• «Per essere precisi lei mi ha chiesto la verità, non una spiegazione plausibile»

    Chanel non fa scarpette di cristallo

Uno dei professionisti che gli Scrittori Pigri del GSSP Scrittura e Narrazione 2020 hanno intervistato è Giuseppe D’Antonio, redattore editoriale e formatore.

Giuseppe D’Antonio è nato a Napoli nel 1975. Laureato in Italianistica, inizia a lavorare in ambito editoriale come lettore alla Nottetempo di Roma.

Dopo due anni come redattore a L’ancora del mediterraneo (casa editrice di Napoli), inizia la libera professione collaborando con case editrici e service editoriali in qualità di editor, correttore di bozze e impaginatore.
Formatore nei corsi per redattori editoriali dell’agenzia letteraria Herzog di Roma e nei corsi de Lalineascritta di Napoli, dal 2019 è docente al “SEMA – Master universitario in scrittura e editoria“.
Dal 2011 al 2015 è stato redattore per la rivista online Archivio Caltari.
Dal 2017 fa parte della redazione della rivista online I libri degli altri, di cui cura la newsletter settimanale.
Suo il meraviglioso e prezioso Galateo editoriale che vi consiglio di leggere con grande attenzione.

1) Quando hai cominciato, come lettore, che tipo di criteri utilizzavi per costruire le schede delle opere? Ci sono delle linee guida imposte o ci si affida completamente alle competenze e al gusto del lettore?

Per cominciare, va fatta una distinzione fra due tipi di lettore/consulente: quello editoriale e quello letterario.
Il primo, di solito, lavora per una o più case editrici, e segue dei criteri stabiliti dalla stessa casa editrice, che possono riguardare: la letterarietà o meno del testo; l’appartenenza o meno a un genere; la possibile collocazione o meno all’interno di una collana specifica; la qualità della scrittura ecc. Questo lettore/consulente si muove su un territorio abbastanza delimitato, all’interno del quale poi può (e deve) far valere le sue competenze.
Il consulente letterario lavora di solito per quelle agenzie letterarie che  forniscono anche un servizio di consulenza: un autore manda il proprio romanzo e, dietro pagamento, ottiene una dettagliata scheda che di quel romanzo analizza i punti deboli e suggerisce alternative al fine di migliorarlo. Qui non ci sono linee guida specifiche, ma tutto è demandato alle competenze del lettore o della lettrice.
I criteri, in questo caso, variano a seconda del tipo di testo che ci si trova dinanzi. Per fare un esempio: valutare un romanzo di genere (un giallo, un thriller) e valutare un testo di narrativa non di genere sono due cose diverse: il primo deve rispondere a determinate regole dettate dal genere di appartenenza (e laddove se ne discosti o le sovverta deve farlo con un certo grado di perizia); il secondo può consentirsi maggiori libertà. Un consulente letterario deve saper gestire entrambi i casi e – se non è anche un lettore di genere, per dire – meglio che lasci perdere quel tipo di consulenza.

 

2) Nella tua attività da redattore, come gestisci il rapporto con gli autori? 

Da redattore libero professionista non ho sempre occasione di avere rapporti diretti con gli autori. Quando capita (comunque non raramente) il rapporto avviene quasi sempre tramite email, a volte al telefono. La tipologia di rapporto dipende molto dall’autore: c’è chi tende a mantenere le distanze; chi è più socievole; chi è molto geloso del proprio testo; chi totalmente indifferente… quindi devo essere io a tararmi sugli autori e le autrici.
In genere, quanto notano che c’è una persona che si prende cura del loro testo (e quindi segnala, suggerisce, corregge, individua incongruenze, solleva dubbi) si mostrano sempre molto disponibili e (apparentemente) gratificati.

 

3) Nel tuo ruolo di formatore, quale pensi che sia la competenza più importante da trasmettere ai tuoi allievi affinché possano costruire una professionalità solida nell’ambito editoriale? 

È fondamentale mettere sempre in dubbio ciò che si sa (o si presume di sapere); un redattore non deve “sapere” le cose, ma sapere “interrogare” un testo e sapere dove e come cercare le risposte. Non è importante conoscere la data di morte di Gengis Khan o il numero di pecore che ci sono su Kangaroo Island o il fatto che “orsatto” non è un refuso per “orsetto” ma il termine letterario per “cucciolo di orso”; è invece importante sapere cosa, come e dove andare a verificare.
Se devo indicare delle competenze specifiche direi: pazienza, attenzione e acribia. E poi studio e formazione continua: redattori e redattrici lavorano con le parole, sulla lingua, e la lingua è mutevole, quindi meglio bandire i fondamentalismi e concentrarsi sui contesti e le sensibilità, ma sempre con spirito critico (e tantissima diplomazia).
Altro aspetto molto importante – e pratico – è imparare a usare almeno un programma di impaginazione: è una competenza sempre molto apprezzata da case editrici e service editoriali.

 

 

4) C’è il rischio che lavorare a lungo sui testi degli altri, alla lunga, diventi un’attività meccanica? Oppure ogni nuovo testo riesce a trasmettere un senso di cambiamento e di stupore?

La meccanicità, più che un rischio, è una benedizione.
Quando si lavora sugli aspetti micro di un testo è cosa più che buona avere uno sguardo e una lettura meccanica, che con un’altra terminologia possiamo chiamare “lettura di controllo”.
Non sta a me – in quanto redattore, copyeditor, correttore di bozze – emozionarmi o stupirmi per un testo: io devo setacciarlo e correggerlo, non applaudirlo (quello è compito dei lettori e, in prima istanza, dell’editore che decide di pubblicarlo – e nemmeno sempre…).
La stessa cosa vale, in parte, anche per l’editing di contenuto e struttura. A quell’altezza di lettura, un editor deve avere uno sguardo distaccato ed essere in grado di individuare debolezze e suggerire alternative.
Questo non vuol dire che non ci si possa stupire, ma non è ciò che penso mi debba essere richiesto e non è ciò che spero mi sia chiesto.

 

5) Ma, soprattutto: si riesce a spegnere l’editor interiore mentre si legge per diletto personale?

Io faccio molta fatica, e il più delle volte non ci riesco. Credo sia l’effetto collaterale della meccanicità di cui sopra. Ma comunque non è mai una presenza così disturbante da condizionare una lettura per diletto.

 

6) La mia domanda riguarda “conflitto” e “cambiamento”.
Spesso parlando agli aspiranti scrittori si insiste – giustamente – sul concetto di “cambiamento” che i personaggi dovrebbero mostrare dall’inizio al termine della storia. Se prendiamo in esame generi come il noir, giallo o thriller, quanto vale questo discorso, soprattutto se riferito a una componente “psicologica”?
Per fare un esempio: ho l’impressione che il Jack Reacher di Lee Child (di cui ho letto qualche romanzo, non tutti) non mostri evidenti segni di cambiamento dall’inizio alla fine di una storia, essendo molto impegnato a “risolvere problemi” e ad agire, agire, agire.
Ho chiaro che i personaggi debbano essere costantemente in conflitto, ma sulla questione del cambiamento non ho chiarezza. Possiamo intendere anche la componente pratica, quindi passare da una situazione X alla Y (esempio: fuggire da un luogo ed essere finalmente salvo) e ritenerci più o meno “soddisfatti”?

Questa domanda andrebbe rivolta a chi insegna scrittura creativa più che a un redattore, ma provo a rispondere ugualmente.
Cambiamento, conflitto, struttura in tre atti e tutto ciò che viene insegnato nelle scuole di scrittura sono strumenti – niente di più – non dogmi; e come tutti gli strumenti, di qualsiasi disciplina, vanno usati, gestiti e adattati in vista del risultato che si vuole ottenere.
Jack Reacher, James Bond o altri personaggi del genere (e di genere) non cambiano – o cambiano molto poco – perché non ne hanno bisogno, perché il contesto narrativo nel quale sono calati e nel quale agiscono non richiede “lo strumento cambiamento” (ma ne richiede però altri che hanno a che fare con la trama e la struttura).
Inoltre, quei personaggi non hanno bisogno di cambiare anche perché c’è un pubblico di lettori che li vuole sempre così, che se li aspetta sempre in quel modo e che – può sembrare strano – li ama proprio perché sono sempre in quel modo; ciò non toglie che uno scrittore o una scrittrice possa un giorno creare un nuovo James Bond con gli stessi turbamenti del giovane Törless. Ripeto: tutto sta in quello che si vuole ottenere e in come lo si vuole ottenere.

 

7) Hai un metodo di approccio al testo come correttore di bozze? 

Una bozza è la copia provvisoria di un libro con tutti gli elementi testuali e grafici al proprio posto: indici, bibliografia, note, immagini, didascalie, numeri di pagina, testatine e così via.
Il metodo migliore per evitare che non sfugga nulla (meglio: per evitare che sfugga il meno possibile) è quello di controllare tutti gli elementi volta per volta, sulla base di un elenco che ogni correttore può preparare e seguire. Quindi: controllare la successione dei numeri di pagina; poi tornare indietro e controllare le testatine; poi concentrarsi solo sulle immagini e le didascalie e controllare inoltre che i riferimenti fra testo e didascalie siano corretti; poi controllare le note e verificare che ci sia corrispondenza con i numeri in apice nel testo; verificare e controllare che alle voci dell’indice corrispondano i numeri di pagina nel testo; controllare l’uniformità della bibliografia… potrei andare avanti ancora a lungo, ma credo che a questo punto sia chiaro. Ovviamente, c’è poi la lettura attenta di tutto il testo in cerca di refusi.

 

8) Da dove nasce la tua passione per il testo?

Non ho una passione per il testo; la mia credo sia solo un’inclinazione nata da piccolo, quando trovavo divertente scovare, per puro caso, quelli che all’epoca non sapevo ancora si chiamassero “refusi”. (Divertimento che è venuto meno quando la lettura è diventata una professione, e ogni refuso rimasto in stampa è un’imprecazione mai trattenuta.) Con gli studi universitari ho poi sviluppato un interesse più tecnico nei confronti della lingua e del linguaggio – di come è possibile articolarli e modellarli in funzione degli effetti desiderati – e dei testi.

 

9) Mi capita spesso di leggere libri che contengono refusi ed errori. E non parlo (solo) di case editrici piccole. Secondo te, come si spiega?

Si spiega molto semplicemente: poco tempo per lavorare su un testo e compensi bassi. O, a volte, solo compensi bassi; il che vuol dire che se ti danno un numero di giorni congruo per poter lavorare su un testo, non puoi economicamente dedicare tutto il tuo tempo per quel singolo lavoro, considerato quanto te lo pagano.

 

10) Quante letture fai in media di un testo prima di consegnarlo all’autore o alla casa editrice?

Se lavoro con un autore non pubblicato (o magari che si sta autopubblicando), le letture possono essere diverse: da quella su struttura e contenuto; poi quella sullo stile; poi quella più propriamente di copy e così via… ma non che queste letture siano sempre così rigidamente separate. Dipende sempre da cosa vuole l’autore e quanto è disposto a spendere.
Se lavoro con una casa editrice, dipende anche qui: dalla casa editrice, dal tipo di testo, dal tipo di lavoro (editing, copyediting, correzione di bozze) e dall’urgenza che hanno. Considera che ogni lettura ha un pagamento a parte, quindi in linea di massima si tende a ridurre il numero di letture (e quindi vedi risposta precedente).
Esiste poi una condizione naturale per cui è pressoché inutile fare più di una lettura dello stesso testo se si è in correzione di bozze: è davvero difficile che alla seconda lettura di uno stesso testo l’occhio umano riesca a individuare quei refusi che non sono stati individuati alla prima; ed è per questo che buona pratica vorrebbe che di un testo si facessero più giri di bozze da correttori diversi (ma spesso non c’è tempo e non c’è budget e quindi rivedi la risposta precedente).

Ancora, davvero grazie a Barbara e a voi tutte e tutti.

Grazie ancora a Giuseppe D’Antonio per il suo tempo, le sue parole, la sua cura nelle risposte e la sua generosità.

Il GSSP Scrittura e Narrazione è il laboratorio online per scoprire, sperimentare e rafforzare le principali tecniche narrative, per essere più consapevoli della scrittura e acquisire gli strumenti necessari a dare forma alle idee e alle storie.
Questa decima edizione si concluderà il 20 aprile, la prossima inizierà a gennaio 2021.

A settembre si terrà il GSSP Fare un romanzo, il laboratorio online sulla costruzione di un romanzo, per arrivare dall’idea al primo capitolo, attraverso esercizi di lavoro su personaggi, narratore, linguaggi, struttura e storia. E per imparare a presentarlo a una casa editrice o a un agente letterario.
Inizierà a metà settembre, qui il modulo di iscrizione.

Per ulteriori informazioni scrivetemi a scrittoripigri@gmail.com

 

Oggi è il 12 marzo ed esattamente cinque anni fa, il 12 marzo 2015, è morto uno degli scrittori contemporanei che amo di più: Terry Pratchett.

Ogni 12 marzo (e non solo) mi piace ricordarlo con citazioni tratte dai suoi libri sia per condividerle con chi lo ama come me, sia per farlo scoprire a chi ancora non lo conosce.

Quest’anno, in questo periodo in cui siamo tutti ai domiciliari, ho deciso di leggervi qualcosa di suo.

Ho scelto due libri: A me le guardie! e Streghe all’estero. Leggi il resto →

Poco prima di Natale mi è arrivato un regalo straordinario, davvero straordinario.
Avrei voluto raccontarvelo e mostrarvelo subito ma avevo bisogno di dedicargli un po’ di tempo per rendergli giustizia, e purtroppo si è dovuto mettere in quarantena mezzo mondo per farmi finalmente fermare.

Dunque, ecco cosa ho ricevuto: gli alunni della 5C del Candia di Milano, capitanati da un’insegnante stratosferica, Silvia Rossi, hanno praticamente fatto la graphic novel di Qualcosa di vero.

Io non so quanto tempo ci abbiano messo ma prima hanno letto il libro, poi hanno diviso la storia in oltre cinquanta scene, poi hanno disegnato le scene alla loro maniera e poi, non paghi, mi hanno scritto come avrebbero accolto Rebecca – loro coetanea – , hanno inventato ciascuno il proprio drago e hanno aggiunto un loro pensiero per me. Leggi il resto →

Io e Francesca de Lena lo rifacciamo. 
È stato utile agli autori, ai loro romanzi inediti e agli aspiranti editor che ci hanno lavorato.
Quindi, forti dell’esperienza della prima edizione, abbiamo perfezionato alcuni dettagli e siamo pronte a ripartire con la seconda edizione di Scrittori in editing – Masterclass per scrittori e editor.

CHE COS’È
Scrittori in editing è la masterclass che mette in contatto gli scrittori che hanno frequentato il laboratorio degli Scrittori Pigri di Barbara Fiorio e gli editor che si sono formati in Apnea laboratorio di editing di Francesca de Lena.

Oppure scrittori e editor esterni, che si candidano e passano la selezione.
Si tratta di un lavoro di editing a romanzi inediti, supervisionato da due professioniste.

COSA SI FA
Si lavora per coppie: a ogni scrittore viene assegnato un editor con il quale confrontarsi e lavorare al proprio romanzo. Editor e scrittore si terranno in contatto via mail, videoconferenza, chat e lavoro sul testo con la modalità “revisione” di Word.

Editor e scrittori saranno guidati nel percorso di editing e revisione del romanzo dalle rispettive tutor: Francesca de Lena per gli editor, Barbara Fiorio per gli scrittori.
Il percorso è segnato da lezioni in diretta online, telefonate individuali e in più supporti scritti e video che risponderanno alle domande, scioglieranno dubbi, indirizzeranno verso proposte e soluzioni.

DURATA
Dal 28 aprile alle prime settimane di ottobre 2020, senza scadenze di consegna nei mesi di luglio e agosto.

Potreste dover riscrivere intere parti del vostro romanzo; potreste dover conciliare questo percorso con il vostro normale lavoro e la vostra vita privata; potreste aver bisogno di maggiore tempo e respiro perché non ne avete esperienza; potreste sentire la necessità di metabolizzare le indicazioni e confrontarvi con le tutor, prima di intervenire sul testo. Per questo abbiamo preferito scegliere un periodo medio che includesse il riposo estivo.

COSA FANNO LE TUTOR
Dirigono il lavoro. Una volta formati i gruppi di scrittori e di editor, le tutor guidano le classi lungo tutto il lavoro da fare attraverso:

• 4 incontri in diretta online con la propria classe
• 2 incontri in diretta online con l’altra classe
• 5 interventi video o scritti di approfondimento e risposta alle domande ricevute
• 2 colloqui telefonici individuali con i partecipanti della propria classe
• 1 colloquio telefonico individuale con i partecipanti dell’altra classe
• 1 diretta online finale per ogni singola coppia con entrambe le tutor

Resteranno poi a disposizione durante il periodo estivo per ricevere report e aggiornamenti sul vostro lavoro. Tutti gli incontri e gli interventi saranno registrati e a disposizione degli iscritti per la durata del master: potranno essere riletti o rivisti ogni volta che l’autore o l’editor lo vorranno.

A COSA SERVE
Serve agli autori per avere una reale e completa esperienza di editing e revisione sul proprio romanzo inedito, in modo che sia pronto per essere proposto a eventuali case editrici o agenzie letterarie, e per avere una scheda di lettura finale, con alcune indicazioni utili riguardo a chi proporsi e come.

Serve agli editor per confrontarsi sulla direzione da dare al lavoro, chiarire i dubbi e le incertezze di approccio, di metodo e di merito, costruirsi una personale “cassetta degli attrezzi” e mettersi alla prova nel gestire un editing in autonomia ma potendo contare sul supporto di chi è del mestiere.

PERCHÉ PARTECIPARE SE SONO UNO SCRITTORE
Perché hai scritto un romanzo ma senti il bisogno di lavorarci ancora, prima di inviarlo ad agenti o editori.

Perché non hai mai avuto un’esperienza di editing prima e desideri averla in uno spazio protetto, con la presenza di qualcuno di cui ti fidi a cui poter chiedere supporto quando lo senti necessario.
Perché avresti una squadra per te: non solo l’editor con cui lavorare sul tuo testo, ma anche una scrittrice e una editor professioniste a cui rivolgerti in caso di incertezze su specifici passaggi e altri autori, che contemporaneamente faranno lo stesso percorso, con cui poter condividere i problemi da affrontare.
Perché non conosci l’ambiente editoriale e non sapresti a chi rivolgerti per scegliere un editor con cui lavorare al tuo inedito: preferisci affidarti alla selezione di Francesca de Lena e Barbara Fiorio.
Perché pagare un editor professionista ti costerebbe decisamente molto di più.

PERCHÉ PARTECIPARE SE SONO UN EDITOR
Perché stabilire un rapporto diretto singolo e autonomo con un autore è molto importante per la crescita professionale e il master ti permette di fare questa esperienza senza rinunciare a una guida e a un supporto lungo il percorso.

Perché ti saranno fornite delle tappe operative definite: indicazioni, video e promemoria su cosa fare, in che ordine e come farlo: dall’approccio con l’autore, ai primi elementi da analizzare nel testo, a come orientarsi per definire il target, il genere e la potenzialità editoriale del romanzo a cui lavori.
Perché poi sarai tu con le tue domande a cucirti il percorso addosso: se hai dubbi sulla scelta delle priorità riceverai risposte su quelle, se sei in difficoltà nella comunicazione con l’autore verrai supportato in tal senso, se non sei certo delle soluzioni che intendi proporre è lì che focalizzeremo il confronto.
Perché la squadra ti permetterà di condividere il tuo lavoro: non solo con le tutor, ma con i colleghi che staranno affrontando un percorso parallelo e insieme ai quali esprimere dubbi e sviluppare ragionamenti.
Perché oltre alle risposte-guida che segneranno il tuo percorso, sarai partecipe anche dei problemi e delle relative soluzioni indicate per il percorso degli altri. Ti formerai così un bagaglio di esperienza che andrà al di là del tuo singolo lavoro sul testo.
Perché partecipare sarà come fare l’apprendista prima di mettere su bottega per conto tuo.

PER ENTRARE
Scrittori Pigri e editor Apnea entrano in automatico alla richiesta di iscrizione.

Gli scrittori, Pigri o esterni, che desiderano partecipare devono inviare un romanzo di max 200 cartelle + sinossi + scaletta della trama. Nel caso degli esterni il romanzo sarà valutato dalle tutor e dovrà passare la selezione. Se il romanzo non è ancora terminato può essere accettato purché il testo scritto copra già circa un 75% della storia e siano complete sinossi e scaletta della trama.
Gli editor esterni che desiderano partecipare devono inviare una scheda di lettura su un racconto inedito che gli verrà fornito insieme ad alcune domande a cui rispondere. La scheda e le risposte saranno valutate dalle tutor e dovranno passare la selezione.

COME ISCRIVERSI
Se sei uno scrittore devi scrivere a scrittoriinediting@gmail.com e:

1. Scrivere nell’oggetto: iscrizione AUTORE per Scrittori in editing
2. Nel corpo della mail presentarti in dieci righe e dirci perché vuoi fare questo percorso
3. Inviare come allegato:
– il testo del tuo romanzo inedito (se non è ancora finito dillo nella mail, deve
comunque essere quasi finito, dai anche un’idea di quanti capitoli potrebbero
mancare)
– la sinossi (min 1000 max 2500 battute spazi inclusi)
– la scaletta della trama in forma di elenco puntato (un punto per ogni evento
dell’intreccio) di max 2 cartelle.

Se sei un editor devi scrivere a scrittoriinediting@gmail.com e:
1. Scrivere nell’oggetto: iscrizione EDITOR per Scrittori in editing
2. Nel corpo della mail presentarti in quindici righe e
dirci perché vuoi fare questo percorso
3. Inviare come allegato:
– La scheda di valutazione del racconto che ti è stato fornito (previa tua richiesta)
– Le risposte alle domande che ti sono state poste (previa tua richiesta)
Vi verrà comunicato entro il 20 aprile se la vostra iscrizione è stata accettata.

Le iscrizioni sono aperte fino al 20 aprile 2020.

COSTI
Per gli scrittori: 600 euro

Per gli editor: 300 euro + caparra
Caparra*: 150 euro

*la caparra ha un valore risarcitorio in caso di inadempimento da parte dell’iscritto: se un editor decide di lasciare la Masterclass prima della conclusione prevista, la caparra verrà trattenuta a titolo di risarcimento. In caso contrario, verrà interamente restituita. L’unico caso in cui è previsto un termine anticipato del percorso formativo è se il lavoro al romanzo – da parte dell’autore e da parte dell’editor, e in comune accordo – viene terminato prima del tempo. Anche in tal caso la caparra verrà interamente restituita.

CALENDARIO
Gli incontri in diretta online si tengono dalle 18.00 alle 20.00, salvo diversi accordi con i gruppi.

In grassetto il programma degli scrittori, in corsivo il programma degli editor, in tondo uguale per tutti.

APRILE
Martedì 28 incontro in diretta online degli scrittori con la propria tutor

Giovedì 30 incontro in diretta online degli editor con la propria tutor

MAGGIO
Martedì 5 incontro in diretta online degli editor con la tutor dell’altra classe

Giovedì 7 incontro in diretta online degli scrittori con la tutor dell’altra classe

Giovedì 14 si inviano le domande alle tutor
Lunedì 18 si riceve il video o il testo di risposte

Martedì 26 incontro in diretta online degli scrittori con la propria tutor
Giovedì 28 incontro in diretta online degli editor con la propria tutor

GIUGNO
Martedì 9 incontro in diretta online degli editor con la tutor dell’altra classe

Giovedì 11 incontro in diretta online degli scrittori con la tutor dell’altra classe

Giovedì 18 si inviano le domande alle tutor
Lunedì 22 si riceve il video o il testo di risposte

Martedì 23 incontro in diretta online degli scrittori con la propria tutor
Giovedì 25 incontro in diretta online degli editor con la propria tutor

LUGLIO
Giovedì 2 si inviano le domande alle tutor

Lunedì 6 si riceve il video o il testo di risposte

Giovedì 23 si inviano le domande alle tutor
Lunedì 27 si riceve il video o il testo di risposte

AGOSTO
Lunedì 10 invio report alla propria tutor

Lunedì 31 invio report alla propria tutor

SETTEMBRE
Giovedì 3 si inviano le domande alle tutor

Lunedì 7 si riceve il video o il testo di risposte

Martedì 15 incontro in diretta online degli scrittori con la propria tutor
Giovedì 17 incontro in diretta online degli editor con la propria tutor

OTTOBRE
Giovedì 1 consegna alle tutor da parte degli editor della scheda di lettura del romanzo su cui hanno lavorato e di suggerimenti su case editrici e/o agenzie letterarie adatte a quel testo.

Prima e seconda settimana di ottobre: appuntamenti in diretta online della singola coppia con entrambe le tutor per la chiusura del percorso.

BONUS
Ogni partecipante può fare 2 telefonate individuali con la propria tutor e 1 telefonata individuale con la tutor dell’altra classe quando meglio crede.

 

DOMANDE E RISPOSTE PER RISOLVERE I PRIMI DUBBI (OSSIA LE FAQ)

Di quante battute considero una cartella?
1800 battute spazi inclusi.

Come deve essere la sinossi?
Deve riassumere la trama, compreso il finale, senza osservazioni personali e senza frasi a effetto come se la si dovesse promuovere: è la sintesi della storia rivolta agli addetti ai lavori, non a potenziali lettori. Deve essere di min 900 e max 1800 battute.

Come deve essere la scaletta della trama?
Deve essere un elenco strutturato per punti. A ogni punto corrisponde un evento della trama. Per evento della trama si considerano solo le reali azioni dei personaggi e gli avvenimenti esterni (terremoto, licenziamento, gravidanza, presa in ostaggio di una persona cara, ecc), non eventuali lezioni imparate/considerazioni/sviluppi psico-emotivi/pensieri o sentimenti provati. Deve essere di min 2 e max 4 cartelle.

Come si terranno le dirette e dove ci scambieremo le osservazioni, le domande e potremo ritrovare gli approfondimenti e le registrazioni dei video o degli incontri online?
Le dirette si terranno sulla piattaforma di videoriunioni GoToMeeting. Scambi e confronti avverranno attraverso una mailing list. Approfondimenti video e registrazioni degli incontri online vi saranno inviati in forma di link sul quale cliccare per potervi accedere.

Chi e come si decide l’abbinamento di editor e autori?
Gli editor riceveranno le sinossi dei romanzi scelti dalle tutor e potranno esprimere la loro preferenza. La scelta finale resterà in capo alle tutor.

Oltre all’editor che mi viene assegnato, anche le tutor leggeranno tutto il mio romanzo e mi diranno cosa ne pensano?
No. Loro leggeranno le sinossi, le scalette e diversi stralci del romanzo al momento della selezione, poi seguiranno i vostri lavori, daranno approfondimenti generali e risponderanno alle vostre domande su dubbi specifici, leggendo alcuni passaggi selezionati su vostra richiesta. Se dovessero leggere e farvi una scheda di lettura sul vostro romanzo, i costi di questo master sarebbero molto più alti: vi converrebbe pagare direttamente un editor professionista.

E se non mi trovo con l’autore o l’editor che mi viene assegnato?
Per gli scrittori è un rischio che correrete sempre, se pubblicherete e, quindi, lavorerete con un editore. Per gli editor altrettanto: sia che lavoriate in una casa editrice sia che lavoriate come indipendenti vi troverete a occuparvi di testi di autori con cui potreste non sviluppare un’immediata sintonia. Il percorso che tutti farete qui serve anche a questo: dovrete saper perseguire un obiettivo comune che è il lavoro ottimale sul romanzo. Alla fine del percorso vi chiederemo comunque di dare una valutazione al lavoro fatto con il vostro editor o autore.

Una volta che avrò il romanzo pronto mi metterete in contatto con editori o agenti letterari?
No, non è quello il nostro lavoro né l’obiettivo di questo master. Però ogni editor consegnerà al proprio autore (previa approvazione delle tutor) una scheda di lettura nella quale, oltre a un’analisi del romanzo, suggerirà quali editori potrebbero essere i più adatti a cui proporlo.

Il 20 gennaio è iniziata la decima edizione del GSSP.
Questo è il GSSP Scrittura e Narrazione ed è reso vivo da 35 Scrittrici Pigre e 16 Scrittori Pigri.
Purtroppo qualcuno è rimasto fuori: in diversi si sono iscritti troppo tardi, quando i posti erano già esauriti. Spero che ci riprovino alla prossima edizione.

13 sono le regioni italiane dove vivono, per la precisione (in ordine numerico e di iscrizione): Lombardia (13), Liguria (10), Piemonte (7), Sardegna (5), Veneto (3), Trentino Alto Adige (3), Toscana (2), Lazio (2), Marche (1), Puglia (1), Abruzzo (1), Emilia Romagna (1), Friuli Venezia Giulia (1).

E siccome siamo internazionali abbiamo anche qualcuno dalla Svizzera (1).

2 sono in prova perché hanno vinto la settimana gratuita, decideranno entro domani se restare con noi.
17 sono gli Scrittori Pigri veterani e 11 di loro hanno già fatto (almeno) un GSSP Scrittura e Narrazione.

41 anni l’età media (per la precisione 41,1).
3 saranno i mesi in cui staremo insieme.
12 saranno le esercitazioni settimanali che faranno.

2 saranno le docenti che avranno: me e Alice Basso (scrittrice Garzanti, editor e valutatrice per altri editori).

3 saranno le persone che intervisteranno, domani sapranno chi.

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Uno dei progetti più belli del 2019 è stato ed è il primo Romanzo Pigro.

Ad aprile 2019, io e 26 Scrittori Pigri abbiamo invaso Il Canto del Maggio a Terranuova Bracciolini (AR) per tre giorni per il primo Raduno Pigro (che loro hanno chiamato Laborafiorio Pigro con mio enorme divertimento, e hanno anche fatto le magliette) e ci siamo inventati la trama di un romanzo, giocandoci anche la telefonata a casa con Alice Basso.

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Con questa gara di racconti mi sono divertita.
Intanto ho messo sulla pista un paio di ostacoli: un tema e una parola obbligatoria, la pigrizia (del resto per vincere la decima edizione del laboratorio degli Scrittori Pigri era giusto sudare un po’ di più).

Poi ho coinvolto la neonata rivista letteraria Malgrado le mosche che non solo ha fatto parte della giuria di qualità ma ha anche deciso di pubblicare i tre racconti vincitori per la qualità e di assegnare un suo premio dedicato, il Fancazzista d’oro.

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Il GSSP è più di un laboratorio.
È un luogo protetto dove ognuno ha la propria stanza e si condividono spazi comuni, è lavoro, scrittura, ma anche chiacchiera, gioco, compagnia.
È un luogo di scoperta, o almeno vorrei che fosse anche questo.

Uno dei valori aggiunti che ho voluto dare al GSSP è la possibilità di incontrare le varie professionalità che lavorano nell’editoria: scrittori, editor, editori, agenti letterari.

Tra le persone che gli Scrittori Pigri hanno intervistato nel GSSP in corso c’è Benedetta Bolis, editor in Rizzoli.
Anche da questa intervista c’è molto da imparare e abbiamo deciso di condividerla con voi.

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Anche durante questo GSSP (il Fare un romanzo iniziato a settembre), gli Scrittori Pigri hanno potuto intervistare tre professionisti del mondo dell’editoria.
È un’occasione che cerco sempre di offrirgli, e di solito scelgo una scrittrice o uno scrittore e due tra editor, editori, agenti letterari, persone sempre preziose e a cui sono immensamente grata per la disponibilità e la generosità con cui rispondono ogni volta.

Le interviste vengono fatte sul GSSP, sono riservate agli iscritti e le rendo leggibili solo sul forum del laboratorio in corso, ma a ogni giro ne pubblico una, con il permesso dell’intervistato.

Ecco per voi quella che gli Scrittori Pigri del GSSP Fare un romanzo hanno fatto in questi giorni a Emanuela Ersilia Abbadessa.

(e se siete tentati di iscrivervi al GSSP Scrittura e Narrazione che inizia a metà gennaio, ricordate che c’è lo sconto fino al 30 novembre)

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Apre a Imperia La fabbrica delle storie, il nuovo corso di scrittura creativa diretto da Sara Rattaro.

Il corso prevede 15 ore di lezione infrasettimanali serali in orario 18.00-20.30 con Sara Rattaro e due laboratori di una giornata (di sabato): un workshop di scrittura ironica condotto da me e un approfondimento sulla scrittura storica tenuto da Emanuela E. Abbadessa.

Le 15 ore di lezione infrasettimanali serali con Sara Rattaro si terranno il:
23 gennaio – 20 febbraio – 5 / 19 marzo – 2 aprile 2020 (orario 18.00-20.30) Leggi il resto →