Poco dopo l’una il mercato sbaracca, deve lasciare la strada libera.
Al banco della frutta offrono sconti last minute per meloni, angurie e pesche, mentre accatastano sul marciapiede le cassette vuote, ma la ragazza passa oltre e va al supermercato: lì trova tutto, senza calca, lo preferisce.
Quando esce coi suoi sacchetti della spesa rigonfi, le bancarelle sono scomparse e le macchine hanno ripreso a muoversi liberamente.
Dove campeggiava il banco della frutta sono rimasti cumuli di cassette di legno tra cui spuntano meloni tagliati da esposizione e pesche leggermente ammaccate, molte gettate a terra.
Una signora anziana le osserva, in piedi, ferma.
Ha un abito leggero di cotone azzurro, con fantasia floreale, semplice e pulito, i capelli, corti e bianchi, accuratamente pettinati, una borsa di tela appesa all’avambraccio.
Non si era mai soffermata sulla frutta scartata, ha sempre potuto comprare ciò che le serviva, senza sprecare la pensione ma vivendo dignitosamente. Da un po’ di tempo, però, ha iniziato a stabilire delle priorità e a dover scegliere tra il latte e i biscotti, tra la carne e le uova, tra il detersivo e il dentifricio.
E’ un peccato lasciare quella frutta lì per terra, davvero uno spreco, è buona, solo un po’ ammaccata ma buona, però si vergogna, non può raccoglierla, la gente la vedrebbe, sarebbe umiliante, lei non ha mai raccolto il cibo gettato, è una cosa da poveri, è una cosa da terzo mondo, è una cosa da disperati e lei invece ha fatto la maestra per tutta la vita, insegnava ai bambini la storia, l’italiano e a stare composti, ha una casa e una reputazione.
Ma non ha frutta, perchè è saltata la lampadina, le si è strappato un bottone e si sono scaricate le pile del telecomando, e quelle spese impreviste hanno cambiato le priorità.
La ragazza si avvicina, le sorride e guarda le pesche rotolate. “Con questo caldo, lasciare tutto così… Tra poco sarà tutto ricoperto d’insetti e si sentirà un odore nauseante, bisognerebbe pulire, togliere tutto subito, chissà quando arrivano a lavare la strada!”
La donna la guarda e annuisce, rassegnata da quell’impeto di senso civico che vedrà finire quella frutta nella pattumiera.
La ragazza incalza. “Guardi, ho un sacchetto vuoto. Le lascio un attimo la spesa qui e raccolgo le pesche ancora intatte, che le altre, ormai, mi fa anche senso toccarle” e in pochi minuti riempie il sacchetto coi frutti migliori, compreso un melone intero.
Quando torna indietro guarda la propria spesa e ammette di non riuscire a portare tutto. “Me lo fa un favore? Può portarlo via lei questo? Io non ce la faccio mica…”
L’anziana signora, presa in contropiede, prende il sacchetto e non legge negli occhi della ragazza alcun segno di pietismo o di imbarazzante comprensione, solo quella vivacità dei giovani che fanno tutto contemporaneamente e son sempre di fretta.
La ragazza le dice “Grazie!”, afferra i suoi sacchi e se ne va rapida. Sorridendo ma col cuore stretto.