• Per pudore, non avrebbe mai raccontato a Nella le sue storie usa e getta, quelle notti occasionali con tipi concitati che al mattino dopo si inabissavano nella paura dell’impegno per riemergere un paio di mesi dopo con rinnovato candore.

    Buona Fortuna

27 gennaio 1945Tratto da L’istruttoria – “Oratorio in undici canti” di Peter Weiss*

II. CANTO DEL LAGER

GIUDICE
Com’erano le istallazioni sanitarie?

TESTIMONE 3
Nel lavatoio c’erano truogoli di legno con sopra un tubo di ferro perforato. Dal tubo gocciolava l’acqua. Nella latrina c’erano lunghe vasche di cemento con sopra tavole fornite d’orifizi. Vi potevano prendere posto 200 persone. Il Kommando-latrine vigilava che nessuno rimanesse troppo seduto. Leggi il resto →

Nel 2014 ho letto una media di due libri e mezzo al mese, pochino (anche se, aggiungendo i libri iniziati e abbandonati, probabilmente raddoppierebbe).
Ho cercato di dare la colpa alle serie tv, ma nel 2010, annata ricca di ottime e abbondanti letture, ne seguivo più di dieci contemporaneamente e passavo intere nottate a guardarle. Non è colpa dei serial, quindi.

Quello che mi preoccupa è che sto diventando ipercritica e sono sempre meno i libri che mi piacciono, sto perdendo il senso di meraviglia e spesso fatico a proseguire oltre il terzo capitolo di un romanzo. A volte mi sforzo di farlo, a volte mi concedo – a malincuore – di abbandonarlo.
Mi sento defraudata dell’incanto e non capisco quanta responsabilità, e quindi quanto margine di recupero, io ne abbia. Di certo, lavorare sulla scrittura, analizzarne i meccanismi, scoprire i trucchi della narrativa e riflettere sulle strutture dei grandi scrittori, modifica i parametri di valutazione e porta alla luce, anche in modo aggressivo, le debolezze di molti testi contemporanei.

Comunque ho letto dei bei libri anche nel 2014 e mi sono imposta di sceglierne dieci, solo dieci, e di parlarvene, in ordine cronologico di lettura. Leggi il resto →

Diverso sarò io - AntologiaRicordate il concorso letterario di Pescepirata “Diverso sarò io”? Ne avevo parlato qui.
Bene, è diventato un libro.

Massimiliano Tosarelli, Capitan Pescepirata, ha selezionato i migliori racconti in concorso e fuori concorso e ne ha fatto un’antologia.
Non si tratta solo di una bella raccolta di inediti, si tratta anche di un’impronta che resta nella lotta contro le discriminazioni di qualunque genere.
Perché è anche, e soprattutto, con la parola, con il pensiero, con la scrittura e con l’intelligenza – in sintesi con la cultura – che possiamo combattere un certo modo di pensare, la paura del “diverso” e l’incapacità di accettare la libertà di essere e di fare come un diritto di tutti e non solo di alcuni.

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Non sparate allo scrittore logoI ragazzi del Count Basie, un locale di Genova dove di solito si ascolta buona musica, quest’anno hanno deciso di scaraventare sul palcoscenico anche chi, di solito, ama stare ingobbito sulla propria tastiera, a dar la caccia alle parole, farle giocare tra loro, modellare storie e raccontare mondi.
Ci sarà comunque della buona musica, per andare sul sicuro.
E, siccome l’iniziativa è in collaborazione con Officina Letteraria, anche i testi potrebbero salvarsi dalle pallottole del pubblico. In ogni caso voi siate gentili e non sparate, a prescindere.

L’idea è venuta a Elisa Traverso, che si assumerà la responsabilità di tutto questo, e quando mi ha contattata per chiedermi di fare da madrina a una delle serate, ho accettato felice.
Un tema portante e tre parole in gara. Tre squadre di scrittori per nove brani raccontati ad alta voce. Un musicista che esalta le atmosfere. Una giuria popolare formata da tutto il pubblico in sala. Un’antologia visiva di reading e musica per una serata intrigante dove la scrittura è gioco. Dai, ti vogliamo come ospite, vieni?
E chi dice di no? A me la domenica di novembre!
La vigliacca non mi aveva mica detto che, per la mia serata, il tema sarebbe stato Malattie esantematiche.
Esatto, quelle. Le parole in gara saranno puntini, pruriti e febbri.
E se riesco -l’ho in parte promesso in cambio di un bacino – scriverò un pezzo anch’io.

Bene, a questo punto vi dico solo che il progetto parte domenica 26 ottobre, con Sara Rattaro come scrittrice madrina, che io ci sarò domenica 30 novembre, che dopo di me, domenica 28 dicembre, ci sarà Bruno Morchio, sempre alle 21.00.

Che l’ingresso al Count Basie è libero, con la tessera Arci (se non l’avete ve la fanno lì). E che c’è un ottimo bar dove servono anche alcolici. Saranno fondamentali.

Vi voglio numerosi e possibilmente sani.

Count Basie Jazz Club
Vico Tana 20r, 16126 Genova
cell. 345 2650347 – info@countbasie.it

Non sparate allo scrittore

E’ da un po’ che non parlo di libri, e siccome stavo scorrendo la lista dei libri letti quest’anno (sì, ho una lista anche per quello, è un libricino a righe che da dieci anni mi tiene in ordine le letture, anno per anno, mese per mese, titolo dopo titolo. Se voi non avete una cosa simile siete gente strana) ho pensato Ehi, magari si stanno chiedendo cosa leggere durante le vacanze.
O mentre gli altri sono in vacanza.

Per esempio, tra i libri che ho letto ad aprile c’è N-W della britannica Zadie Smith.
N-W

Zadie Smith sa indiscutibilmente scrivere, ho poco altro da aggiungere.

Confesso di essere entrata davvero nella storia solo insieme a Keisha/Natalie, e di essere arrivata al finale grazie a lei, ma anche di essere stata rapita dallo stile dell’autrice, uno stile che ha saputo coprire il rumore di fondo di alcuni sospesi.
Sono pagine di vite vere, sincere solo con se stesse, a volte neanche con se stesse.

Non lo consiglierei a chiunque, ma ho in mente alcuni lettori che lo amerebbero follemente. Perché è un gran libro.

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Premiata Ditta Sorelle FiccadentiPremiata Ditta Sorelle Ficcadenti è il nuovo romanzo di Andrea Vitali.
E’ uscito da poche settimane, e siccome mi è stato chiesto di presentarlo a Genova, è stato giocoforza immergermi nella Bellano del 1915, fare amicizia con la Stampina, Rebecca, il Prevosto, Geremia, Giovenca e Zemia, per dirne alcuni, rimanere incantata da uno stile e un linguaggio accurati, eleganti, con parole dal sapore antico e giochi di dialetto, ridere con delicatezza in molti passaggi, con un umorismo calibrato e costante a farmi compagnia fino all’ultima pagina. Senza il tempo di un respiro.
Peccato, perché questo è un libro da assaporare con calma, da godersi riga per riga senza appuntamenti con l’orologio.

Andrea Vitali è uno di quegli autori che merita il nostro tempo, ve l’assicuro. Ha pubblicato oltre 40 libri, è tradotto in undici lingue compreso il giapponese e supera serenamente i due milioni di copie vendute. Insomma, non sono solo io a pensare che sia uno dei migliori scrittori italiani viventi.
Ed è anche uno di quegli autori che merita di essere seguito nelle sue presentazioni, perché è spiritoso, brillante e generoso di godibilissimi aneddoti. Per cui, se dovesse capitare nella vostra città, non abbiate dubbi e andate a sentirlo.

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Dev’esserci stato un momento in cui, nella cabina di regia dei Dii, qualcuno ha detto “Non vi pare che la Fiorio si sia abituata a inspirare ed espirare a ritmi normali? Rimettiamola in tirella, rovesciamole addosso un giovedì apocalittico“.
Questo, a occhio, dev’essere stato l’esordio del brainstorming divino.

E così ecco la mia time table di giovedì 13 marzo.
Se siete a Genova e dintorni, venite a farmi da pit-stop con cioccolatini e succhi di frutta.

 

Premiata Ditta Sorelle FiccadentiPerché alle 18.00, alla libreria Feltrinelli di Genova, avrò l’onore di presentare Andrea Vitali e il suo nuovo romanzo Premiata Ditta Sorelle Ficcadenti (Rizzoli, 2014).

Poco fa stavo contando quanti libri ha già pubblicato quest’uomo e mi son fermata alla quarantina, in piena crisi di panico.
Poi ho respirato, ho considerato di avere ben due giorni di tempo per prepararmi, di cui uno inutilizzabile causa impegno fuori città, e mi sono affidata alle endorfine del cioccolato.

Se potete, siateci. Lui lo merita.

 

Genova Late Night ShowPoi, se sopravvivrò, sarò in scena come ospite al Genova Late Night Show, con Federico Sirianni e Giovanni Giaccone, alla Claque.

Il Genova Late Night Show è uno spettacolo d’arte varia a cui Federico e Giovanni danno vita una volta al mese. E giovedì sera io sarò sul palco insieme a loro a più riprese.
Vi dico solo che, tra le altre cose, vi darò la buonanotte con una fiaba. Una di quelle vere.

Riassumendo, vi aspetto
giovedì 13 marzo

alle 18.00 alla Feltrinelli di Genova
per la presentazione di
Andrea Vitali
e del suo nuovo romanzo
Premiata Ditta Sorelle Ficcadenti

alle 22.00 alla Claque di Genova
per il
Genova Late Night Show
con Federico Sirianni e Giovanni Giaccone

 

 

Terry Pratchett«Il sarcasmo con certe persone è utile quanto lanciare meringhe a un castello»

Per dare il titolo al laboratorio di scrittura ironica che ho tenuto lo scorso novembre all’Officina Letteraria, ho scelto una frase di Terry Pratchett, presa da uno dei suoi ultimi libri tradotti in Italia, Tartarughe divine.

Avrei potuto citare Pirandello, Calvino o Flaiano, avrei potuto tuffarmi negli aforismi di Wilde, avrei potuto scomodare Rabelais o persino Shakespeare. Tutti scrittori che hanno fatto dell’ironia, del sarcasmo, dell’umorismo sottile, ma anche della comicità, capolavori della letteratura.
E invece ho voluto rendere omaggio, un minuscolo omaggio, a un autore che ancora respira. Un autore tra i più conosciuti nel mondo anglosassone, votato come secondo miglior scrittore inglese vivente, tradotto in 37 lingue, in milioni di copie.

Di premi, riconoscimenti e lauree honoris causa ne ha piene le mensole, grazie ai quaranta libri che ha pubblicato negli ultimi trent’anni. Eppure, solo la metà è stata tradotta in Italia.
Potrei parlarvi almeno di questi venti, direte voi, o almeno di uno di questi venti, ma prima vorrei spiegarvi perché secondo me Terry Pratchett lascerà un’impronta indelebile nella letteratura del nostro tempo (di che forma sia poi quell’impronta, ha poca importanza).

Ve lo spiego sul blog di Officina Letteraria.

Non vi dico quanti libri ho letto quest’anno, mi vergogno.
Quando scrivo leggo poco, ma anche quando mi lascio divorare il tempo dai socialnet, per dire. O dai serial, che almeno son più dignitosi del cazzeggio su internet.
Comunque, in questo denso 2013, sono incappata in alcuni libri che vale la pena leggere. O almeno sapere che ci sono, memorizzarli, metterli in una wish list o anche regalarli.

Non sono necessariamente usciti quest’anno, semplicemente io li ho letti quest’anno. E non ho letto solo questi, ma ho voluto fare una piccola selezione di autori stranieri, per esempio i Pulitzer.

MiddlesexMiddlesex di Jeffrey Eugenides
Un secolo di storia, dal massacro di Smirne dei primi del ‘900 all’America dei giorni nostri, attraverso un’anomalia genetica chiamata Calliope Stephanides, poi Cal. Non a caso un Pulitzer, meritatissimo. Tra i libri che amo regalare.

Il tempo è un bastardo

Il tempo è un bastardo di Jennifer Egan
Non so se avete mai visto quei filmati nei quali si vede nascere un quadro o un disegno. Non capisci subito cosa ne verrà fuori, vedi dare la base, vedi i primi tratteggi, ancora indistinguibili, vedi le pennellate di colore, poi cominci a riconoscere il profilo di qualcosa, poi un altro e poi di colpo esce l’immagine finale che unisce tutto e forma un pezzo unico. E resti per un attimo incantato ripensando a quei segni e a quelle tracce di colore che ti parevano indistinte e che ora sono chiarissime.
Ecco, la Egan, in questo libro, fa così: unisce i puntini, chiude i cerchi e ti racconta passati e futuri fino a mettere la cornice finale attorno a un meritato Pulitzer.
Ogni pagina mi ha fatto pensare a quanto avrei voluto pensarci io. Non con invidia o presunzione, ma con sincera ammirazione e riconoscimento del suo talento di scrittrice.

Le fantastiche avventure di Kavalier e ClayLe fantastiche avventure di Kavalier e Clay di Michael Chabon
Leggetelo se amate la storia dei fumetti oppure leggetelo se amate la storia dell’ultimo secolo, tra Europa e Stati Uniti d’America, oppure, ancora, leggetelo se amate capire perché alcuni libri vincono il Pulitzer. La storia e i personaggi compensano egregiamente stile e ritmo a tratti meno travolgenti e meritano a buon titolo quel premio.

il seggio vacanteIl seggio vacante di J.K. Rowling
Siamo un domino e nessuno di noi è immune dalla responsabilità di ciò che succede agli altri, questo a Pagford, Inghilterra, giorni nostri, come in tutto il resto del mondo, in qualunque tempo.
Un senso etico mai sbandierato che s’infonde pagina dopo pagina in una storia collettiva, dove la Rowling dà prova della sua grandiosa capacità empatica, definendo i personaggi con maestria, dagli adolescenti -di cui, sappiamo, è sempre stata una straordinaria portavoce- agli adulti, tutti immensamente umani nella loro assenza di perfezione.
La necessità di una costruzione minuziosa della storia ha forse imposto un’eccessiva lunghezza e un ritmo rilassato, ma le ultime cento pagine compensano l’andatura di crociera delle precedenti.
Preparatevi a pensare, a sentirvi in colpa, a riflettere, a sorridere, a provare ripugnanza, a condannare l’indifferenza, a riconoscere le vostre imperfezioni e a scegliere chi e cosa essere.

False veritàFalse verità di Matt Ruff
Lo consiglio perché è un buon libro, benché non raggiunga i picchi de “La casa delle anime” e di “Acqua, luce, gas – Trilogia dei lavori pubblici”. Ho apprezzato soprattutto la capacità di rendere -irritando ma volutamente- il senso di sbagliato e disgustoso della Fede (qualunque essa sia) quando è ottusa e cieca, e soprattutto dell’ingerenza religiosa nei governi, nella politica, nella vita quotidiana dei cittadini e nel semplice riconoscimento dei diritti civili: in nessun mondo l’alibi di Dio fa davvero perseguire il Bene. A sfavore, mi ha ricordato troppo il serial tv Fringe e mi ha lasciato la sensazione di non essere riuscito a districarsi del tutto dal complicato garbuglio creato. Si va bene in discesa, con soddisfazione, nelle ultime venti pagine e nel finale.

Gli innamoramentiGli innamoramenti di Javier Marìas
Mi è ostica l’ossessiva descrizione dei pensieri, soprattutto se ridondanti congetture sui pensieri altrui, e -lapidatemi – non penso che si sia al cospetto di un contemporaneo Dostoevskij, ma riconosco a questo autore un senso estetico della narrazione e una raffinatezza di stile notevoli, una lucida esposizione dei meccanismi umani e la capacità di dare piccole pennellate perfette con espressioni che incantano e che ti ritrovi a ripetere a voce alta per sentirne il suono, come “il piovigginare del tempo”.
Un libro, questo, con poca pancia e molta testa. Per alcuni un pregio, per altri un difetto.

Il senso di una fineIl senso di una fine di Julian Barnes
Le seghe mentali di un uomo mediocre che vive con prudenza e non ci arriverà mai. Né è concesso al lettore arrivarci fino in fondo. Riconoscimento al valore ma sospensione del giudizio. Lo consiglio perché chi l’ha letto mi hanno detto Ma dai, è splendido! e io mi sono appagurata nel mio piccolo Sì ok però… E lo consiglio perché, onestamente, è scritto davvero bene.

La pazienza dei bufali sotto la pioggiaLa pazienza dei bufali sotto la pioggia di David M. Thomas
Piccoli veri impudichi estratti di persone.