Libreriamo GSSPTu stessa sei una scrittrice, e ti sei definita ‘pigra’. Perché? Qual è l’ostacolo principale che ogni scrittore, affermato oppure esordiente, deve superare?
Be’, ho capito di voler essere una scrittrice a otto anni e ho davvero provato a esserlo dopo i quaranta. Direi che sono una Pigra Doc. Poi il mio primo libro è uscito nel 2009, e da allora ne ho pubblicato uno ogni due anni, un ritmo che non è proprio da pigri. Mi sono data una mossa, ho cominciato a crederci, ci ho provato davvero e non mi sono più concessa alibi.
Ma resto una Pigra Doc, tranquilli. Rimando le cose da fare, cincischio attorno alle idee, basta una farfallina della pasta a distrarmi, passerei ore sul divano a guardare serie tv e, quando le domeniche d’estate c’è il sole, bofonchio scocciata perché, se piovesse, potrei starmene a casa tutto il giorno a “pigrare”, anziché uscire, come coscienza, mare e amici impongono.
Per cui, sebbene gli ostacoli da superare siano diversi, e non saprei definire quale sia quello principale, mi sento di dire, che un grande, grandissimo ostacolo dello scrittore, in molti casi, è lui stesso. Lui stesso se non ci crede fino in fondo, lui stesso se pecca di indolenza e rimanda al chissà quando la fine del proprio romanzo, lui stesso se trova continuamente scuse per dimostrare quanto gli manchi il tempo per scrivere. Ma anche lui stesso se si erge a unico giudice del proprio lavoro, soprattutto se è esordiente, lui stesso se si fa leggere solo da chi gli dirà, per affetto o ingenuità, che ciò che ha scritto è bellissimo (quando non è detto che lo sia), lui stesso se pensa di aver partorito il capolavoro del millennio. Servono più determinazione e più confronto.

Melissa Ceccon, di Libreriamo, un attivissimo web magazine per chi ama i libri e la cultura, mi ha contattato la scorsa settimana per chiedermi qualcosa di più sul Gruppo di Supporto Scrittori Pigri e non solo.

Confesso che, quando mi sono arrivate le sue domande, ho avuto un filo d’ansia che mi si è attorcigliato alla gola, un po’ come quando ti sei preparata benissimo sul quindicesimo capitolo dei Promessi Sposi e il prof ti chiede di fare un’analisi comparata tra il Manzoni e il Foscolo.
Perché a Melissa non è bastato chiedere come mai mi definisco pigra, quale sia l’ostacolo per chi vuol scrivere, cosa sia il laboratorio, no. Lei ha voluto anche chiedermi opinioni sul futuro dei libri e degli scrittori, sulla lettura e la pigrizia mentale della nuova umanità che si sta delineando.
E io mi sono trovata a dover costruire argomentazioni muovendomi in punta di piedi su un tappeto di uova fresche, circondata da coccodrilli in leggera siesta.

Ve lo dico subito: non sono un’opinionista, non sono un’intellettuale  e ho chiesto agli amici più cari di spararmi, il giorno in cui dovessi mai fare spontaneamente uscite pubbliche per spiegare al mondo la Letteratura (ho sentito parlare Pasolini, so già che non potrò mai arrivare fin lì. Non ho ancora sentito nessun altro, vivente, parlare alla stessa altezza e con la stessa assenza di spocchia).
Quindi, se andate a leggere l’intervista, fatemi sapere se me la sono cavata con dignità. E anche come avreste risposto voi.

Ah, certo, l’intervista la trovate cliccando qui.

E comunque:

Come si svolgerà il laboratorio per gli Scrittori Pigri?
Il laboratorio si svolgerà interamente online, su un forum riservato agli iscritti. Nessun altro potrà accedervi, sarà uno spazio esclusivo per i partecipanti, ognuno col proprio nickname, e si creerà una community sulla scrittura.
Ci saranno consigli, suggerimenti, spiegazioni, approfondimenti, esercitazioni, discussioni, confronti, analisi, condivisioni.
Ognuno può frequentarlo quando vuole, anche tutti i giorni, anche ogni ora, da dove si trova, basta avere un computer e una connessione a internet. Ma ci saranno alcune scadenze: i progetti personali andranno consegnati a step, ogni quindici del mese, per ragionare insieme sullo stato del testo, e gli esercizi settimanali – dedicati a tecniche stilistiche, narrative, editoriali –  dovranno essere postati tutti i martedì. Non sono obbligatori, ovviamente, si può anche frequentare senza scrivere una riga, ma oltre che pigerrimo sarebbe sciocco.
Il GSSP è un’occasione concreta di fare pratica di scrittura in uno spazio protetto, insieme a due professionisti del settore: io, scrittrice, e Christian Delorenzo, editor. Oltre a tutto il Gruppo di Supporto, composto dagli stessi iscritti.
Inizierà il 15 settembre e durerà quattro mesi. Ma una settimana prima, circa, apriremo il forum a chi si è già iscritto, dando così loro il tempo di ambientarsi.
Il 15 gennaio si chiude, meno Pigri di quando si è cominciato. 

Se volete far parte di quest’avventura, ci sono ancora posti disponibili.
Trovate tutte molte risposte alle vostre domande qui e potete iscrivervi qui.