Ho iniziato la newsletter di oggi parlando dell'arte di raccontare solo ciò che serve (e del potere dell'istinto).
Spesso, chi inizia a scrivere un romanzo si chiede: quanto del passato va raccontato? La tendenza è voler dire tutto, con preamboli lunghissimi o flashback a singhiozzo che frenano la narrazione.
Meno è meglio: ce lo insegnano i maestri della letteratura.
In narrativa non esistono ricette precise, ma principi utili:
La domanda chiave è: quali informazioni sono necessarie e quali superflue? Se hai un buon istinto narrativo, seguilo. Altrimenti, gioca a Jenga: togli tutto ciò che non è indispensabile per tenere in piedi la torre della tua storia. Ciò che conta è la funzionalità narrativa.
Dai forma alla tua storia: due opportunità per te
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Tre amiche scrittrici mi hanno mandato i loro nuovi romanzi: Amanda Colombo ("Una locanda rosso lampone", Garzanti), Valeria Corciolani ("Delitto in bianco", Nero Rizzoli) e Sara Rattaro ("Due cuori in tempesta", Sperling&Kupfer).
Li hai già letti?
E intanto "La palestra dei desideri" continua a regalarmi meraviglia: ricevo messaggi bellissimi da chi lo ha letto. Grazie di cuore a tutti. Continuate a scrivermi, mi fate felice.
Per stimolare la creatività sto anche esplorando:
Il periodo non è dei migliori, viviamo nella paura e nell'incertezza di un mondo sull'orlo del baratro, la sensazione di futilità per ogni cosa che si dica o si faccia può essere forte.
Ma mi piace pensare che Dostoevskij abbia ragione e che la bellezza salverà il mondo, quindi non smettiamo di cercarla, riconoscerla e, se possibile, crearla.
Tutto questo e di più nella newsletter di oggi.