riconosce da una serie di fattori che molto spesso sono evidenti già dalle prime pagine, se non dalle prime righe: la voce dell’autore, la tensione, la capacità di gestire i personaggi, la voce narrante e i tempi verbali così da assorbire il lettore nello spazio/tempo della storia in maniera immediata e progressiva, e la riconoscibilità del nucleo narrativo, del “conflitto principe”. Se trovi tutti questi elementi non hai ancora una storia, perché per comporla c’è bisogno di una forma: una scelta narrativa che passa per la selezione di sguardo, per la struttura, per il linguaggio e per le scelte stilistiche e sintattiche. È un equilibrio di pesi e misure che impari a riconoscere per quella forma di esperienza che diventa intuito: le storie sono tutte diverse e le scritture anche, regole ferree non ce ne sono. Ma ogni buona storia è prima di tutto una “promessa di storia”: basta trovare quella promessa per decidere di investirci. Vuol dire che c’è lo spazio per la revisione, per i ripensamenti, anche per gli stravolgimenti, ma la storia è nata e sarebbe impossibile non vederla. 

Mediamente, quante cartelle ti ci vogliono per cominciare a pensare che una storia “ci sia” oppure no? E per capire se un autore ha una voce?
Per capire che una storia non c’è ci vogliono mediamente 20 righe (il che vuol dire che ce ne possono volere anche 3). Per capire che c’è, invece, ci vuole più tempo, perché non sempre l’autore ha la dimestichezza e la qualità di scrittura per far emergere il proprio lavoro a un primo sguardo. O, al contrario, perché un buon inizio può illudere in un seguito che invece non arriverà. Se però hai pazienza e intuisci che più avanti le cose cominceranno a mostrarsi, a sbrogliarsi, se ti par di riconoscere una “promessa”, puoi scegliere di proseguire e spesso vieni ripagato. In ogni caso dalle prime 20 o massimo 30 cartelle (ma devi essere molto confuso per arrivare a 30) sai già se quella storia c’è, almeno in prima versione, e se c’è una voce a raccontarla.

E cosa si intende con “la voce” dell’autore? Come la si riconosce?
La voce dell’autore è la sua visione del mondo. A volte oso dire il suo gesto politico, il suo posizionamento. Avere una storia da raccontare non basta, c’è bisogno di educare e far diventare adulta la propria scrittura: diventare adulti significa prendere delle scelte che avranno delle conseguenze: in narrativa questo vuol dire scegliere cosa mostrare e cosa no, e conoscere il perché della scelta. Scegliere una struttura piuttosto che un’altra, e conoscere il perché della scelta. Scegliere la forma da dare al proprio oggetto narrativo: l’intero romanzo, il capitolo, la singola scena, l’aggancio tra un momento e l’altro, la frase, la parola, la punteggiatura. E sapere il perché. Un autore con una voce riconoscibile ha un’idea di controllo cui tende per tutto il tempo della scrittura e un tono che allo stesso tempo fa emergere e maschera quell’idea di controllo. La riconosci come riconosci quello che vuole dirti tuo marito, tua madre, tuo figlio nel momento in cui apre bocca proprio in quel modo che conosci così bene e hai sentito tante volte; eppure, ti sorprende. Se una voce trova l’equilibrio tra il farsi riconoscere e il non essere prevedibile, vuol dire che ha una visione del mondo che io lettore riesco a distinguere ma che non saprei incasellare: è una voce di cui si può avere bisogno.

Di un autore nuovo, conta più la sua voce, il modo di scrivere, lo stile, oppure il contenuto del testo che propone?
La voce senz’altro. Lo stile senza visione è un gioco linguistico vuoto, il contenuto senza il taglio è un gioco narrativo da bambini (Cosa succederebbe se?). Entrambi esercizi leciti e anzi utili a far crescere la propria scrittura, ma non prove d’autore.

Manoscritti inediti: in percentuale, tra quelli che ricevete, quanti sono da mandare direttamente al macero, quanti non sono economicamente sostenibili (per mille motivi) e quanti potrebbero avere un’opportunità di pubblicazione?
Io ricevo manoscritti in vesti differenti: come lettrice freelance, come editor e come agente letteraria. Ovviamente quelli improponibili sono la maggior parte, ma io sono convinta che ogni storia possa diventare una storia migliore di quella che è. Sia chiaro che questo non significa che tutte abbiano la dignità di essere pubblicate, assolutamente no. Sorprenderà però sapere che mi capita spesso di voler investire su chi, tra insicurezze e mille convenevoli (l’ambiente editoriale tende a ridicolizzare l’ambizione alla scrittura: una pratica che io non sopporto e da cui cerco di tenermi alla larga), invia spontaneamente il manoscritto per una valutazione. Mi deludono di più i romanzi di autori già pubblicati, per i quali non può valere la fiducia per “la promessa”, il “vediamo dove può arrivare” e che si accontentano spesso di scrivere un plot che “tiene” con una scrittura “costante” e nulla più. In generale credo che le opportunità di pubblicazione non siano poche, ma certo bisogna avere consapevolezza di cosa si sta parlando: storie estremamente compiute e scritte molto bene. Al di sotto di questa soglia, non c’è giustamente spazio.

Come si rende una storia migliore? Quali sono gli elementi fondamentali da considerare?
Si prova a tirare fuori l’inespresso. O al contrario a tenere le redini del “tutto” per dare una forma al caos. La narrazione questo fa: ordina. Che l’ordine costruito sia individuale o corale, sia familiare o storico, comprenda secoli di cambiamenti o un’unica, incisiva svolta, non conta. L’importante è regolare un tempo e uno spazio che siano certi e determinati, un intreccio di relazioni che sia necessario alle dinamiche che s’intendono mettere in campo, un destino (che in termini narrativi altro non è che un obiettivo) da raggiungere. Spesso per rendere una storia migliore bisogna spingere sul nucleo: tutte le domande da porsi (come iniziare, come finire, quale scena inserire, quale personaggio eliminare, ecc) vengono dalla messa a fuoco di questo nocciolo qui: cosa voglio raccontare? Quando si è ottenuta la risposta, e solo quando la si è ottenuta, ci si può porre la domanda più importante: come? Il come è spesso una questione di spinte (da che parte, quanto in profondità, con quale forza, verso cosa, contro cosa, ecc) ed è ciò che fa il romanzo.

Qual è il canale che tu consiglieresti a un esordiente per accedere al fantastico mondo dell’editoria? Agenzie letterarie? Piccoli editori? Concorsi?
Qualsiasi canale in grado di rappresentare un percorso. Non si arriva alla pubblicazione così: ho scritto un libro, to’. Frequentare corsi di scrittura creativa, partecipare a concorsi, premi, festival, inviare a riviste, blog, piccoli editori, significa prima di tutto farsi leggere: non puoi dire di saper scrivere finché non lo dice qualcun altro al posto tuo. E che questo qualcun altro possibilmente non sia la fidanzata o il miglior amico. Frequentare certi circuiti, partecipare a presentazioni, corsi, eventi di cui fanno parte scrittori e addetti dell’editoria non significa “entrare nei salotti” o sciocchezze simili: significa avere a che fare con chi maneggia la scrittura con più esperienza di te, con più consapevolezza di te, ed è quindi più capace di te a riconoscerne la qualità e i difetti. Allora forse può aiutarti. La scrittura, come ogni attività umana, si modifica e si qualifica grazie all’esercizio costante, allo studio, alla condivisione e al confronto. Attenzione però al “pretendere” un aiuto. Le figure professionali servono a questo: da insegnanti, editor e agenti puoi pretendere di essere seguito perché si discute in termini di lavoro. Anche questo è bene ricordarselo. Nessuno deve niente a nessuno: l’arte non la si fa per gli altri dunque aspettarsi un volontariato di ritorno non ha senso.

Qual è il miglior modo per presentarsi a un agente letterario o a un editore?
Non ci sono regole generali, anche perché non a tutti è possibile presentarsi. Ci sono case editrici che non accettano manoscritti in visione e ci sono agenzie alle quali si può arrivare solo tramite il servizio di lettura a pagamento (in quel caso si riceve una valutazione, quindi è normale e giusto pagare). L’agenzia United Stories che ho fondato con Luca Briasco e Colomba Rossi ha un canale di invio manoscritti aperto: il patto è che rispondiamo entro due mesi, ma solo se interessati. In occasioni come questa, in cui hai la possibilità di presentarti e il servizio non prevede un pagamento (e quindi un’etichetta specifica da seguire) secondo me può essere bene:

– parlare brevemente di sé e del proprio progetto nel corpo della mail
– allegare l’intero testo o in alternativa un estratto rappresentativo (non per forza l’inizio: una parte “forte”) di 30 pagine circa
– allegare una sinossi, oppure un plot o anche uno schema della struttura (se il testo è altamente letterario e difficile da ridurre in plot) in modo da dare una visione d’insieme.

Cosa non deve fare un esordiente con la sua opera prima?
In realtà io sono abbastanza allergica ai “non deve”, anche quando comprendono prevedibili risposte del tipo “non deve pubblicare con una casa editrice a pagamento” – che poi non è pubblicare ma farsi stampare. Io tendo a dire non dovrebbe. Sono una persona che ha fatto un percorso sia di vita che professionale abbastanza fuori dalle prassi quindi non credo negli anatemi, nelle catastrofi e nell’irreparabile: fare sciocchezze da esordiente è una cosa normalissima e che non chiuderà nessuna porta a prescindere. Fare sciocchezze può anzi rientrare nel proprio percorso di crescita della scrittura. Parliamo di quello che dovrebbe fare: guardarsi attorno, cercare via internet, via passaparola, letture, amicizie, informarsi, allenare anche in questo senso il proprio sguardo per scegliere. Gli servirà anche come autore.

Immagino che nel tuo lavoro di editor freelance ti capiti spesso di lavorare per la prima volta con autori che non hanno una grossa esperienza di revisione del testo. Quali sono le difficoltà che incontri con maggior frequenza, le resistenze più complicate da superare?
A volte le cose che si danno più per assodate sono le più difficili da mettere in atto. Il famigerato “show don’t tell” per esempio – anche lui abbastanza frainteso, al punto che certi manoscritti sono pieni di micro-azioni inutili e di personaggi che fanno-fanno-fanno e non fanno niente, e non si fermano mai a essere – viene confuso con la necessità di non creare introspezione, discussione, considerazione. Mentre bisognerebbe capire che anche il pensiero ha un movimento da seguire, da mettere in mostra, da dimostrare attraverso la rappresentazione di sé stesso e non la dichiarazione. Altre volte c’è l’estrema introspezione che diventa diario delle medie, l’accumulo di aneddoti, episodi, caricature, affreschi, la costruzione di personaggi singoli che si ritengono memorabili ma vengono lasciati a sé stessi, soli nella scena, senza lo scontro con gli altri personaggi, senza che siano spinti da motivazioni e anelino a raggiungere obiettivi. Succede che sia difficile far capire che se una cosa è da rifare vuol dire rifarla davvero, cancellare se è necessario e comunque ricominciare, perché la modifica delle singole frasi non porta da nessuna parte, non serve proprio a niente. Le storie non sono fatte di parole.

Quali sono gli errori più comuni commessi dai dilettanti?
Uno, genitore di tutti gli altri: credere che scrivere sia una mescolanza di quello che facevi fin dalle elementari + un hobby + un’impellenza – la famosa “urgenza”, la “necessità di dire”– che poi equivale allo sfogo. Scrivere narrativa non ha niente a che vedere con i temi e gli esercizi scolastici. Può sì cominciare come hobby, come prova, ma solo se poi diventa esercizio e studio: come con la musica, la pittura, la danza (quelli che vanno in discoteca sono danzatori?). E non può limitarsi a essere un tentativo di crescita personale, di psicanalisi, di salvezza: scrivere non ti salverà. Ma neanche ti dannerà, come agli scrittori romantici piace far credere.

Quando avrai finito di scrivere molto probabilmente sarai sempre te stesso, proprio uguale-uguale a prima, con le caratteristiche che rivendichi e quelle che detesti ancora appiccicate addosso, e dovrai andare a fare la spesa.

Stiamo arrivando al termine anche di questo laboratorio, tre mesi insieme nel nostro forum riservato, tre mesi di scrittura, analisi e confronto, oltre quaranta persone di età e città diverse che spero si portino via qualcosa di più di quello che cercavano.
Le interviste sono una di queste cose.

Ancora una volta il GSSP è stata un’esperienza magnifica.

Il GSSP Fare un romanzo è stato: 3 mesi di laboratorio; 8 esercitazioni settimanali; 4 analisi di testi, 1 primo capitolo da scrivere; 7 stanze di forum; oltre 10.700 commenti; 1 scrittrice, 1 agente letteraria e 1 editor intervistate; 53 il massimo punteggio raggiungibile che è stato raggiunto da 3 Scrittori Pigri; 43 Scrittori Pigri iscritti; 41 hanno fatto l’esercitazione più consegnata (la prima), 25 quella meno consegnata (l’ultima) e 24 l’analisi dei testi meno consegnata (quella sulla trama); 17 hanno fatto tutto ma proprio tutto quello che era in programma; 33 sono stati i primi capitoli consegnati (e editati da me e Margherita Trotta).

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La gara di racconti è iniziata, da oggi e fino al 15 dicembre aspiranti Scrittori Pigri si sfideranno per vincere il prossimo laboratorio online di narrativa con me, il GSSP Scrittura e narrazione che inizierà il 22 gennaio 2018.

Qualcuno ha già inviato il proprio testo nei giorni scorsi, così da essere tra i primi pubblicati, ma c’è tempo fino al 14 dicembre per partecipare, e fino al giorno dopo per farsi votare dalla Giuria popolare.

Quest’anno c’è una grande novità: una terza iscrizione in palio.
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Il 18 settembre è arrivato, oggi comincia il GSSP Fare un romanzo.
È la quinta edizione del Gruppo di Supporto Scrittori Pigri e la seconda sul romanzo, tre mesi di laboratorio online insieme agli iscritti.

Ogni volta è un’emozione e c’è anche un po’ di agitazione: come saranno, riuscirò a dare loro ciò che si aspettano, me la renderanno facile o saranno suscettibili e indisciplinati, rispetteranno le regole o dovrò infilare lucertole nelle scarpe di chi si ostinerà a usare venti puntini di sospensione o troppi spazi a vanvera?

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Quando Giovanni del Bicicletterario mi ha chiesto se poteva farmi un’intervista non mi ha detto che aveva preparato venticinque domande, che neanche a un concorso pubblico.

Molte domande che non mi ha mai fatto nessuno tra l’altro, è stato divertente andare a fare carotaggi nei ricordi per rispondere.

Se siete curiosi come Giovanni, trovate tutta l’intervista qui.

E se amate pedalare e scrivere, partecipate al prossimo concorso letterario dedicato alla bicicletta, è un Premio pieno di entusiasmo.

 

Ci siamo. Il forum è pronto.
Oggi i nuovi Scrittori Pigri hanno cominciato a girare, curiosare, aprire, scrivere, sbirciare, commentare, presentarsi, conoscersi, scoprire. E lo possono fare anche dallo smartphone con una app.

“Ma come funziona il tuo laboratorio online di scrittura degli Scrittori Pigri? Mandi mail, fai video, ci si vede su Skype?” mi hanno chiesto alcune persone.

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