Io lo capisco che nel mondo di internètte girano certi ceffi virtuali che in confronto il rapinatore old style nella strada buia di notte fa quasi tenerezza.

Capisco che ci si debba difendere dalla minaccia dei robot che fanno agguati nella Rete e tentano di insinuarsi nel tuo computer facendo strage dei tuoi dati, disseminando i file di mine antiuomo e contagiandoti coi più virulenti batteri informatici.

Insomma capisco la necessità di antivirus e controlli, capisco quindi anche i captcha, quelle parole distorte e senza senso, che sembrano pronunciate da uno con un ictus in corso, che si devono digitare quando si interagisce con certi siti web. Devi dimostrare di essere una persona e non un robot, va bene, a quanto pare i robot non sanno leggere e riportare quanto letto, niente cut&paste sul captcha, ok, ma diamoci una calmata.

Non so voi, ma io ultimamente non faccio che imbattermi in parole così deformate che non riesco a distinguere le lettere. Continuo a cliccare la freccetta per avere un nuovo captcha sperando sia vagamente più comprensibile ma niente, a volte finisco per arrendermi perchè chissà se quella era una i maiuscola o una l minuscola, una m o una n, una b o una h, una o e una l o una d…

Sono sempre più storte, compresse, ondulate, a volte persino al contrario. Solo un robot potrebbe decodificarle. Infatti sono generate automaticamente. Da un computer, va da sè. Qualcun altro coglie il paradosso?

Insomma, ragazzi che vivete nel mondo dove si inventano questi astutissimi trucchetti, eddai, trovate un altro metodo, ci state rendendo la vita impossibile.

Ma un pensiero, una preghiera, una parola speciale vorrei rivolgerli ai blogger che hanno scelto di moderare i commenti ai loro post.

Non parlo dei blog pubblici, istituzionali, politici o talmente famosi da essere più letti del Time online.

Parlo dei blog come il mio, dei blog personali nei quali si scribacchia per diletto, si racconta un po’ di sè, si confessano le canzoni preferite o quanto sia piaciuto l’ultimo film di Muccino o magari si pubblicano le ricette della nonna.

Ecco, mi sento di dire con sufficiente fiducia che il rischio di venire inondati di commenti e che tra questi ve ne siano di passibili di denuncia è piuttosto basso.

Davvero, lo dico con affetto: non è necessario il filtro della moderazione, sul serio.

Prendetela con più serenità e leggerezza, lasciate che se qualcuno ha voglia di dirvi qualcosa, foss’anche un saluto o una frase di solidarietà, non debba dimostrare di essere una persona e attendere che i commenti debbano essere approvati dall’autore del blog.

Se qualcuno scriverà caccaculo o metterà il numero di cellulare della fidanzata che l’ha lasciato garantendo che la fanciulla ha un’indole sessualmente generosa, vorrà dire che cancellerete quel commento appena vi arriverà la notifica. Su, è facile.

E sappiate che vi perdete un sacco di miei possibili, simpaticissimi e saggissimi commenti (l’ultimo era per un amico blogger che si lamentava di non essere abbastanza seguito e commentato, salvo poi mettere un percorso a ostacoli degno di un esame d’ingegneria informatica per poter lasciare un Ciao, sono passata di qui e non sono sicura di essere sopravvissuta).