barbara fiorio
di fiabe, amenità e cose così-
agosto 10th, 2010blablabla
Stanotte è la notte delle stelle cadenti, si dice.
Sorvolando sulla poco romantica spiega scientifica degli ammassi di meteoriti che precipitano contro la nostra atmosfera, per tradizione questa è la notte dei desideri.
Ci si piazza all’aperto, naso all’insù, e si fa a chi vede più scie luminose (no, gli aerei non valgono. A meno che non stiano precipitano col vostro più acerrimo nemico a bordo).
Ogni stella cadente vale come le candeline sulla torta di compleanno: un desiderio.
Ovvio che sono superstizioni, ma c’è sempre quel lato di noi che sibila Be’, che male c’è? Tentar non nuoce.
Una volta ricordo di essermi preparata una lista scritta, per essere sicura di esprimerli tutti.
Poi ho smesso. Non di fare liste, ci mancherebbe, quella è una malattia cronica, ma di aspettare le stelle cadenti. E poi anche di esprimere desideri.
Be’, quest’anno ho di nuovo una lista. Si ricomincia
Detto ciò, a volte mi chiedo se esprimendo desideri totalmente assurdi non si riesca a far sballare del tutto l’Universo (che per comodità chiamo Uni, quando lo invoco o gli impreco contro).
Non solo, ma mi chiedo anche perchè affidare i nostri desideri a sciami meteoritici, candeline accese, ossicini di pollo biforcuti o primi dell’anno.
E se esprimessi un desiderio ogni volta che mi finisce la bic blu? O ogni volta che spunto le doppie punte? O ogni volta che alla radio passa l’ultima canzone di Shakira (almeno per darle una qualsivoglia utilità)? -
agosto 4th, 2010barbara
Ancora circondata dai tappi di spumante stappato per festeggiare la ritrovata libertà dalla palestra che mi ha tenuta prigioniera per sei lunghissimi e sprecatissimi anni, ho accompagnato una mia amica a chiedere informazioni in una palestra vicino all’ufficio.
Molto vicino all’ufficio.
Io, forte del fatto di essere finalmente uno spirito libero (di inflaccidirmi), sono andata per darle man forte.
Che si sa come sono i pr delle palestre: offerta pazzesca, non ricapiterà mai più, meno di così nemmeno se fai ginnastica in casa, da domani non più valida.
Fateci caso: quando arriviamo a chiedere informazioni per iscriverci in una palestra capitiamo giusto l’ultimo giorno valido per la promozione del secolo.
“Posso decidere domani?”
“Guarda, fosse per me ti direi di sì, ma temo che domani me la blocchino, questa promozione. E poi mi spiacerebbe doverti dire di no“.
Che gli credi anche, quando ti dicono così.L’offerta in effetti è interessante, va detto. Un anno pagato, un anno regalato, a conti fatti sono meno di trenta euro al mese per poterci andare tutti i giorni a qualunque ora. Certo, ammesso che io ci vada, ma di quello parleremo poi.
Insomma, mi sono iscritta. Io, non la mia amica.
Mi sono nuovamente impegnata in una relazione a lungo termine con una palestra. Dannazione.La mia tessera scade il 3 luglio del 2012, in tempo per godermi qualche mese di relax prima della fine del mondo, a cui arriverò perfettamente in forma.
Magari, sulla determinazione e la forza di carattere, farò corsi invernali.
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luglio 31st, 2010barbara
Ieri, forse complice il secondo giro di aperitivi, ho deciso cosa voglio fare da grande.
Non so se farà piacere a mio padre che mi ha fatto studiare, che ripone in me, figlia unica, tutte le sue migliori speranze e che fin da piccola mi ha parlato di arte, architettura, letteratura mentre mia madre mi portava a teatro e a tutti gli eventi culturali cittadini e non.
Forse non era esattamente questo che si auguravano per me, lo so, ma io voglio fare la cartomante.
La cartomante part time, il resto del tempo lo voglio dedicare alla scrittura di Harmony.
No, non ridete, non sto scherzando.
E ormai l’effetto alcolico della serata è passato.
Se ci penso già fibrillo. Non è strepitosamente entusiasmante?
Deciso, tarocchi e Harmony.
Non vedo l’ora di cominciare.
Penso che arriverò persino a leggere Jodorowsky. -
luglio 29th, 2010blablabla
I miei amici mi prendono in giro perchè l’anno scorso ho comprato un nuovo televisore.
Di quelli a schermo piatto, grandi e tanto hi-tech.
Che me ne faccio, dicono, se non lo accendo mai?
In effetti.
So che non dovrei dirlo per un paio di motivi che non sto qui a elencare, ma io non guardo la tv.
Che uno potrebbe anche inarcare le sopracciglia e arricciare il naso con sguardo interrogativo, data la mia sfrenata passione per i serial, ma quelli sono un’altra cosa, quelli per me sono come film, roba diversa.
Infatti me li guardo sul pc.
Il fatto è che su internet si trova tutto e in tempo reale, dalle notizie ai video musicali, per cui, quando arriva la sera, cos’ha da offrirmi quel grande schermo piatto che campeggia in sala?
Ogni tanto glielo chiedo e lo accendo.
Tipo ieri. -
luglio 28th, 2010libri e scrittori veri
Fiducioso nel mio futuro da scrittrice, e con indefesso incoraggiamento, un mio Amico (A maiuscola, sì, è di quelli di cerchio strettissimo), mi ha inviato questo manifesto di Danilo Kis (notare come riesca a dirlo con grande naturalezza, come se conoscessi questo scrittore, evitando abilmente di ammettere la mia abissale ignoranza).
Be’, mi ha detto, magari non sei d’accordo con tutti i consigli, ma è interessante.
A dire il vero sembra tradurre l’antifona della mia filosofia di vita da sempre, con le dovute contestualizzazioni (e decisamente più insicurezze).
Comunque, condivido, perchè anche secondo me è interessante. -
luglio 22nd, 2010c'era una svolta, fiabe
A grande richiesta e non solo della bimba Giulia:
RAPERONZOLO
Un neurone con due trecce lunghe lungheCi ricordiamo bene o male tutti della Principessa chiusa nella torre che gettava giù le trecce e faceva salire il Principe. Beh, notizia: non era una Principessa ma una reietta fin da quando era feto, come si dilettano a narrare i fratelli Grimm, i quali, tra l’altro, raramente attribuivano il ben dell’intelletto alle loro protagoniste femminili. Per mantenere viva un’altra consuetudine fiabesca, anche stavolta più i protagonisti sono sfigati, più i loro genitori li hanno desiderati ardentemente, superando svariati problemi di fertilità.
Ordunque, c’erano una volta un uomo e una donna che da molto tempo volevano un pargolo e quando finalmente lei si accorse di essere gravida la prima cosa che fece fu farsi venire una voglia pazza dei raperonzoli dell’orto della loro vicina, che, guarda caso, era una maga.
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luglio 21st, 2010cinema e teatro, fiabe
Una bimbetta coi codini biondi e gli occhi azzurri si siede accanto a me sullo scoglio dove sto leggendo. Il libro che ho in mano non sembra inibirla minimamente.
Ciao, io sono Giulia.
Se da grande farà così con gli uomini avrà bisogno di studiare bene le arti marziali per poter tornare a casa sana e salva.
Ciao Giulia, io sono Barbara, piacere.
Anche io leggo libri dichiara con orgoglio. Salvo poi rettificare Cioè, me li leggono mamma e papà, ma io li ascolto.
Annuisco E quali libri preferisci?
Gli occhi le si accendono Quelli di favole!
La mamma si avvicina Giulia, non disturbare! Scusi, le dà fastidio?
Non mi disturba affatto, non si preoccupi. Stiamo parlando di libri e faccio l’occhiolino alla bimba.
La mamma sorride e torna a occuparsi del poco interessante bimbetto in fasce.
Quindi ti piacciono le favole…
Si, e i cartoni animati.
Mi sembra giusto. Anche a me.
Lei scoppia a ridere Ma tu sei grande, ormai! come dire “per te è tardi per goderti la vita gnegnegne”.
Non è vero. Io sono andata a vedere Toy Story 3, e tu?
Mi scruta per capire se sto scherzando ma l’orgoglio prevale Anche io l’ho visto! E andrò a vedere anche Raperonzolo!Qualunque giudice, a questo punto, dovrà riconoscere il chiaro intento di provocazione che Disney ha nei miei confronti.
Ma tu la conosci la storia vera di Raperonzolo? le domando cercando di essere il più naturale possibile e di celare i miei intenti diabolici nel riscattare le fiabe dal giogo disneyano.
Ho visto la pubblicità al cinema… risponde lei, incerta.
Aaaaaahhhh, QUELLA…mmmmhhh
Un minuto di silenzio mentre la piccola rimugina.
Perché, tu sai la vera storia di Raperonzolo? mi chiede, abboccando all’amo della curiosità.
Offro un ghigno sornione alla telecamera immaginaria prima di rivolgermi nuovamente a Giulia e, chiudendo definitivamente il libro che stavo leggendo, dirle Certo che la so. Se vuoi te la racconto…Ma solo a te, eh.
Si! reclama lei elettrizzata.
Be’…hai presente la pubblicità che hai visto al cinema? La vera storia è tutta un’altra fiaba.Disney! Ciccaciccacicca
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luglio 20th, 2010barbara
Confortata dal recupero del mio tono muscolare, dopo una pausa settimanale causa pressione di un cadavere, ho ripreso La Passeggiata all’ora del tramonto (fusorario estivo e locale).
Con una variante, stimolata da Sara che ormai è diventata una runner tostissima: ho introdotto brevi percorsi di corsa nella mia rassicurante camminata veloce (va detto che Sara non mi ha MAI suggerito di farlo, lo dichiaro pubblicamente e la sollevo da qualsiasi responsabilità).
Così, dopo un paio di timidi tentativi, domenica sera è stato piuttosto facile farsi il pezzo da casa mia all’inizio della passeggiata di corsa. Senza fiatone (lascia che la palla di fuoco vada giù e io smetto di ansimare come un quattrozampe) e senza la sensazione di stare per morire.
Non è stata un’idea furba.Proseguo col mio tipico passo da bersagliere e decido di ignorare quel fastidio dietro la caviglia sinistra. Dopo un po’ controllo la scarpa, no, non c’è niente lì dietro che dovrebbe darmi noia. Eppure, dopo un altro po’, il fastidio diventa un leggero dolore.
Ma io imperterrita proseguo a passo di marcia.
Non è stata un’idea furba.Arrivata a casa il dolore non è poi così leggero ma decido che sono le scarpe che non vanno bene, dovrei prenderle un mezzo numero in più, vabbè, ormai le posso levare e il dolore passerà.
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luglio 19th, 2010l'angolo del menaggio
In barba alle discussioni in punta di piedi per non fare gli snob spocchiosi, ecco un valido suggerimento da parte di Carlo, che sintetizza il concetto
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luglio 19th, 2010l'angolo del menaggio
Se fossi un uomo, venerdì sera mi sarei innamorata.
Una donna bella, elegante, su tacchi a spillo debitamente annaffiati di sangria dopo i primi venti minuti di festa, allegra, vivace e puntigliosa sull’italiano.
Il mio ipotetico cuore di uomo avrebbe definitivamente capitolato nello scoprire che lei, cazzutissima manager di una società nazionale piuttosto nota, inizia le riunioni coi dirigenti facendo ripetere in coro Sul qui e sul qua l’accento non va, su là e su lì l’accento va sì.
A quel punto avrei potuto chiedere la sua mano.Siccome non sono un uomo e non ho tendenze omosessuali devo accontentarmi di nutrire per lei infinita ammirazione e simpatia.
Perché anche io, come lei, sono sconfortata dalla raffica di accenti casuali che ormai infiorano sms, mail e spesso anche comunicazioni ufficiali.
Passino gli sms (si può sempre dare la colpa al T9), ma mail, lettere di lavoro o documenti…
E’ una cosa bruttiiiiiiiiiiissima.Lo so che le lingue e le grammatiche si modificano nel tempo -lo dice anche l’Accademia della Crusca (e se lo dice lei!)- e poi chi se le ricorda più le regole?
Ci sono alcuni plurali che mi faranno venire sempre dei dubbi, certi apostrofi che si insinuano dove non dovrebbero e non parliamo delle eccezioni da sapere a memoria visto che a confermar le regole qualcuno dovrà pur esserci!E sugli accenti, eeehhh, a volte è un bel casino. Che ti verrebbe naturale metterlo ma ci va o non ci va? Boh. Io, per esempio, sul sì (affermazione) non lo metto mai, sbagliando.
Insomma, sono andata a fare un ripasso sugli accenti, come compito per le vacanze, così arrivo a settembre preparata e posso anche trasformare gli errori in creatività (”sì sì, lo so che su ma l’accento non va, infatti non è un accento, sono le ciglia lunghe della a che dopo la m è sempre femminile, perchè la m di maschio, si sa, fa sentire donna qualunque vocale”).
Quindi, non potendo far cantare a tutti in coro la nota filastrocca che ci insegnavano alle elementari, vi inchiodo nell’angolo del menaggio sui termini monosillabici.
…O speravate di svicolare dal mio mood Montessori?
Ingenui.
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