casa da giocoL’abitudine di arrivare sempre in anticipo agli appuntamenti, a volte può lasciare spazio a impreviste passeggiate in mondi paralleli. Per esempio un bar del centro storico di Genova.
Sono entrata per bere un tè caldo, nonostante un deterrente schermo del televisore acceso si imponesse sulla sala.
Ma a scorrere non erano i soliti calciatori in calzoncini, bensì le immagini anni Cinquanta di un vecchio film americano con Rock Hudson e Anne Baxter.
Pochi minuti dopo, le due titolari e io, stavamo tifando come una curva nord per la Tracey di Anne Baxter, disprezzando senza mezze misure il personaggio di Julie Adams (“che basta guardarla per capire che è una refiosa intrigante”) e aspettando con ansia che Rock Hudson capisse finalmente -almeno nella finzione- quale fosse la donna giusta per lui.
Me ne sono andata con rammarico, per non arrivare in ritardo, ma le due signore del bar di piazza della Meridiana mi hanno promesso che, se torno oggi, mi dicono com’è finita.
Una delle due nicchiava, “Non può finire bene, mi sa che devono fare la morale”, diceva. Ma io ho dato un’occhiata su internet e so che alla fine l’amore trionfa.