• In lui era totalmente assente il concetto di territorio altrui. Il mondo, soprattutto quella parte di mondo morbidamente arredata, era essenzialmente a sua disposizione. Un presupposto semplice e saldo che gli permetteva di vagare senza confini e trattare con magnanima indulgenza coloro che
    non lo accoglievano con tutti gli onori. Distratti. In buona fede, ma distratti. Gli si dava sempre un’altra opportunità .

    Chanel non fa scarpette di cristallo

matita e occhiali ridHo davanti la mia agenda di febbraio e l’email del mio medico. Gli chiederò una cura ricostituente legale, ma se mi darà polverina bianca di non precisata origine la aspirerò senza fare domande, fosse anche borotalco, purché mi tenga in piedi fino al due marzo. Posso svenire solo dal tre in poi.
E’ tutto un delizioso miscuglio di dovere e piacere, sia chiaro, non mi sto lamentando, mi sto solo chiedendo come faccio a essere ancora in piedi.
Comunque, dopo aver visto, negli ultimi diciotto giorni, cinque spettacoli teatrali, due presentazioni di libri, un film, aver seguito una lezione sulla satira latina e aver fatto una full immersion senza fiato di editing (già, perché ormai è iniziato il conto alla rovescia per l’uscita del mio nuovo romanzo: state pronti, manca poco più di un mese) ecco l’elenco dei miei prossimi impegni. Leggi il resto →

Non sparate allo scrittore logo
Il 30 novembre si avvicina e ogni tanto, quando sono sovrappensiero, si affacciano dalla coda dell’occhio puntini, pruriti e febbri in uno scompigliato psssstttt ehi ehi ehiiiii
Lo so, devo scrivere qualcosa sulle malattie esantematiche, l’ho promesso.
Devo farlo per solidarietà agli scrittori che entreranno in gara domenica 30 novembre alle 21.00 al Count Basie di Genova.

Perché il tema sarà Malattie Esantematiche, la guest sarò io, al pianoforte e voce di sarà Max Vigilante e le parole in gara saranno:
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FestivalAct 2014Sabato 8 novembre sarò a Desio, a Villa Tittoni, per la nona edizione del FestivalAct, organizzato dal Centro culturale e artistico Arden.

Quest’anno l’iniziativa è dedicata alla scrittura e alla lettura.Scrivere e leggere per comunicare, per migliorare la qualità della vita, per esprimersi, per farsi sentire, per aumentare la consapevolezza di sé e l’autostima, per conoscere, come apertura interculturale, per divertirsi, per lasciare una traccia e per molto altro.

Il Festival apre una finestra su questi mondi attraverso workshop, relazioni, performance.

Sarà una giornata intensa, con un convegno, due laboratori creativi e un aperitivo di gruppo per confrontarsi sugli stimoli raccolti durante le ore passate insieme, e berci su.

Ecco il programma di sabato 8 novembre 2014.
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Non sparate allo scrittore logoI ragazzi del Count Basie, un locale di Genova dove di solito si ascolta buona musica, quest’anno hanno deciso di scaraventare sul palcoscenico anche chi, di solito, ama stare ingobbito sulla propria tastiera, a dar la caccia alle parole, farle giocare tra loro, modellare storie e raccontare mondi.
Ci sarà comunque della buona musica, per andare sul sicuro.
E, siccome l’iniziativa è in collaborazione con Officina Letteraria, anche i testi potrebbero salvarsi dalle pallottole del pubblico. In ogni caso voi siate gentili e non sparate, a prescindere.

L’idea è venuta a Elisa Traverso, che si assumerà la responsabilità di tutto questo, e quando mi ha contattata per chiedermi di fare da madrina a una delle serate, ho accettato felice.
Un tema portante e tre parole in gara. Tre squadre di scrittori per nove brani raccontati ad alta voce. Un musicista che esalta le atmosfere. Una giuria popolare formata da tutto il pubblico in sala. Un’antologia visiva di reading e musica per una serata intrigante dove la scrittura è gioco. Dai, ti vogliamo come ospite, vieni?
E chi dice di no? A me la domenica di novembre!
La vigliacca non mi aveva mica detto che, per la mia serata, il tema sarebbe stato Malattie esantematiche.
Esatto, quelle. Le parole in gara saranno puntini, pruriti e febbri.
E se riesco -l’ho in parte promesso in cambio di un bacino – scriverò un pezzo anch’io.

Bene, a questo punto vi dico solo che il progetto parte domenica 26 ottobre, con Sara Rattaro come scrittrice madrina, che io ci sarò domenica 30 novembre, che dopo di me, domenica 28 dicembre, ci sarà Bruno Morchio, sempre alle 21.00.

Che l’ingresso al Count Basie è libero, con la tessera Arci (se non l’avete ve la fanno lì). E che c’è un ottimo bar dove servono anche alcolici. Saranno fondamentali.

Vi voglio numerosi e possibilmente sani.

Count Basie Jazz Club
Vico Tana 20r, 16126 Genova
cell. 345 2650347 – info@countbasie.it

Non sparate allo scrittore

RivoluzioneCreativa PulceSono molto indecisa.
Periodicamente mi viene rinnovato l’invito a partecipare a un piccolo festival letterario fuori Liguria. Fin da quando ho ricevuto la prima mail sono stata tentata, ma ancora tentenno.
Non fraintendetemi: mi piace l’idea di dovermi pagare il viaggio, l’albergo e pure la cena con l’autore, anche se l’autore sarei io. Mi piace persino l’idea di avere a disposizione gratuita un tavolino per poter vendere liberamente copie dei miei libri. Certo, io non possiedo copie dei miei libri da vendere, quelle le ha la casa editrice, del resto sarebbe illegale che le vendessi, non sono una libreria né un commerciante, non emetto scontrini fiscali, ma non bisogna farsi tarpare le ali dai dettagli, no?
E poi mica dovrei leggere qualche pagina dei miei libri, figuriamoci, quelli sono pubblicati, chiunque può leggerli (se io ne porto e glieli vendo, ovvio), no, io in pubblico dovrei leggere qualcosa di inedito, qualcosa che renderebbe felici la mia agente e la mia editor, se lo leggessi in pubblico prima della pubblicazione.
E tutto questo, mi precisa l’organizzazione, potrei farlo senza dover dare a loro neanche un euro.
Un affarone.

E così sono indecisa.
Ma alla fine penso che declinerò l’invito, per quanto invitante sia.
Forse perché mi sono montata la testa. Credo proprio che sia per quello, già.

E’ un po’ un problema dei creativi. Quelli che scrivono, che suonano, che cantano, che recitano, che ballano, che disegnano. Quelli che creano, insomma. Non sappiamo apprezzare i pagamenti in visibilità.
Organizzatori di eventi, manifestazioni, inaugurazioni, vernissage, spettacoli e notti bianche sono generosissimi, sulla visibilità. Offrono dobloni di visibilità a piene mani, a chi esibisce il proprio nome.
A volte ti strizzano l’occhio e, per esempio se sei un musicista o un cantante, ti fanno presente che si occuperanno loro del server audio. “Abbiamo un ottimo impianto di amplificazione, lo facciamo montare apposta per te, tranquillo”, ho sentito dire. E ho visto amici musicisti e cantanti sorridere gentili, mantenere la calma e rispondere cortesemente che, accidenti, quel giorno proprio non potevano. Con rammarico.
Perché ci si sente quasi in colpa, a dire di no a chi ti chiede di lavorare gratis.

E così l’unica è montarsi la testa. O meglio: montarsi in testa l’idea che quello che facciamo abbia un valore.
E che le cose gratis possiamo farle, certo, ma se le scegliamo noi. O se siamo nel tour promozionale di un libro, di un cd, di un film. E un tour promozionale non dura una vita, dura qualche mese.

A me, per esempio, che mi sono decisamente montata la testa, hanno dovuto mettere dei paletti sulle collaborazioni gratuite che davo. Non più di una all’anno, mi è stato imposto. Ma a volte sgarro.
Un blogger iperattivo e pieno di entusiasmo mi chiede una fiaba natalizia: eccola! Un gruppo di ragazze realizza un’antologia di racconti contro la violenza sulle donne: ecco il mio! Una piccola e determinata associazione culturale lancia un concorso letterario sulle discriminazioni: pronta!
Ma anche la piccola libreria indipendente che fatica ad aprire tutte le mattine, la biblioteca civica a cui hanno tagliato i fondi, l’associazione che difende i diritti degli omosessuali, la Lega che difende i diritti degli animali.
Queste sono forze che si uniscono per fare qualcosa di buono.
Non si possono combattere tutte le battaglie, non si può partecipare a tutto, ma a qualcosa sì, se si vuole.
Tuttavia, nessuno di loro cerca di pagarti con dobloni di visibilità. Loro ti contattano, riconoscono il valore di quel che fai e ti chiedono se vuoi donargli il tuo tempo e le tue parole. E ti ringraziano come se tu gli avessi regalato qualcosa di davvero prezioso.

Per gli altri, l’unica, come dicevo, è montarsi la testa. E fare una Rivoluzione Creativa.

 

 

art night venezia 2014Quando i ragazzi dello IED mi hanno contattata per invitarmi nel loro Giardino dello IEDen, creato in occasione di Art Night Venezia 2014, e mi hanno detto che potevo raccontare o leggere qualsiasi cosa volessi, ho capito che era arrivato il momento di tornare nella Serenissima insieme a loro, le mie amiche di sempre: le fiabe.
D’altra parte, se si parla di mele e di tentazioni, c’è qualcuna di cui si può favoleggiare senza partire da Adamo ed Eva.

Sabato 21 giugno, alle 19.30 e alle 20.30, sarò in quel meraviglioso scrigno che è Palazzo Franchetti, nel sestiere di San Marco, sede dello IED, per presentarvi una principessa dal cuor di primula e dall’ingegno farlocco.
So che pensate di conoscerla già, ma ne dubito.

Vi aspetto! Leggi il resto →

FeltrinelliStamattina, Marina Minetti, in diretta a Radio 19, ha architettato il pesce d’aprile più geniale (e riuscito) che mi sia mai stato fatto.

Quello che ho trovato poco fa nella cassetta delle lettere e che ho firmato con una certa emozione, invece, non è uno scherzo.

libri 7Oggi ho finito la prima stesura del mio nuovo romanzo.
Lo scrivo qui, così magari domani passo, leggo questo post e realizzo di aver davvero scritto l’ultimo capitolo.
L’ho finito, l’ho stampato, l’ho imbustato e l’ho spedito alla mia agente.
Ora sto osservando la mia scrivania.
Due gatti acciambellati ai lati, due pile di posta da smaltire dentro cui spero non ci siano bollette scadute, briciole, molte briciole, chiavette usb di varia foggia, l’alone di una tazza, un tovagliolo sporco, una tovaglietta macchiata, due matite, una penna, un tappo di penna solitario. E il computer.
Dalla tastiera del computer sono sparite la A, la S, la E, la R, la T, la O ha perso il proprio allure. Beninteso, i tasti ci sono, ma le lettere sono scomparse. Ci sono andata giù dura.

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Officina Letteraria Laboratorio di scrittura ironicaDall’Officina Letteraria mi fanno sapere che già dodici persone sono iscritte al mio laboratorio di scrittura ironica del 23 novembre. C’è posto per quindici, sappiatelo.

Quindici persone che passeranno un intero sabato con me, a parlar di scrittura, di lettura, di ironia. Una giornata a scrivere, a raccontare, a guardare cambiando prospettiva, a smontare, a sdrammatizzare.

Osserveremo dolori, rabbie o fatti banali e li trasformeremo in qualcosa di diverso, di inatteso, di imprevisto. Faremo agguati dietro l’angolo, capovolgeremo il binocolo, sorprenderemo e ci sorprenderemo, toccheremo le viscere e riacciufferemo le lacrime prima che scendano, rovesciandole in una risata.

E anche se il sarcasmo con certe persone è utile quanto lanciare meringhe a un castello, come dice Sir Terence David John Pratchett, noi ci proveremo. Perché siamo altre persone.