DSCN0961Cari amici di tastiera,
come si diceva, sono tornata da Barcellona. Che è in Spagna, ma soprattutto in Catalogna. O Catalonia. O Catalunya. O Cataluña.
Lì.

DSCN0834Questa volta niente albergo, ma un appartamento bello, spazioso e comodissimo che abbiamo trovato su Airbnb, con fermata della Metro davanti al portone e da dove si raggiungeva a piedi Plaça de Catalunya in un quarto d’ora.
Tra l’altro, a metà strada, c’era uno Starbucks dove abbiamo fatto tutte le nostre colazioni.

Perché il Tchai e i cookies di Starbucks fanno tantissimo vacanza.

DSCN0845In tre giorni abbiamo visto Parc Güell, che adesso, con mio sommo disappunto, ha l’entrata a pagamento nelle zone create da Gaudì.
E la Pedrera, che adesso, con mio sommo disappunto, è coperta dai ponteggi perché stanno ripulendo la facciata.
E la Sagrada Familia, che ha di nuovo, con mio sommo disappunto, infiniti ponteggi per il restauro.
DSCN0838E Casa Batlló, che è magica, ma magica magica, anche se, con mio sommo disappunto, è sempre piena di gente che scatta foto forsennatamente.
E Palau Güell. Senza disappunto.

E sempre negli stessi tre giorni abbiamo anche fatto cose che non c’entrano con Antoni Gaudí, come vedere la Fondazione Mirò (che aveva un’ala chiusa, con mio sommo disappunto), il Museo Picasso (dove, con mio sommo disappunto, non veniva più proiettato un video sul percorso cubista fatto sulle Meninas di Velázquez. Video che, vi giuro, era illuminante).


Ma non abbiamo mai fatto code. Con mia somma soddisfazione.

Giuggiola 247E abbiamo mangiato alla Boqueria, camminato sulla Rambla, scovato vicoletti nel Barri Gotic, cenato a noodles giapponesi e zuppe vegetariane.

Tutto in quei tre giorni.
Ma non solo.
C’era anche una Buena Suerte da propiziarsi.

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