• Ma siccome, si sa, dare consigli a una donna innamorata è come cercare di convincere un cipresso a far ciliegie, si può senz’altro affermare che le loro stupefacenti doti intuitive fossero inutili.

    Chanel non fa scarpette di cristallo

ehNe postiamo le foto su facebook, li regaliamo ai figli, li raccogliamo per strada, li chiediamo per Natale, ci inteneriamo per i loro piccoli, li amiamo, li spapucchiamo, li mordicchiamo e siamo capaci di fare pazzie per loro.
Sono i nostri amici di pelo, di piume, di squame.
Gli animali.

C’è chi ogni weekend d’estate ha trasportato in braccio per oltre trenta chilometri la sua cagnolina, terrorizzata da barche e ponti, per raggiungere il campeggio al mare.
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DivorziobreveForse non tutti sanno che, quando si è separati, il nostro quasi ex coniuge è comunque legato a noi da alcuni diritti e doveri legali che restano tali fino al divorzio. Per dire, se schiattassimo di botto, sarebbe il nostro erede.
E forse non tutti sanno che servono anni di separazione legale, per poter divorziare.
Intanto faremmo in tempo a farci un’altra famiglia, che vivrebbe incrociando le dita sulla nostra salute (cosa che sarebbe carino facesse a prescindere, ma ci siamo capiti).
Insomma -pur tutelando i diritti che vanno tutelati, s’intende -, ha davvero senso imporre un limbo così lungo nel passaggio da coniugato a libero?
Non rischia di ledere la libertà individuale di scegliere, di cambiare, di andare avanti?

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bimbo_bimba_paper_chain_1Andavo in terza elementare, quando la mamma ha trovato sulla scrivania della mia cameretta la fototessera di Massimo, un mio compagno di classe, rosicchiata da tutti i lati.
“Barbara!” mi ha detto “Perché questa foto è tutta morsicata?”
“Perché lo amo”.

L’amore tra i bimbi è qualcosa di magico, vero ed esilarante.
L’amore tra i bimbi è lasciare sotto il banco un pacchetto di Big Babol avvolto in una pagina a quadretti, chiedersi di diventare fidanzati, darsi la mano, giurare Persempre, cambiare idea dopo un giorno, sapere che dopo la quinta elementare “verranno le medie e la vita non sarà più come prima”, è offrirle le proprie patatine fritte, è farsi fare la treccia per lui.

Io e Marina Minetti ne parleremo A cuoricino crudo, in diretta su Radio 19 martedì dalle 10 alle 11.
I nostri eccezionali ospiti saranno la mitica Elastigirl, mamma di tre hobbit di varie misure, moglie di Mister Incredibile, marito part-time, e giornalista per sopravvivenza, Alex Corlazzoli, maestro d’elementare, giornalista e autore di Tutti in classe, e i bimbi della Quinta A della Pascoli di Genova Pegli.

Avete bimbi innamorati? Siete stati bimbi innamorati? Regalateci i vostri aneddoti.
Se volete anche in real time via sms (335 1981919) o via mail (diretta@radio19.it).

E ricordatevi che L’amore è quando la ragazza si mette il profumo, il ragazzo il dopobarba, poi escono insieme per annusarsi (Martina, 5 anni).

 

 

omofobia coloriIl 17 maggio è la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Lo ha deciso l’Unione Europea sette anni fa, ma l’idea era venuta a Monsieur Tin, in Francia, nel 2005, per celebrare i 15 anni esatti dalla rimozione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali riconosciute dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Già, perché l’omosessualità non è una malattia.
So che questa notizia giunge ancora a orecchie dubbiose, ma, davvero, non è una malattia né lo è mai stata.
Non è nemmeno una perversione o una deviazione o una mania o qualcosa di alterato.
Purtroppo, però, l’omosessualità e i diritti degli omosessuali sono ancora argomenti che, soprattutto in Italia, devono essere discussi, analizzati, valutati, difesi e via dicendo.
E allora noi lo facciamo. Sempre a cuore crudo, sempre con imbarazzante franchezza. Anche insieme a Stefano Musso di Approdo, il Comitato Territoriale Arcigay di Genova.

E magari scopriremo che pure la mamma del moscerino della frutta un giorno ha conosciuto il fidanzato del figlio e che il 10% dei montoni è unicamente gay, senza strappi alla regola, che i delfini sperimentano volentieri e, come loro, migliaia e migliaia di altre specie animali.
Perché, eh già, l’omosessualità è una cosa naturale.
Ce lo racconterà un biologo. Mica un biologo qualunque però.
E il nostro psico proverà a spiegarci perché tante persone faticano ad accettare e riconoscere una cosa così, appunto, naturale.

Solito posto, solita ora, in diretta su Radio 19, martedì dalle 10 alle 11. Partecipate in real time via sms (335 1981919) o via mail (diretta@radio19.it), io e Marina Minetti vi leggeremo ad alta voce. Se volete.

elastigirl 1Osserva i fidanzati che le presentiamo con lo stesso sguardo di quando sceglie le pesche al mercato, ci ricorda di mettere la maglia della salute anche d’estate, storce il naso sul tiramisù fatto dalla nuora, si aspetta il regalo di San Valentino dal figlio.
Si avvicina la festa della mamma e io e Marina Minetti ci stiamo chiedendo: ma la mamma ha davvero sempre ragione?

E mammoni (o mammone) ve ne sono mai capitati?
Di quelli che vi portano a cena fuori e c’è pure la madre, che la fanno dormire da loro perché “si sente sola”, che se per caso vi scappa di mettere in discussione qualche strampalato dogma sparato dall’arpia onnipresente, si offendono mortalmente e minacciano di lasciarvi. Quelli (o quelle).

Parliamone a cuore crudo, in diretta su Radio 19, martedì dalle 10 alle 11.
Partecipate in real time via sms (335 1981919) o via mail (diretta@radio19.it): le vostre mamme saranno fiere di voi.

Ps
e ricordatevi di far loro gli auguri domenica.

 

VLUU L110  / Samsung L110Per chi si fosse perso A cuore crudo stamattina, ecco qui il podcast.
Se volete un bignami, però, eccomi pronta a fare una sintesi sull’argomentone che io e Marina Minetti abbiamo sviscerato con imbarazzante franchezza: l’amore sul posto di lavoro.
Non abituatevi a queste pillole, l’ho fatto stavolta e non prometto di rifarlo. E’ venuta così, colpa della centrifuga sedano-mela-zenzero. E perché sono stati dati consigli utili.

Intanto, Valerio, il personal trainer in studio, ci ha consigliato di gettar via le sedie e di sedersi d’ora in poi su palle colorate, gli esperti le chiamano swiss balls ma di fatto son grosse palle colorate.
Se state seduti lì, Valerio lo giura, vi allenate tutti i muscoli che servono per fare un sesso atletico e volendo anche selvaggio sulle scrivanie, sulle sedie, dietro le porte, un po’ dove vi pare.
Personalmente mi limito ad assumere potassio per scongiurare i crampi e mi pare già un bel risultato, ma gli addominali che promette la sedia-palla mi intrigano parecchio, anche se l’unica volta che ho passato una settimana seduta su quell’affare mi son ritrovata con la schiena bloccata per un mese e con lo sguardo disarmato dell’osteopata che mi ricordava la mia iperlordosi.

Comunque, lo sappiamo, negli uffici nascono amori e passioni, inutile negarlo, e anche se non si dovrebbe, anche se è sconsigliato, anche se è pericoloso, lo si fa.
Ma se poi finisce? Perdersi di vista, come sarebbe d’aiuto fare, non è praticabile salvo dimissioni.
Abbiamo chiamato lo psico e gli abbiamo chiesto consigli. E lui ce ne ha dati.
1) Quando vi lasciate, fissate le regole di buon comportamento tra di voi (qui io e la Minetti abbiamo riso e lo abbiamo pregato di passare direttamente al secondo punto).
2) Non cercate alleanze e non permettete che se ne creino. Niente squadre, niente staffette di volenterosi che riferiscono ogni parola e mossa dell’altro, niente pissipissibaobao né spalle su cui piangere in orario lavorativo. Le dinamiche di gruppo sono già complicate di per se stesse, non scompigliatele.
3) Niente interpretazioni a favor di speranza. Se lui o lei vi ha sorriso è solo per gentilezza, non ha cambiato idea; se il portapenne che gli/le avevate regalato è più vicino di cinque centimetri alla sua mano è per caso, non per bisogno di sentirvi vicini; se ha pinzato tre fogli per errore è perché si è semplicemente sbagliato, non perché il suo inconscio pensa di metter su famiglia con voi. Il mantra da ripetersi è Non esiste nessun segno.
4) Chi lascia, non cerchi di alleviare i sensi di colpa facendo l’amico o offrendosi come cura. Non è possibile. Via via sciò sciò, state lontani e lasciate che il cuore infranto si ricomponga da solo o con l’aiuto di altri. Voi potete solo fare danni.

E comunque gli uomini preferiscono gli sgabuzzini e le donne le sale riunioni.

amore al lavoroSi avvicina la Festa del Lavoro.
A parte le dovute congratulazioni e pacche sulla spalla a chi ce l’ha, io e la Minetti, mai sul pezzo, abbiamo deciso di sfrugugliate in giro per capire come siamo messi con le storie d’amore sul posto di lavoro.
Ci sono regolamenti aziendali che lo vietano, che lo sconsigliano o che almeno supplicano i dipendenti di evitarlo.
Ci sono consulenti aziendali che stilano decaloghi per gestirlo al meglio e che suggeriscono di ostacolarlo con ogni mezzo legale, fino al licenziamento dell’amante ribaltata sulla scrivania.
Ci sono psicologi che raccolgono i pezzi di cuori infranti, costretti ogni mattina a rivedere quel viso, quelle mani, quella scrivania e quel fottuto peluche che gli ricorda quello straziante momento in cui blablabla.
E poi ci sono loro, i dipendenti, che se ne fregano di tutto questo e si innamorano, tradiscono, si chiudono nelle sale riunioni o nei bagni dei dirigenti per consumarsi vicendevolmente, che armeggiano abili con gonne larghe e autoreggenti ad hoc, che tengono una strategica boccetta di profumo nel cassetto per nascondere le tracce, che convolano a nozze tra una pinzatrice e una risma di fotocopie o che si maledicono per aver ceduto una volta.

E voi? Vi siete innamorati di un vostro collega? E com’è andata a finire?
Io e Marina Minetti, ne parliamo come sempre a cuore crudo, in diretta su Radio 19, martedì dalle 10 alle 11.
Partecipate in real time via sms (335 1981919) o via mail (diretta@radio19.it).
Siate primimaggi amorosi con anticipo.

uovaCon la scusa dell’uovo imminente, quante sorprese siamo capaci di mettere in una lista di desideri?
Non ditemi la pace nel mondo, la serenità o più gioia per tutti. Bei pensieri ma cazzate. Qui si parla di meri, puri ed egoistici desideri personali. Quelli più veri, quelli credibili.

C’è chi vuole un viaggio a New York, chi un paio di scarpe mozzafiato, chi una pioggia di cioccolato fuso, chi un anello di fidanzamento, chi le chiavi di un’auto nuova, chi la Wii, chi una cassa di Barolo d’annata, chi la donna ideale, chi il biglietto vincente della lotteria, chi un portapenne buffo, chi un coniglio nano vivo, chi un fidanzato nuovo.
Insomma, è un altro di quei momenti dell’anno in cui si fa il gioco dei desideri.
E se il desiderio fosse un uomo sexy? Lo chiederemo a un gigolò di professione.
E cos’altro si fa mettere nell’uovo di cioccolato? Lo chiederemo a un pasticciere.

Cose che giusto io e Marina Minetti, a cuore crudo, in diretta su Radio 19, martedì dalle 10 alle 11.
Partecipate in real time via sms (335 1981919) o via mail (diretta@radio19.it).
Siate desiderosi, siate sorprendenti.

nymphomaniacLo fareste sempre, lo fareste ovunque, lo fareste con chiunque, lo fareste in continuazione e più ne fate più vi piace?
Potreste essere una ninfomane.
Nel caso, nessun problema, potreste rendere felici molte persone, se non le rapite per poterle prosciugare con una maratona di 36 ore di sesso (ecco, meglio assicurarsi che siano consenzienti. Meglio ancora: differenziare).
Ma cos’è una ninfomane, e come riconoscerne una?
E poi, il film di Lars Von Trier che sta scatenando la pruderie di ogni curioso che si rispetti, cosa ci racconta, esattamente?
E infine, che nesso può esserci tra la ninfomania e Alessandro Bergonzoni?

Smettete di far sesso selvaggio per un’ora e ascoltate quello che riusciremo a dire e a far dire ai nostri ospiti in fascia protetta alle dieci del mattino.
Cose che giusto io e Marina Minetti, a cuore crudo, in diretta su Radio 19, martedì dalle 10 alle 11.

Partecipate in real time via sms (335 1981919) o via mail (diretta@radio19.it).
Siate morbosi, siate maniaci.

VLUU L110  / Samsung L110Forse sventreremo un pesce, probabilmente faremo litigare qualche coppia, di certo balbetteremo, qualche volta proveremo a scherzare, le risate non mancheranno, ma non è detto che le sentirete, qualcosa ci inventeremo e comunque sarà il primo aprile.

Tutto questo e magari anche meno in diretta su Radio 19, martedì dalle 10 alle 11.
Io e Marina Minetti. A cuore crudo.
Siate spietati e scriveteci in real time via sms (335 1981919) o via mail (diretta@radio19.it): vi risponderemo con cognizione di causa. Se la troviamo.