• «Per essere precisi lei mi ha chiesto la verità, non una spiegazione plausibile»

    Chanel non fa scarpette di cristallo


Ecco il calendario delle presentazioni di Vittoria.
Sono le prime già fissate, ma ne stiamo aggiungendo altre. Terrò aggiornata la pagina degli eventi, voi tenetela d’occhio.

Genova, giovedì 19 aprile, ore 18.00, Libreria Feltrinelli (Via Ceccardi 10/20/22/24 R). Con Alice Basso
Legnano, venerdì 20 aprile, ore 21.00, Bosco Fiorito (Floricultura Pisonivia Oberdan 45). Con Amanda Colombo e Gianluigi Dell’Acqua
Savona, giovedì 3 maggio, ore 18.30, Feltrinelli Point. Con Emanuela Abbadessa
Pontedecimo (GE), giovedì 10 maggio, ore 18.00, libreria Libro Più (via P. Anfossi 228r)
Desio (MB), sabato 12 maggio, ore 17.00, Biblioteca Civica, Sala SoStare (via Cavalieri di Vittorio Veneto 2)
Tortona, giovedì 24 maggio, ore 21.00, Libreria Namasté (Via Sarina 33)
Genova Molassana, sabato 26 maggio, ore 19.00, Sala del Municipio Media Val Bisagno (piazza dell’Olmo) per il Festival del Libro. Con Riccardo Gazzaniga
Milano, mercoledì 30 maggio, ore 18.00, La Feltrinelli – Duomo. Con Sara Lando
Gallarate (VA), giovedì 31 maggio, ore 18.00, Biblos Mondadori (piazza Libertà)
Terranuova Bracciolini (AR), giovedì 7 giugno, ore 21.00, il Canto del Maggio (Località Penna Alta). Con Gianna Gambini
Treviso, giovedì 14 giugno, ore 21.00, Libreria Canova. Con Sara Salin
San Lorenzo al Mare (IM), mercoledì 25 luglio, ore 21.00, per il Festival “Due parole in riva al mare”.
Borghetto Santo Spirito (SV), giovedì 26 luglio, ore 21.30, Giardino Sala Marexiano. Con Graziella Frasca Gallo
Mombasiglio (CN), venerdì 10 agosto, ore 18.00, Fraz. Villa – Cortile Casa Michelotti. Con Enzo Errani
Limone Piemonte (CN), sabato 11 agosto, ore 17.30, per la rassegna “Limone Incontra”, Biblioteca Civica (piazza H. Dunant).
Chianciano Terme (SI), martedì 14 agosto, orario da definire, Parco Acquasanta
Genova Sestri Ponente, venerdì 21 settembre, ore 17.30, Libreria Mondadori (Via Sestri, 46)
Como, venerdì 28 settembre, ore 18.00, Libreria Ubik (piazza San Fedele) per la rassegna “Spazio al femminile” a cura del Women in White – Society. Con Paola Minussi

E se vi interessa, ci sono in programma anche tre laboratori di scrittura ironica.

– Genova, sabato 26 maggio (10-15), “Come lanciare meringhe a un castello” – laboratorio di scrittura ironica, Palazzo Ducale per il Comicity Festival. Qui info e prenotazioni.
– Genova, domenica 27 maggio (10-15),“Come lanciare meringhe a un castello” – laboratorio di scrittura ironica, Palazzo Ducale per il Comicity Festival. Qui info e prenotazioni.
– Terranuova Bracciolini (AR), domenica 10 giugno (10-17), “Come lanciare meringhe a un castello”- laboratorio di scrittura ironica, presso l’osteria Il canto del Maggio (Località Penna Alta 30/d). Per info e prenotazioni:+39 339 2641672

Ho iniziato a scrivere questo libro il 12 marzo 2017. Stavo guardando il video della commemorazione per la morte di Terry Pratchett, a un certo punto Neil Gaiman è salito sul palco e ha detto: “C’è una furia nella scrittura di Pratchett. È la furia che ha alimentato Discworld ed è qui che lo scoprirete: è la rabbia per il preside che riteneva il seienne Terry non abbastanza intelligente per le classi successive, la rabbia per i critici pomposi e per quelli che pensano che serio sia l’opposto di divertente. E penso: Cosa farebbe Terry con questa rabbia?, poi prendo la penna e inizio a scrivere.”
A queste parole, ho aperto un nuovo file di Word e ho iniziato a scrivere.

Ero in piena crisi creativa, convinta di non riuscire più a farlo, e mi sentivo mutilata per questo. La mia situazione lavorativa non aiutava a sentirmi serena: vivere in perenne precariato, facendosi i conti in tasca per qualunque spesa, anche la più piccola, non è un bel vivere, si sa. Soprattutto se hai sempre vissuto contando su uno stipendio, se sei sulla soglia dei cinquant’anni e se chi ti cerca ti chiede solo di scrivere in cambio di una manciata di dobloni di visibilità.
Dobloni che – ci ho provato – né l’Enel né la Vodafone accettano. E nemmeno i supermercati, i benzinai, manco l’amministratore di condominio. Proprio nessuno, giuro. Incredibile.

Così, quel 12 marzo, mentre ero davanti al nuovo file di Word, mi è caduto l’occhio su una foto che mi ha fatto papà da bambina. E mi è anche caduto l’occhio su Facebook, questa vetrina adulterata dove gli altri si fanno un’idea di noi che può essere lontanissima dalla realtà, dove a volte ciò che vogliamo è sembrare migliori di quel che siamo, a volte proteggerci e non mostrare le rovine alle nostre spalle. Un posto che fagocita tempo e persone, e a volte le trasforma, slatentizzando tratti narcisistici e rovinosi.
Poi ho sorriso per l’ennesima posizione assurda che Brodo, il mio gatto, prende quando dorme accanto al mio computer e ho cominciato a scrivere.
Pochi giorni prima, mia madre mi aveva detto “Be’, mica devi solo scrivere storie allegre! Perché non racconti come ti senti in questo momento?”. Le avevo risposto che non aveva senso ma, come spesso accade, aveva ragione.
Ecco cosa potreste trovare di me in questa storia.

Ma non sono una fotografa, la fotografa vera è Sara Lando, che ho la fortuna di conoscere da molto tempo e che ho tempestato di mail per chiedere se tecnicamente fosse possibile fare questo o quello.

E prima che qualcuno di voi mi chieda un giro di carte, non sono nemmeno una cartomante, né mi sono messa a leggere i tarocchi per pagarmi le bollette. Per questo ho affidato a Francesca Strata il compito di controllare che non avessi scritto troppe fesserie sui tarocchi, per scoprire che in realtà avevo fatto uscire le carte giuste, a prescindere dalle letture fatte. Tu guarda a volte il caso.

Non ho neanche mai passato notti brave a Berlino tra sesso, droga e rock’n’roll.
E spezzare il cuore a Vittoria mi sembrava perfetto: a chi non è successo almeno una volta?

La prima persona a cui ho detto che mi rimettevo a scrivere è stata Alice Basso, che di questo romanzo è stata la levatrice. Alice è stata un sostegno straordinario, che ha letto capitolo dopo capitolo tifando come un ultras.

Dopo soli tre mesi ho mandato il romanzo alla mia agente, Silvia Meucci, che aspettava con pazienza e fiducia.
Dopo un altro mese, mentre pesavo gli zucchini al supermercato, mi ha chiamato
Ricciarda Barbieri, la mia editor in Feltrinelli, e ha detto: “Vittoria!”
Se qualcuno, quel giorno, ha visto una tipa che piangeva abbracciata a un sacco di sabbia per gatti alla lavanda, non ero assolutamente io, vi siete sbagliati.

Chi aspettava e ha brindato con me sono state le mie persone di fiducia a cui avevo dato il libro da leggere (Alice, l’ho detto, Sara, detta anche Unlettore, Francesca per i tarocchi, Riccardo Rodolfi e Isabella Bianchi -sì, è la White e sì, è Alice: perché sforzarmi di inventarla, lei, se l’avevo a portata di mano?) e le persone che mi avevano dato la spinta che mi mancava, i miei giganti, insomma.

Ma c’è qualcun altro che, nelle stanze di un forum, ha seguito, tifato e partecipato alla nascita e poi al percorso di Vittoria: i miei Scrittori Pigri.
Quello che mi ritorna dai laboratori online di scrittura che tengo ogni anno è immenso: nel Gruppo di Supporto Scrittori Pigri si creano legami profondi, nascono amicizie, ogni volta mi ritrovo con una quarantina di persone che vivono in ogni parte dell’Italia, che partecipano con i nickname più bizzarri e con cui passo mesi di lavoro incessante ma anche di risate, confidenze, sfoghi, sostegno.
“Sto inventando personaggi che vanno a farsi leggere i tarocchi” gli ho detto un giorno, e loro si sono scatenati. Non so se poi ho usato qualcuno degli spunti avuti, erano tantissimi e io rielaborato, limato, tagliato, però so che nella carrellata di quelli a cui Vittoria apre la porta e legge le carte, ci sono anche pezzi dei miei Scrittori Pigri.

Ecco, io, tutte le persone che ho nominato fin qui, le ringrazio. Perché dietro un libro non c’è mai solo l’autore, c’è una squadra. Compresa quella di Feltrinelli, straordinaria, a cominciare da Giovanna Salvia, la redattrice che mi ha fatto le pulci: era esattamente quello che volevo. E se nell’editing di Qualcosa di vero avevo scoperto di far sorridere chiunque, nell’editing di Vittoria ho scoperto d’aver fatto inclinare la testa un po’ a tutti. Grazie a Giovanna si sono salvate un bel po’ di cervicali ma ora sono curiosa: chissà quale sarà il gioca jouer nei miei prossimi libri!

Siete arrivati fin qui?
Be’, allora grazie anche a voi.

It’s a long way to the top (if you want to rock n roll)

Un romanzo, una volta scritto, lo si cova.
C’è una cova lunga, a volte anche di un anno, durante la quale succedono moltissime cose dentro il guscio che protegge il libro.
E vige un dictat preciso: non si dice niente finché non si può dire qualcosa.
Che sembra facile, ma col cavolo.

Ho iniziato a scrivere Vittoria il 12 marzo 2017, l’ho consegnato alla mia agente a giugno 2017, poi alla mia editor in Feltrinelli il mese dopo, è piaciuto, è stato inserito nella programmazione editoriale, ho firmato il contratto, l’ho riletto, ho fatto un po’ di modifiche com’è normale fare e siamo già arrivati all’autunno inoltrato senza che io potessi dire niente (giusto un post sui social per dire del contratto firmato, poi zitti tutti di nuovo).
È stato definito il titolo (sono felice che sia rimasto quello che avevo dato io), la scheda di presentazione agli addetti ai lavori, il copertinario per i librai, la prima versione della copertina e siamo arrivati a gennaio 2018 sempre nel silenzio della cova. Leggi il resto →