La mia repulsione per le “canzoni romantiche”, specie se italiane, è nota. Diciamo che ho fatto sempre in modo che non sfuggisse a nessuno cosa ne penso. Sono una personcina romantica e sentimentale (ho scritto un romanzo d’amore per dimostrarlo!) ma con distinguo, criteri e un forte senso del buon gusto.

Premesso ciò, oggi – a causa di questo delizioso tempo autunnale che ha ostacolato il progetto spiaggia – stavo distraendomi con la preparazione di un salame dolce al cioccolato quando alla radio è passata una canzone che non è riuscita a rendersi anonima come le altre e passare inosservata, no. Era più brutta. Così brutta che sono stata costretta a smettere di schiacciare il burro con la forchetta e fermarmi ad ascoltarla. Così brutta che ho sperato non condizionasse la buona riuscita del mio dolce. Così brutta che ho rimpianto di non essere sdraiata sul telo in riva al mare sotto la pioggia.
Per carità, ce ne sono di pari e di peggio, lo so, ma oggi è questa quella che ha vinto il premio “Perchè quel giorno non sei andato a raccogliere mirtilli anzichè scrivere questa schifezza?“.

Il lagnoso protagonista è mesto, amareggiato e piagnucoloso. Lei, sorprendendo solo lui, lo ha lasciato. Lui, anzichè sbattersi per andare a cercarla e riconquistarla, preferisce straziare tutti noi e restare lì seduto a starnazzare che la ama veramente. Ignorando il concetto di pleonastico.

Parliamone, tanto lo so che non siete in spiaggia neanche voi.

Te ne vai e non ritorni più,
me lo dici solamente,  (volevi anche un disegnino?)

ora che ti sei presa tutta la mia mente. (EH??? Vabbe’, l’avrà messa in un portapastiglie per errore)
La vita è strana e lo sapevo già,
ma non pensavo capitasse ancora
di svegliarmi e non trovarti più
sotto il caldo delle mie lenzuola. (quindi non è la prima volta che lei riesce a scappare ti lascia. E ancora non ti sei posto la domanda giusta. Potresti cominciare smettendo con queste rime penose – appropò: “ancora” non fa rima con “lenzuola”, almeno tra “già” e “più” c’è assonanza).
Scende, scende un lacrima…
Cresce, cresce la musica…
Dentro me…  (io questa parte nemmeno sto a commentarla)

Io non posso restare così…
Su ti prego dai ritorna qui! (eddaiiii, esssssuuuu, non vorrai farmi muovere un muscolo per te, vero?)

Io ti amo veramente!*
Io non voglio restarmene qui,
qui seduto senza averti qui! (lei lo ha incatenato, lui è paralizzato, è un inetto senza speranza oppure la mamma da piccolo lo ha viziato troppo?)

Io ti amo veramente!*
Io ti amo veramente!*
Brutta bestia la malinconia,
che se ti prende, ti trascina via, (la malinconia non sopporta più di avere lo scantinato pieno di pseudopoeti senza un barlume di fantasia)
come quando non hai più un’idea
a cui aggrapparti per volare via, (ce ne siamo accorti)
verso i confini di una libertà
che quando trovi sembra una galera! (che concetto INCREDIBBOLE, non ci aveva mai pensato nessuno ad associare la libertà alla galera, nessuno nessuno nessuno proprio. Mai mai mai)
Scende, scende un lacrima…
Cresce, cresce la musica…
(continuo a non commentare questa parte, mi rifiuto) 
Voglio te…
Io non posso restare così… (figurati noi)
Su ti prego dai ritorna qui!
Io ti amo veramente!*
Io non voglio restarmene qui,
qui seduto senza averti qui! (dobbiamo fare un discorso sulle ripetizioni)
Io ti amo veramente!*
Io ti amo veramente!*
Ora lo so,
che di te io mi libererò, (ora lo sai? tre strofe fa non lo sapevi, quale parola ti ha illuminato la mente che tra l’altro lei si sarebbe portata via?)
ma so,
so comunque però (nonostante il dolore, la rima va garantita)
che per ora scende, scende una lacrima…
Cresce, cresce la musica…
Dentro me… (…) 

Io non posso restare così…
Su ti prego dai ritorna qui!
Io ti amo veramente!*
Io non voglio restarmene qui,
qui seduto senza averti qui!
Io ti amo veramente!*
Io ti amo veramente!*

* Pleonastico: che costituisce pleonasmo, superfluo.
Sinonimi: inutile, ridondante, sovrabbondante, ovvio, scontato, superfluo.

La mia amica Sz classifica questo genere (e similari, per esempio le bossanove melodiche portoghesi o sudamericane) sotto la voce Zuppa di coglioni, descrizione che ho subito fatta mia, consacrandola a playlist definitiva per queste colate di melassa (no, sul mio Ipod non c’era la playlist ZdC, sul mio Ipod queste canzoni non si memorizzavano neanche. Nè lo faranno sul mio futuro Ipod).

Vado a controllare il salame al cioccolato, va.