barbara fiorio

di fiabe, amenità e cose così
  • luglio 21st, 2010Barbaracinema e teatro, fiabe

    Una bimbetta coi codini biondi e gli occhi azzurri si siede accanto a me sullo scoglio dove sto leggendo. Il libro che ho in mano non sembra inibirla minimamente.
    Ciao, io sono Giulia.
    Se da grande farà così con gli uomini avrà bisogno di studiare bene le arti marziali per poter tornare a casa sana e salva.
    Ciao Giulia, io sono Barbara, piacere.
    Anche io leggo libri dichiara con orgoglio. Salvo poi rettificare Cioè, me li leggono mamma e papà, ma io li ascolto.
    Annuisco E quali libri preferisci?
    Gli occhi le si accendono Quelli di favole!
    La mamma si avvicina Giulia, non disturbare! Scusi, le dà fastidio?
    Non mi disturba affatto, non si preoccupi. Stiamo parlando di libri e faccio l’occhiolino alla bimba.
    La mamma sorride e torna a occuparsi del poco interessante bimbetto in fasce.
    Quindi ti piacciono le favole…
    Si, e i cartoni animati.
    Mi sembra giusto. Anche a me.
    Lei scoppia a ridere Ma tu sei grande, ormai! come dire “per te è tardi per goderti la vita gnegnegne”.
    Non è vero. Io sono andata a vedere Toy Story 3, e tu?
    Mi scruta per capire se sto scherzando ma l’orgoglio prevale Anche io l’ho visto! E andrò a vedere anche Raperonzolo!

    Qualunque giudice, a questo punto, dovrà riconoscere il chiaro intento di provocazione che Disney ha nei miei confronti.

    Ma tu la conosci la storia vera di Raperonzolo? le domando cercando di essere il più naturale possibile e di celare i miei intenti diabolici nel riscattare le fiabe dal giogo disneyano.
    Ho visto la pubblicità al cinema… risponde lei, incerta.
    Aaaaaahhhh, QUELLA…mmmmhhh
    Un minuto di silenzio mentre la piccola rimugina.
    Perché, tu sai la vera storia di Raperonzolo? mi chiede, abboccando all’amo della curiosità.
    Offro un ghigno sornione alla telecamera immaginaria prima di rivolgermi nuovamente a Giulia e, chiudendo definitivamente il libro che stavo leggendo, dirle Certo che la so. Se vuoi te la racconto…Ma solo a te, eh.
    Si! reclama lei elettrizzata.
    Be’…hai presente la pubblicità che hai visto al cinema? La vera storia è tutta un’altra fiaba.

    Disney! Ciccaciccacicca

  • luglio 20th, 2010Barbarabarbara

    Confortata dal recupero del mio tono muscolare, dopo una pausa settimanale causa pressione di un cadavere, ho ripreso La Passeggiata all’ora del tramonto (fusorario estivo e locale).

    Con una variante, stimolata da Sara che ormai è diventata una runner tostissima: ho introdotto brevi percorsi di corsa nella mia rassicurante camminata veloce (va detto che Sara non mi ha MAI suggerito di farlo, lo dichiaro pubblicamente e la sollevo da qualsiasi responsabilità).

    Così, dopo un paio di timidi tentativi, domenica sera è stato piuttosto facile farsi il pezzo da casa mia all’inizio della passeggiata di corsa. Senza fiatone (lascia che la palla di fuoco vada giù e io smetto di ansimare come un quattrozampe) e senza la sensazione di stare per morire.
    Non è stata un’idea furba.

    Proseguo col mio tipico passo da bersagliere e decido di ignorare quel fastidio dietro la caviglia sinistra. Dopo un po’ controllo la scarpa, no, non c’è niente lì dietro che dovrebbe darmi noia. Eppure, dopo un altro po’, il fastidio diventa un leggero dolore.
    Ma io imperterrita proseguo a passo di marcia.
    Non è stata un’idea furba.

    Arrivata a casa il dolore non è poi così leggero ma decido che sono le scarpe che non vanno bene, dovrei prenderle un mezzo numero in più, vabbè, ormai le posso levare e il dolore passerà.

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  • luglio 19th, 2010Barbaral'angolo del menaggio

    In barba alle discussioni in punta di piedi per non fare gli snob spocchiosi, ecco un valido suggerimento da parte di Carlo, che sintetizza il concetto

    impara-litaliano-o-fottiti

  • luglio 19th, 2010Barbaral'angolo del menaggio

    Se fossi un uomo, venerdì sera mi sarei innamorata.
    Una donna bella, elegante, su tacchi a spillo debitamente annaffiati di sangria dopo i primi venti minuti di festa, allegra, vivace e puntigliosa sull’italiano.
    Il mio ipotetico cuore di uomo avrebbe definitivamente capitolato nello scoprire che lei, cazzutissima manager di una società nazionale piuttosto nota, inizia le riunioni coi dirigenti facendo ripetere in coro Sul qui e sul qua l’accento non va, su là e su lì l’accento va sì.
    A quel punto avrei potuto chiedere la sua mano.

    Siccome non sono un uomo e non ho tendenze omosessuali devo accontentarmi di nutrire per lei infinita ammirazione e simpatia.
    Perché anche io, come lei, sono sconfortata dalla raffica di accenti casuali che ormai infiorano sms, mail e spesso anche comunicazioni ufficiali.
    Passino gli sms (si può sempre dare la colpa al T9), ma mail, lettere di lavoro o documenti…
    E’ una cosa bruttiiiiiiiiiiissima.

    Lo so che le lingue e le grammatiche si modificano nel tempo -lo dice anche l’Accademia della Crusca (e se lo dice lei!)- e poi chi se le ricorda più le regole?
    Ci sono alcuni plurali che mi faranno venire sempre dei dubbi, certi apostrofi che si insinuano dove non dovrebbero e non parliamo delle eccezioni da sapere a memoria visto che a confermar le regole qualcuno dovrà pur esserci!

    E sugli accenti, eeehhh, a volte è un bel casino. Che ti verrebbe naturale metterlo ma ci va o non ci va? Boh. Io, per esempio, sul sì (affermazione) non lo metto mai, sbagliando.

    Insomma, sono andata a fare un ripasso sugli accenti, come compito per le vacanze, così arrivo a settembre preparata e posso anche trasformare gli errori in creatività (”sì sì, lo so che su ma l’accento non va, infatti non è un accento, sono le ciglia lunghe della a che dopo la m è sempre femminile, perchè la m di maschio, si sa, fa sentire donna qualunque vocale”).

    Quindi, non potendo far cantare a tutti in coro la nota filastrocca che ci insegnavano alle elementari, vi inchiodo nell’angolo del menaggio sui termini monosillabici.

    …O speravate di svicolare dal mio mood Montessori?
    Ingenui.
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  • luglio 18th, 2010Barbarablablabla

    Le cicale friniscono come se dovessero annunciare l’apocalisse.
    La mia amica Anna mi ha detto che se le cicale fanno tanto casino è perchè fa/farà caldo. Quando le sentiamo già dal mattino presto significa che sarà una giornata torrida. E parecchio rumorosa, aggiungerei.

    Be’, dicevo, le cicale friniscono come un cortile dell’asilo all’ora di ricreazione. Persino il Danno Permanente ha rinunciato a discutere con loro. Al momento si è tutta allungata sotto la brandina, ne vedo spuntare le zampe posteriori e un pezzo di coda. La tentazione di afferrarle quelle zampine da coniglio è fortissima, ma la vedo stremata dal caldo, non infierisco.

    Cicale a parte, è silenzio tutt’intorno.
    Le persiane sono tutte sbarrate, niente e nessuno sembrano muoversi.
    Oggi sarebbe perfetto essere in barca. C’è anche il vento giusto.
    Potrei far finta di esserci, il mare lo vedo, l’arietta la sento ma le cicale non aiutano.

    Nel frattempo ho bevuto un succo di cui capisco il 30% del contenuto.
    Tutta una roba naturale per non farmi venire la ruggine, pare.
    Un distillato di gustoso antiossidante fatto da vitamina C che aiuta a contrastare l’invecchiamento cellulare, da polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a neutralizzare i radicali liberi e da antociani, che aiutano a proteggere l’organismo dallo stress ossidativo.
    Mi bastava un succo di melograno, uva rossa e tè rosso.

    Tutto questo fa molto domenica mattina di luglio, vero?

    (in realtà vi sto scrivendo da un villaggio turistico alla maldive dove un paio di aitanti giovanotti mi stanno rinfrescando sventolando placidamente ventagli di foglie di palma. Non ho la più pallida idea di cosa stiano facendo le cicale a genova, in questo momento, e vi dirò, non è nemmeno tra le mie priorità saperlo. Al momento devo decidere quale pareo mettermi per andare alla grigliata di crostacei in spiaggia)

  • luglio 17th, 2010Barbarablablabla

    Benché indubitabilmente le pagine nazionali di politica e cronaca siano appassionanti come thriller e con protagonisti dal fascino magnetico, la mia attenzione di femminuccia è stata attratta da un articolo sugli stili di vita delle donne francesi e dai loro segreti per essere sempre le più belle del reame.

    Partendo dal presupposto che si stesse parlando delle donne parigine e non francesi -che non è la stessa cosa, nossignori- ho letto avidamente con dichiaratissimo interesse personale.

    Dunque, Ann. M. Morrison, sul New York Times (gentilmente riportato in italiano su Repubblica), si è dilettata nella ricerca dei segreti delle vrais belles femmes.
    Scopriamoli, sorvolando sul fatto che parlare francese, vivere nella Ville Lumière, respirare romanticismo e charme fin dalla nascita e bere champagne al posto dell’eau minérale fa già di per sé irresistibilmente femmina. Giocano in casa, insomma.
    Dico, la Vie en Rose, mica Volare oh oh Cantare oh oh oh.

    Ma l’invidiosa newyorkese ha stilato un vero e proprio decalogo che va oltre il dna ed entra nelle toilette.

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  • luglio 15th, 2010Barbarabarbara

    Che fuori fa caldo non ve lo devo certo dire io.
    Che Genova sia, al momento, tra le città col tasso di umidità più alto in Italia se non in Europa, anche.
    Ma quanti di voi si sono accorti che in casa mia fa più caldo dentro che fuori?
    Visto? Non sapevatelo. E son notizie, eh.

    E per anticipare le domande più ovvie:
    1) no, non ho l’aria condizionata in casa
    2) no, non ho nemmeno un condizionatore portatile, ma se volete metterlo nella lista delle idee di cosa regalarmi al mio compleanno (poco importa se è in novembre) non ve lo impedisco di certo.

    Il che si traduce in: a casa mia fa un caldo torrido.
    Ma io, che sono abilissima nel cogliere opportunità nelle minacce come qualunque bignami di marketing insegna, ho trasformato il mio minuscolo terrazzino in residenza estiva.
    Ergo, durante le ore che passo a casa, mi trasferisco qui. Si, da dove sto scrivendo ora.
    Da qui vedo il mare, sono circondata da alberi, posso mettere la mia brandina da spiaggia e dalle 12.30 alle 14.30 posso anche prendere il sole, volendo. Poi, la palla di fuoco passa oltre e mi lascia in una piacevole e ventilata ombra. Ecco, grazie.

    Qui ho già fatto cene per due (oh, di più non ci si sta), coprendo il minispazio di cuscini su cui sedersi e mettendo a terra vassoi da colazione per posare le cibarie. Qui ho fatto la pennichella pomeridiana. Qui ho scritto, letto e ascoltato musica. Qui ho guardato qualche puntata di Dexter.
    Da qui ho tutti i comfort, dato che il mio miniterrazzino dà sulla mia camera (o forse è il contrario, ma visto che ora vivo qui, posso dirvi che confino con la mia camera da letto e non viceversa).
    Quindi ho lo stereo, ho un ventilatore, ho la prolunga per il pc, ho roba da bere, da piluccare, da leggere e ho anche un cestino pieno di mollette colorate, caso mai dovessi stendere qualcosa.
    Anche i gatti apprezzano questa nuova residenza e si acciambellano volentieri sotto la brandina su cui sto sdraiata o seduta (perchè ho anche lo schienale posizionabile, eh!).

    Da qui sto scoprendo nuove forme di vita. Ed è interessante.
    Per esempio:
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  • luglio 14th, 2010Barbaracinema e teatro

    Scettica causa pregiudizi, as usual, come ho evitato Toy Story 2, così contavo di evitare Toy Story 3, ritenendolo un po’ troppo per bambini.
    Stupidina.
    Per fortuna i miei Amici di Cine mi hanno garantito che mi sarebbe piaciuto (ormai i miei gusti li conoscono) e io mi sono fidata.
    Non voglio raccontare la storia, ma c’è una storia e si articola, si sviluppa, tocca temi anche importanti, seppur con leggerezza, parla di cambiamenti, di crescita, di delusioni, abbandoni, speranze, tristezze, paure, amicizia, lealtà.
    E fare emozionare con mister potato o tre alieni verdi che parlano in coro o un cavallino di pezza o un telefono con le ruote, ehi, non è roba da tutti.
    Magari un climax in meno nella scena della discarica l’avrebbe snellita, come si diceva con Luca, ma proprio a voler muovere la critica.
    Bello, fatto bene, ho riso moltissimo e…non vi faccio spoiler ma fidatevi: Barbie è il mio nuovo mito (del resto, con un nome così, come non poteva sorprendere? ;) )

    Una sola parentesi per la mia personale battaglia: il 3D. Che io detesti questa nuova mania di vedere i film in 3D è cosa nota.
    Siccome l’ho detestata fin da subito, quando ancora nessuno aveva avuto il tempo di stufarsi e tutti difendevano l’innovazione e questo “pazzesco passo avanti nell’animazione”, passavo per la scassauallera conservatrice. Ora comincio a sentire sempre più persone ammettere che Boh, si, sarà, ma non è che alla fine il 3D…
    Ecco, infatti.
    A oggi non ho ancora visto un solo film a cui il 3D abbia dato un valore aggiunto (sparatemi pure, ma neanche Avatar ha giustificato le ore e ore a sopportare quegli etti di occhiali sul naso).
    Toy Story 3 non fa eccezione. Quindi godetevelo sereni in 2D, a meno che non siate dei fanatici del magico occhialetto.

    Detto ciò, andate a vederlo e, donne, prendete appunti perchè Barbie docet.

  • luglio 12th, 2010Barbarablablabla

    EvolutionSo che ora susciterò la vostra invidia, ma non posso trattenermi dal bullarmi spudoratamente per essermi portata da New York questo impareggiabile souvenir: un piccolo pieghevole giallo stana-diavolo che –finalmente e una volta per tutte!- svela al mondo una delle più grandi bugie di Satana, la teoria dell’evoluzione.

    E che, volevamo andare avanti ancora per molto con ‘sta storia delle scimmie?

     

    Siccome sono generosa condividerò con voi il contenuto di questo delizioso trattatino e vedrete che alla fine tutti prenderemo atto dell’erroneità di questa scellerata teoria. Ci sono prove schiaccianti che inchiodano Darwin.

     

    Orbene, cito, rispettando le sottolineature e i grassetti, che rendono più incisivo il testo e ci aiutano a capire meglio su cosa focalizzarci (finché ci considereremo discendenti delle scimmie dovremo essere trattati come tali, è giocoforza).

     

    L’Evoluzione è la teoria di cui Charles Darwin ha scritto nel suo libro “L’origine delle specie” nel 1854.

    Secondo Darwin la vita è iniziata da un semplice organismo cellulare ed è culminata, gradualmente in milioni di anni, nelle creature più complesse chiamate homo sapiens e poi uomini. Tutti questi cambiamenti sono dovuti al caso senza alcun input esterno.

    Nessuna intelligenza superiore ha dato alcun input a questo lungo e lento processo.

    Ma come può essere logicamente possibile una cosa del genere?

     

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  • luglio 9th, 2010Barbarabarbara, blablabla

    So di non dire qualcosa di particolarmente arguto e originale, ma sto morendo di caldo.
    Sudo da ferma. Ferma e seduta. Ferma, seduta e con le finestre aperte.
    Ecco, sarà quello: entra aria calda.
    Perchè là fuori, diamine, c’è il Grande Phon.

    NOTA: Il Grande Phon, mi è appena stato rivelato da un’illuminazione pre-mortem, è la divinità più vendicativa delle divinità stagionali. E’ quello che per tutto l’inverno e la primavera si è trattenuto sbuffando e ascoltando le nostre lamentele sulle temperature e sulle piogge incessanti e che ora impazza per i mesi a sua disposizione gracchiando Volevate il caldo? Eh? Volevate il caldo, stupidi mortali? Allora, lo volevate o no? Eccovelo! e giù a soffiare aria vulcanica.

    Non so voi, ma io che soffro di bassa pressione ho il cervello marinato, i pensieri liquidi e i ritmi di un bradipo che dorme.
    Io e i gatti.
    L’unica attiva in casa è la lavatrice che lava e centrifuga con una frenesia ansiogina e poi strimpella la sua canzoncina per avvisare d’aver finito, entusiasta e vispa come al primo lavaggio.
    Ci innervosisce, ma non abbiamo la forza di reagire.

    Credo anche sia colpa del caldo se oggi ho comprato un vestitino rosso e frivolo. Che dubito metterò mai.
    Nel momento stesso in cui prendevo il sacchetto mi chiedevo “Cosa cazzo ho fatto?”
    Credo anche sia colpa del caldo se ho comprato un paio di scarpe aperte e con un tacco 8.
    Credo sostanzialmente sia colpa del caldo per tutta la serie di cazzate che sto facendo e dicendo da alcuni giorni.

    Al momento riesco a malapena a muovere le dita sulla tastiera, la testa è sulla giostra che gira, le sinapsi si muovono lente e ubriache e l’unica cosa di cui sono certa è che non sbatterò la testa da qualche parte quando sverrò perchè ho avuto l’accortezza di sdraiarmi.

    Tranquilli, non durerà a lungo.
    Se ora venisse qui qualcuno a misurarmi la pressione mi attaccherebbe un’etichetta all’alluce e mi farebbe portare in un posto bello fresco.

    Per favore, non seppellitemi col vestitino rosso.

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