• Le fiabe sono spietate, come la vita e come i bambini.

    C'era una svolta

Un antico proverbio dice che per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio.

Lo trovo molto vero. Per “bambino” si può intendere anche qualcosa di vivo e prezioso che potrebbe andare in diverse direzioni, ma se attorno, a farlo crescere, a dargli supporto, ad arricchirlo ciascuno con la propria dote, c’è un intero villaggio, la direzione sarà la migliore possibile.

Qualcosa di vivo e prezioso come un libro, per esempio.

Il mio villaggio è la mia famiglia, che negli anni si è sempre più allargata comprendendo gli amici e che è lì, al mio fianco e alle mie spalle, a volte anche due passi avanti, dipende da chi ha bisogno di stare in piedi in quel momento, chi di sedersi, chi di nutrirsi, chi di riposare. Chi di creare.

Io amo questo spazio in cui dico grazie, perché per ogni mio libro ci sono sempre state persone che mi hanno aiutato a realizzarlo e a dargli la miglior direzione possibile.

E se in ogni mio romanzo scritto finora il fil rouge è l’amicizia, in questo libro l’amicizia è l’ingrediente principale che gli ha ridato vita.

«Seze» ho detto un giorno di febbraio a Sara Zampieri, «sai che quest’anno C’era una svolta compie dieci anni? Mi piacerebbe tanto ripubblicarlo. Vorrei farne qualcosa di divertente e condiviso, chiedere a qualche amico se ha voglia di fare i disegni».
«Facciamolo!» ha risposto. «Seguo io il progetto grafico.»

Sara Lando ha aderito con lo stesso entusiasmo e ha colto l’occasione per ricordarmi che lei non è un’illustratrice ma una fotografa, che «gli illustratori bravi sono altri» e che nel 2009 lo aveva fatto per amicizia e incoscienza. Poi si è arresa e ha disegnato tre fiabe, restaurato la copertina e creato il retro con un’opera delle sue, magnifica.

Quando gliel’ho chiesto, Alice Basso (che mi aveva appena mandato la foto di un topino a cui aveva dato un cracker) ha risposto in maiuscolo. Se c’è da fare qualcosa di divertente lei si butta e lo fa ogni volta in modo strepitoso (leggete i suoi romanzi, capirete cosa intendo). «Va bene se li ripasso col pennarello e ve li mando così?» ha solo chiesto. Andava bene.

Tenevo moltissimo ad avere in squadra anche Nicola Scodellaro, non solo socio di Sara Zampieri in pholpo ma anche grandioso autore di disegni buffi e uomo dalla creatività incantevole e intelligente; Marco Lucente, l’unico mio concittadino e l’unico ad aver fatto l’Accademia di Belle Arti e a fare il lavoro più vicino a quello dell’illustratore, insomma: quello serio e per fortuna anche molto ironico; Umberto Torricelli, che si è ritagliato una doppia vita da urban sketcher ma i cui disegni, noi del gruppo, conosciamo da prima ancora di C’era una svolta; Alessio Roberti Vittory, che più di dieci anni fa già mi divertiva con i suoi buffi personaggi.

Tutti loro, almeno una volta, si sono ritrovati richieste come: «Lo specchio me lo fai più sussiegoso?» – «Riesci a farmi il ragno più ragnoso?» – «La bambina è più stracciona, trasandala di più.» – «Magari quel gesto, ecco, non amo la censura ma… puoi censurarlo? Proprio palesemente, dico.» – «Eh, ma quella strega sembra Trump, me la fai più stregosa?» – «È una principessa, non fa colazione per terra, me la riesci a far sedere?» – «No no, niente padellate al ranocchio, lui va sbattuto forte contro il muro, è importante!» – «Riesci ad alzare di più il mignolo della matrigna? Più snob.»

Per dire.

A papà ho raccontato tutto e l’ho visto illuminarsi in un “Posso fare un disegno anch’io?” che mi ha fatto sentire stupida per non averci pensato subito. Non avete idea di quanto mi abbia fatta felice – e ridere – con i suoi disegni.

A marzo, bevendo un tè con Mauro Morellini, gli ho parlato di questo progetto senza sapere della sua collana dedicata ai ripubblicati. Gli chiedevo un consiglio, ho avuto un editore (e la benedizione di Feltrinelli, ci tenevo e ci tengo).

In Morellini ho trovato un’altra squadra fantastica – Giada Ribaudo, Silvia Mussini, Francesca Tamanini e Valeria Zanoni – a cui non sfugge niente e con cui lavorare è un piacere (Mauro, ti sai scegliere le collaboratrici!).

E quando abbiamo scoperto che io e Mauro condividiamo l’amicizia con Riccardo Rodolfi, be’, il cerchio si è chiuso.

Questo è stato il “villaggio” che ha fatto crescere il mio libro, attorno al quale c’è stato un amore di tale potenza da contare più di tutte le fiabe messe insieme.
Sono profondamente grata a tutti loro.
Non riesco a immaginare un modo più bello di festeggiare questo decennale.
Dieci anni da C’era una svolta, dieci anni da autrice.

Grazie.

“C’era una svolta”
di Barbara Fiorio (Morellini, 2019)

Con le illustrazioni di Alice Basso, Sara Lando, Marco Lucente, Alessio Roberti Vittory, Nicola Scodellaro, Umberto Torricelli e la partecipazione straordinaria di Piero Fiorio.

Cos’hanno in comune Andersen, i Grimm e Perrault con Disney? Niente.
In libreria dal 26 settembre 2019. 

Ordinatelo nelle vostre librerie.

Venerdì 1 dicembre, alle 21:00, sarò a Terranuova Bracciolini, vicino ad Arezzo, in un posto incantevole: l’osteria e locanda “Il canto del Maggio”.

Durante il dopocena letterario parlerò di Qualcosa di vero insieme a Gianna Gambini e la lettura sarà accompagnata da un assaggio di dessert, tè e caffè.

Vi aspetto!

Mi dicono di dirvi che i posti sono limitati.
E che il prezzo fisso per la serata è di 10 €
PER INFO E PRENOTAZIONI: +39 339 2641672

Il canto del Maggio è in Località Penna Alta 30/d, 52028 Terranuova Bracciolini (AR)

Insegnanti e studenti: potete adottarmi!

Feltrinelli mi ha inserita nel suo progetto per la scuola, questo significa che insegnanti o studenti di scuole medie e medie superiori possono adottare “Qualcosa di vero” come libro di lettura e gettonarmi come si faceva coi juke box: cliccate su “Richiedici l’autore”, scrivete a Feltrinelli qualcosa del tipo “Mandateci Barbara! Vogliamo lei! La adottiamo!” e il prossimo anno scolastico io potrei comparire nelle vostre scuole e incontrare i ragazzi per chiacchierare del romanzo e in generale di scrittura.
C’è anche una bella scheda con domande e suggerimenti di riflessione su cui lavorare.

Librai che mi volete ma con cui non siamo riusciti a organizzarci: se conoscete insegnanti e studenti della vostra zona che mi vogliono adottare, potrebbe essere anche l’occasione per venire nella vostra libreria, oltre che nella scuola.

A me ‘sta cosa sembra bellissima, ci fossero stati progetti del genere ai miei tempi avrei stressato tutti gli insegnanti per adottare un sacco di autori che amavo. Quelli ancora vivi.

Se siete interessati scrivete a scuola@feltrinelli.it

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contro-violenzaAnna si era ritrovata vedova a ventisette anni, con una bambina di pochi mesi. Aveva una casa, una famiglia che la aiutava, un lavoro sicuro in ospedale. Ma solo quando il primario di chirurgia aveva deciso di raccogliere i suoi pezzi e di ricomporli in una donna da amare, lei aveva ripreso a vivere.

Bello, affermato, benestante e premuroso, lui, che avrebbe potuto scegliere qualunque donna, aveva voluto lei, l’infermiera vedova con una bimba piccola. Si erano sposati due anni dopo l’incidente, in un giorno pieno di sole. Erano felici, erano innamorati, erano una famiglia. Erano casa.

La prima volta che era successo, era stata colpa sua. Leggi il resto →

Schermata 2016-06-12 alle 11.27.38Amazon tedesco suggerisce di comprarmi assieme a Neil Gaiman (a Neil Gaiman, capito?, non a uno stucchevole romanzo rosa, no, a un libro di Gaiman, sia benedetto Amazon.de) e io mi sto bullando da giorni per questo accomunamento.
Die wahren Märchen meines lebens  (il titolo tedesco di Qualcosa di vero) insieme a Der Fluch der Spindel (in Italia è La regina nel bosco).
A parte l’onore di essere così vicina a Gaiman, c’è anche il piacere per il tipo di storia accomunata, di certo non convenzionale: una rielaborazione di Biancaneve e della Bella addormentata, dove la principessa non viene risvegliata dal bacio di un principe, ma da quello di una regina. Se ne parla qui.

Universale EconomicaMa le notizie non sono finite.
Feltrinelli ha pubblicato Qualcosa di vero nell’Universale Economica e sta facendo una promozione fantastica: fino a esaurimento scorte, con 9.90 euro vi portate a casa due libri anziché uno.
Date un’occhiata ai titoli tra cui scegliere, ce n’è per tutti. E ovviamente c’è anche Qualcosa di vero.

Fiorio - Qualcosa-di-vero CoverOggi Qualcosa di vero compie un anno.

Un anno di presentazioni, letture, chiacchiere, risate, confessioni, chilometri, interviste, recensioni, cappelli buffi, funghetti rossi, nuove amicizie, laboratori, progetti futuri, foto ridicole, affetto, fiabe vere, draghi sparsi, messaggi, dediche e lavoro di squadra.

Qualcosa di vero mi ha dato tanto. Tantissimo. E non ha ancora smesso, grazie a voi che lo avete letto, amato, regalato, citato, che ne avete parlato, che lo avete consigliato, che mi avete scritto, raccontato, chiesto.
Siete stati una moltitudine fantastica e mi dicono che non state smettendo di moltitudinare.
E io mi commuovo un po’, anche se faccio sempre finta di no, che io sono quella ironica, caustica, con il ghigno pronto e la dissacrazione in tasca, però voi mi fregate, dannazione, mi fregate perché siete, sul serio, qualcosa di vero.

Grazie.

L’associazione Voci di Donne mi ha invitata al loro Caffè Letterario che, per l’occasione, si terrà a Occhieppo Inferiore (Biella) giovedì 10 marzo, all’interno delle iniziative della 18° Mostra del libro per ragazzi 2016.

Se siete in zona venite: alle 19.30 ci ubriachiamo tutti, dalle 20.30 mi ascoltate leggere Qualcosa di vero e rispondere alle domande di Marina Deandrea. Leggi il resto →

Pollicino DorèE, sempre per festeggiare i 388 anni dalla nascita di Charles Perrault, questo è il suo Pollicino (illustrazione di G. Doré).

Sempre tratto da Qualcosa di vero, quando Giulia lo racconta a Rebecca.
Così come ce l’ha raccontata Perrault nei Racconti di Mamma Oca, va da sé.

(…)

“Conosco una fiaba dove due genitori abbandonano sette figli in un colpo solo, la vuoi sentire?”
“Sì!” rispose Rebecca.
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Schermata 2016-01-12 alle 10.42.08388 anni fa nasceva Charles Perrault.
Un tipo colto, intelligentissimo e dagli ampi orizzonti.
Ce lo ricorda il doodle di Google di oggi, giustamente.

E io non potevo starmene zitta, che se si parla di fiabe ho la stessa reazione di Roger Rabbit con Ammazza la vecchia.

 

Ed ecco quando, in Qualcosa di vero, Giulia racconta la Bella Addormentata a Rebecca.
Così come ce l’ha raccontata Perrault nei Racconti di Mamma Oca, va da sé.

(…)

Nonostante le apparenze, gli orchi e le streghe cattive, tutto sembrava più semplice, nelle fiabe.
“E a proposito di principesse che li aspettano, cosa sai della Bella addormentata?”
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Per tutto il mese di novembre, la Casa delle donne di Bologna ha organizzato il Festival La violenza illustrata.
Io vi aspetto domenica 29 novembre alle 18.00 allo Zoo.
E per chi lo desidera, lo stesso giorno, nello stesso luogo, dalle 10 alle 17, terrò il mio laboratorio di scrittura ironica (per iscrizioni info.casadonne@women.it). Leggi il resto →