Ieri a Savona (incontro di cui vi racconterò, magari più tardi) mi è stato chiesto Ma cos’aveva fatto di male il principe ranocchio?
E siccome a chiedermelo è stata una donna arguta di raffinata intelligenza e grande ironia, la domanda era da intendersi come un assist. Che ho colto al volo, manco a dirlo.

Prima, però, lo spoiler.

Già, perchè nonostante in molti credano ancora che per trasformare un batrace in principe serva baciarlo, nella versione che ho trovato io mica succede proprio così…e la versione è quella dei Fratelli Grimm, mica di un cicciobombocannoniere qualunque.

Ordunque (per inciso, non trovate che ordunque sia una bellissima parola?).

La principessina in questione è una giovane stronza ragazzina parecchio odiosa.
Gioca con la sua palla d’oro, le cade nello stagno, un ranocchio gliela recupera in cambio della promessa di essere portato al castello con lei, lei promette per avere la palla ma nemmeno la sfiora l’idea di mantenere quanto detto.
Una refiosa gattamorta arrogante, non suscita la nostra simpatia.
Quando l’anfibio va a batter cassa, il Re padre impone alla figlia di rispettare l’impegno preso, perchè è così che si fa.
Applauso.
Lei di mala voglia cede e raccoglie il viscido essere.
Fino a questo punto è chiaro chi ha torto e chi ha ragione.

Ma lui esagera.
Pretende troppo, pretende tutto, chiede chiede chiede, vuole vuole vuole, nessuna gentilezza, nessuna attenzione, io io io, mio mio mio.
Passa in men che non si dica a farsi odiare anche da noi che fino a quel momento eravamo in squadra con lui.
Portata all’esasperazione, la principessina…eh…che fa la principessina?
Non voglio rovinarvi la sorpresa (insomma: leggete C’era una svolta, che diamine!) ma non lo bacia. Ve lo assicuro.
A prescindere da cosa lei gli faccia, che resta comunque di focale importanza, il resto è storia che sapete anche voi.

Bene, cosa vogliamo trarre da questa fiaba, chiede la mia intelligente amica?
Eh, cosa vogliamo trarne, care fanciulle?

Ma è ovvio: che a tutto c’è un limite.
E che se volete farvi trattare come una principessa dovete comportarvi come tale. Parlo di dignità. E di confini invalicabili.

Insomma, anche se siete in difetto per qualcosa, anche se vi siete “prese un impegno”, anche se siete in debito emotivo/morale/affettivo verso di lui, quando esagera, se esagera, lasciate stare i baci e mandatelo in quel posto frequentatissimo che tutti conosciamo (consigliato anche il procurargli dolore fisico, non tanto, un pochino).

Perchè, come si diceva poc’anzi, a tutto c’è un limite oltre il quale non deve andare. Niente attenuanti, niente deroghe, niente scuse, niente giustificazioni. Non deve superarlo. Punto.
NO!
Neanche se vi pare che dentro il viscido essere che avete intorno si nasconda un principe (ahahahahahahahahah smettete di credere alle fiabe, donne).

Temete di perderlo?
Eh, son terni al lotto che si vincono raramente.