Facciamocene una ragione: Natale è alle porte. Siamo appena entrati nel suo mese, non abbiamo scampo, tra poco dovremo presentarci alla nostra cerchia di Persone Meritevoli Di Strenna e consegnare loro il pacchettino colorato, sperando di averci azzeccato.

Ve lo dico subito: non serve sparire dal 22 dicembre al 6 gennaio, non è mai stata considerata una giustificazione accettabile dal comune sentire. Per cui, o litigate con tutti e fate pace verso metà gennaio, ma vi avviso che socialmente parlando non sarà un gran bel mese, oppure prendete carta e penna, tirate giù la lista delle persone a cui volete/dovete fare un regalo e scrivete accanto, a matita, le varie idee. Le passate a penna solo quando avrete deciso e avrete provveduto all’acquisto. Fidatevi, di come fare le liste io ne so. E no, dai, non fatele sull’iPhone, l’iPad o altre iCose, essù, la lista dei regali è carta, penna e matita, sennò che Natale è?

E adesso, siccome vedo le vostre facce impanicate da quella precisa sensazione che si può più o meno riassumere in NO! Dicembre! Natale! Regali! AIUTO!, eccomi pronta a elargire suggerimenti utili per la strenna perfetta.

Nella prossima vita è il nuovo cd di Federico Sirianni, un amico caro ma soprattutto un cantautore italiano che se ancora non lo conoscete dovreste conoscere, perché è semplicemente bravo. Molto bravo. E con lui, per questo terzo disco, suonano gli Gnu Quartet, un gruppo di strepitosi musicisti che hanno dato un tocco magico in più al lavoro di Federico.
Io questo ultimo cd l’ho già sentito dal vivo e alcune canzoni mi piacciono così tanto che le ho già imparate a memoria, per cui da mesi scalpito in attesa che esca. Uscirà verso metà gennaio ma l’oggetto del desiderio può già essere vostro prima di Natale -vera chicca in anteprima- se riuscite ad andare a uno dei suoi concerti. Trovate qui le date.

Magpies The Christmas Package è, manco a dirlo, Il Regalo Di Natale dell’Anno.
La campagna su Indiegogo è ancora aperta e voi avete tempo fino al 7 dicembre per prenotare il Pacchetto di Natale di Magpies, ossia un kit creato appositamente da Sara Lando che riceverete in tempo per poterlo firmare e consegnare alla persona a cui volete donare Magpies, la quale verrà così informata di ciò che, presumibilmente in primavera, appena verrà stampato, le verrà consegnato. Un regalo davvero speciale che varrà doppio, perché sarà una strenna straordinaria e avrà sostenuto la realizzazione di questa graphic novel. Andate qui e approfittatene subito o comunque entro il 7 dicembre.

Se avete dei bambini a cui piacciono le fiabe e se volete unire il piacere della strenna a quello di aiutare qualcuno, Fiabe per leoni veneziani è il regalo perfetto.
In questa raccolta di fiabe classiche, rielaborate per l’occasione ambientandole a Venezia, rincorrerete in giro tra i canali la Bella Addormentata, Cappuccetto Rosso, Biancaneve, la Principessa sul pisello, il Principe Ranocchio, Hansel e Gretel e tanti altri, dovrete solo divertirvi a riconoscerli. Tra l’altro, tutti gli autori -tra cui ci sono anch’io- hanno ceduto i diritti a favore dell’Unione Italiana di Lotta alla Distrofia Muscolare, sezione di Mestre. E’ una bella cosa.

Se invece state pensando di regalare un romanzo a qualcuno e non avete idea di quale, posso dirvi quali libri, negli ultimi anni, ho regalato con successo. Perché amo regalare libri, ma solo libri che ho letto. E non qualunque a chiunque (so per certo che alcuni dei libri che più io amo non potrei regalarli ad alcuni pur accaniti lettori).

Ecco i miei cavalli di battaglia degli ultimi anni con una manciata di letture recenti. Sono rimasta sul contemporaneo e, nella maggior parte dei casi, vivente, partendo dal presupposto che se desiderate andare sul classico intramontabile non avete certo bisogno dei miei suggerimenti.

I GENIALI
Sui geniali stiamo attenti, perché nei libri che io considero di genio puro ci sono forti dosi di ironia, sarcasmo, politicamente scorretto e qualche volta anche elementi fantastici. Quindi, davvero, non sono per tutti. Ma se avete qualcuno che li ama, presentatemelo: sono sempre felice di conoscere gente del mio stesso pianeta.

Christopher Moore è uno dei miei autori contemporanei preferiti e non aggiungo altro.
Dei suoi libri potete regalare a chiunque, perché io l’ho già divulgato come il Verbo e ha conquistato ogni tipo di lettore, Il vangelo secondo Biff. Amico d’infanzia di Gesù. Fidatevi, non ha alcuna importanza essere credenti o meno per innamorarsi perdutamente di questo libro. E’ profondamente intelligente, divertente, acuto, delicato e minuzioso. Andate tranquilli.
Sempre di Moore, se conoscete persone che amano Shakespeare e non si imbarazzano per la schiettezza dei giullari di corte di qualche secolo fa, regalate loro Fool, mentre se amano l’arte, soprattutto gli artisti che pullulavano a Parigi a fin de siècle, ma anche che apprezzano l’introduzione di creature mitologiche a scompigliare la vita dei pittori del tempo, azzardate con Sacré bleu.
Mentre se conoscete chi osa nel fantastico, ossia che non lancia il libro dall’altra parte della stanza se gli compaiono nella pagina cani infernali, demoni, anime sperdute, vampiri e cose così, sempre con una dose di ironia smaccata e uno stile di scrittura notevolissimo, buttatevi su Un lavoro sporco o Suck! Una storia d’amore
Se i vostri amici verranno conquistati da Moore, potrete poi portarli a Pine Cove dove si svolgono diverse avventure surreali, ma per adesso va bene così, ne parliamo un’altra volta.
Comunque, e poi concludo con Moore, per dovere di cronaca, caso mai aveste già amici pazzi per lui, devo dirvi che è appena uscito Uno stupido angelo. Storia commovente di un Natale di terrore ma attenzione: è lo stesso libro uscito molti anni fa e ormai fuori catalogo da tempo, intitolato “Tutta colpa dell’angelo. Un’allegra favola di Natale“. Questa nuova edizione ha un capitolo nuovo e comunque sono in pochi ad avere la prima edizione, perché ai tempi eravamo in pochi a conoscere e adorare Moore.

Restiamo ora sulla fantasy comica e chiamiamo all’appello Lui, il genio assoluto nonché l’inventore di questo genere: Terry Pratchett.
Anche lui non è per tutti ma per me è un ottimo criterio di selezione: se vi piace Pratchett siete dei miei, altrimenti posso frequentarvi ma col beneficio del dubbio. Che io son sempre morbida nei giudizi.
L’ultimo suo libro uscito in Italia è Streghe di una notte di mezza estate che vede il ritorno di Nonna Wheatherwax, Tata Ogg e Magrat Garlick, ma soprattutto uno dei migliori Terry Pratchett. Chi ha amato l’esilarante Streghe all’estero deve leggere assolutamente anche questo.
Ma se volete iniziare qualcuno a Pratchett, io vi suggerirei di partire dalla saga delle guardie, ossia A me le guardie!, Uomini d’arme e Piedi d’argilla dove tra draghi, troll, nani e licantropi, si scopre la società di Anck-Morpork del tutto simile, politicamente, economicamente, socialmente, alla nostra. In modo inquietante e divertente allo stesso tempo. Ma sempre, assolutamente sempre, intelligente.
Occhio, non tutti sono pronti per Mondodisco, ma chi lo sarà non vorrà più lasciarlo, mentre una piccola chicca pratchettiana che esula da Discworld è Il piccolo popolo dei grandi magazzini. Non sottovalutatelo.

Restando in zona, è stato ripubblicato Buona Apocalisse a tutti!, un libro scritto da Terry Pratchett e Neil Gaiman, un altro autore da podio. Da anni questo libro era fuori commercio e in un’occasione volevo così fortemente regalarlo che ho finito per prenderlo a New York in lingua originale (anche se temo, mio malgrado, di aver fatto più un dispetto che un dono, che non sempre è facile leggere libri in altre lingue).

Be’, visto che l’ho nominato e che siamo ancora nello spazio dedicato al fantasy intelligente, ironico e d’autore (posso dirvi che DETESTO questa mania di cercare a tutti i costi le definizioni di genere nei libri?), direi che con Neil Gaiman si va sul sicuro sempre, in particolare con American Gods e Nessun dove.

Un altro autore che io amo molto è Jonathan Carroll, anche lui classificato come uno scrittore di fantastica ma più verso l’horror. E’ inquietante e sempre con elementi sovrannaturali, ma non siamo più nell’ironia. Purtroppo Mele bianche, che è il mio preferito, non si trova più, ma Tu e un quarto o Il matrimonio dei fiammiferi sono disponibili. Ci sarebbero anche altri titoli che vorrei suggerirvi per conoscere questo autore ma vedo che non sono più in commercio. Sigh.

Della trilogia in cinque libri di Douglas Adams (sì, cinque libri di una trilogia, stiamo parlando di Douglas Adams, non di Aristotele) dalla Guida galattica per gli autostoppisti in poi do tutto per assodato.

Adesso usciamo dai libri che contengono qualcosa di surreal-sovrannaturale e tuffiamoci nella nostra realtà, dove si può ridere comunque ma anche lasciarsi accarezzare dalla tristezza, dalla nostalgia, dalla storia recente o cercare assassini, ladri o ancora lasciarsi emozionare da vicende che possono commuovere o far riflettere.

Tra i geniali devo assolutamente inserire Matt Ruff del quale però, con mio immenso sgomento da alcuni anni, non si trovano più i libri tradotti in italiano. Non i suoi due capolavori, almeno, ossia “La casa delle anime e “Acqua, luce, gas. Trilogia dei lavori pubblici. Però se avete qualcuno che non ha problemi a leggere in inglese, regalateglieli in lingua originale perché meritano: Set This House in Order: A Romance of Souls, dove si parla di personalità multiple, e Sewer, Gas & Electric, dove invece siamo in una New York del futuro, alle prese con pirati ambientalisti che combattono il Mercato e le Multinazionali (e qui si ride molto).

Infine, e concludo coi libri geniali, consiglio Magic Kingdom di Stanley Elkin, un libro senza ipocrisia che racconta la storia -buffa, tenera, drammatica, straziante, poetica- di un gruppo di bambini malati terminali a cui viene regalato un viaggio a Disneyland per realizzare il loro ultimo desiderio. Lo so, avete i brividi, e questo libro non ve li risparmia, ma è di una bellezza che li merita tutti.

I CAPOLAVORI
Di recente sono tre i libri che ho regalato considerandoli dei capolavori per diverse ragioni che variano dallo stile alla storia.

L’aiuto di Kathryn Stockett, una storia di lotta per la libertà, ambientata nel Mississipi all’inizio degli anni ’60, un racconto corale di tre donne che decidono di lottare per liberarsi delle inesistenti differenze e dei limiti che gli altri impongono. Con impressionante leggerezza e strappando molti sorrisi, questo libro regala un’imprevista consapevolezza di ciò non va mai dato per scontato.

Questo bacio vada al mondo intero di Colum McCann. Frasi brevi, di assoluta eleganza, in perfetto equilibrio su un filo teso tra vite e storie che si intrecciano, si sfiorano, iniziano e finiscono.

A Fine Balance di Rohinton Mistry, che in italiano sarebbe “Un perfetto equilibrio” ma che ahimè non riesco più a trovare tradotto. Attraverso quattro protagonisti si svela l’India degli anni settanta sotto Indira Gandhi. Anni di terrore e storie di miseria, di povertà, di disperazione. Vite e destini diversi, uniti e divisi tra loro a disegnare la storia di un paese in un romanzo bellissimo e tristissimo.

ALTRI LIBRI STREPITOSI DI AUTORI STRANIERI

Se avete chi ama i gialli, il pulp e ridere contemporaneamente, fategli il grande dono di un libro di Joe Lansdale, in particolare la serie di Hap e Leonard che, tra l’altro, vi assicurerebbe diversi Natali e compleanni di regali, essendo a oggi di nove libri. Non è fondamentale partire dal primo, io personalmente, che li ho letti tutti, ho adorato Mucho Mojo, Bad Chili, Il mambo degli orsi e Rumble tumble.

Per concludere con gli stranieri, vi segnalo due scrittori francesi che ho nel cuore:

Tonino Benacquista, scrittore raffinato, sottile, ironico ed elegante, che mi ha conquistata con “Saga, un libro ormai introvabile in Italia, ha scritto, tra i vari libri che ovviamente mi sono precipitata a leggere con voracità ogni volta che sono stati pubblicati nella nostra italica lingua, altre perle come “Qualcun altro e “I morsi dell’alba. Ma siccome non trovo nemmeno quelli, ho regalato numerose copie del divertentissimo Malavita, devo dire suscitando grande entusiasmo.

Daniel Pennac e il suo quartetto di Belleville, ossia i primi quattro libri della saga di Malaussène (Il paradiso degli orchi, La fata Carabina, La prosivendola e Signor Malaussène), potrebbe essere un bellissimo regalo. La saga, scritta con ritmo, sagacia e ironia, racconta di Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, e della sua inverosimile e multietnica famiglia, composta da fratellastri e sorellastre molto particolari e da una madre sempre innamorata e incinta, il tutto vissuto nel quartiere parigino di Belleville.

E POI ALTRI LIBRI STREPITOSI DI AUTORI ITALIANI
Dedico infine uno spazio speciale ad alcuni autori italiani che a mio parere meritano l’onore della strenna.

Amo molto Gabriele Romagnoli, un raffinatissimo scrittore, con una prosa pulita ed elegante, del quale potreste regalare tranquillamente qualunque libro, ma del quale io amo in special modo L’artista, un romanzo meraviglioso che accompagna un uomo dalla seconda guerra mondiale al nostro più recente passato, fatto di storia contemporanea vista con gli occhi degli uomini semplici, emozioni, sensazioni, verità e risvolti di vite, e Solo i treni hanno la strada segnata, una raccolta di racconti che talvolta raggiungono la poesia pura grazie a questo autore sottilmente ironico che sa cogliere sfumature di tristezze e di crude realtà con una delicatezza rara.

Se invece volete buttarvi sul noir, di Niccolò Ammaniti è appena uscita una nuova raccolta di racconti, Il momento è delicato, tra cui alcuni davvero molto belli, benché io, restando sui racconti, di lui preferisca Fango. Ma se regalo un suo libro vado senza alcun dubbio sul romanzo Ti prendo e ti porto via.

Tra il noir e il giallo (ma noi odiamo le definizioni e questo libro potrebbe averne diverse: tenete d’occhio il protagonista) vi consiglio anche Il male quotidiano di Massimo Gardella, mentre sul giallo e ironico ho scoperto quest’anno Marco Malvaldi grazie al godibilissimo (e regalandissimo) La briscola in cinque e sul giallo storico merita il posto sotto l’albero di Natale La sparizione del violino e altri misteri di Giovanni Giaccone, che si è divertito a ricostruire fedelmente Genova ai tempi di Sherlock Holmes per ospitare il famosissimo investigatore e una sua inedita avventura.

Passando dal giallo al thriller, potreste andare verso oriente con I fiori di Hong Kong di Paola Rondini e se invece volete cambiare radicalmente genere e far conoscere un’altra brava scrittrice italiana, mia concittadina, chiedete in libreria Un uso qualunque di te di Sara Rattaro, un romanzo che si beve in un sorso e sa emozionare con piccole rapide sintesi capaci di riassumere in un paio di parole una gamma completa di sensazioni.

Non potrei ritenere completa questa lista di suggerimenti senza parlare di uno scrittore italiano già al suo credo diciottesimo libro di successo, Gianluca Morozzi, del quale io continuo a regalare l’esilarante L’era del porco, che resta il mio preferito, e Despero, che lo segue a ruota. E se avete amici amanti dei fumetti e dei supereroi, potete divertirli col suo Colui che gli dei vogliono distruggere.

E infine, davvero infine, ho due autori italiani nel mio arco natalizio che tenevo da parte per la chiusura.
Uno è Davide Enia, un palermitano doc che nasce dal teatro, eccellente drammaturgo e romanziere, che con le parole sa davvero scavare nelle viscere e travolgere di emozioni. Di lui, quest’anno, è uscito Così in terra, bello, ma io non smetterò mai di regalare Rembò.

L’altro è Carlo d’Amicis con il suo La battuta perfetta, un bellissimo romanzo di cui ho già regalato diverse copie. E’ la storia di un personaggio inconsapevolmente ripugnante ma con una sua intaccata purezza, attraverso il quale ci si ritrova dietro le quinte del grande varietà in scena da decenni in Italia.

E se non volete regalare libri, potreste optare per una scelta di sostegno regalando prodotti di artigianato locale, prodotti a km zero (siamo italiani, qualunque frazioncina del nostro Paese vanta qualcosa di tipico e divinamente buono e si sa quanto i piccoli produttori sperino di vendere qualcosa in questi tempi di vacche magre) o un biglietto per andare a teatro, perché in questo momento di crisi sono tanti i teatri e le compagnie che agonizzano e non sanno se nel 2013 riusciranno a esistere ancora, quindi potreste far felici diverse persone con un regalo solo donando un biglietto per qualche spettacolo nella vostra città. Guardate le locandine  e sbizzarritevi, è un regalo gradito che nessuno si aspetta.

Buona caccia alla strenna!

Ps
E, più nel dettaglio, ci sono i dieci libri che ho consigliato a Ivanalessia sul suo blog.