• Resto un attimo in silenzio, accatastando in un unico spazio mentale tutti i nuovi tasselli che mi son piovuti addosso.

    Buona Fortuna

Se ne sono dette tante, sugli Dei. Letteralmente. Ci sono svariate versioni dei miti che li riguardano e sono le storie più belle del mondo (e un po’ tutte le storie vengono da lì, diciamocelo). Alcuni elementi, però, sono sempre uguali: gli Dei sono potenti come ogni divinità deve essere, hanno una visione piuttosto ampia del mondo, hanno l’umore variabile come il tempo, si innamorano come adolescenti e sono più suscettibili di un gatto. Oltre a ciò, hanno una creatività straordinaria e, ovviamente, sono epici. Come si fa a non amarli?
Vi svelo qualcosa dei sette scelti dalla banda degli Dei, qualcosa che forse neanche i ragazzi della banda sapevano quando hanno scelto i loro nomi divini. Se volete, potete divertirvi a cercare i punti in comune tra loro e le divinità.

Afrodite per i Greci, Venere per i Romani
Afrodite, Venere per i Romani, era la dea della bellezza, dell’amore e della fertilità. Alcuni la consideravano figlia di Zeus e della ninfa Dione, ma la versione più accreditata del mito la fa nascere in primavera dalla spuma del mare fecondata dai genitali di Urano, che Crono aveva tagliato e scagliato in mare dopo essersi ribellato al padre (non ci andavano leggeri, già).
Afrodite, dal greco afros, “spuma”, emerse dalle onde su una conchiglia di madreperla (e va da sé che tutti crollarono innamorati ai suoi piedi e cominciarono a correre in tondo in preda agli ormoni. Pare che la ragazza avesse una carica erotica di una certa potenza).
Zeus la diede in moglie a Efesto, anche se l’idea di unire la dea più bella al dio più brutto non fu delle migliori: è naturale che la dea dell’amore passi il suo tempo ad amare – ma soprattutto farsi amare da – chiunque lei desideri, che ti aspetti?
Fece parecchi figli, ma il più amato e temuto è Eros (Cupido), l’amore, avuto da Ares.
Preoccupata perché il piccolo non cresceva, gli fece un fratello, Anteros, “colui che ricambia l’amore”: un mito per ricordarci che l’amore, per poter crescere, deve essere ricambiato.
Sennò non state a perdere tempo.
Tra i suoi animali sacri ci sono il delfino e la colomba.
Il 1° aprile e il 19 agosto erano le giornate a lei consacrate, soprattutto dai marinai che la veneravano come dea sorta dal mare.

 

Apollo e Artemide per i Greci, Apollo e Diana per i Romani
Sappiamo che Zeus non era proprio un marito fedele e infatti la mamma di Apollo e Artemide è la dea Leto (Latona per i Romani). Era, moglie di Zeus, che si infuriava ogni volta che suo marito la tradiva (vita grama), si fece promettere da Gea che non avrebbe fatto partorire Leto sulla Terra: un po’ complicato, però.
Poseidone, impietosito, fece allora spuntare una nuova isola, Delo, e fu lì che i due piccoli Dei vennero alla luce, anche se non lo stesso giorno, perché gli Dei fanno un po’ come gli gira.
Apollo, settimino, rappresenta il potere del Sole ed è il dio delle arti e di ogni cosa luminosa, compresa la scienza e la luce della ragione. È anche il dio della bellezza (insomma: è un figo!) e della poesia.
Lo si festeggiava in particolare tra il 6 e il 13 luglio.
Artemide (Diana per i Romani), siccome nasce dopo un lunghissimo travaglio, diventa la divinità che presiede i parti e le viene un’istintiva antipatia per gli uomini, tanto li schifa e sta solo con le sue ninfe.
È anche la dea della caccia, è un tipo che non le manda a dire, punisce senza pensarci troppo e viene associata alla luna.
Una festa a lei consacrata era il 13 agosto. Può essere una buona amica, ma è meglio non farla arrabbiare.

 

Ares per i Greci, Marte per i Romani
Per i Greci Ares è figlio di Zeus ed Era, mentre secondo i Romani Era, ossia Giunone, ha fatto Marte da sola, indispettita dal fatto che Giove avesse fatto nascere da solo Minerva, ossia Atena.
[sì, esatto: Giunone va da un’amica dea che la fa sedere su un fiore in modo che si impollini da sola, tanto per ricordarci quanto fossero avantissimo nell’antichità]
In ogni caso, era il dio della guerra.
Il greco Ares, però, è il dio degli aspetti più violenti della guerra, è un bellicoso assetato di sangue, uno con cui è meglio non andare a una festa, insomma, di quelli che perdono subito la ciribiricoccola, e infatti i Greci non è che si fidassero un granché di lui (tra l’altro,
di rado usciva vincitore dalle battaglie, Atena era molto
più in gamba).
I Romani, invece, identificarono Ares con il dio Marte, un’antica divinità indoeuropea, più controllata e saggia (le arti marziali richiedono infatti molta disciplina), che la guerra la faceva solo se era necessario.
Marte, nella società romana, era molto venerato, anche perché considerato il padre di Romolo e Remo, i fondatori di Roma, quindi un po’ tutti i Romani si consideravano suoi discendenti (così, per una botta di modestia).
Rappresentava anche la virtù, la forza della natura e della gioventù, e nei tempi antichi era collegato a una pratica, la Ver Sacrum (“primavera sacra”): se in situazioni difficili i cittadini decidevano di allontanare tutti i ragazzini, Marte se ne prendeva cura formando con loro una banda e proteggendoli finché non avessero creato una nuova colonia in un luogo sicuro.
Insomma, nella sua versione latina non è niente male.
Uno dei giorni a lui consacrati era il 14 marzo e tra gli animali sacri aveva il lupo e il cavallo.

 

Atena per i Greci, Minerva per i Romani
Secondo la mitologia greca, Atena è nata – già adulta e con tanto di armatura – dalla testa di Zeus, dopo che Zeus aveva divorato la sua prima moglie, Meti, in quel momento incinta della dea e non abbastanza svelta a correre.
Atena, figlia prediletta di Zeus e quasi sua pari, ha lo sguardo che scintilla di intelligenza, è saggia, guerriera, richiestissima consulente di strategie belliche e, laddove può, artefice della pace (vince anche una sfida sul dono più utile per gli uomini: Poseidone propone un cavallo, simbolo della guerra, lei un ulivo. Mi direte: vince con un ulivo?! Eh, rappresenta la pace. E nella morra dei regali migliori, pace batte guerra).
Insomma, era la dea della ragione (o della sapienza, come preferite), delle abilità tecniche e manuali, quindi anche delle invenzioni tecnologiche e della strategia militare, ossia degli aspetti più ingegnosi della guerra (mentre per quelli più violenti c’era Ares).
Aveva una grande predilezione per le persone dotate di astuzia, che aiutava sempre volentieri, per esempio Odisseo (insomma, era una sapiosexual. Batti il cinque, sorella!)
Diciamo che, se avete lei in squadra, vincete di sicuro.
In generale, era molto amata dal popolo: guerriera saggia e forte, rappresentava le qualità intellettuali di uomini e donne.
E aveva un forte, fortissimo senso della giustizia.
Va da sé che Atene era consacrata a lei (per quella storia dell’ulivo).
Veniva celebrata soprattutto il 19 marzo (per cinque giorni) e uno dei suoi animali sacri era la civetta.

 

Dioniso per i Greci, Bacco per i Romani
Anche su Dioniso circolano storie diverse e spesso contraddittorie: figlio di Zeus – e su questo pare esserci unanimità – qualcuno lo ha fatto incarnare in Persefone, qualcun altro divorare dai Giganti (che il padre ha prontamente fulminato, facendo piangere Dioniso e, da quelle lacrime, potrebbe essere nato il genere umano, ma io preferisco la versione di Prometeo e Atena che modellano i primi umani in un pomeriggio di giochi); qualcuno ancora lo ha fatto nascere dalla coscia di Zeus dopo che Semele, la madre di Dioniso, che in quel momento era incinta, morì di curiosità – è proprio il caso di dirlo – dopo aver chiesto a Zeus di mostrarsi in tutto il suo splendore (noi comuni mortali non sopravviviamo alla vista degli Dei nudi e crudi: è come andare vicinissimi al sole e fissarlo. Non una mossa furbissima).
In tutti i miti, comunque, Dioniso è indiscutibilmente simbolo della gioia di vivere, amante del cibo, del buon vino, della musica: insomma un gran godereccio tutto istinto, passione e follia, parecchio sanguigno (quando si arrabbia urla come un forsennato) e che adora cantare e ballare (e fare sesso, tanto sesso, con tutti, maschi e femmine, come era normale, non è che ci fossero tutti ‘sti problemi, all’epoca).
Le sue sacerdotesse erano le Menadi, o Baccanti, donne in preda alla frenesia estatica e leggermente invasate. Ma proprio leggermente.
I loro Bacchanalia si festeggiavano il 15 e il 16 marzo.
Va da sé che il vino gli è sacro (e gli piace parecchio).
Con lui ci si diverte un botto.
Insomma: sesso, droga e rock’n’roll non è un’idea degli anni ’70.

Hermes per i Greci, Mercurio per i Romani
Figlio di Zeus e della pleiade Maia, era il messaggero degli Dei (soprattutto di Zeus) e per andare più veloce aveva ali nel berretto e ai piedi.
Furbissimo, fin dall’infanzia ha cominciato a rubacchiare oggetti preziosi, un po’ per scherzo, un po’ perché gli servivano, e infatti è considerato anche il protettore dei ladri e dei truffatori.
Ha la parlantina facile: è il dio della comunicazione, dell’eloquenza, dell’inganno e del commercio (Mercurio viene, probabilmente, dalla parola latina merx o mercator, ossia “mercante”).
Insomma, la sa raccontare e vendere bene, tanto che gli viene attribuita anche l’invenzione delle favole.
Protegge inoltre viaggi e viaggiatori e ci sa fare con la divinazione, con i sogni e con le anime dei morti.
Difficile tenerlo fermo, è sempre meglio averlo come amico.
Lo si festeggiava il 15 maggio.


La banda degli Dei (Rizzoli) in libreria dal 19 ottobre 2021

Ho scritto questo romanzo all’inizio del 2016 – Stranger Things non era ancora uscito e una banda di giovanissimi amici in bicicletta era un semplice ricordo personale – e non pensavo di fare un libro per ragazzi. Avevo una storia da raccontare e sapevo che questi sette straordinari ragazzini ne erano i protagonisti.
Quando ho finito di scriverlo mi sono però resa conto di essermi allontanata da quello che viene chiamato “percorso autoriale” e ho riposto la mia banda in un angolo (non in un cassetto!) per dedicarmi ad altre storie.
L’alternativa era salvare solo due o tre fra i sette amici, per dare maggiore voce ai loro genitori, ma tra me e la banda c’era un patto: tutti o nessuno. Non li ho mai traditi. Magari un giorno riscriverò la storia dal punto di vista dei genitori, chi lo sa.

Era il 2016, dunque, quando la banda degli Dei è nata, è stata amata dai pochi che l’hanno letta ed è stata messa da parte. Finché, nel 2021, ho incontrato Stefania Di Mella, editor di Rizzoli Ragazzi, che mi ha chiesto: «Hai mai scritto un romanzo per ragazzi?».
E lì, credetemi, la risata degli Dei l’ho sentita forte e chiara. Grazie, Stefania, per averla sentita anche tu.

Ancora oggi io non so se questo sia un libro solo per ragazzi o no: non mi è mai importato molto delle etichette – di qualunque genere esse siano – ma non sta a me dirlo. Voi leggetelo e fatemi sapere.
Questo romanzo nasce dall’amore per la mitologia che mi accompagna da quando avevo l’età di Carlotta (a proposito: quando ero bambina, un’estate nel Biellese, per la precisione a Cossato, il paese della mia famiglia paterna, gli amici mi hanno insegnato in un pomeriggio ad andare in bici perché uno dei bambini del cortile mi aveva sfidata. Ho vinto. Non avevo avuto il tempo di imparare a frenare…).
Amore per la mitologia, dicevo, perché, ragazzi, credetemi, gli Dei sono dei fighi pazzeschi, sclerati totali e con poteri davvero spaventosi, dato che si offendono e perdono la pazienza per qualsiasi cosa. E se chi perde la pazienza è un matto divino che può lanciare fulmini o trasformare la gente in animali, alberi o costellazioni, capite che stare nei dintorni diventa stressante. Ma più di ogni altra cosa sono liberi. Liberi di amare come e chi gli pare e liberi di essere ciò che vogliono. E questo lo trovo un grandioso insegnamento per tutti.

Casaccio sul Cervo non esiste, l’ho inventato per questa avventura, ma il Biellese esiste eccome, e io ci ho passato buona parte dell’infanzia e dell’adolescenza quando stavo dai nonni, mi nutrivo di riso e latte, sfrecciavo in bici con la mia compagnia di amici (ciao, Monica! E grazie, Pier Paolo, per avermi insegnato ad andare in bici quel pomeriggio!), giocavo a nascondino in via Quintino Sella e passavo pomeriggi a esplorare boschi e casupole abbandonate.
Essendo di Genova, non ho mai imparato a parlare il piemontese, purtroppo, anche se lo amo molto; quindi, per tutte le parole in dialetto che avete trovato qui dentro, dovete ringraziare mia zia, Paola Fiorio, e le sue amiche Lucia Acquadro e Adele Fiorina, che si sono scatenate in una ricerca linguistica così precisa che quando le ho sentite dire «Questa parola, però, la si usa più a Pollone che a Cossato» ho dovuto fermarle.

Un altro grazie speciale è per Emma Caprelli che, nonostante ascolti black metal, mi ha dato suggerimenti preziosi per capire cosa potesse amare il suo coetaneo Bartolomeo prima di scoprire il rock.
Chi invece mi ha aiutata a capire cosa potesse essere successo alla gatta Cupido e come curarla è Lia Seriacopi, veterinaria (oltre che una delle mie amate Scrittrici Pigre, che gli Scrittori Pigri non smettono mai di essere un meraviglioso gruppo di supporto!).
Grazie anche a Eschilo, Esiodo, Euripide, Apollodoro, Ovidio e tutta la combriccola di scrittori greci e latini che mi hanno fatto compagnia ai tempi del liceo classico e che sono stati una fonte preziosa per La banda degli Dei.

Questo romanzo è anche passato per le mani di Valeria Riboli che, con amore, precisione e professionalità ha spulciato ogni riga, aiutandomi a consegnarlo a voi nella sua forma migliore. Non vi posso mostrare le email che ci siamo scambiate, ma in quanto a perfezionismo ce la giochiamo bene. Grazie, Valeria, e grazie a tutta la squadra di Rizzoli Ragazzi, che ha portato La banda degli Dei fino a voi lettori. Grazie anche a Davide Ortu, che ha creato la magnifica copertina. Quando l’ho vista ho subito pensato: “È lei”.
Infine, grazie come sempre a Sara Lando, amica e lettrice da prima e mia fotografa ufficiale da oltre dieci anni.

Se mi chiedete quale sia la mia divinità preferita, be’, è Atena. Per il suo inscalfibile senso della giustizia e per
il suo essere una donna guerriera, dea della sapienza e dell’intelligenza. Come avrebbe detto mio nonno, biellese da generazioni, era una tipa ritta.
E ora: Great Balls of Fire a tutto volume!

La banda degli Dei (Rizzoli) in libreria dal 19 ottobre 2021

Eccomi, eccomi, eccomi!
Allora, cominciamo a ragionare sulle presentazioni della Banda degli Dei.
Siccome è un periodo particolarmente impegnativo sul lavoro, non riesco a fare il solito tour di incontri a raffica in giro per l’Italia, però – e con molto piacere – se librai, associazioni culturali, organizzatori di eventi desiderano avermi per un incontro basta che contattino l’ufficio stampa di Rizzoli (o, se mi conoscono, anche direttamente me).
Considerate che vivo a Genova e da lì mi muovo per andare (eventualmente dormire) e tornare.

Cominciamo con il primo appuntamento.

GENOVA – giovedì 21 ottobre 2021 – ore 17.30 e 18.45 (due turni)
alla libreria Feltrinelli
(via Roccatagliata Ceccardi 16-24)
Per rispetto delle regole anti-Covid bisogna per forza farla nella saletta di sopra, con posti limitati, prenotazione obbligatoria e green pass. Quindi facciamo due turni, così dovremmo farcela tutti.
Io sarò lì già dalle 17.00 per eventuali firmacopie, nel caso qualcuno fosse di corsa o non trovasse posto.
Alle 17.30 ci sarà il primo turno e mi presenta Donatella Alfonso.
Alle 18.45 ci sarà il secondo turno e mi presenta Riccardo Gazzaniga.
Ci si prenota a eventi.genova@lafeltrinelli.it lasciando nome e cognome.

 

 

La banda degli Dei (Rizzoli) in libreria dal 19 ottobre 2021

Sofia va in seconda media, ha una casa troppo grande e paura del buio. Giacomo mette pace tra tutti e ha un papà che gli scrive due volte all’anno. Bartolomeo vive con i nonni ed è già tutto ormoni, caramelle e rock’n’roll. Delia si arrampica ovunque, al contrario di suo fratello Leonardo, a cui piace starsene tranquillo a suonare la chitarra. Isabella odia essere a dieta, da grande sogna di fare la veterinaria e porta sempre con sé la sorellina Carlotta, velocissima di gambe e di testa. Sono sette, sono amici. E ogni venerdì, quando si ritrovano nel loro Olimpo, diventano la banda degli Dei: Atena, Marte, Dioniso, Artemide, Apollo, Venere e Mercurio.
Tra miti raccontati come solo a dodici anni si può fare e misteriosi furti che sconvolgono le abitudini del loro piccolo paese, queste incredibili divinità un po’ onnipotenti e molto adolescenti si troveranno ad affrontare (e risolvere!) problemi più grandi di loro. Grandi come i genitori, che non ci sono mai o ci sono troppo. Come l’intolleranza e i pregiudizi. Come un libro da pubblicare con le loro sole forze. Perché non si è mai troppo piccoli per essere grandi.

La banda degli Dei (Rizzoli) in libreria dal 19 ottobre 2021

Comincia oggi il GSSP Fare un romanzo 2021 (FuR per gli amici) e con questo sono a tredici Gruppi di Supporto Scrittori Pigri.
Mica male (e poi il 13 porta fortuna).

Saranno tre mesi di laboratorio online di scrittura narrativa su un forum riservato agli iscritti che potranno entrare e restare tutto il tempo che vorranno, negli orari che vorranno, nei giorni che vorranno. È la bellezza del forum online.
Sono tutti sotto nickname, ogni settimana avranno un’esercitazione da fare sul romanzo che ognuno di loro vuole scrivere, si leggeranno, confronteranno e aiuteranno tra loro e io passerò a ragionare insieme a loro sul percorso che stanno facendo.
Di settimana in settimana costruiranno sulla loro idea la struttura narrativa del loro libro e concluderanno con il primo capitolo – che io e Alice Basso editeremo – e le idee chiare su come andare avanti da soli.

C’è chi ce la fa. E chi ha visto premiata la propria costanza con la pubblicazione e anche vittorie di concorsi letterari.
Dagli spalti, io non smetto di tifare.

Ne usciamo ogni volta spossati e in piena dipendenza.

Per questa edizione ci sono 42 Scrittrici Pigre e 9 Scrittori Pigri con un’età media di 43,3 anni (dai 29 ai 66 anni).
Vivono in 12 regioni italiane – in ordine di rappresentanza: Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Liguria, Toscana, Puglia, Sicilia, Campania, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Trentino – e in sei stati esteri – Paesi Bassi, UK, Svizzera, New York, Belgio, Spagna.

21 sono gli Scrittori Pigri veterani e, di questi, 8 hanno già fatto il FuR (Fare un Romanzo).

3 saranno i mesi in cui staremo insieme
8 saranno le esercitazioni settimanali che faranno
4 le analisi dei testi
2 le interviste a professionisti dell’editoria
1 il capitolo del loro romanzo che scriveranno

Buon GSSP, Scrittori Pigri!

ps
Per chi lo desidera, sono aperte le iscrizioni al GSSP Scrittura e Narrazione 2022 il laboratorio online dedicato alle tecniche narrative.
C’è la tariffa promo fino a novembre e siamo già quasi a metà posti occupati. Non pensateci troppissimo.

Se siete nel nostro indirizzario e anche su Facebook, chiedete anche di entrare nel GASP – Gruppo Amici degli Scrittori Pigri dove io aggiorno sulle iniziative che seguo o creo, su quello che combiniamo nel GSSP in corso, condivido le interviste che facciamo e a volte tengo anche lezioni gratuite online.

Gruppo di Supporto Scrittori Pigri
Laboratori online di scrittura narrativa

Ormai è una tradizione e mi spiace tradirla, quindi anche per la tredicesima edizione del GSSP metto in palio due iscrizioni nella gara di incipit.

La gara è dal 19 luglio all’8 agosto (si possono inviare testi entro il 6 agosto) e i voti popolari (i Mi piace) valgono solo se messi sugli incipit pubblicati nell’album “Incipit in gara” che trovate sulla pagina Facebook degli Scrittori Pigri.
Ecco qui il regolamento completo.

Due le novità: l’incipit – come sempre di max 2000 battute spazi inclusi – dovrà essere scritto in terza persona e stavolta vengono premiati solo i primi classificati, quello per la giuria popolare e quello per la giuria di qualità.

Però ho pensato anche al secondo e terzo classificato per la giuria di qualità: per loro due ci sarà un bonus consulenza con me per ragionare sulla trama del romanzo che vogliono scrivere. Un’ora di chiacchierata da giocarsi entro ottobre.

Questo significa che per il GSSP Fare un romanzo sto tenendo blindati due soli posti per i vincitori della gara.
I pochi posti liberi rimasti sono per chi si iscrive in tempo e se li accaparra.
Qui il modulo per iscriversi.

Lo sapete già ma faccio una sintesi: il GSSP fare un romanzo è il laboratorio online sulla costruzione di un romanzo, per arrivare dall’idea al primo capitolo, attraverso esercizi di lavoro su personaggi, narratore, linguaggi, struttura e storia.
E per imparare a presentarlo a una casa editrice o a un agente letterario.

Inizia il 20 settembre 2021 e la durata è di tre mesi con esercitazioni settimanali, approfondimenti e interviste a professionisti della scrittura.

Per chi si iscrive entro il 31 luglio c’è la Tariffa Promo di 300 euro (anziché 350).
Le iscrizioni sono aperte fino a esaurimento dei posti a disposizione.

Ovviamente, se vi iscrivete e poi vincete la gara di incipit vi restituisco la quota versata (ma almeno sarete sicuri di avere il posto).

Anche la prossima edizione del GSSP sarà tenuta da me e, per l’ultima parte del laboratorio, da Alice Basso.

Dai, sarà un’altra bella avventura del Gruppo di Supporto Scrittori Pigri.

Vi sono piaciute un sacco, le lezioni online che ho fatto l’anno scorso. E siccome me ne avete chieste altre ho creato un sondaggio sul GASP (il Gruppo Amici degli Scrittori Pigri su Facebook) ed ecco cosa abbiamo deciso di fare, voi, io e Alice Basso.

FARE UN ROMANZO 2021 è un ciclo di tre incontri online gratuiti di scrittura narrativa con me, e – per l’ultimo incontro – anche con Alice Basso.

La partecipazione agli incontri online è gratuita e aperta a tutti (con iscrizione obbligatoria se si desidera seguirli via Zoom o se non si fa ancora parte del gruppo Facebook GASP).

Gli incontri si terranno sul gruppo chiuso Facebook GASP – Gruppo Amici degli Scrittori Pigri, dove resteranno a disposizione per 24 ore, e su Zoom per i primi cento iscritti che non hanno Facebook.

I partecipanti avranno telecamere e microfoni spenti, sarà possibile interagire tramite la chat.

◼ Se avete un profilo Facebook e non fate ancora parte del GASP – Gruppo Amici degli Scrittori Pigri, compilate il modulo e dopo chiedete l’autorizzazione a entrare nel gruppo.

◼ Se fate già parte del GASP – Gruppo Amici degli Scrittori Pigri, non è necessario compilare il modulo (a meno che vogliate inviare domande). Ci vediamo direttamente sul GASP la sera degli incontri!

◼ Se non siete su Facebook potete partecipare su Zoom, compilate il modulo (100 posti disponibili: seguiremo l’ordine di iscrizione).

Gli incontri saranno in diretta online alle 21.00

QUI IL MODULO DI ADESIONE AGLI INCONTRI GRATUITI ONLINE

È un progetto del Gruppo di Supporto Scrittori Pigri – Laboratori online di scrittura narrativa.
La partecipazione agli incontri gratuiti online non impegna in alcun modo a iscriversi ai laboratori di scrittura del GSSP: è proprio libera, godeteveli.

PROGRAMMA

Mercoledì 30 giugno – ore 21.00
COME INIZIARE A FARE UN ROMANZO
Da dove partire per la costruzione di un romanzo? Gli elementi principali per costruire una storia che funzioni: il protagonista, la sua esigenza drammatica, l’antagonista, l’intreccio e il finale.
Con me

Mercoledì 7 luglio – ore 21.00
LA SCRITTURA IRONICA DI PRATCHETT E MENDOZA
Una serata dedicata alla scrittura ironica e al gioco dello straniamento nei romanzi di Terry Pratchett e in “Nessuna notizia di Gurb” di Eduardo Mendoza.
Con me

Mercoledì 14 luglio – ore 21.00
L’INCIPIT
Da dove cominciare a raccontare una storia? Io e Alice Basso ragioneremo sugli incipit dei nostri romanzi, spiegando perché siamo partite da quel punto, e sugli incipit dei romanzi che amiamo.
Con me e Alice Basso

Vi ricordo che, nel frattempo, sono aperte le iscrizioni al GSSP Fare un romanzo (dal 20 settembre al 20 dicembre 2021) e al GSSP Scrittura e Narrazione (dal 17 gennaio al 17 aprile 2022).
I posti sono limitati (e per il GSSP di settembre quasi esauriti).

Qualcuno, sul GSSP, ha detto che è difficile definire cosa sia: un laboratorio, certo, ma non solo. È uno spazio che si condivide, è un forum dove si lavora (e sodo) sulla scrittura narrativa, dove io assegno esercitazioni, pubblico approfondimenti, leggo tutti e lascio le mie considerazioni sui testi di ognuno.

Ma è anche dove tutti leggono tutti, senza competizione ma con la grande occasione di avere dei lettori attenti e la grande occasione di ragionare anche sui testi degli altri, e di riflesso sui propri.

Oggi si è concluso il dodicesimo GSSP, Scrittura e Narrazione 2021.

50 Scrittori Pigri – 34 Pigre e 16 Pigri – hanno formato un Gruppo di Supporto vivo, allegro, presente, partecipato, attivissimo, ricco di spunti e di suggerimenti.

Sono stati 3 mesi di laboratorio; 12 esercitazioni settimanali; 7 stanze di forum; oltre 11.700 commenti; 1 scrittrice per bambini e ragazzi (grazie, Mariapaola Pesce!) e 1 editor di Rizzoli Ragazzi (grazie, Stefania Di Mella!) intervistate; oltre 1000 commenti lasciati nel Corridoio (in particolare: 206 in Cose belle, 169 in Cose brutte e 620 cazzeggi nei bagni in fondo al corridoio);  572 esercitazioni totali consegnate da loro e valutate da me (sì, le ho lette e commentate tutte).
In 49 hanno fatto l’esercitazione più consegnata e 35 hanno fatto tutte le esercitazioni: un vero record.


Gli Scrittori Pigri del S&N21 sono sparsi in tutta Italia –
Lombardia (11), Liguria (8), Emilia Romagna (7), Lazio (4), Piemonte (5), Veneto (5), Toscana (2), Campania (2), Friuli Venezia Giulia (1), Valle d’Aosta (1), Umbria (1) – e pure all’estero: Paesi Bassi (1), dall’Irlanda (1) e dalla Francia (1).

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L’anno scorso – un po’ perché avevamo imparato tutti, nostro malgrado, a usare Zoom, un po’ perché era il 2020 e avevamo bisogno di distrarci – ho regalato alcune lezioni online di scrittura narrativa.
Sono state centinaia le persone che le hanno seguite (ci siamo divertiti, eh?), tra cui anche qualcuno della Libera Università di Alcatraz (ciao Gabriella!) che poco dopo mi ha contatta e mi ha chiesto se mi andava di farlo anche per loro.

Ed ecco il mio mini videocorso COME SCRIVERE UNA STORIA.

Sono in tutto otto lezioni che ho diviso in due parti: nella prima parte, in tre lezioni, do alcune basi di scrittura narrativa; nella seconda parte, in cinque lezioni, ragiono sugli elementi principali per scrivere un romanzo.

Ecco, in sintesi, quali argomenti ho affrontato (che sono poi quelli di cui ho parlato l’anno scorso, più un video dedicato alla scrittura ironica). Leggi il resto →

Per il terzo anno, io e Francesca de Lena terremo Scrittori in editing, la masterclass per chi ha un romanzo inedito (o una raccolta di racconti) e la necessità di lavorarci su con chi sa lavorare sui testi e per chi sa lavorare sui testi e ha la necessità di farlo con un autore che abbia un romanzo inedito.
Il tutto con due tutor professioniste.

Avete finito di scrivere il vostro romanzo (o la vostra raccolta di racconti) ma vi serve qualcuno con cui fare un editing strutturale per sistemarlo al meglio?
Avete seguito un percorso formativo di editing ma vi serve qualcuno che vi affidi il proprio romanzo per sistemarlo al meglio?

Bene, la masterclass Scrittori in editing è ciò che vi serve perché io e Francesca selezioneremo i candidati scrittori e editor, creeremo le coppie di lavoro e per sei mesi saremo le loro tutor lungo il percorso di editing dei testi messi in gioco.

Ecco tutte le informazioni necessarie.
Le iscrizioni sono aperte.

SCRITTORI IN EDITING
III edizione Leggi il resto →