• Ma i valori che ho assorbito, per quanto veri, per quanto profondi, sono tutti teorici e in confezioni sterilizzate. È come se fossi una bella persona a scrocco, con ideali astratti rubati alla letteratura.

    Buona Fortuna
Saranno otto seminari online gratuiti – tra il 2 febbraio e il 23 marzo – di scrittura fiabesca offerti dal Comune di Sestri Levante e Mediaterraneo Servizi con otto eccellenze della narrativa per l’infanzia.

Per l’edizione 2022 si comincia con il Premio Strega Ragazzi Davide Morosinotto, si prosegue con altri autori e autrici pluripremiati – Rosa Tiziana Bruno, Roberto Morgese, Stefano Bordiglioni, Sergio Badino, Sofia Gallo e Lodovica Cima – e si conclude con una delle scrittrici italiane più amate e tradotte all’estero, Elisabetta Gnone (sì, la creatrice delle W.I.T.C.H., lei).
I webinar, di 90 minuti ciascuno, sono rivolti a ogni categoria prevista dal concorso letterario per la fiaba inedita Andersen-Baia delle Favole e, per dare a tutti la possibilità di seguirli, la scadenza del bando è stata posticipata al 31 marzo 2022 (qui trovate il bando).

Qui trovate tutto il programma di Scrivere una fiaba.

Prendete nota perché due sono per adulti, uno a febbraio e uno a marzo, gli altri sono per bambini 6-10 anni, ragazzi 11-13, ragazzi 14-17, illustratori e autori di graphic novel, insegnanti dell’infanzia e insegnanti delle primarie.

Oltre a seguirli voi e farli seguire ai vostri figli/nipoti/studenti fatelo sapere in giro, soprattutto nelle scuole, agli insegnanti, sia per loro (se dell’infanzia o primarie) sia per i loro allievi.
Tra l’altro il primo webinar è proprio quello per ragazzi 11-13 anni ed è tenuto da Davide Morosinotto, Premio Strega ragazzi 2021. Mica ciuffoli.

E vista la richiesta a gran voce durante la prima edizione, per ogni webinar il 40% dei posti è per chi è fuori categoria.

Sono tutti gratuiti ma con posti limitati e iscrizione obbligatoria su Eventbrite.

Le iscrizioni di ogni webinar aprono il giovedì precedente alla data del webinar (però si può opzionare su Eventbrite il “segui” o qualcosa del genere per essere avvisati in automatico quando aprono).

Per essere tenuti aggiornati consiglio di iscrivervi alla newsletter sul sito dell’Andersen di Sestri Levante così siete sicuri di non perdere niente.


Biancaneve era tanarda. Questo mi è stato chiaro subito. Ma tanarda proprio. Carina, ma tanarda.
Ogni volta, ogni santissima volta che la strega le offriva la mela avvelenata, lei la prendeva e la mordeva. Ora, capisco la prima volta, sei ingenua, ti fidi, pare maleducato rifiutare un dono, ci sta. Ma poi basta.
E non è che non glielo dicessi. Glielo urlavo proprio. Ma lei niente, tanarda e pure sorda.
Me lo ricordo, il cinema Odeon di corso Buenos Aires, con le sue poltrone rosse e il tetto che alla fine del film si apriva per far andare via il fumo di quelli che senza sigaretta per un paio d’ore proprio non ci stavano. Quel soffitto magico si spalancava mentre noi uscivamo, mostrando il giorno lì fuori.
Comunque, dicevo. Biancaneve.
Io ero lì, seduta, con le mie gambette che non toccavano il pavimento, e seguivo sul grande schermo la vicenda. Lei che cantava vicino al pozzo, la matrigna invidiosa, il cacciatore, gli animaletti del bosco, la casetta dei sette nani, i sette nani, e-oh e-oh andiamo a lavorar, lo specchio magico, la trasformazione della matrigna in strega, la mela rossa e quella mano artigliata che la offriva alla tanarda. E la tanarda che la prendeva. Ogni. Santissima. Volta.
Quindi io, spinta dal desiderio ma diciamo pure dall’irrefrenabile bisogno di salvarla, saltavo giù dalla poltrona urlando «Non prenderla, Biancaneve! Non mangiare la mela!» e correvo fin sotto lo schermo spompandomi i polmoni per farmi sentire fin nel bosco.
E per sentirmi mi sentivano. Tutti. Tutti tranne quella tanardissima che nel frattempo, ignorandomi, prendeva la mela, la mordeva e cadeva a terra morta.
«Noooooooooooo» gridavo piena di disperazione e rabbia. Perché, l’ho detto, una volta va bene, ci caschi, lo capisco, ma poi basta, poi sei proprio stupida. E sorda.
E intanto «Silenzio!», «Faccia star buona sua figlia, signora!», «Fate uscire quella bambina», mentre dalla platea si sentivano altri bimbi singhiozzare «Mamma, perché Biancaneve non ha ascoltato quella bimba? Adesso è morta.»
Eh, appunto!
E venivo trascinata via piangente e urlante.
Dalla mamma, dalla nonna, dalla zia. L’aneddotica familiare vede diversi adulti tentare di portarmi a vedere Biancaneve al cinema, ma uscire prima della fine del film con me trasportata fuori a forza, incazzata nera.
La parte dal morso della mela in poi io l’ho vista qualche anno dopo, a casa. Ma ormai me ne ero fatta una ragione, della tanardaggine di quella sciacquetta.

Come Biancaneve, non sono riuscita a salvare neanche la Sirenetta. Che quando ero piccola mica c’era ancora il film della Disney che la fa sposare con il suo principe, no. Quando ero piccola c’era solo la versione originale. Quella di Andersen. Che la faceva morire male. E più me la leggevano, più avrei voluto entrare nella fiaba a forza – ero una bambina piuttosto irruenta, tutta ossa, nervi e occhioni – e palesarmi nella grotta dove quella sciocca si sdilinquiva per un busto di alabastro.
«Toc toc» avrei fatto, bussando con le nocche sulla scultura del principe, guardando fissa la ragazza. «Lo vedi che è finto? È un principe di pietra! Di. Pietra. Vai a giocare tra le alghe con gli amici paguri, dai!»
Che io, quel principe lì, lo odiavo. Lo odiavo tantissimo perché non si era innamorato della Sirenetta mentre lei, amandolo, era morta per lui.
E se mi fosse andata male nella grotta, avrei provato a distrarla con qualche gioco mentre lui naufragava con la sua nave (mi sarebbe piaciuto un sacco impedirle di salvarlo) e, se ancora non ci fossi riuscita, l’avrei convinta a eseguire gli ordini della strega del mare e pugnalarlo nel sonno alla sua prima notte di nozze con un’altra. Perché quello si era sposato un’altra. Maledetto.
La rabbia. Ma la rabbia! E invece la Sirenetta era buona, stupida e gnucca. E infatti moriva.

Come si fa a crescere con questi esempi, dico io. Sarebbe stato così bello se una bambina di pochi anni fosse entrata nelle fiabe per salvare in tempo quelle stupidotte.

Come la Bella Addormentata. Uh, la Bella Addormentata! Una sola cosa le avevano chiesto: non toccare un fuso. Nessun fuso, niente eccezioni. Se vedi un fuso, cambia strada. Una regola facile facile. Tu sei una principessa, bellissima, col tuo castello, due genitori amorevoli, vestita bene, con delle fate come madrine, amata da tutti e un compito solo, neanche difficile. Goditela, no? No. Lei vede una vecchia che fila col fuso e cosa fa? Lo tocca. ‘Sta scema.
Che uno dice, vabbè, cavoli tuoi, dormi lì e noi andiamo avanti con la nostra vita. Ma no. Lei trascina nella sua idiozia un intero castello. Tutta la gente che viveva e lavorava lì si addormenta per cent’anni.
Che io ho sempre pensato: ma se avevano le famiglie fuori? Pensavo ai bambini che non avrebbero visto rientrare il papà o la mamma, quella sera, perché una sedicenne aveva toccato un fuso e li aveva addormentati tutti per un secolo. Una rabbia!
Niente, non ho salvato neanche lei.
Frustrante, terribilmente frustrante.

Per fortuna c’era Cenerentola. Lei mi dava sempre tanta soddisfazione. Che va bene essere buone e gentili, avevo capito che era importante, ma Cenerentola sa cogliere le opportunità. È una che si dà da fare, una ragazza pratica, sveglia, determinata. Cenerentola la mela non l’avrebbe mangiata, l’avrebbe messa nella macedonia delle sorellastre. Non sarebbe morta per un principe che non la amava, era sopravvissuta a quelle tre megere lavando pavimenti e dormendo tra la cenere, figurarsi se perdeva tempo ad amare un soprammobile da spolverare, lei il principe se lo è andato a prendere direttamente al castello. E se avesse visto un fuso sapendo di non doverlo toccare, be’, potete credermi: non lo avrebbe toccato.
Sappiamo benissimo che ha sposato un blasonato così beota per liberarsi di una famiglia tossica e di un lavoro da sguattera. Lei è quella che ce la fa, con tutta la consapevolezza del creato, che io me la immagino pensare: lui non mi riconosce finché non mi metto una scarpa anche se abbiamo ballato per tre sere di fila e manco mi ha chiesto come mi chiamo? Bene, non stiamone a fare questioni di principio o di orgoglio, mi metto la scarpa e bona lè.

Poi sono cresciuta. E sono stata Biancaneve, la Bella Addormentata e soprattutto la Sirenetta. Finché non mi sono ricordata che era Cenerentola, quella furba.
Se oggi dovessi avere il potere di entrare nelle fiabe e salvare qualcuno, be’…

 

Continua sulla raccolta “Salvataggi” per la Fondazione Pangea Onlus il cui intero ricavato va a sostegno delle attività di Pangea per l’Afghanistan.

Questo è un progetto a cui tengo molto perché non capita spesso che un ente organizzatore di uno dei più vecchi e amati premi letterari italiani decida, per incoraggiarvi a partecipare, di regalare lezioni di grande qualità su come scrivere una fiaba.

A tutti, online, ovunque voi siate, gratis.
Pensando a ogni singola categoria del Premio.
E senza imporre a nessuno di partecipare, poi, al Premio (ma vi verrà una voglia matta di farlo, spero).

Insomma, il Comune di Sestri Levante (con l’aiuto pratico e logistico di Mediaterraneo Servizi) che da 54 anni indice il Premio “H.C. Andersen – Baia delle Favole” per la fiaba inedita, offre a tutti otto webinar con otto scrittori ed esperti di narrativa per l’infanzia.

Ogni mercoledì, dal 3 febbraio al 24 marzo, un docente d’eccellenza terrà un seminario online per spiegare come scrivere una fiaba e ogni seminario online sarà rivolto a una delle categorie previste dal bando.

Per ogni webinar ci sono 500 posti, lo si può seguire solo in diretta online se si è tra quei 500 e le iscrizioni sono gratuite ma obbligatorie sul sito Eventbrite.

ECCO IL PROGRAMMA

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Questa illustrazione la trovate a pag. 130 di C’era una svolta.
È di Umberto Torricelli e la musica è di Marco Caprelli.
La grafica è di pholpo (Nicola Scodellaro e Sara Zampieri).

La scena è della fiaba “Il piccolo Claus e il grande Claus” di H. C. Andersen, una fiaba poco nota e non si capisce perché.

C’era una svolta
Cos’hanno in comune Andersen, i Grimm e Perrault con Disney? Niente.
Con le illustrazioni di Alice Basso, Sara Lando, Marco Lucente, Alessio Roberti Vittory, Nicola Scodellaro, Umberto Torricelli e la partecipazione straordinaria di Piero Fiorio.

Un antico proverbio dice che per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio.

Lo trovo molto vero. Per “bambino” si può intendere anche qualcosa di vivo e prezioso che potrebbe andare in diverse direzioni, ma se attorno, a farlo crescere, a dargli supporto, ad arricchirlo ciascuno con la propria dote, c’è un intero villaggio, la direzione sarà la migliore possibile.

Qualcosa di vivo e prezioso come un libro, per esempio.

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FIABE VERE IN TOUR!

Per C’era una svolta le presentazioni saranno poche (ma ottime!) perché in questo periodo sono particolarmente ingabbiata con il lavoro.
Ma quelle poche (ma ottime!) saranno davvero speciali, ognuna per motivi diversi.

Vi aspetto a:

GENOVA, lunedì 30 settembre alle 18.00 alla  libreria Feltrinelli.
Mi presentano Sara Rattaro e Mauro Morellini e con me ci saranno anche alcuni illustratori: Sara LandoMarco Lucente e Nicola Scodellaro.

MILANO, martedì 1 ottobre alle 18.30 al Mondadori Megastore in Duomo.
Mi presenta Mauro Morellini e con me ci saranno anche alcuni illustratori: Alice Basso, Sara Lando, Marco Lucente, Nicola Scodellaro e Umberto Torricelli.

SAVONA, venerdì 11 ottobre alle 20.30 al Feltrinelli Point.
È una cena organizzata dalla Compagnia dei lettori, i posti sono limitati (per info e prenotazioni: 3466001652 – lacompagniadeilettori@gmail.com)

TERRANUOVA BRACCIOLINI (AR), venerdì 1 novembre alle 21.00 al Canto del Maggio.
Per chi lo desidera, dalle 19.30 ci sarà un buffet con leccornie salate e dolci e per quello ci si deve prenotare (info e prenotazioni: 339 2641672)
Attenzione: mi pregio di far notare che sarà il giorno del mio compleanno! Lo trovo un modo perfetto di festeggiare.

BIELLA, sabato 16 novembre alle 10.00 (del mattino, sì) alla Biblioteca Ragazzi per il Fuoriluogo Festival.
Mi presenta Roberta Invernizzi

TORINO, martedì 19 novembre alle 18.00 alla Libreria Bodoni / Spazio B
Con me ci sarà Alice Basso.

È possibile che si aggiungano altre date, ma poche.
Voi intanto segnatevi queste, che io vi aspetto in tantissimi!

Qui la scheda del libro.

Molti, leggendo “Qualcosa di vero“, si sono innamorati delle fiabe che Giulia racconta a Rebecca e mi hanno scritto per chiedermi dove trovare il mio primo libro, che io stessa avevo definito il donatore d’organi di quel romanzo.
Ne avevo usate otto, le più famose, ma in “C’era una svolta” ce ne sono molte di più e ho sempre desiderato ridargli vita.

Per il suo decennale sei amici (e mio papà) hanno realizzato le illustrazioni, un regalo prezioso che rende questa nuova edizione ancora più speciale, e io ho aggiunto quattro fiabe classiche e una chicca: la mia prima fiaba, scritta a (quasi) nove anni, quando sognavo di diventare una scrittrice ma non lo dicevo a nessuno.

Uscirà il 26 settembre 2019 per Morellini e, siccome sarò in un periodo parecchio impegnativo per il lavoro, non potrò andare molto in giro a presentarlo.

Ma alcune tappe sono assicurate:
Genova, ovviamente, dove ci vedremo lunedì 30 settembre alle 18.00 alla Feltrinelli
Milano, va da sé, dove ci vedremo martedì 1 ottobre alle 18.30 alla Mondadori in Duomo (e la sera festa tra amici!)
Torino, perché in questo progetto c’è anche Alice Basso e non esiste che io e lei saltiamo Torino.
Terranuova Bracciolini (AR), al Canto del Maggio, perché è una promessa fatta da tempo.

Ho talmente tante cose da raccontarvi su questo progetto, che ho creato, su Facebook, una pagina dedicata. Se vi va, seguitela.
Vi racconterò fiabe, vi presenterò le illustratrici e gli illustratori, vi racconterò aneddoti buffi, vi darò anticipazioni, vi terrò aggiornati sulle presentazioni.

E andando contro tutta la mia idiosincrasia per i video (per me in video, nella fattispecie) mi sono vestita colorata e ho letto il prologo.

Davvero è da metà aprile che non vi aggiorno? Oh poveretta me, e adesso come la recupero?

Sono stati due mesi e mezzo intensi, in effetti, e avrei anche avuto parecchio da raccontarvi ma per intensi intendo dire che ho vissuto in un frullatore perennemente acceso e da un frullatore perennemente acceso capite anche voi che è complicato fermarsi per aggiornare il blog.

Ma andiamo per ordine. Leggi il resto →

Pollicino DorèE, sempre per festeggiare i 388 anni dalla nascita di Charles Perrault, questo è il suo Pollicino (illustrazione di G. Doré).

Sempre tratto da Qualcosa di vero, quando Giulia lo racconta a Rebecca.
Così come ce l’ha raccontata Perrault nei Racconti di Mamma Oca, va da sé.

(…)

“Conosco una fiaba dove due genitori abbandonano sette figli in un colpo solo, la vuoi sentire?”
“Sì!” rispose Rebecca.
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Schermata 2016-01-12 alle 10.42.08388 anni fa nasceva Charles Perrault.
Un tipo colto, intelligentissimo e dagli ampi orizzonti.
Ce lo ricorda il doodle di Google di oggi, giustamente.

E io non potevo starmene zitta, che se si parla di fiabe ho la stessa reazione di Roger Rabbit con Ammazza la vecchia.

 

Ed ecco quando, in Qualcosa di vero, Giulia racconta la Bella Addormentata a Rebecca.
Così come ce l’ha raccontata Perrault nei Racconti di Mamma Oca, va da sé.

(…)

Nonostante le apparenze, gli orchi e le streghe cattive, tutto sembrava più semplice, nelle fiabe.
“E a proposito di principesse che li aspettano, cosa sai della Bella addormentata?”
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