• Uno di quei lavori con un sacco di aggettivi che lo facevano sentire importante quando li diceva tutti in fila e che facevano passare a chiunque la voglia di chiedere esattamente cosa facesse per pagare le bollette.

    Chanel non fa scarpette di cristallo

Sono due mesi che non scrivo sul blog, ormai i social hanno vinto e un po’ mi dispiace, perché questa è casa, con la rilassatezza di un divano comodo, non è la frenesia del ballo delle sedie che si vive su Facebook.
Ma vabbè.

Comunque, in questi due mesi, sono successe alcune cose di cui vi faccio il sunto, tisana alla mano.

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(suggerimento: avviate il video e leggete il testo lasciando che la musica crei l’atmosfera giusta)

Molte cose stanno fermentando qui dietro, anche se il silenzio può dare il falso indizio del riposo.
Ho riposato, questo lo confesso, per ben una settimana.
Una settimana non prevista, nata da un mio click di troppo su Booking, che mi ha incastrata in una vacanza alle Dolomiti. Leggi il resto →

Cappello da fungoNew York è stata generosa, soprattutto con le stagioni.
In nove giorni ha sfoggiato una giornata di piena estate, un paio da primavera inoltrata, una limpida da inizio mezza stagione, parecchi cieli nuvolosi autunnali, diverse folate di vento gelido, piogge a scelta tra piovischio e nubifragio. E’ mancata la neve, ma forse la stava preparando quando noi ormai decollavano in direzione Europa, non mi stupirei.
In compenso, atterrati con il look di chi torna da un inverno semi-rigido, ci siamo ritrovati in un phon acceso a 35 gradi. E’ stato piacevole solo per i primi dieci minuti.

Ma sono tornata, e senza il fantastico cappello da copertina in cui ho inciampato il primo giorno nella Grande Mela. Era lì, da F.A.O. Schwarz, che sembrava aspettare me per darmi il benvenuto. Ci siamo salutati come vecchi amici e poi l’ho lasciato a presidiare Manhattan, tronfissimo. Non trovate anche voi che fosse un segno?

Sono tornata, dicevo, e come prima cosa mi sono fatta aggiornare dall’insostituibile Annalisa di Feltrinelli, angelo custode e fondamentale boa (il galleggiante, non il rettile), che mentre ero via ha costruito un tour estivo cercando di accontentare tutti, anche il mio bisogno di tempo per scrivere (santa subito).

Ed ecco le prossime presentazioni di Qualcosa di vero.
Cercate quelle più vicine a voi e venite. O mandate amici. O portate amici. Insomma, facciamo gruppone.

TORTONA (AL), giovedì 25 giugno 2015, ore 21.00, Libreria Namastè
CUPRA MARITTIMA (AP), martedì 7 luglio 2015, ore 21.30, per la rassegna “Cupra d’Autore”
PORTO SANT’ELPIDIO (FM), mercoledì 8 luglio 2015, ore 21.30, presso “Le grottacce” di Villa Murri
PORTO POTENZA PICENA (MC), giovedì 9 luglio 2015, ore 21.30, Balneare L’Ancora 
BIELLA, venerdì 17 luglio 2015, ore 18.30, Libreria Feltrinelli
POLLONE (BI), venerdì 17 luglio 2015, ore 21.00, Biblioteca Civica “B. Croce”
BORGHETTO SANTO SPIRITO (SV), giovedì 23 luglio 2015, ore 21.30, Giardino di Sala Marexiano per “Serate d’autore 2015”
CASELLA (GE), sabato 1 agosto 2015, ore 21.00, Biblioteca Civica
MOMBASIGLIO (CN), martedì 4 agosto 2015, ore 18.00, Centro Culturale Mombasiglio “Mario Giovanna” per la “Settimana del libro”
SAN LORENZO AL MARE (IM),
giovedì 6 agosto 2015, ore 21.00, Piazza al Mare per “Due parole in riva al mare”
ALBENGA (SV),
venerdì 7 agosto 2015, ore 21.00, Libreria San Michele

DSCN0961Cari amici di tastiera,
come si diceva, sono tornata da Barcellona. Che è in Spagna, ma soprattutto in Catalogna. O Catalonia. O Catalunya. O Cataluña.
Lì.

DSCN0834Questa volta niente albergo, ma un appartamento bello, spazioso e comodissimo che abbiamo trovato su Airbnb, con fermata della Metro davanti al portone e da dove si raggiungeva a piedi Plaça de Catalunya in un quarto d’ora.
Tra l’altro, a metà strada, c’era uno Starbucks dove abbiamo fatto tutte le nostre colazioni.

Perché il Tchai e i cookies di Starbucks fanno tantissimo vacanza. Leggi il resto →

Palau-Guell-Barcelona
Se state leggendo questo post, è perché io, in questo momento, sto volando verso Barcellona.
Vado a vedere Buena Suerte da vicino, voglio toccare la copertina, annusare le pagine, leggermi in spagnolo (e probabilmente non capirci una ceppa).
Mi intervisteranno in francese all’Hotel Pulitzer e mi piace pensare che sia di buon auspicio (non dico addirittura vincere il Pulitzer, ma almeno trovarmi un giorno all’Hotel Oscar a Parigi mentre mi intervistano in spagnolo per Bonne Chance. Potrebbe essere divertente).

Soprattutto, però, torno in una delle mie città preferite al mondo, dove pranzerò alla Boqueria accaparrandomi il posto fronte calamari alla piastra,  comprerò il turròn de Jijona negli atri dei palazzi, passeggerò sui tetti della Pedrera, mi infilerò nei vicoli del Barri Gòtic senza perdermi, perché chi è di Genova, nei vicoli, non si perde, e farò il mio tradizionale Gaudì tour, perché amo tutto ciò che quel genio ha inventato.
Guardate qui sopra. Quelli sono i suoi comignoli e quello è il tetto di Palau Güell, la sua prima opera.
La. Sua. Prima. Opera.

Hasta luego!

ERE1989029W00002/05Se vi portano a Parigi per il vostro compleanno e il vostro compleanno cade giusto a Toussaint, aspettatevi che nel programma turistico creato apposta per voi ci siano, come minimo, un appartamento viola, una visita al museo di Anatomia Patologica “Dupuytren”, un passo al cimitero del Père-Lachaise, una tappa davanti alla Porta dell’Inferno di Rodin e una proposta per le Catacombe, declinata, quest’ultima, a causa della bellissima giornata di sole che spiaceva passare a trenta metri sottoterra.
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criceto auto rosaBuona Fortuna mi sta facendo girare come un criceto nella ruota e ogni volta ne vale la pena. Il criceto, però, non accumula tanti grassi quanto me.
Mi fanno mangiare e bere come solo in Italia, mi fanno rilassare, gongolare, riposare. Mi viziano, insomma. E la gente viziata è pingue, si sa.
Ma il fatto che io mi sia appena pesata non mi autorizza a divagare.

Quando ho detto al mio navigatore che sarei dovuta arrivare al Grand Hotel Ambasciatori, curiosamente mi ci ha portata dritta come un fuso, senza farsi distrarre da tortuose statali, vicoli ciechi e impraticabili mulattiere.
Lì, come una diva anni ’50, ho lasciato l’auto di fronte all’entrata, le chiavi alla reception e non ho più rivisto Audrey fino alla partenza. Ci ho anche messo un po’ a scoprire dove l’avevano portata. E che il garage era raggiungibile direttamente con l’ascensore l’ho capito solo dopo aver rotolato il trolley giù per tutta la rampa, vanificando un po’ l’effetto diva anni ’50.
Valentina è stato il primo sorriso che mi ha accolta, accompagnandomi alla mia stanza, con terrazzino e vista sulle colline senesi, rivelandomi la presenza della piscina panoramica al quinto piano e della prossima apertura del centro benessere. A settembre. Segnatevelo.

Buona fortuna Chianciano Leggi il resto →

PapereE’ un’estate un po’ così, tra il frenetico e l’estenuante con un sacco di soddisfazioni in mezzo (e parecchie cose buone da mangiare). Ma la prima notizia è che sto scrivendo. Un nuovo romanzo, già. Non quello che stavo scrivendo fino a un mese fa, no, un altro. Più nuovo. L’altro poi magari lo riprendo perché mi piaceva ma ero in stallo, così in stallo che a un certo punto è bastato che un’idea urlasse “Scoiattolo!” per distrarmi e farsi rincorrere al galoppo.
Detto questo, dicevamo.
Sto facendo cose e girando molto. Sto anche organizzando nuove presentazioni (senesi, bolognesi, genovesi, bergamaschi e limitrofi: la faccenda vi riguarda), ma prima voglio raccontarvi delle mie ultime presentazioni perché sono rimasta folgorata da un bel po’ di cose. Leggi il resto →

IMG-20130622-01087Dopo un’approfondita analisi degli orari dei treni, delle coincidenze dei treni, dei tragitti dei treni e anche un po’ dei treni, la risposta alla domanda “Come si va a Città di Castello e poi a Osimo?” è apparsa luminosa come un Casinò a Las Vegas: “Si va in macchina“.

Da Genova all’Umbria, passando per la Toscana e un terremoto, è stato quasi inevitabile fermarsi a mangiare qualcosa ad Arezzo e scovare per puro caso, grazie a un posteggio libero esattamente di fronte, l’osteria Porca Vacca, che suggerisco a tutti i carnivori del creato.
Dentro, strepitosa. Ma vista l’estate e l’ora, le cameriere servivano rigorosamente nella piazzetta lì accanto, tra tavolini, ombra delle case e venticello soporifero. Le tagliatelle al ragù più godute dell’anno.

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1257411844422_1Oggi è uscito il sole e come lumache dopo la pioggia o minatori nel giorno libero i berlinesi si sono riversati sulle strade, assorbendo tutti i raggi a disposizione, incuranti di quelli che comunque erano 5 gradi, non esattamente un caldo tropicale.

Noi abbiamo condiviso lo stesso entusiasmo, lo stesso bisogno e la stessa reazione ed eccoci, dopo un’ipercalorica colazione a base di torta al cioccolato e tchai da Amour Fou, incamminarci verso un paio di punti chiave di questa città: Bernauer Straße e il Mauerpark.
Non fate quelle facce, ora ve lo dico di cosa sto parlando.

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