Terry PratchettUn anno fa è morto Terry Pratchett. Ed è diventato immortale. Ma sono certa che lui sapesse di esserlo già.
Un anno fa, io ho scritto questo post.

Oggi ho deciso di dedicare tutti i miei spazi social a lui, pubblicando sue citazioni.
Chissà che qualcuno, incappando in una di loro, non decida di farsi un gran regalo e leggere un libro di Terry Pratchett. O di rileggerlo. O di leggere quelli che non ha ancora letto.
Insomma, di stare un po’ con lui. Un tempo che vale la pena di vivere.

 

Finché non ti accorgi di avere una tartaruga incastrata sotto il freno non conosci il significato della paura.
(“Il gatto non adulterato”, Terry Pratchett)

“Il talento definisce soltanto quello che fai. Non definisce quello che sei. Quando sai quello che sei, puoi fare qualsiasi cosa.”
(Terry Pratchett)

“È proprio vero che le parole hanno un potere, e una delle cose che sono in grado di fare è di uscire dalla bocca della gente prima che il parlante abbia avuto l’opportunità di bloccarle.”
(“Sorellanza stregonesca”, Terry Pratchett)

STAI SOLO POSPONENDO L’INEVITABILE.
«È quello che si considera vita.»
(Terry Pratchett)

Il viaggio fu lungo circa cinquecento miglia e, sorprendentemente, poco movimentato. La gente che supera i due metri di altezza e mostra spalle quasi altrettanto larghe spesso gode di viaggi poco movimentati. Alcuni gli spuntano di fronte all’improvviso da dietro una roccia, ma poi dicono subito: «Oh, mi scusi. L’avevo scambiata per un altro»
(“A me le guardie!”, Terry Pratchett)

La luce crede di viaggiare più veloce di tutto, ma si sbaglia. Per quanto sia veloce, la luce scopre sempre che il buio è arrivato prima di lei, e l’aspetta.
(Terry Pratchett)

Ogni tanto, un governo cittadino costruisce delle mura attorno ad Ankh-Morpork, con la pretesa di tenere lontani i nemici. Ma Ankh-Morpork non teme i nemici. In effetti li accoglie a braccia aperte, purché abbiano soldi da spendere.
(In effetti la celebre pubblicazione Benvenuti ad Ankh-Morpork, Città dalle Mille Sorprese, a cura della Gilda dei Mercanti, ora ha un’intera sezione intitolata ‘Sei Tu un Barbaro Invasore?’, che contiene informazioni sulla vita notturna, sulle pittoresche contrattazioni del bazaar, e nel paragrafo ‘O dov’è che si va stasera?’ un elenco di ristoranti che offrono un buon latte di cavalla e budino di yak. Più di un vandalo dall’elmo puntuto è tornato nella sua gelida tenda chiedendosi come mai gli sembrava di essere parecchio più povero e di possedere, chissà perché, un tappeto tessuto male, un litro di vino imbevibile e un asinello viola di peluche in un cappello di paglia.)
(“Stelle cadenti”, Terry Prachett)

I menu dei ristoranti tipici dovevano sempre avere degli errori di ortografia, in modo che i clienti si cullassero in un falso senso di superiorità.
(Terry Pratchett, “All’anima della musica”)

«Nessuno diventa come lei senza costruirsi delle pareti all’interno del cervello» disse la Nonnina. «Le ho semplicemente abbattute. Ogni urlo. Ogni supplica. Ogni senso di colpa. Ogni contrazione della coscienza. Tutto insieme. C’è un trucchetto per riuscirci.»
Fece a Magrat un sorriso condiscendente. «Te lo mostrerò un giorno, se vuoi.»
Magrat ci pensò un po’. «È terribile» commentò.
«Stupidaggini» la Nonnina sorrideva in modo raccapricciante. «Ognuno vuole conoscere il suo autentico io. Adesso a lei è permesso.»
(“Sorellanza stregonesca”, Terry Pratchett)

Non c’erano piccoli uomini nudi seduti sulla vetta a dispensare saggezza, perché la prima cosa che un uomo veramente saggio capisce è che stare seduti nudi sulla cima di un monte fa venire non solo le emorroidi, ma le emorroidi con i geloni.
Ogni tanto qualcuno scalava la montagna e aggiungeva qualche pietra al tumulo sulla cima, a riprova del fatto che non c’è nulla di veramente idiota che un umano non farebbe.
(“Il Tristo Mietitore”, Terry Pratchett)

La fede è una delle più potenti forze organiche del multiverso. Magari non sarà esattamente in grado di muovere le montagne. Ma può creare qualcuno che ne è capace.
La gente ha una convinzione del tutto errata sulla fede. È convinta che funzioni, per così dire, in avanti. Credono che la sequenza sia: oggetto, poi fede. In realtà, funziona esattamente all’opposto.
La fede sciaguatta nel firmamento come l’argilla nella ruota del vasaio. È così che vengono creati gli dei, per esempio. È ovvio che siano creati dai loro fedeli, perché basterebbe un semplice curriculum per accorgersi che la maggior parte di loro non può certo essere di origine divina. Tendono a fare esattamente ciò che la gente farebbe al posto loro se potesse, specie quando si parla di ninfe, piogge d’oro, e nemici da sbaragliare.
(“Il Tristo Mietitore”, Terry Pratchett)

C’è un detto secondo cui tutte le strade portano ad Ankh-Morpork, la più grande città del Mondo Disco. Perlomeno, si dice che ci sia un detto per cui tutte le strade portano ad Ankh-Morpork. È falso. Tutte le strade portano fuori da Ankh-Morpork, ma a volte la gente le percorre nel senso sbagliato.
(“Stelle cadenti”, Terry Pratchett)

“Nella vasca da bagno della storia la verità è più difficile da afferrare di una saponetta e, soprattutto, è ancor più difficile da trovare.”
(“Stregoneria”, Terry Pratchett)

“Non sopporto chi pasticcia con l’occulto” disse Nonna con fermezza. “Quando cominci a pasticciare con l’occulto, poi cominci a credere negli spiriti, e se credi negli spiriti credi anche nei demoni e in men che non si dica ti ritrovi a credere negli dèi. E allora sì che sei nei guai”.
“Ma esistono tutte, quelle cose” disse Tata Ogg.
“Sì, ma crederci non fa bene per niente. Le incoraggia soltanto”.
(“Streghe di una notte di mezza estate”, Terry Pratchett)

Quando era una ragazzina, sua nonna le aveva dato quattro importanti consigli per guidare i suoi giovani passi sui sentieri imprevedibilmente tortuosi della vita.
Eccoli:
mai fidarsi di un cane con le sopracciglia arancioni;
prendi sempre nome e indirizzo del giovanotto;
mai restare incastrata fra due specchi;
e indossa sempre biancheria pulita tutti i giorni, perché non si può mai sapere, e se un giorno vieni investita da un cavallo in corsa e muori, e la gente si accorge che la tua biancheria non è all’altezza morirai di vergogna.
Poi Desiderata divenne una strega. E uno dei vantaggi minori dell’essere una strega è sapere esattamente quando morirai, perciò puoi indossare la biancheria che preferisci. (Il che la dice lunga sulle streghe.)
(“Streghe all’estero”, Terry Pratchett)

Erano sorprendenti quelle storie mistiche. Bastava dire una bugia e poi quando non se ne aveva più bisogno dirne un’altra e assicurare tutti che stavano progredendo sulla via della saggezza. A quel punto, invece di scoppiare tutti a ridere, ti seguivano ancora di più, sperando che al centro di tutte quelle bugie avrebbero trovato la verità. Un passo alla volta arrivavano ad accettare l’inaccettabile.
(“A me le guardie!”, Terry Pratchett)

Le dicerie sono informazioni distillate tanto finemente da poter filtrare attraverso qualsiasi cosa. Non hanno alcun bisogno di porte o di finestre… a volte non hanno nemmeno bisogno di persone. Possono esistere libere e selvagge e possono correre di orecchio in orecchio senza nemmeno sfiorare le labbra.(“Piedi d’argilla”, Terry Pratchett)

“Uno dei più considerevoli contributi del Patrizio all’affidabilità del funzionamento di Ankh-Morpork era stato, nei primissimi giorni della sua amministrazione, la legalizzazione dell’antica Gilda dei Ladri.
Il crimine era una realtà di fatto, e di conseguenza, visto che c’era, tanto valeva organizzarlo.
La Gilda venne quindi incoraggiata a uscire dall’ombra e a costruire una Sede Corporativa, a partecipare ai banchetti cittadini, a organizzare corsi di formazione con tanto di esoneri per frequenza, diplomi della Città e della Gilda e tutto il resto.
In cambio dell’allentamento della pressione da parte della Guardia Cittadina, la Gilda si sforzò di non fare una piega e accettò di mantenere il tasso di criminalità a livelli da stabilire anno per anno. In quel modo, ognuno poteva pianificare in anticipo, disse Lord Vetinari, e parte dell’incertezza era stata allontanata da quel caos che è la vita.
Poi, qualche tempo dopo, il Patrizio convocò i capi ladri e disse, oh, a proposito, c’è dell’altro. Di che si tratta, adesso? Oh, sì… So chi siete. So dove vivete. So che tipo di cavallo cavalcate. So da quale parrucchiere va vostra moglie. So dove i vostri amati figlioli, quanti anni hanno adesso?, oh, come vola il tempo, so dove vanno a giocare. Non vi dimenticherete dei nostri accordi, vero?
E sorrise.
E sorrisero anche loro, dopo un po’.
(“A me le guardie!”, Terry Pratchett)

Potete chiamarli Guardie di Palazzo, Guardie Cittadine o Guardie e basta.
Qualunque nome abbiano, in ogni opera di genere fantasy-eroico il loro scopo è lo stesso: più o meno al capitolo 3 (o dopo dieci minuti di film) irrompono nella stanza, attaccano l’eroe uno alla volta e vengono massacrati. Nessuno chiede mai se sono d’accordo.
Questo libro è dedicato a quei nobilissimi uomini.
(“A me le guardie!”, Terry Pratchett)

“Si volse allora verso il fiume, allungò le mani innanzi a sé, ne congiunse le palme e poi, pian piano, allargò le braccia.
Si udì allora un fragore di risucchio, e le acque del Djel si divisero. La folla emise un’esclamazione di stupore, ma questo non fu nulla in confronto alla sorpresa di una decina di coccodrilli che si ritrovarono a nuotare a mezz’aria.”
(“Maledette piramidi”, Terry Pratchett)

Quelle scelte dai miei gatti
Il desiderio del gatto di entrare nel vostro misero orticello è molto più grande della vostra voglia di tenercelo lontano.
I gatti non danno la caccia alle foche. Se sapessero cosa sono e dove trovarle lo farebbero, ma non lo sanno e quindi va bene così.
I gatti Veri sentono un frigo che si apre da due camere di distanza.
I gatti sono comparsi all’improvviso. Un minuto prima non c’erano e un minuto dopo gli Egizi li adoravano, li mummificavano e costruivano tombe per loro.
Le fusa significano “rendimi felice e io farò lo stesso con te”. L’industria della pubblicità ci ha messo secoli a capire questa seducente verità.
I gatti Veri non cacciano per mangiare, cacciano perché vi vogliono bene.

Le brevi da Twitter
Mi piace essere stupido. Lo stupido dura.
E questa è la stanza in cui il futuro si riversa nel passato, attraverso il batter d’occhi dell’adesso.
È dura essere famoso e anche vivo.
Non si trovano eremiti che ti insegnino a fare l’eremita, perché ovviamente rovinerebbe tutto.
Dentro ogni anziano c’è un giovane che si chiede che cosa gli è successo.
L’equazione calzante è sapere=potere=energia=materia=massa; una buona libreria non è altro che un buco nero distinto e istruito.

E chiudo con

È lì che sono andati a finire i draghi.
Giacciono…
Non morti, non addormentati. Non in attesa perché ciò implicherebbe aspettative. Forse il termine che stiamo cercando è… quiescenti.
Anche se lo spazio che occupano non è come lo spazio normale, sono comunque ammassati tutti insieme. Non c’è un singolo centimetro cubo che non dia alloggio a un artiglio, un unghione, una squama o la punta di una coda così che l’effetto è quello di un disegno deformante e solo alla fine gli occhi realizzano che lo spazio fra ogni dragone è, in realtà, un altro dragone.
Potrebbero rammentare una scatola di sardine, se le sardine fossero enormi, squamose, orgogliose e arroganti.
Forse, poi, da qualche parte, c’è la chiave.
(“A me le guardie!”, Terry Pratchett)

Il sarcasmo con certe persone è utile quanto lanciare meringhe ad un castello.
(“Tartarughe divine”, Terry Pratchett)