bradipo che dormeGli ultimi giorni, sono stati vagamente impegnativi.
Credo di aver passato più ore su facebook ieri e nel weekend scorso che in un semestre. Per fortuna ho da poco scoperto Real Time, che in sottofondo mi raccontava di gente pazza per i coupon, matrimoni gipsy, obesi in gara contro il grasso, ristoratori bastonati da Gordon Ramsey. Insomma, riuscivo a sentirmi normale, anche se giusto per un debole scarto.

Ma sabato era l’ultimo giorno per mandare i racconti e non volevo lasciare fuori nessuno, poi dovevamo scegliere dieci finalisti su ottanta, mica facile, varie discussioni narrativo-letterarie hanno riempito gli spazi pubblicitari, poi bisognava mandarli ai giurati, che tamburellavano curiosi (non farò i nomi ma GRAZIE agli scrittori, agli editor e ai comunicatori che hanno letto e votato per noi), e c’erano le richieste di amicizia da accettare a raffica, che domenica era l’ultimo giorno per distribuire i Mi piace determinanti. E poi c’è stato ieri.

Ieri è stato un giorno stravolgente, stratosferico, straordinario. E stremante.
Ieri abbiamo fatto tutti i conteggi, annunciato i vincitori del pubblico, spiegato i criteri di selezione per il voto di qualità, rivelato la decina finale, conclamato i vincitori. Che noi, di liste di vincitori, ne avevamo due.
E scritto a tutti i partecipanti, uno per uno, per ringraziarli. Perché questa avventura si è trasformata in un mese eccezionale grazie a loro.

Poi Facebook ci ha bloccato tutto, chiuso il profilo e mandati a dormire.

Ora vi aggiorno per bene. Giuro.
Questo era un post da dietro le quinte, giusto per svegliarmi del tutto.