Me la sono tenuta in caldo per mesi, questa notizia: il mio nuovo romanzo è pronto.
Ma pronto pronto, nel senso che Rizzoli lo ha appena stampato e messo negli scatoloni: sarà in libreria dal 1° aprile.

Mi sono divertita molto a scrivere La palestra dei desideri.

Sono tornata in prima liceo, con tutte le insicurezze, le paure e le perplessità che avevo a quattordici anni. Con la rabbia di non sentirmi abbastanza, i primi amori problematici (non che poi…), le storie che amavo, le materie che odiavo, i professori che non mi capivano, i compiti in classe, i ragazzi più grandi, le gattemorte bullette e il cibo schifezza che non mi faceva ingrassare di un grammo.
Tornare lì e inventarmi una trama da sbrogliare mi ha permesso di esaudire un desiderio che avevo allora: incontrare personaggi magici con cui confidarmi, discutere e magari dividere pure una mela.
Quanto mi sarei divertita!
Be’, l’ho fatto ora.

E ho toccato un tema dolente: siamo ancora capaci di desiderare?
Desideri veri, belli, potenti, quelli d’oro, non roba ordinaria, di latta.
Se io vi chiedessi a bruciapelo cosa desiderate in questo momento, cosa mi rispondereste?

Ora, il mio desiderio è che vi scateniate andando a ordinarlo nelle vostre librerie di fiducia e che vi divertiate a leggerlo.

Intanto, i Dii o altri personaggi magici hanno deciso, con l’ironia che li contraddistingue, di far uscire il mio nuovo romanzo di martedì.
Sarà per me una tostissima esercitazione.
Ma è martedì anche oggi, e nel laboratorio in corso gli Scrittori Pigri stanno per ricevere la nuova esercitazione.
Se vi va di farne una anche voi, nella newsletter di stamattina assegno quella che loro stanno consegnando, un’esercitazione che serve ad allenarsi nello show, don't tell.

Qui la newsletter di oggi.
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