bradipoLa mia intenzione, tra Natale e l’Epifania, era quella di trasferirmi su un universo parallelo con una time table composta dalle seguenti voci: serial, letto, divano, cibo, gatti, parentesi vietate ai minori. Il tutto col frigo pieno e i telefoni staccati.
E siccome nessuno ha ostacolato i miei piani, è esattamente quello che ho fatto.

Lo so. Speravate in qualche altra avventura del tipo Cosa diavolo avevo in mente quando ho deciso di andare lì, ma tocca deludervi (mi sono però assicurata che Isa, la mia complice di deliri, passasse un capodanno indimenticabile in un due stelle ad Abano, in caso di carenza di argomenti).

DowntonAbbey1Parliamo però della droga che ho assunto tra torroni al cioccolato e muffin alla cannella.
Dopo serial killer, vampiri dalla mutanda allegra, staff della Casa Bianca, cinici pubblicitari e cardiochirurghi innamorati, il mio mood è diventato molto british, molto anni Venti, molto aristocratico e molto caustico. Con classe.
Downton Abbey è di un’eleganza e di un inglesità rare, e la prima stagione è un capolavoro. Potete dunque immaginare l’entità del mio disappunto quando, dopo un’appagante maratona della prima stagione, mi sono tuffata fiduciosa nella seconda, trovandomi a nuotare in uno stagno melmoso da telenovela, con eventi prevedibili, concetti ripetuti, frasi banali, amori stucchevoli e conflitti scontati. Una delusione che ha rischiato di rovinare il mio perfetto equilibrio vacanziero.
Ma sono felice di rassicurare i vostri animi, che già vedo in comprensibile tensione: la terza stagione sembra tornare agli sfarzi della prima. Potete continuare a pensarmi con deliziose cloche in testa e lunghi abiti retrò di stoffa leggera.

E ora bando alle ciance, che qui s’ha da ricominciare l’anno.
Che il 2014 vi sia propizio.