• febbraio 8th, 2010Barbaraci vediamo a, scrittori veri

    Mercoledì 10 febbraio 2010, ore 18.00

    FNAC di Genova

     (Via XX Settembre 46/R - Tel 010 290111)

    Barbara Fiorio

    presenta

     GIANLUCA MOROZZI

     

    Gianluca Morozzi è nato nel 1971 a Bologna, dove vive. Scrittore, musicista, autore di fumetti, amante di calcio e ancora scrittore presenta il suo ultimo romanzo Colui che gli dei vogliono distruggere (Guanda editore), in un dialogo serrato e avvincente con Barbara Fiorio autrice di C’era una svolta (Eumeswil).

    Tra supereroi improbabili e supercriminali Morozzi regala in questo suo ultimo libro narrativa. Semplice, diretta, reale, iniziandoci a nuovi mondi di fantasia. E’ il potere della scrittura che ha la capacità di introdurci in una famiglia di pazzi sensibili, stralunate canaglie piene di valori, in un mondo fatto di numeri e impulsi elettronici. Quale migliore occasione che un dialogo tra scrittori per capire come dare vita a una fantasia strutturata, sempre in crescendo.

    Gianluca Morozzi
    Dopo gli esordi con la piccola casa editrice ravennate Fernandel, ha raggiunto il grande pubblico grazie al romanzo Blackout, un thriller “claustrofobico” interamente ambientato all’interno di un ascensore. Oltre ai romanzi già pubblicati, ha all’attivo numerosi racconti, inseriti in diverse antologie. Nella sua produzione sono frequenti i riferimenti alle esperienze personali, in particolare quelle inerenti la fede calcistica per il Bologna FC e la musica, in particolare la sua irrefrenabile passione per Bruce Springsteen.. È il chitarrista degli Street Legal, una tribute band che omaggia Bob Dylan. Ha suonato nel cd “Deviazioni”, tributo a Vasco Rossi pubblicato in allegato al Mucchio Extra, realizzando con Andrea Parodi il brano “Brava”.

    A partire dal 2001 ha pubblicato (con Fernandel, Guanda, Castelvecchi): Despero (romanzo) Luglio, agosto, settembre nero (racconti), Dieci cose che ho fatto ma non posso credere di aver fatto, però le ho fatte (romanzo), Accecati dalla luce (romanzo), Blackout (romanzo), L’era del porco (romanzo), Le avventure di zio Savoldi con Paolo Alberti, L’Emilia o la dura legge della musica, Pandemonio, illustrazioni di Squaz (graphic novel), L’abisso (romanzo), Blackout (edizione tascabile), Despero (nuova edizione), Il vangelo del coyote, illustrazioni di Giuseppe Camuncoli e Michele Petrucci (graphic novel), L’era del porco (edizione tascabile), FactorY - Libro primo, soggetto e illustrazioni di Michele Petrucci (maxiserie a fumetti), Colui che gli dei vogliono distruggere (romanzo), Il rosso e il blu (romanzo sul Bologna), Riprendere San Siro in Scrittori in curva.

    Ha curato i seguenti volumi: Suicidi falliti per motivi ridicoli con Gianmichele Lisai (racconti), Quote Rosa. Donne, politica e società nei racconti delle ragazze italiane con Grazia Verasani (racconti), Dylan revisited, con Marco Rossari (racconti), Le radici e le ali - La storia dei Gang, Byron a pezzi, (romanzo collettivo).

    Pubblicati all’estero: “Panik” (romanzo) Goldmann Verlag, Germania, “Blackout” (romanzo), Bitterlemon Press, Inghilterra, “Blackout” (romanzo), Bitterlemon Press, Stati Uniti.

     

    Gianluca Morozzi

    incontrerà il pubblico anche 

    Venerdì 12 febbraio 2010, alle 18.00

    alla

    Libreria UBIK di Savona

    (Corso Italia - Tel 019 8386659)

  • febbraio 3rd, 2010Barbaraci vediamo a, eventi, scrittori veri

    colui-che-gli-deiGianluca Morozzi, bolognese, scrittore e mangiatore di girelle motta presenta il suo ultimo romanzo Colui che gli dei vogliono distruggere (Edizione Guanda)

    Mercoledì 10 febbraio 2010 alle 18.00
    alla FNAC di GENOVA

    e

    Venerdì 12 febbraio 2010 alle 18.00
    alla UBIK di SAVONA

    Dividiamoci i compiti: io faccio quella che lo presenta, voi fate quelli che venite numerosi e lo dite in giro. Dai!

  • febbraio 2nd, 2010Barbaraci vediamo a, dicono di me

    Esattamente a metà tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera noi si canticchia speranzosi Per la santa Candelora se nevica o se plora dell’inverno siamo fora, ma se è sole o solicello siamo sempre a mezzo inverno dimostrando di non essere portatissimi per le rime e le filastrocche.
    I più avranno notato un sole meraviglioso, oggi. E qualcuno di quelli che non canticchiavano avrà anche pensato Yeah, è finito l’inverno.
    Ah. Ah. Ah.
    Tenetevi stretti i vostri piumini e i calzettoni di lana, perchè ce n’è ancora fino a marzo. E lo so perchè ho sentito le previsioni dei metereologi. Sigh.

    Quindi non ci resta che vedersi al chiuso, tipo mercoledì 10 febbraio alla Fnac di Genova con Gianluca Morozzi, venerdì 12 febbraio alla Ubik di Savona con Gianluca Morozzi, sabato 20 febbraio al Teatro Cargo di Genova Voltri con me e giovedì 4 marzo alla Libreria Massena 28 di Torino con me, Federico Sirianni e Guido Catalano.

    E nell’attesa grazie a Aurora Alicino che non conosco ma che mi ha contattata oggi su facebook per dirmi di aver scritto questa recensione.

  • febbraio 1st, 2010Barbarablablabla

    Oggi è un giorno palindromo e chi mi conosce sa quanto mi piaccia scegliere l’armadietto della palestra con numero palindromo, quindi come resistere alla tentazione di fare un post oggi?

    Il 0102 2010 mi fa pensare a due cose: alle macchie di Rorschach (non ditemi che avete DAVVERO cliccato sul link per scoprire cosa siano. Non vi hanno mai fatto questo test? Se non avete mai avuto bisogno di un guariscimatti che ci fate su questo sito? Via, sciò, non è roba per sani di mente) e ai leggendari vanitosi.

    Perchè oggi è un giorno che si guarda allo specchio. Vanitoso.

    Sorvolando sul test di personalità (non sono sicura di volere conoscere le vostre, ho già il mio da fare con le mie) sto elencando a braccio e senza googlealare i vanitosi di cui mi sovviene.

    Tipo
    Narciso, va da sè. Questa era troppo facile. Il padre di tutti i vanitosi.
    La Matrigna di Biancaneve. Grande professionista, aveva anche il suo personale specchio parlante.
    L’imperatore, quello coi vestiti nuovi che non esistono, dai che lo conoscete.
    Secondo me anche Pollicino dei Fratelli Grimm. Forse è più presuntuoso, arrogante e odioso che vanitoso ma lo metto comunque in lista per simpatia.
    E le Sorellastre di Cenerentola, su, erano vanesie da matti!
    Poi ricordo di una Principessa vanitosa e di una Giraffa vanitosa, ma non saprei risalire alle origini.

    Comunque sia finiscono sempre tutti malissimo.

    A voi ne vengono in mente altri?

  • gennaio 27th, 2010Barbaraeventi

    Mi spiace non essere qui e iniziare nel solito modo.
    Sono il numero 5384A di Auschivtz-Birkenau.
    Le parole sono sempre le stesse ma oggi risuonano con la forza di milioni di persone che parlare non possono più.
    Mi rivolgo a tutti, particolarmente ai ragazzi, perché conoscere quel passato è garanzia per il loro, per il nostro avvenire.
    Avvicinate quel passato, il vostro presente ne sarà rafforzato.
    Andate in quei luoghi funesti e non per un giorno.
    Studiarli porterà bene alla vostra vita, io lo so.
    Non limitatevi a un giorno. Cercate soprattutto di vedere, di andare: tornerete migliori e più forti, la vostra coscienza ne sarà approfondita.
    Questo vi auguro.
    E vi benedico in nome di quelli che non poterono farlo.
    27 gennaio, ripetere questa data, 27 gennaio, riguarda tutti, ci riguarda tutti.
    Che Dio vi benedica e vi aiuti a non dimenticare mai.

    Liana Millu
    27 gennaio 2005

  • gennaio 25th, 2010Barbaraeventi

    No, non pretendo di essere esposta al Moma anche io. O che si faccia una monografica su di me (la mia ambizione, a dirla tutta, è diventare patrimonio dell’umanità, ma quella è un’altra storia).

    Al Moma di New York è esposta fino al 26 aprile 2010 una mostra su Tim Burton. Questa mostra su Tim Burton, per l’esattezza. Tim Burton a 360 gradi.

    E io non sono lì.

    Ecco, se in questo momento avessi davanti un genio della lampada o un pozzo magico o una fata madrina o anche solo una torta con una candelina su cui soffiare, avrei un desiderio da esprimere: poter andare a New York prima del 26 aprile, in modo da poter vedere questa mostra.
    E visto che sto esprimendo un desiderio, tanto vale specificarne i dettagli: vorrei andare una settimana a new york ad aprile, godermi la primavera a manhattan, mangiare pancakes, cup cakes, hamburger e giapponese come se non ci fosse un domani, fare shopping sulla Quinta Strada e dintorni, gozzovigliare in Central Park, vedere un paio di musical a Broadway, comprare quell’anello da Tiffany a cui faccio la corte da due anni, fotografare people, continuare a ignorare la statua della libertà, stordirmi di chiacchiere con la mia amica e scoprire Tim Burton al Museum of Modern Art sulla 53ma.
    Che poi era l’argomento del mio post.

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  • gennaio 18th, 2010Barbaraci vediamo a

    Credevate che io stessi a metter le scarpe da ginnastica ai grilli?
    Anche, ma non solo.
    Afferrate le vostre agende e cominciate a segnarvi alcuni appuntamenti da non perdere di cui vi darò maggiori dettagli presto.

    Mercoledì 10 febbraio alle 18.00 la sottoscritta presenta Gianluca Morozzi alla Fnac di Genova. Peste Tigna e bubboni a chi non viene.

    Venerdì 12 febbraio alle 18.00 sempre la sottoscritta presenta sempre Gianluca Morozzi alla Ubik di Savona. Non si accettano giustificazioni per chi abita in zona.

    Sabato 20 febbraio serata speciale con la sottoscritta al Teatro Cargo di Genova-Voltri dopo lo spettacolo Sangue (roba da Barbablù…). Ma è ancora tutto un segreto quindi ssshhhttt non ditelo in giro.

    Infine, a marzo , si narra di una presentazione-serata musicale di quelle davvero imperdibili alla Libreria Massena di Torino.
    Data da definirsi (cioè, noi la sappiamo già, ma stiamo ancora facendo gli ultimi controlli per essere certi di esserci tutti e non vi dico chi siano i tutti).

    E poi non dite che non vi penso.

    PS
    La sottoscritta sono io, si era capito vero?

  • gennaio 12th, 2010Barbarafiabe, scrittori veri

    perraultIl 12 gennaio del 1628 nasceva a Parigi Charles Perrault.
    Ora, capisco che augurargli buon compleanno dopo quasi quattro secoli possa suonare strano ma se devo definire il concetto di immortalità (devo definirlo? definiamolo) Perrault è uno di quegli esempi che userei per difendere la mia teoria.
    Teoria non tra le più originali, lo ammetto, che riconosce immortale chi non è scomparso tra le nebbie dell’oblio.
    Bon. Semplice semplice.
    Charles Perrault è tra questi.

    La cosa buffa è che lui era uno strafigo, intellettualmente e culturalmente parlando, ma deve la propria immortalità ai Racconti di Mamma Oca (Contes de ma mère l’Oye, 1697) ossia una manciata di fiabe popolari raccolte, rielaborate e restituite al mondo che lo consacra eternamente.

    Starei qui ad ammorbarvi per ore sulla vita di Perrault ma esiste Wikipedia e soprattutto sto guardando La Maledizione della Prima Luna e sto salpando sulla Perla Nera insieme a Capitan Jack Sparrow. Ho da fare, insomma.

    Però voglio lasciarvi con una delle sue fiabe più famose, Cappuccetto Rosso, invitandovi a non dare per scontato di conoscerla davvero…

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  • gennaio 6th, 2010Barbarabarbara

    Non era una strega, povera vecchietta, era l’ultimo strascico dell’anno passato, con vestito lacero e scarpe bucate. Portava voti e buoni auspici. Voti ai buoni e ai cattivi, buoni auspici per l’anno appena nato.
    La mia Befana passava dal camino (sempre avuto camini nelle case dove ho vissuto, penso proprio per la Befana dato che Babbo Natale passava dal soppalco e non chiedetemi perchè).
    Comunque lei passava dal camino e mi lasciava una scarpa di cioccolato buonissimo pieno di dolcezze.
    Ovviamente -da bambina ingorda e incontentabile qual’ero e qual’è qualunque bambino- non mi bastava, per cui appendevo la mia calza al camino esprimendo di anno in anno aspettative sempre maggiori.
    Non vi dico quando ho scoperto che potevo appendere i collant…

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  • gennaio 3rd, 2010Barbarablablabla

    Ehi gente, come ve la state passando nel nuovo decennio?
    Io non sto riuscendo a fare nulla di tutte le millemila cose che avevo previsto di fare in queste tanto attese ferie, ma la vera novità è che non corro per la casa urlando Aaaaaaaaahhhhhh non ce la farò maiiiiiiiii.
    Oltre ai vicini, anche i gatti apprezzano.
    Sono serafica. Molto serafica.
    Che sia diventata un’irrecuperabile fatalista?
    Per ora mi sento serafica.
    Non foss’altro che è una parola desueta.
    Esattamente come desueta (potrei continuare per ore a parlar di fuffa, ma ho da fare)

    Ps
    Gran bel post, n’est pas?
    Davvero degno di nota (la serafica che è in me alza le spalle indifferente).

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