• «In effetti ora potrei risponderti in modo brillante…»

    Chanel non fa scarpette di cristallo
Saranno otto seminari online gratuiti – tra il 2 febbraio e il 23 marzo – di scrittura fiabesca offerti dal Comune di Sestri Levante e Mediaterraneo Servizi con otto eccellenze della narrativa per l’infanzia.

Per l’edizione 2022 si comincia con il Premio Strega Ragazzi Davide Morosinotto, si prosegue con altri autori e autrici pluripremiati – Rosa Tiziana Bruno, Roberto Morgese, Stefano Bordiglioni, Sergio Badino, Sofia Gallo e Lodovica Cima – e si conclude con una delle scrittrici italiane più amate e tradotte all’estero, Elisabetta Gnone (sì, la creatrice delle W.I.T.C.H., lei).
I webinar, di 90 minuti ciascuno, sono rivolti a ogni categoria prevista dal concorso letterario per la fiaba inedita Andersen-Baia delle Favole e, per dare a tutti la possibilità di seguirli, la scadenza del bando è stata posticipata al 31 marzo 2022 (qui trovate il bando).

Qui trovate tutto il programma di Scrivere una fiaba.

Prendete nota perché due sono per adulti, uno a febbraio e uno a marzo, gli altri sono per bambini 6-10 anni, ragazzi 11-13, ragazzi 14-17, illustratori e autori di graphic novel, insegnanti dell’infanzia e insegnanti delle primarie.

Oltre a seguirli voi e farli seguire ai vostri figli/nipoti/studenti fatelo sapere in giro, soprattutto nelle scuole, agli insegnanti, sia per loro (se dell’infanzia o primarie) sia per i loro allievi.
Tra l’altro il primo webinar è proprio quello per ragazzi 11-13 anni ed è tenuto da Davide Morosinotto, Premio Strega ragazzi 2021. Mica ciuffoli.

E vista la richiesta a gran voce durante la prima edizione, per ogni webinar il 40% dei posti è per chi è fuori categoria.

Sono tutti gratuiti ma con posti limitati e iscrizione obbligatoria su Eventbrite.

Le iscrizioni di ogni webinar aprono il giovedì precedente alla data del webinar (però si può opzionare su Eventbrite il “segui” o qualcosa del genere per essere avvisati in automatico quando aprono).

Per essere tenuti aggiornati consiglio di iscrivervi alla newsletter sul sito dell’Andersen di Sestri Levante così siete sicuri di non perdere niente.


Quattordicesimo primo giorno di GSSP.

Da una settimana – che è la vera settimana pigra, quella zero – gli iscritti si aggirano in pigiama e pantofole per il forum, aprono tutte le porte, esplorano, si incontrano, fanno amicizia, si aiutano ad aprire i diari di bordo, cazzeggiano nella zona ricreazione, specie nei bagni in fondo al corridoio.
A questo giro sono 32 Scrittrici Pigre e 19 Scrittori Pigri dai 19 ai 65 anni (43 anni l’età media) di ogni parte d’Italia e con la tradizionale rappresentanza di italiani all’estero.
Quest’anno vince per presenza la Lombardia, tallonata dall’Emilia-Romagna e, a seguire, Liguria, Piemonte, Veneto, Sardegna, Sicilia, Lazio e Toscana.

La UE (e non solo) è rappresentata da Germania, Belgio, Svizzera e UK (nel GSSP non si è votato per la Brexit).

3 saranno i mesi in cui staremo insieme
12 saranno le esercitazioni settimanali che faranno
2 le interviste che faranno a professionisti dell’editoria
2 saranno le docenti che avranno: me e Alice Basso (scrittrice Garzanti, editor e valutatrice per altri editori).Come auguro a ogni GSSP, spero che il forum diventi per tutti loro una community comoda come un divano, allegra come una serata tra amici e corroborante come una cucchiaiata di crema Caffarel fondente.
Molto sta a loro e mi pare che siano già a buon punto.

Noi però siamo nel GSSP Scrittura e Narrazione, il laboratorio online per lavorare sulle tecniche narrative.
Da oggi si comincia.

Ad aprile apriremo le iscrizioni ai prossimi GSSP.
Per adesso, se volete far parte del mondo Pigro e siete su Facebook, potete chiedere di entrare sul GASP – Gruppo Amici degli Scrittori Pigri.
È un gruppo per chi è incuriosito da quello che succede nei laboratori degli Scrittori Pigri, per chi è interessato a quello che posso proporre io ogni tanto sulla scrittura e per gli Scrittori Pigri.
Dovete solo rispondere alle domande all’entrata e far parte del nostro indirizzario.

Biancaneve era tanarda. Questo mi è stato chiaro subito. Ma tanarda proprio. Carina, ma tanarda.
Ogni volta, ogni santissima volta che la strega le offriva la mela avvelenata, lei la prendeva e la mordeva. Ora, capisco la prima volta, sei ingenua, ti fidi, pare maleducato rifiutare un dono, ci sta. Ma poi basta.
E non è che non glielo dicessi. Glielo urlavo proprio. Ma lei niente, tanarda e pure sorda.
Me lo ricordo, il cinema Odeon di corso Buenos Aires, con le sue poltrone rosse e il tetto che alla fine del film si apriva per far andare via il fumo di quelli che senza sigaretta per un paio d’ore proprio non ci stavano. Quel soffitto magico si spalancava mentre noi uscivamo, mostrando il giorno lì fuori.
Comunque, dicevo. Biancaneve.
Io ero lì, seduta, con le mie gambette che non toccavano il pavimento, e seguivo sul grande schermo la vicenda. Lei che cantava vicino al pozzo, la matrigna invidiosa, il cacciatore, gli animaletti del bosco, la casetta dei sette nani, i sette nani, e-oh e-oh andiamo a lavorar, lo specchio magico, la trasformazione della matrigna in strega, la mela rossa e quella mano artigliata che la offriva alla tanarda. E la tanarda che la prendeva. Ogni. Santissima. Volta.
Quindi io, spinta dal desiderio ma diciamo pure dall’irrefrenabile bisogno di salvarla, saltavo giù dalla poltrona urlando «Non prenderla, Biancaneve! Non mangiare la mela!» e correvo fin sotto lo schermo spompandomi i polmoni per farmi sentire fin nel bosco.
E per sentirmi mi sentivano. Tutti. Tutti tranne quella tanardissima che nel frattempo, ignorandomi, prendeva la mela, la mordeva e cadeva a terra morta.
«Noooooooooooo» gridavo piena di disperazione e rabbia. Perché, l’ho detto, una volta va bene, ci caschi, lo capisco, ma poi basta, poi sei proprio stupida. E sorda.
E intanto «Silenzio!», «Faccia star buona sua figlia, signora!», «Fate uscire quella bambina», mentre dalla platea si sentivano altri bimbi singhiozzare «Mamma, perché Biancaneve non ha ascoltato quella bimba? Adesso è morta.»
Eh, appunto!
E venivo trascinata via piangente e urlante.
Dalla mamma, dalla nonna, dalla zia. L’aneddotica familiare vede diversi adulti tentare di portarmi a vedere Biancaneve al cinema, ma uscire prima della fine del film con me trasportata fuori a forza, incazzata nera.
La parte dal morso della mela in poi io l’ho vista qualche anno dopo, a casa. Ma ormai me ne ero fatta una ragione, della tanardaggine di quella sciacquetta.

Come Biancaneve, non sono riuscita a salvare neanche la Sirenetta. Che quando ero piccola mica c’era ancora il film della Disney che la fa sposare con il suo principe, no. Quando ero piccola c’era solo la versione originale. Quella di Andersen. Che la faceva morire male. E più me la leggevano, più avrei voluto entrare nella fiaba a forza – ero una bambina piuttosto irruenta, tutta ossa, nervi e occhioni – e palesarmi nella grotta dove quella sciocca si sdilinquiva per un busto di alabastro.
«Toc toc» avrei fatto, bussando con le nocche sulla scultura del principe, guardando fissa la ragazza. «Lo vedi che è finto? È un principe di pietra! Di. Pietra. Vai a giocare tra le alghe con gli amici paguri, dai!»
Che io, quel principe lì, lo odiavo. Lo odiavo tantissimo perché non si era innamorato della Sirenetta mentre lei, amandolo, era morta per lui.
E se mi fosse andata male nella grotta, avrei provato a distrarla con qualche gioco mentre lui naufragava con la sua nave (mi sarebbe piaciuto un sacco impedirle di salvarlo) e, se ancora non ci fossi riuscita, l’avrei convinta a eseguire gli ordini della strega del mare e pugnalarlo nel sonno alla sua prima notte di nozze con un’altra. Perché quello si era sposato un’altra. Maledetto.
La rabbia. Ma la rabbia! E invece la Sirenetta era buona, stupida e gnucca. E infatti moriva.

Come si fa a crescere con questi esempi, dico io. Sarebbe stato così bello se una bambina di pochi anni fosse entrata nelle fiabe per salvare in tempo quelle stupidotte.

Come la Bella Addormentata. Uh, la Bella Addormentata! Una sola cosa le avevano chiesto: non toccare un fuso. Nessun fuso, niente eccezioni. Se vedi un fuso, cambia strada. Una regola facile facile. Tu sei una principessa, bellissima, col tuo castello, due genitori amorevoli, vestita bene, con delle fate come madrine, amata da tutti e un compito solo, neanche difficile. Goditela, no? No. Lei vede una vecchia che fila col fuso e cosa fa? Lo tocca. ‘Sta scema.
Che uno dice, vabbè, cavoli tuoi, dormi lì e noi andiamo avanti con la nostra vita. Ma no. Lei trascina nella sua idiozia un intero castello. Tutta la gente che viveva e lavorava lì si addormenta per cent’anni.
Che io ho sempre pensato: ma se avevano le famiglie fuori? Pensavo ai bambini che non avrebbero visto rientrare il papà o la mamma, quella sera, perché una sedicenne aveva toccato un fuso e li aveva addormentati tutti per un secolo. Una rabbia!
Niente, non ho salvato neanche lei.
Frustrante, terribilmente frustrante.

Per fortuna c’era Cenerentola. Lei mi dava sempre tanta soddisfazione. Che va bene essere buone e gentili, avevo capito che era importante, ma Cenerentola sa cogliere le opportunità. È una che si dà da fare, una ragazza pratica, sveglia, determinata. Cenerentola la mela non l’avrebbe mangiata, l’avrebbe messa nella macedonia delle sorellastre. Non sarebbe morta per un principe che non la amava, era sopravvissuta a quelle tre megere lavando pavimenti e dormendo tra la cenere, figurarsi se perdeva tempo ad amare un soprammobile da spolverare, lei il principe se lo è andato a prendere direttamente al castello. E se avesse visto un fuso sapendo di non doverlo toccare, be’, potete credermi: non lo avrebbe toccato.
Sappiamo benissimo che ha sposato un blasonato così beota per liberarsi di una famiglia tossica e di un lavoro da sguattera. Lei è quella che ce la fa, con tutta la consapevolezza del creato, che io me la immagino pensare: lui non mi riconosce finché non mi metto una scarpa anche se abbiamo ballato per tre sere di fila e manco mi ha chiesto come mi chiamo? Bene, non stiamone a fare questioni di principio o di orgoglio, mi metto la scarpa e bona lè.

Poi sono cresciuta. E sono stata Biancaneve, la Bella Addormentata e soprattutto la Sirenetta. Finché non mi sono ricordata che era Cenerentola, quella furba.
Se oggi dovessi avere il potere di entrare nelle fiabe e salvare qualcuno, be’…

 

Continua sulla raccolta “Salvataggi” per la Fondazione Pangea Onlus il cui intero ricavato va a sostegno delle attività di Pangea per l’Afghanistan.

Tredici edizioni di GSSP…
Ho iniziato nel 2014 e le prime due edizioni erano di quattro mesi. Eravamo già su un forum online riservato, nessun confine geografico, nessun limite di orario, nessun appuntamento fisso. Fin dall’inizio si poteva partecipare da dove si fosse, quando e per quanto si volesse.
Arrivavamo al quarto mese senza neanche la forza di aprire la scatoletta al gatto. Cosa che i gatti non hanno gradito affatto.
Dal 2016 ho trasformato il GSSP in un laboratorio di tre mesi, sì, ma raddoppiandolo.
Perché c’erano quelli che Ci fai lavorare su un romanzo? e quelli che Ci fai lavorare sulle tecniche? e allora Pigri facciamone due diversi, dai, però tra quello di gennaio e quello di settembre voglio dimenticarmi che esiste il forum.
Insomma, è così che è andata.
Ed è così che oggi si conclude il GSSP Fare un romanzo 2021, il tredicesimo GSSP.

Il Gruppo di Supporto Scrittori Pigri è ufficialmente un laboratorio online di scrittura narrativa, ma è anche molte altre cose.
È uno spazio dove si condivide la propria passione per la scrittura e la lettura, dove si lavora sodo, dove ci si legge e ci si aiuta, senza competizione, dove si trova sempre anche il tempo di ridere, scherzare e fare bisboccia, dove io assegno esercitazioni, pubblico approfondimenti, leggo tutti e lascio le mie considerazioni sui testi di ognuno, dove nascono amicizie e progetti a lunga scadenza.
Il GSSP è casa.

Il GSSP Fare un romanzo 2021 è stato:
3 mesi di laboratorio;  8 esercitazioni settimanali; 4 analisi di testi, 1 primo capitolo da scrivere; 7 stanze di forum; oltre 13.700 commenti; 1 redattrice (grazie, Valeria Riboli!) e 1 sceneggiatore e scrittore (grazie, Sergio Badino!) intervistati; 467 esercitazioni totali consegnate, lette e valutate (compreso l’editing al primo capitolo di ognuno); in 45 hanno fatto le due esercitazioni più consegnate e il 28 quella meno consegnata; 671 commenti lasciati nella zona Ricreazione (dove, come da tradizione, i Bagni in fondo al corridoio battono per commenti tutte le altre discussioni ludiche e, altro primato a cui teniamo, le Cose belle battono le Cose brutte).

Per questa tredicesima edizione il gruppo era formato da 42 Scrittrici Pigre e 9 Scrittori Pigri sparsi in tutta Italia – Lombardia (13), Emilia-Romagna (7), Piemonte (5), Veneto (5), Liguria (4), Toscana (3), Puglia (3), Sicilia (1), Campania (1), Friuli Venezia Giulia (1), Sardegna (1), Trentino (1) – e, siccome siamo internazionali, pure nel Regno Unito (1), nei Paesi Bassi (1), a New York (1), in Svizzera (1), in Belgio (1) e in Spagna (1).

21 erano gli Scrittori Pigri veterani e 8 di loro avevano già fatto (almeno) un GSSP Fare un romanzo, 43 anni l’età media e 2 le docenti che hanno avuto: me e Alice Basso.

E infinite sono state le ore dedicate a questa avventura.
Ne è valsa davvero la pena.

Siccome non possiamo ancora assembrarci spensieratamente, stasera abbiamo organizzato uno Zoom Pigro di fine GSSP e finalmente ci vedremo e sentiremo, continuando a chiamarci con i nostri nickname.

Ogni anno è sempre più spontaneo ricreare e consolidare lo spirito di partecipazione e di appartenenza del gruppo. Immagino sia di grande aiuto in questo anche il passaparola che innesca una piccola magica selezione naturale per cui Pigro chiama Pigro, portando nel GSSP chi ha lo spirito giusto per il GSSP.
Dove si lavora sul serio senza prendersi troppo sul serio, dove si trova a proprio agio chi ha voglia di mettersi in discussione, dove si ragiona sulla scrittura narrativa senza tanti grattini sulla testa, dove si incassano osservazioni toste, che a volte smontano ciò che ci sembrava perfetto, ma anche dove si trovano gli strumenti e i compagni giusti per tirare fuori ciò che abbiamo voglia di raccontare e il modo migliore per farlo e, infine, dove si può ridere, scherzare e prendersi in giro (anche me, certo, eccome).

Ogni volta che finisco un GSSP sono stremata, come loro e forse un pelino di più, ma anche grata.

Grazie, Scrittori Pigri del FuR21!
Siete stati un meraviglioso gruppo con cui lavorare.

Noi continueremo a stare insieme nel Circolo carbonaro su Facebook, nel GASP* e nel gruppo WhatsApp già pieno di foto di gattini, bottiglie e dolci.
*sul GASP può venire chi lo desidera, se è su Facebook, basta che risponda (e corrisponda) alle domande all’entrata

Per il prossimo GSSP, il GSSP Scrittura e Narrazione che inizia il 17 gennaio 2022, al momento i posti sono esauriti, ma chi vuole può mettersi in lista d’attesa. In caso di qualche rinuncia contatteremo in ordine di richiesta.
Per il GSSP Fare un romanzo e il successivo GSSP Scrittura e Narrazione, apriremo le iscrizioni ad aprile 2022.

Se volete essere tenuti aggiornati su quando apriremo le iscrizioni e altre iniziative Pigre sulla scrittura narrativa, e non fate già parte dell’indirizzario, potete inserire qui il vostro email.

E anche questo è stato un bellissimo
Gruppo di Supporto Scrittori Pigri
Laboratori online di scrittura narrativa

La gara di racconti per vincere il GSSP Scrittura e Narrazione 2022 si è conclusa con 82 racconti in 15 giorni, 3295 voti dei lettori della Giuria popolare e 24 giurati per la Giuria di qualità: 9 scrittrici, 3 scrittori, 6 editor, 1 editore, 2 librai, 3 Pigri Doc.

Per la Giuria di qualità i tre racconti migliori sono:

  • 1° “Tigro” (di Tanit, pluri Scrittrice Pigra)
  • 2° a pari merito “Quark” (di Luca Alessandrini)
  • 2° a pari merito “Il gioco” (di Simone Paparazzo)

Il vincitore per la Giuria popolare è stato:

  • Tommaso Landini con “Coca Cola e popcorn” (259 voti)

I due primi classificati hanno vinto l’iscrizione al GSSP Scrittura e Narrazione 2022.
I secondi classificati a pari merito per la Giuria di qualità hanno vinto una consulenza con me sulla scrittura narrativa o su una loro idea di trama per un romanzo che desiderano scrivere.

Grazie a tutti gli 82 partecipanti per aver fatto parte di questa avventura, per essere stati aspiranti Scrittori Pigri e per essersi messi in gioco con i loro racconti.

Se desiderate continuare a scrivere insieme a noi e a lavorare sulla vostra scrittura, c’è ancora un posto disponibile per il GSSP Scrittura e Narrazione 2022, il laboratorio online per scoprire, sperimentare e rafforzare le principali tecniche narrative, per essere più consapevoli della propria scrittura e acquisire gli strumenti necessari a dare forma alle idee e alle storie.
Il laboratorio, della durata di tre mesi, inizierà il 17 gennaio 2022 e sarà la quattordicesima edizione del GSSP.

Sarà tenuto da me, 
scrittrice (Rizzoli, Feltrinelli, Mondadori).
A supportare me ci sarà anche Alice Basso, scrittrice per Garzanti e redattrice, traduttrice, valutatrice di inediti, che sarà a disposizione degli iscritti per una settimana, per commentare i testi presentati, rispondere alle domande, fornire spunti di riflessione, accorgimenti editoriali e suggerimenti.

Ogni iscritto avrà una password, il proprio nickname e potrà partecipare ovunque sia, in qualunque momento, purché abbia un computer e una buona connessione a internet.
Niente orari e giornate fisse, solo le scadenze di consegna settimanali.
Tutti i testi verranno discussi collettivamente all’interno di un forum privato, protetto da password, con il mio feedback continuo sul vostro lavoro.
Durante i tre mesi di laboratorio, attraverso spiegazioni, letture e analisi di testi, affronteremo gli elementi principali della scrittura narrativa: narratore, focalizzazione, uso della prima e della terza persona, descrizione e straniamento, dialoghi, caratterizzazione e linguaggio dei personaggi, stilistica, generi narrativi, conflitti, risoluzioni, finali, riscrittura, editing.

Qui potete trovare tutte le informazioni sul laboratorio
 e, se desiderate partecipare, qui trovate il modulo di iscrizione.

Il GSSP successivo sarà a settembre 2022 e sarà il GSSP Fare un romanzo.

Molti abbracci virtuali, che quelli possiamo darceli, Buon Natale e buone feste!

Come da tradizione, anche quest’anno ci sarà una gara di racconti per vincere due iscrizioni gratuite al prossimo GSSP Scrittura e Narrazione.
I partecipanti dovranno scrivere un racconto ironico sulla pigrizia di max 2000 caratteri spazi inclusi e che contenta almeno una di queste parole: pigrizia, pigro o pigra.
Un’iscrizione sarà assegnata dal giudizio popolare, ossia dal numero di Mi piace che ogni testo avrà ottenuto direttamente sull’album “Incipit in gara”.
L’altra iscrizione sarà invece assegnata da una giuria professionale, formata da scrittori, editor, giornalisti, blogger letterari ed esperti di comunicazione, che sceglierà, a suo insindacabile giudizio, il testo a suo parere più interessante dal punto di vista narrativo.
Tutti i racconti in gara verranno pubblicati sulla pagina Facebook degli Scrittori Pigri nell’album Vinci il GSSP 2022 – Racconti in gara.
La gara durerà dal 29 novembre al 13 dicembre 2021 (si accettano testi fino all’11 dicembre).
Entro giovedì 16 dicembre 2021 verranno annunciati i vincitori.
Partecipare è facile. Entro l’11 dicembre 2021:
  • manda una mail a scrittoripigri@gmail.com con oggetto “Un racconto per il GSSP”
  • nel corpo della mail inserisci il tuo racconto ironico (max 2000 caratteri spazi inclusi) completo di titolo, tuo nome e cognome e della frase “Si richiede la pubblicazione per vincere il GSSP”. Non aggiungere allegati alla mail
  • il tema del racconto deve essere la pigrizia e nel testo deve esserci la parola “pigrizia”, “pigro” oppure “pigra” (basta una di queste)
  • il tuo racconto verrà pubblicato (entro 24 ore) nell’album fotografico “Racconti in gara” sulla pagina Facebook degli Scrittori Pigri e potrà essere condiviso, divulgato, commentato, votato fino al 13 dicembre!
Attenzione: non verranno accettati testi di oltre duemila battute spazi inclusi, testi scritti in maiuscolo, testi in lingua straniera, testi dove non compare almeno una di queste parole: “pigrizia”, “pigro”, “pigra”, testi che non hanno come tema la pigrizia, testi totalmente privi di ironia (o comunque tracce di umorismo).
Non saranno inoltre ritenuti validi i voti creati da account falsi o ottenuti tramite scambi o acquisti di bot e/o pacchetti di Like. L’uso abusivo dei Like va contro il regolamento e i termini d’uso di Facebook.

Qualora dovesse verificarsi questa eventualità, il racconto verrà escluso dalla gara.

 

[al momento, per il prossimo GSSP , è rimasta solo una dozzina di posti (e fino a novembre c’è la tariffa promo). Non aspettate di scoprire se avete vinto la gara, perché se non la vincete rischiate di non trovare più posto (se invece la vincete e vi siete già iscritti recuperate la quota versata). Ah, può anche essere un ottimo regalo di Natale, ma meglio deciderlo in tempo…

Il 16 agosto 2021 ho guardato la televisione. Non lo faccio mai, ma ciò che stavano dicendo alla radio era talmente inconcepibile che avevo bisogno di vederlo accadere.
I talebani si erano ripresi buona parte dell’Afghanistan e stavano entrando a Kabul, riportando tutti ma soprattutto tutte in un mondo violento e ingiusto, privo di libertà e di diritti fondamentali.

Ho chiamato Alice Basso, stava guardando e pensando la stessa cosa, come credo la maggior parte di noi.
Ammutoliti, annichiliti, impotenti. Quell’impotenza, però, non era accettabile. E nemmeno il silenzio.
«Facciamo qualcosa» ci siamo dette. «Pensiamo a cosa e chiamiamo Pangea.» Nessuna delle due riusciva a pensarsi inerte di fronte a quell’apocalisse.

Abbiamo ragionato insieme su due idee e dopo un’ora abbiamo scritto al team di ScrittixBene, con cui avevamo già collaborato a favore di Pangea, proponendo il Bazar della scrittura e Salvataggi, due iniziative che prevedevano il coinvolgimento di scrittrici e scrittori che stavamo per contattare.

Due giorni dopo avevamo raccolto decine di adesioni: nessuno riusciva a pensarsi inerte di fronte a quell’apocalisse.
I nostri Salvataggi sono 46 racconti di scrittrici e scrittori a cui abbiamo semplicemente chiesto di dirci cosa gli sarebbe piaciuto salvare. Qualcuno è tornato alla propria infanzia, qualcuno ha raccolto con amore i ricordi dei genitori, altri ci hanno consegnato dolori e riscatti, mentre c’è chi ha pensato a ciò che non si vede e che proprio per questo non va trascurato o chi si è dedicato alle storie, ai libri, alle fiabe e alle parole che superano i confini, come vorrebbe fare la nostra raccolta.

Non so quanto aiuto riusciremo a dare con queste due iniziative, ma siamo convinte che nessuna azione sia troppo piccola per cambiare il mondo. Intanto proviamoci, Pangea lo fa.

L’eBook è in versione .pdf .mobi e .epub così da poterlo leggere su qualsiasi dispositivo e applicazioni di Reader.

Potete acquistarlo qui, direttamente sul sito di Pangea.

Abbiamo evitato tutte le piattaforme di distribuzione online perché, in questo modo, l’intero ricavato – ogni centesimo del vostro pagamento – andrà direttamente sul conto di Pangea.

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Eccomi, eccomi, eccomi!
Allora, cominciamo a ragionare sulle presentazioni della Banda degli Dei.
Siccome è un periodo particolarmente impegnativo sul lavoro, non riesco a fare il solito tour di incontri a raffica in giro per l’Italia, però – e con molto piacere – se librai, associazioni culturali, organizzatori di eventi desiderano avermi per un incontro basta che contattino l’ufficio stampa di Rizzoli (o, se mi conoscono, anche direttamente me).
Considerate che vivo a Genova e da lì mi muovo per andare (eventualmente dormire) e tornare.

CARMAGNOLA (TO) – venerdì 14 gennaio 2022, ore 21.00 – Sala nobiliare di Casa Cavassa (via Valobra 143, angolo Via Benso).
L’incontro è organizzato dal Gruppo di Lettura Carmagnola
Cena alle ore 19.30 (10 euro) presso la Locanda del Bussone. La quota di partecipazione senza cena è di 1 euro. Per info e prenotazioni (obbligatorie) 392/5938504

Presentazioni passate

GENOVA – 21 ottobre 2021 – Libreria Feltrinelli
17.00 firmacopie – 17.30 con Donatella Alfonso, giornalista e scrittrice – 18.45 con Riccardo Gazzaniga, scrittore
MILANO – 25 novembre 2021 – Libreria Popolare di via Tadino
18.30 con Alice Patrioli, collaboratrice La Lettura – 19.30 con Valeria Riboli, redattrice Rizzoli
GENOVA – 12 dicembre, ore 11.00 – Firmacopie alla Libreria Nervi
CAMOGLI (GE) – 12 dicembre, ore 17.30 – Incontro letterario all’Hotel Cenobio dei Dogi organizzato dall’associazione Ochin Okinawa

La banda degli Dei (Rizzoli) in libreria dal 19 ottobre 2021

Se ne sono dette tante, sugli Dei. Letteralmente. Ci sono svariate versioni dei miti che li riguardano e sono le storie più belle del mondo (e un po’ tutte le storie vengono da lì, diciamocelo). Alcuni elementi, però, sono sempre uguali: gli Dei sono potenti come ogni divinità deve essere, hanno una visione piuttosto ampia del mondo, hanno l’umore variabile come il tempo, si innamorano come adolescenti e sono più suscettibili di un gatto. Oltre a ciò, hanno una creatività straordinaria e, ovviamente, sono epici. Come si fa a non amarli?
Vi svelo qualcosa dei sette scelti dalla banda degli Dei, qualcosa che forse neanche i ragazzi della banda sapevano quando hanno scelto i loro nomi divini. Se volete, potete divertirvi a cercare i punti in comune tra loro e le divinità.

Afrodite per i Greci, Venere per i Romani
Afrodite, Venere per i Romani, era la dea della bellezza, dell’amore e della fertilità. Alcuni la consideravano figlia di Zeus e della ninfa Dione, ma la versione più accreditata del mito la fa nascere in primavera dalla spuma del mare fecondata dai genitali di Urano, che Crono aveva tagliato e scagliato in mare dopo essersi ribellato al padre (non ci andavano leggeri, già).
Afrodite, dal greco afros, “spuma”, emerse dalle onde su una conchiglia di madreperla (e va da sé che tutti crollarono innamorati ai suoi piedi e cominciarono a correre in tondo in preda agli ormoni. Pare che la ragazza avesse una carica erotica di una certa potenza).
Zeus la diede in moglie a Efesto, anche se l’idea di unire la dea più bella al dio più brutto non fu delle migliori: è naturale che la dea dell’amore passi il suo tempo ad amare – ma soprattutto farsi amare da – chiunque lei desideri, che ti aspetti?
Fece parecchi figli, ma il più amato e temuto è Eros (Cupido), l’amore, avuto da Ares.
Preoccupata perché il piccolo non cresceva, gli fece un fratello, Anteros, “colui che ricambia l’amore”: un mito per ricordarci che l’amore, per poter crescere, deve essere ricambiato.
Sennò non state a perdere tempo.
Tra i suoi animali sacri ci sono il delfino e la colomba.
Il 1° aprile e il 19 agosto erano le giornate a lei consacrate, soprattutto dai marinai che la veneravano come dea sorta dal mare. Leggi il resto →

Ho scritto questo romanzo all’inizio del 2016 – Stranger Things non era ancora uscito e una banda di giovanissimi amici in bicicletta era un semplice ricordo personale – e non pensavo di fare un libro per ragazzi. Avevo una storia da raccontare e sapevo che questi sette straordinari ragazzini ne erano i protagonisti.
Quando ho finito di scriverlo mi sono però resa conto di essermi allontanata da quello che viene chiamato “percorso autoriale” e ho riposto la mia banda in un angolo (non in un cassetto!) per dedicarmi ad altre storie.
L’alternativa era salvare solo due o tre fra i sette amici, per dare maggiore voce ai loro genitori, ma tra me e la banda c’era un patto: tutti o nessuno. Non li ho mai traditi. Magari un giorno riscriverò la storia dal punto di vista dei genitori, chi lo sa.

Era il 2016, dunque, quando la banda degli Dei è nata, è stata amata dai pochi che l’hanno letta ed è stata messa da parte. Finché, nel 2021, ho incontrato Stefania Di Mella, editor di Rizzoli Ragazzi, che mi ha chiesto: «Hai mai scritto un romanzo per ragazzi?».
E lì, credetemi, la risata degli Dei l’ho sentita forte e chiara. Grazie, Stefania, per averla sentita anche tu.

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