GrimmMercoledì 28 ottobre sono andata alla Scuola Elementare “Richeri” di Genova per leggere fiabe ai bambini. Le fiabe vere.
L’incontro faceva parte del progetto ministeriale “Libriamoci a scuola”: una settimana dedicata alla lettura di libri nelle scuole di ogni genere. Un progetto al quale ho aderito subito, offrendomi di leggere le fiabe vere nelle elementari.
Mi ha scelta la Richeri e quando mi ha telefonato la Maestra responsabile del progetto ho tenuto a precisare “Guardi che io leggo le versioni originali dei Fratelli Grimm, eh”.
“Sì, sì, certo” mi ha risposto serena.
“Sono quelle senza zuccherini, siete sicuri?”
Erano sicuri.

Quella mattina, sempre per Libriamoci, sono andata al Carcere di Marassi per incontrare una classe sui generis: 20 uomini a lunga detenzione, amanti della lettura e della scrittura.
Ma credetemi: ero molto più agitata all’idea di incontrare i bambini (per la cronaca, l’incontro a Marassi è stato molto bello, tre ore di chiacchiera sulla narrativa e la promessa di tornare).

Quando sono entrata nella Richeri la scuola era in silenzio. Le classi stavano lavorando, a porte aperte, tutti buoni, sui banchi, coi loro quaderni. Appena sono stata annunciata nella prima classe dove sarei entrata, è scoppiato l’entusiasmo. Salti, urlacchi, mani che battevano felici, vocine che scampanellavano “È arrivata! È arrivata!”.
Ho pensato di scappare.
Che i bambini sono tosti. Tostissimi. A loro non la si fa. E se le fiabe non gli fossero piaciute? Potevano non piacergli?

Grimm castelloSono entrata nella seconda, abbiamo aspettato che arrivassero anche i bimbi di prima, mi sono seduta sulla cattedra (lo desideravo fin da bambina) e ho aperto il mio bellissimo libro delle fiabe dei Fratelli Grimm.
La conoscete la fiaba del Principe Ranocchio? ho chiesto. La conoscevano, mi hanno risposto in coro.
Be’, forse credete solo di conoscerla, ho detto col sorriso più diabolico che mi è venuto.
Non la conoscevano, e l’idea di spiaccicare il ranocchio contro il muro è piaciuta da matti. Anche se c’è chi lo avrebbe fatto fuori con una padella.
E quando le sorellastre di Cenerentola si sono tagliate pezzi di piede per infilarsi la scarpetta, non potete immaginare il tripudio.

Grimm e lanterna

Quelli di terza e di quarta hanno voluto a tutti i costi Pollicino, quello dei Grimm e quello di Perrault, ma il primo era un po’ noioso, li avevo avvisati, non ne siamo usciti soddisfatti, potevamo divertirci di più, devo tornarci con qualcosa di più appagante, però mi hanno accolta con un Benvenuta Barbara colorato e una lanterna di Halloween fatta apposta per me. Come minimo gli devo leggere il Bambino capriccioso, o il Soldatino di stagno, ma forse anche La bella addormentata, soprattutto la seconda parte con la suocera orco, può piacergli.

 

Grimm BiancaneveIn quinta – più grandicelli, abituati a leggere – hanno ascoltato con attenzione, abbiamo approfondito la questione degli occhi strappati alle sorellastre dalle colombelle (Ma come glieli hanno strappati, dalla testa? Mannoooo, dalle orbite, così! AAAAAHHHHHHH) e abbiamo decretato, tutti insieme all’unanimità, che Biancaneve non solo era decisamente stupida, ma anche cattiva, che uccidere la matrigna al proprio ricevimento di nozze è davvero brutto.

Li ho amati tutti. Non me l’aspettavo.
Ho anche amato le loro maestre, che non hanno fatto un plissé quando parlavo di occhi strappati, piedi tagliati, matrigne uccise.
Nessun bambino, dalla prima alla quinta, conosceva le fiabe vere. Tutti le hanno amate.
E io mi sono sentita la Signora della Buonanotte per un pomeriggio.
Ma la verità è che non ero Giulia, ero indiscutibilmente Rebecca.

PS nessun bacio ha risvegliato nessuna principessa.