Terry Pratchett«Il sarcasmo con certe persone è utile quanto lanciare meringhe a un castello»

Per dare il titolo al laboratorio di scrittura ironica che ho tenuto lo scorso novembre all’Officina Letteraria, ho scelto una frase di Terry Pratchett, presa da uno dei suoi ultimi libri tradotti in Italia, Tartarughe divine.

Avrei potuto citare Pirandello, Calvino o Flaiano, avrei potuto tuffarmi negli aforismi di Wilde, avrei potuto scomodare Rabelais o persino Shakespeare. Tutti scrittori che hanno fatto dell’ironia, del sarcasmo, dell’umorismo sottile, ma anche della comicità, capolavori della letteratura.
E invece ho voluto rendere omaggio, un minuscolo omaggio, a un autore che ancora respira. Un autore tra i più conosciuti nel mondo anglosassone, votato come secondo miglior scrittore inglese vivente, tradotto in 37 lingue, in milioni di copie.

Di premi, riconoscimenti e lauree honoris causa ne ha piene le mensole, grazie ai quaranta libri che ha pubblicato negli ultimi trent’anni. Eppure, solo la metà è stata tradotta in Italia.
Potrei parlarvi almeno di questi venti, direte voi, o almeno di uno di questi venti, ma prima vorrei spiegarvi perché secondo me Terry Pratchett lascerà un’impronta indelebile nella letteratura del nostro tempo (di che forma sia poi quell’impronta, ha poca importanza).

Ve lo spiego sul blog di Officina Letteraria.