scarpe rosseOggi è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

E’ triste, preoccupante, inquietante e insano che si debba dedicare una giornata a questo. Triste, preoccupante, inquietante e insano che si debba costruire a piccoli pezzi una cultura condivisa che insinui in tutti la convinzione che la violenza sulle donne sia qualcosa di sbagliato, ingiusto, esecrabile.

La violenza sulle donne, così come quella su qualunque essere, è già qualcosa di sbagliato, ingiusto, esecrabile.
Lo è. Non dovremmo avere dubbi, chiedere leggi apposite o inventare neologismi.
E non dovremmo chiedere agli uomini di spillarsi fiocchetti rossi per dichiarare di essere contro la violenza sulle donne, non dovremmo andare in giro con qualcosa di rosso per ricordarlo, non dovremmo metterci a fare balletti di gruppo nelle piazze di tutto il mondo per dichiararlo.

Ma siccome la violenza sulle donne è qualcosa che accade ogni giorno, in ogni dove, qualsiasi sia la cultura, l’istruzione, la religione, l’etnia o il quartiere; siccome la violenza sulle donne è qui attorno, qui vicino, qui addosso; siccome la violenza sulle donne spesso è così subdola e sottile che neanche chi la subisce la riconosce subito e chi la vede chiude gli occhi e la porta perché non sono fatti suoi; siccome la violenza sulle donne va in giro spesso impunita, allora noi dedichiamo una giornata mondiale a condannarla, stanarla, combatterla. E ci vestiremo di rosso, faremo balletti in piazza e ne parleremo.
E per farlo contiamo soprattutto sugli uomini. Gli uomini che insieme a noi, al nostro fianco, ci aiutano a condannarla, stanarla, combatterla.

Su Officina Letteraria, alcune di noi, hanno scritto qualcosa dedicato a questa giornata.