Inception è un bel film.
Non è il capolavoro dell’anno, o almeno lo spero, visto che la stagione è appena iniziata e se questo era il meglio ce la siam giocata, ma è un bel film. Forse lo rivedrei anche (merita di essere visto sul grande schermo e, col senno del poi, un po’ più indietro).
E’ abbastanza arduo fare spoiler, vista la complessità degli eventi nella storia.
Un modo diverso di giocare con le realtà parallele attraverso l’invasione dei sogni, realtà e subrealtà, consci e subconsci, ricordi e sensi di colpa, vari strati, vari livelli di labirinti paradossali.

Da un film del genere mi aspettavo di più, però. Mi aspettavo di meglio. Mi aspettavo anche qualcosa in meno. Tipo meno sparatorie, inseguimenti e tutto quello che fa tanto testosterone ma che in questo caso sembrava più un’indecisione sul target.

E poi, limite mio sicuramente, non ho capito perchè:

–  se il subconscio è allenato a difendersi dai nemici, perchè continua a farlo anche quando diventano amici? Erano già state assunte le comparse per le guardie alberghiere e comprate le pistole, le tute mimetiche , le slitte e le bombe a mano bianche e non si poteva sprecarle? (tra l’altro, piccolo appunto: parecchio inetti quelli della sicurezza subconscia, tanto casino ed efficacia pochina)

– se nel primo livello di sogno un furgone cade e quindi nel secondo livello tutti percepiscono l’assenza di gravità, perchè nel terzo no?

– a Parigi, se vuoi fare architettura, devi prima avere una laurea in psicologia o è solo un vezzo delle giovanissime e talentuose architette?

E infine, ma questo è voluto, se la trottola gira all’infinito, è sogno o realtà?