• Uno di quei lavori con un sacco di aggettivi che lo facevano sentire importante quando li diceva tutti in fila e che facevano passare a chiunque la voglia di chiedere esattamente cosa facesse per pagare le bollette.

    Chanel non fa scarpette di cristallo

libriamoci2016Anche quest’anno ho accettato l’invito del Ministero per i Beni Culturali e ho aderito al progetto Libriamoci a scuola.
È un bellissimo progetto: si liberano decine di scrittori e li si lanciano nelle scuole di tutto il territorio nazionale. Nelle scuole, gli scrittori leggono libri ad alta voce agli studenti.
I libri da leggere possono essere di qualunque tipo, lo scrittore propone, le scuole scelgono e accettano.

Io mi sono resa disponibile per due incontri: Leggi il resto →

Milano 1 ott 2016Maria Cristina Codecasa Conti, che insieme a Floriana Mantovani sta organizzando il mio prossimo laboratorio di scrittura ironica (a Milano, sabato 1 ottobre), ha voluto intervistarmi per un suo progetto, Women to learn from.

Come sempre, sono stata sincera.
Se siete curiosi di sapere che lavori ho fatto, quanto contino per me necessità, occasioni e vocazione, da chi ho imparato e imparo, quali strumenti siano per me irrinunciabili, quanto casino ci sia sulla mia scrivania, se i miei allievi mi vogliono bene (mi volete bene, vero?), se mi concedo di sbagliare ogni tanto, quanto tengo alle opinioni degli altri, come viva la mia creatività e quali siano gli ostacoli che mi piazza sul percorso, cosa ne penso della distinzione di genere (uh, quanto mi ribolle il sangue ogni volta che se ne parla!), quanta distanza è meglio mettere, secondo me, in ciò che si scrive e vari consigli sparsi, ecco qui tutta l’intervista.

FullSizeRender (5)Vivo da più di quarant’anni nel mio quartiere e ancora non so il nome delle cassiere del supermercato sotto casa, né quello della panettiera, figurarsi quelli dei dipendenti dell’ufficio postale. Eppure son tutte persone gradevolissime. Un sorriso, un pagamento, un buongiorno e via. Un equilibrio che si regge da decenni, senza mai barcollare.

Io, lo ammetto, ho alcuni problemi: sono miope, sono distratta, non sono fisionomista e ho la memoria di un pesce rosso. Anziano. Quando cammino per strada, penso a mille cose contemporaneamente, e potrei non riconoscere mia cugina. Quindi, se mi togliete una persona dal contesto abituale, mi rimane solo l’impressione di averla già vista da qualche parte, ma chissà dove. Anche se è stata una mia collega per dieci anni.

E poi sono timida. Chi mi conosce non ci crede, ma chi mi conosce bene, lo sa. Non parlo con nessuno perché ho paura di disturbare.

Ma l’estate scorsa è arrivata Freccia.

E siccome questo è un racconto che ho scritto per LiguriTutti, un progetto di Marco Preve e Ferruccio Sansa, potete continuare a leggerlo qui.

Schermata 2016-04-05 alle 18.51.28Sono stata contattata da Buster, un’agenzia di servizi editoriali creata da alcuni professionisti attivi da anni, a vario titolo, nel mondo dell’editoria e del commercio librario.

Mi hanno chiesto se potevo rispondere a una loro intervista riguardo la mia esperienza con la pubblicazione dei miei libri, soprattutto con l’editing, e hanno anche voluto sapere la mia opinione sull’auto-pubblicazione.
Lì per lì ho avuto un po’ di scrupoli: loro sono persone serie e professionali, ma offrono anche un servizio di auto-pubblicazione e io, sull’auto-pubblicazione, arriccio sempre il naso.
“Guardate che non ne parlerò benissimo, io la sconsiglio sempre ai miei Scrittori Pigri e agli allievi dei miei laboratori di scrittura” gli ho risposto. “Siete sicuri di voler pubblicare la mia opinione a riguardo?”.
Erano sicurissimi, perché, mi hanno detto, la pensiamo in modo molto simile e per questo loro hanno deciso di creare Buster (e salvare un po’ di esordienti dall’Editoria a pagamento, oltre che dalle brutte figure con libri raffazzonati e di tristanzuola presentazione).

Cosa facciano i tipi di Buster ve lo lascio scoprire da soli, e vi lascio scoprire da soli cosa ho risposto quando mi hanno chiesto come sono arrivata alla mia prima pubblicazione, che differenze ci sono state tra il primo manoscritto e l’edizione stampata, la mia esperienza con l’editing, quanto partecipo alla costruzione del mio libro (a prescindere dal testo, ovviamente), cosa ne penso del self-publishing e quali consigli do agli esordienti in cerca di pubblicazione. Trovate tutte le mie risposte qui.

Vi anticipo che mi sono divertita con le mie solite analogie.

GrimmMercoledì 28 ottobre sono andata alla Scuola Elementare “Richeri” di Genova per leggere fiabe ai bambini. Le fiabe vere.
L’incontro faceva parte del progetto ministeriale “Libriamoci a scuola”: una settimana dedicata alla lettura di libri nelle scuole di ogni genere. Un progetto al quale ho aderito subito, offrendomi di leggere le fiabe vere nelle elementari.
Mi ha scelta la Richeri e quando mi ha telefonato la Maestra responsabile del progetto ho tenuto a precisare “Guardi che io leggo le versioni originali dei Fratelli Grimm, eh”.
“Sì, sì, certo” mi ha risposto serena.
“Sono quelle senza zuccherini, siete sicuri?”
Erano sicuri.

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criceto-ruotaUna sola settimana di vacanza, una sola settimana in questa rovente e sudaticcia estate, e tutto il resto a correre sulla ruota come un criceto indefesso.
Voi non lo vedevate, ma io lavoravo. Nell’ombra, sì, ma non c’era fresco neanche lì.

Intanto vi regalo una piccola e volutamente incompleta anticipazione: ho scritto un racconto che verrà pubblicato in un’antologia di storie di gatti. Sarò in compagnia di Scrittoroni oni oni.
Uscirà a novembre, a tempo debito vi svelerò titolo e casa editrice. Roba bella, roba forte.
Potrebbe essere il regalo di Natale perfetto, dopo Qualcosa di vero.

Ho anche messo a calendario due laboratori di scrittura. Leggi il resto →

La scorsa settimana è stata impegnativa. Felicemente impegnativa.
I furetti impazziti di Feltrinelli hanno deciso di usarmi come pallina da flipper e mi hanno catapultata di libreria in libreria, di città in città, di agente in agente, con un paio di presentazioni tra una cosa e l’altra.
Il tutto attraverso – fatemi fare il conto – otto regioni smarcate via binario, quattro a piedi. In tre giorni.

Son partita da Genova martedì mattina, per arrivare in una Milano in pieno sciopero dei mezzi pubblici e mi sono rassegnata a percorrerla a piedi, sotto un cielo che da nuvoloso è diventato soleggiato, come ci si augura sempre che succeda quando si cammina sull’asfalto con cappotto e trolley al seguito, sudando e ansimando come un muflone.
Insieme agli agenti di Feltrinelli, che si sono alternati a staffetta per portami qua e là, ho incontrato e chiacchierato con librai straordinari, che credono in quello che fanno, che promuovono la lettura, che sostengono i libri di cui si innamorano, e in ogni libreria dove sono stata, ho lasciato decine di copie di Qualcosa di vero con una dedica.
Pensatele come un’alternativa ai Baci Perugina e scoprite che frase vi capiterà.

IMG_0054 IMG_0063 Firmacopie Tadino, MI IMG_0070 IMG_0088 Firmacopie La Tramite, Mi
Le trovate alla Feltrinelli di Stazione Centrale, alla Feltrinelli di Buenos Aires, alla Libreria Popolare Tadino, alla Mondadori di Duomo, alla Rizzoli e alla Tramite.

E poi è arrivato il Gran Momento, quello della presentazione nella libreria che si raggiungeva con la Gialla. Gialla che, finito lo sciopero, è rimasta chiusa causa tentato suicidio. Ma ci sono gli autobus, volere è potere, quindi, puntualissima, vagamente sudata e stravolta come una campana la domenica, sono arrivata alla libreria Il mio libro, dell’attivissima Cristina di Canio.
E in quell’incantevole scatolina lilla, Chiara Gamberale mi ha contagiata con la sua luce, con il suo entusiasmo, con le sue parole ed è stata una presentazione bella, piena di pensieri, di sorrisi e anche di risate. Di fiabe vere.

Milano, con Chiara Gamberale (Cristiano Franzoso) Milano, presentazione con Chiara Gamberale

La mattina dopo dovevo alzarmi alle sette e qualcosa, ma un simpatico signore – alle 5.40 – ha deciso di fumare una sigaretta nella sua stanza, facendo scattare l’allarme antincendio in tutto l’albergo, catapultando tutti giù dal letto, costringendoli a infilarsi i vestiti che trovavano al volo per correre in corridoio, frastornando chiunque con venti minuti di panico.
Riaddormentarsi, poi, è stato complicato.
Ho chiesto all’hotel se lo denunciavano per procurato falso allarme ma no, non lo avrebbero fatto. Ho chiesto se almeno lo sanzionavano per aver fumato una sigaretta dove è vietato farlo ma no, non lo avrebbero fatto. Ho chiesto se lo cacciavano via dall’albergo ma no, non lo avrebbero fatto. A quel punto ho chiesto se avevano qualcosa in contrario se il signore veniva malmenato a turno dagli altri clienti e no, non avevano nulla in contrario. Non avrebbero visto niente.
Ma no, non ho istigato nessuno a picchiare nessuno. Ero troppo stanca.

Con un sonno appeso a zavorra, mi sono trascinata in stazione e sono partita per Roma.
Mi sarebbe piaciuto dormire, ma per tutto il viaggio due bimbi sui sedili accanto hanno ritenuto necessario esprimersi costantemente con grida, canti e vociare vario, senza che i genitori ritenessero di avere voce in capitolo. E io, ahimè, non ho i filtri anti-bimbo nelle orecchie, quei superpoteri che fanno parte del kit del genitore.

Per fortuna, Roma mi ha ridato adrenalina.
Il primo appuntamento era alla Borri Books, la libreria di Stazione Termini, una libreria meravigliosa, immensa, ricchissima, dove ho dedicato infinite pile di libri e sono stata accolta con un omaggio che vale molto più di un mazzo di fiori.

Borri Books Borri Books 2

Alla Arion di Via Eritrea, invece, ho scoperto di essere stata eletta libro del mese dalle 17 librerie romane del gruppo e che, per l’occasione, sono stati stampati locandine e segnalibri fantastici. Andate a prenderli!

Arion vetrina Roma Arion segnalibri Roma

Definitivamente conquistata dalla Capitale, ho dedicato altre copie alla Feltrinelli di Viale Libia e alla Notebook dell’Auditorium.

Feltrinelli Libia Roma Notebook Auditorium Roma

Poi ho cominciato a dare segni di cedimento e mi è stato permesso il libero stramazzo in albergo.

Il giorno dopo sono partita per Treviso dove, alla libreria Canova, un’eroica Sara Salin, devastata da un’influenza che non auguro a nessuno, è riuscita a dar vita a una fantastica presentazione che ci ha fatti chiacchierare, ridere e scherzare col pubblico per oltre un’ora e mezza. Nessuno voleva più andarsene.
Troverete copie con dedica anche lì.

Treviso, con Sara Salin IMG_0122 IMG_0124

Che dirvi, ancora?
Be’, che non ho mai mangiato tante uova strapazzate a colazione come in questi giorni e che secondo me, negli alberghi, dovrebbero introdurre lo zenzero fresco per farsi le tisane. Per il resto tutto a meraviglia.

Vi aspetto, ma vi aspetto davvero, a:
Roma, mercoledì 6 maggio alle 18.00, alla Feltrinelli di Piazza Colonna, con Teresa Ciabatti
Orte (VT), giovedì 7 maggio alle 18.00, alla libreria Il Gorilla e l’Alligatore

libri 7Come forse qualcuno di voi potrebbe sospettare, mi sono appena trasferita in un frullatore acceso incastrato in una ventola a velocità massima finita nell’occhio di un ciclone. L’evacuazione di una città causa arrivo degli alieni è meno ansiogena.
Ma siccome moriremo tutti, sopravviverò. Forse.

 

Detto ciò, per le prossime due settimane e un pizzico, vi aspetto a:

Genova, giovedì 9 aprile, alle 18.00, alla libreria Feltrinelli, per la prima presentazione di Qualcosa di vero. Insieme a me ci saranno Daniela Ardini, regista teatrale, ed Erika Falone, giornalista di Radio 19.

Genova, sabato 11 aprile, dalle 10 alle 17.30, in Officina Letteraria, per il mio laboratorio di scrittura ironica “Come lanciare meringhe a un castello. Ci divertiremo, non perdete l’occasione.
Per info: info@officinaletteraria.com - 010 4551218

Savona, martedì 14 aprile, alle 18.30, al Feltrinelli Point, per la presentazione di Qualcosa di vero.
Insieme a me ci sarà la scrittrice Emanuela Ersilia Abbadessa.

Desio (MB), venerdì 17 (20-23) e sabato 18 (10-18), al centro culturale e artistico Arden – Spazio 33, per un laboratorio di scrittura creativa “Era una notte buia e tempestosa – Dal personaggio alla storia”. Sarà una bella avventura.
Per info: info@ardenspazio33.it - 349 3257087

Poi ci vedremo a Bologna, a Milano, a Treviso, a Roma, a Orte e nemmeno io so più dove.
Ma per adesso segnatevi le date che vi ho detto, perché voglio vedervi tutti. Ma proprio tutti.
Sarete tantissimi, vero?

 

matita e occhiali ridHo davanti la mia agenda di febbraio e l’email del mio medico. Gli chiederò una cura ricostituente legale, ma se mi darà polverina bianca di non precisata origine la aspirerò senza fare domande, fosse anche borotalco, purché mi tenga in piedi fino al due marzo. Posso svenire solo dal tre in poi.
E’ tutto un delizioso miscuglio di dovere e piacere, sia chiaro, non mi sto lamentando, mi sto solo chiedendo come faccio a essere ancora in piedi.
Comunque, dopo aver visto, negli ultimi diciotto giorni, cinque spettacoli teatrali, due presentazioni di libri, un film, aver seguito una lezione sulla satira latina e aver fatto una full immersion senza fiato di editing (già, perché ormai è iniziato il conto alla rovescia per l’uscita del mio nuovo romanzo: state pronti, manca poco più di un mese) ecco l’elenco dei miei prossimi impegni. Leggi il resto →

Non sparate allo scrittore logo
Il 30 novembre si avvicina e ogni tanto, quando sono sovrappensiero, si affacciano dalla coda dell’occhio puntini, pruriti e febbri in uno scompigliato psssstttt ehi ehi ehiiiii
Lo so, devo scrivere qualcosa sulle malattie esantematiche, l’ho promesso.
Devo farlo per solidarietà agli scrittori che entreranno in gara domenica 30 novembre alle 21.00 al Count Basie di Genova.

Perché il tema sarà Malattie Esantematiche, la guest sarò io, al pianoforte e voce di sarà Max Vigilante e le parole in gara saranno:
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